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La matta del villaggio. Anna Banana a Milano

Non può esistere arte né creazione dove non c’è comunicazione, confronto, condivisione: questo il credo di Kunstverein, piattaforma sperimentale nata nel 2010 con sede a Toronto, New York e Milano, e questo il motivo che rende la sua sede milanese una cornice perfetta per la prima retrospettiva italiana dell’artista canadese Anna Banana (Victoria, 1940).
Editrice, ricercatrice, costumista e artista inserita in un filone che dal Dada arriva fino a Fluxus, nel 1971 si dichiara “town fool”, cambia il proprio nome all’anagrafe e con la sua nuova identità dà inizio a una serie di progetti basati sullo scambio e sulla partecipazione pubblica.
Kunstverein raccoglie i suoi artistamp e le cartoline con cui ha creato un network artistico internazionale, le pubblicazioni in forma di rivista come Banana Rags e Vile, ma anche i poster e costumi realizzati per le esuberanti Banana Olympics.
Oltre mezzo secolo di attività che ha sfidato una visione narcisistica dell’atto artistico e che continua con ironia e coerenza anche negli eventi organizzati per la retrospettiva italiana.

Valentina Avanzini

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