Florence Biennale. Premio “Lorenzo il Magnifico”

Florence Biennale. Premio

I prestigiosi riconoscimenti sono stati assegnati  a Ars Aevi – Museo di arte contemporanea di Sarajevo nella persona di Enver Hadžiomerspahić, fondatore e direttore del Progetto e all’artista ghanese El Anatsui

FIRENZE – Enver Hadžiomerspahić, fondatore e direttore del Progetto Ars Aevi, nasce a Banja Luka, Bosnia Erzegovina, nel 1946. Dal 1947 vive a Sarajevo. L’idea del Progetto Ars Aevi è nata a Sarajevo nella primavera del 1992, e dall’anno seguente Hadžiomerspahić si è dedicato alla costituzione di una collezione d’arte contemporanea per Sarajevo. L’architetto Renzo Piano ha i suoi progetti architettonici per il futuro Museo di Sarajevo. Nel 2016 l’Unione Europea ha compiuto uno studio di fattibilità per la costruzione del Museo Ars Aevi a Sarajevo. Frattanto, il Consiglio Comunale della città di Sarajevo ha approvato l’iniziativa di candidare il Progetto Ars Aevi al Premio Nobel per la pace nell’anno 2018. Recentemente il Consiglio comunale di Sarajevo ha preso la decisione di trasformare la Fondazione Ars Aevi in un Ente pubblico della città denominato “Museo di Arte Contemporanea Ars Aevi” di Sarajevo. Molte sono le persone che hanno svolto un ruolo significativo nei vent’anni del processo di costituzione della Collezione Ars Aevi, inclusi Claudio Martini, Massimo Cacciari, Marco Baccin e altri soggetti illustri. Molti di loro sono direttori artistici di musei europei che si sono impegnati nel coinvolgere artisti e possibili benefattori nella formazione della Collezione di Ars Aevi, costituita dai contributi qui menzionati. La Florence Biennale conferisce il Premio Speciale “Lorenzo il Magnifico” al costituendo Museo d’Arte Contemporanea di Sarajevo quale progetto ispirato a principi di pace per un futuro all’insegna della creatività nella vita di una città che ha subito devastazioni.

Il 13 ottobre è stato conferito il Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera all’artista ghanese El Anatsui.  Nato nel 1944 ad Anyanko, nella regione del Volta in Ghana, El Anatsui è cresciuto in una missione e si è formato al College of Art di quella che oggi è la Kwame Nkrumah University of Science and Technology di Kumase. Dal 1975 è docente alla University of Nigeria-Nsukka (UNN) nella provincia di Enugu e da alcuni anni è a capo del Dipartimento di Scultura. Vive e lavora a Nsukka, pur mantenendo uno stretto legame con il suo Paese natale, le cui espressioni culturali – insieme ad altri retaggi dell’Africa e alle suggestioni dell’Occidente – hanno ispirato il suo fare creativo. Emerge come artista a cavallo degli anni Sessanta e Settanta, in un periodo dominato dai movimenti nati nel cosiddetto “continente nero” ormai indipendente dall’impero britannico, e debutta con la sua prima mostra personale in Nigeria nel 1976.

Nel 1980 vince la residenza d’artista alla Cummington Community of the Arts in Massachussets, esperienza che eleva la sua sensibilità di artista e gli apre scenari internazionali. Soprattutto agli inizi della sua carriera El Anatsui impiega materiali naturali quali il legno, una presenza costante nella sua produzione artistica che si ritrova per esempio in Club Windows (2002) e Devotees (1987). Di argilla e manganese sono Chambers of Memory (1977), la serie Broken Pots (1978) e Gbeze (1979), opere che accendono una riflessione sul ciclo vitale degli oggetti promuovendo il concetto di rinnovamento, rinascita, reincarnazione e dunque speranza in opposizione a morte, distruzione, disintegrazione e degrado. Recuperando oggetti usati e parti di essi, El Anatsui realizza lavori tesi a richiamare l’attenzione sul rapporto Uomo-Natura, per esempio Earth’s Skin (2008), ma soprattutto sulle dinamiche relazionali e culturali nella società contemporanea come in They Saw Us through Puffs of Smoke (2011) e Stressed World.

Queste e molte altre installazioni in foggia di grande arazzo evocano l’estetica e il simbolismo del kente, il tessuto che il padre dell’artista soleva tessere rinnovando la tradizione degli Ewe e degli Ashanti in Ghana, abili anche nella lavorazione dei tessili e dei metalli. La parola gawu, che nella lingua degli Ewe può significare sia “metallo” sia “mantello pregiato”, riassume in sé il senso dei lavori che El Anatsui ha realizzato con filo di rame e metallo recuperato da rifiuti quali lattine, anelli e/o tappi di alluminio da bottiglie di liquori, grattugie di ferro e lastre per la stampa disperse nel territorio della Nigeria come di altri Paesi che stentano a riciclare i prodotti di un “sistema alieno” a fine vita. El Anatsui restituisce loro un’aura preziosa come l’oro in opere di straordinaria bellezza e originalità, che paiono avvalorare la teoria dell’esistenza di un “magnetismo vitale” negli elementi e in tutte le cose inanimate formulata da Franz Anton Mesmer. Questo anche perché la “fluidità”, la policromia e la “trasparenza” delle installazioni “tessil-metalliche” dell’artista, fanno si che esse appaiano come presenze dinamiche, mutevoli.

Oggi El Anatsui vanta 50 anni di carriera, raccontata nella monografia El Anatsui: Art & Life di Susan M. Vogel (Prestel, 2012) e nel film diretto dalla stessa autrice, Fold Crumple Crush: the Art of El Anatsui (2011).

Quest’anno la Florence Biennale conferisce a El Anatsui il Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera “per aver magistralmente intrecciato memorie e significati nel suo rappresentare l’essenza dell’Africa ispirando un pubblico globale attraverso la riscoperta dell’inestricabile rapporto fra Uomo e Natura. La sua arte si estrinseca in innumerevoli lavori di grande impatto visivo realizzati sperimentando creativamente materiali di recupero quali metalli e legno, con cui ha mostrato al mondo che ‘la povertà dei materiali impiegati nell’arte non preclude in alcun modo il raccontare storie meravigliose di grande ricchezza”.

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Siracusa. Alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo la mostra “Dialogica”

Siracusa. Alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo la mostra

L’evento è inserito tra quelli della 13ma Giornata del Contemporaneo a cura di Amaci. Opere pittoriche, progetti fotografici e video disegnano un percorso espositivo parallelo a quello della Galleria

SIRACUSA Dialogica. atemporali.connessioni.contemporanee, a cura di Francesco Piazza, è la nostra che sarà inaugurata sabato 14 ottobre presso la Galleria regionale di Palazzo Bellomo alla presenza del direttore del Polo regionale di Siracusa per i siti culturali Dott. Lorenzo Guzzardi.

L’evento, inserito tra quelli della 13ma Giornata del Contemporaneo a cura di Amaci (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), vuole essere un omaggio alla vitale attualità delle opere d’arte antica ed insieme un dialogo con i maestri del passato. Sono 14 gli artisti che hanno realizzato opere di grande impatto emotivo, pensate appositamente per essere inserite nel percorso museale della Galleria. 

Gli artisti di Dialogica sono: Evita Andùiar, Romina Bassu, Giuseppe Bombaci, Davide Bramante, Riccardo Brugnone, Andrea Buglisi, Claudio Cavallaro, Simone Geraci, Francesco Lauretta, Ettore Pinelli, Giacomo Rizzo, Massimiliano Usai, Giovanni Viola, William Marc Zanghi. 

La mostra sarà visitabile negli orari di apertura del Museo. In occasione della chiusura di sabato 2 dicembre Massimiliano Usai e Roberto Vitale si esibiranno in un live di musica e poesia nel cortile di Palazzo Bellomo. 

Vademecum

Galleria regionale di Palazzo Bellomo
“Dialogica. atemporali.connessioni.contemporanee”
Ingresso gratuito alla Galleria il 14 ottobre in occasione della 13ma Giornata del Contemporaneo a cura di Amaci (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani).
Palazzo Bellomo
via Capodieci, 14 – 96100 Siracusa
tel. 093169511 – fax 093169529
www.regione.sicilia.it/beniculturali/palazzobellomo
polomuseale.sr@regione.sicilia.it
galleria.palazzobellomo@pec.regione.sicilia.it
Vernissage 14 ottobre ore 17,00.
Orari della mostra dal 15 ottobre al 2 dicembre 2017:
da martedì a sabato ore 9-19;
domenica 15 ottobre, 5 e 19 novembre ore 9-13.30;
domenica 22 e 29 ottobre, 12 e 26 novembre ore 14-19.30;
ultimo ingresso fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura

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“L’Adorazione dei pastori” del Perugino in mostra a Milano

Adorazione dei pastori di Perugino, 1502 - particolare

Dal 20 ottobre al 28 gennaio 2018, il Museo diocesano Carlo Maria Martini del capoluogo lombardo ospiterà il dipinto proveniente dalla Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia

MILANO –  Capolavoro indiscusso della maturità di Pietro Vannucci, detto il Perugino, il dipinto su tavola fa parte di un polittico eseguito, in più di 20 anni, per la chiesa di sant’Agostino a Perugia, su commissione dei frati agostiniani nel 1502. Alla morte del pittore, mancavano alcune rifiniture. Si trattava infatti di una grandiosa pala d’altare, a più scomparti e su più registri, che doveva essere alta più di otto metri e che era formata da oltre 30 tavole. Già nel 1654 l’imponente struttura venne smontata e divisa in due parti. Da quel momento le tavole furono disperse e oltre di esse si trovano oggi in Francia, a causa delle requisizioni fatte dalle truppe napoleoniche nel 1797, negli Stati Uniti, come il San Bartolomeo conservato a Birmingham in Alabama, o proprio a Perugia, nella chiesa di San Pietro, dove si trova il Cristo sorretto da Nicodemo tra la Madonna dolente e San Giovanni Evangelista. 

A sinistra della tavola, si scorge l’annuncio degli angeli ai pastori, che compaiono anche al centro, in adorazione, mentre sulla destra si trovano il bue e l’asinello. Al centro, tra due angeli, la colomba dello Spirito Santo e, in primo piano, Maria e Giuseppe adorano il Bambino, appoggiato a terra e protetto solo da un lembo del manto della Vergine. 

Lo stile di Perugino segna l’inizio di un nuovo modo di dipingere che, a partire da Raffaello, il più importante tra i suoi allievi, segnerà la nascita della maniera moderna. 

La mostra, a cura di Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano di Milano e di Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, è accompagnata da  un catalogo Silvana editoriale con testi di Mons. Luca Bressan, Rosa Giorgi, Nadia Righi e Marco Pierini.

Il progetto di allestimento, curato dall’arch. Alessandro Colombo dello Studio Cerri & Associati, cercherà di suggerire lo spazio architettonico a cui era destinata l’opera e di rievocare il grandioso polittico di cui era parte.

Vademecum

L’ADORAZIONE DEI PASTORI DI PERUGINO
Milano, Museo Diocesano Carlo Maria Martini (ingresso da piazza Sant’Eustorgio 3)
20 ottobre 2017 – 28 gennaio 2018
Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso lunedì (eccetto festivi)
La biglietteria chiude alle ore 17.30
Biglietti (Museo Diocesano + Museo di Sant’Eustorgio e Cappella Portinari)
Intero: 8 euro
Ridotto individuale: 6 euro
Ridotto gruppi adulti (parrocchie incluse, almeno 15 persone): 6 euro
Ridotto scuole e oratori: 4 euro
 

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Al PAC di Milano la mostra “Io, Luca Vitone”

Al PAC di Milano la mostra

Lal 14 ottobre al 3 dicembre 2017 la prima antologica dedicata alla produzione dell’artista italiano nel Padiglione Arte Contemporanea, che si estende anche al Museo del Novecento ed ai chiostri di Sant’Eustorgio

MILANO – Inaugura il 13 ottobre, in occasione della tredicesima Giornata del Contemporaneo,  indetta per sabato 14 ottobre da AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, la mostra “Io, Luca Vitone”, a cura di Luca Lo Pinto e Diego Sileo. 

Si tratta della prima antologica dedicata alla produzione dell’artista italiano, nato a Genova nel 1964 e oggi residente a Berlino. L’esposizione si sviluppa in tre sedi, vedendo coinvolto non solo il Pac, ma anche i Chiostri di Sant’Eustorgio e il Museo del Novecento.

La mostra al Pac attraversa trent’anni di carriera artistica di Vitone, riunendo per la prima volta i suoi progetti più significativi.  Tra questi “Souvenir d’Italie” (2010) che ricorda i 959 iscritti alla loggia massonica della P2; “Nulla da dire solo da essere” (2004) in cui su ventuno bandiere appese nel vuoto si trovano citazioni ricamate che provengono dall’ambito del pensiero libertario, attraverso cui Vitone combina l’iconografia del movimento anarchico con quella delle popolazioni Rom e Sinti; “Imperium” (2014) realizzato da una componente olfattiva e da una componente pittorico-monocromatica; l’autobiografico “Ultimo viaggio” (2005), che racconta il viaggio da Genova al Golfo Persico percorso da Vitone con la famiglia nell’estate del 1977, e l’opera “Corteggiamento” (2003-2004) nella sua versione integrale con tutte e nove le sculture musicali dedicate alle muse. 

Nel Museo Diocesano Luca Vitone rende omaggio tra gli altri a Lucio Fontana con l’opera “Nel Nome del Padre”, nata dalla collaborazione con Cesare Viel. Nella sala dell’Arciconfraternita invece l’artista presenta “Futuro Ritorno” (2008), un’installazione sonora che narra della condizione e dei desideri di ventidue persone emigrate in Italia. 

Infine al Museo del Novecento viene presentata per la prima volta l’opera “Wide City” (1998), acquisita dal Comune di Milano nel 2004. Fulcro dell’installazione  è un modellino della Torre Velasca intorno a cui sono disposti 180 scatti dell’artista, che ritraggono luoghi particolarmente significativi per alcune delle più numerose comunità di stranieri presenti a Milano. 

Ad accompagnare il pubblico nelle tre sedi sarà una guida speciale a firma di Vincenzo Latronico, che attraverso la narrazione stimola il visitatore a lavorare sull’interpretazione di ogni opera in mostra come processo aperto a diversi significati. 

La mostra è accompagnata da un volume con le riproduzioni di tutte le opere realizzate dall’artista e le recensioni delle mostre in cui le opere erano state originariamente esposte. 

Vademecum

Dal 13 Ottobre 2017 al 03 Dicembre 2017
Milano, PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea
Biglietto: intero € 8, ridotto € 6.50 / € 5 / € 4. Gratuito minori fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, un accompagnatore e una guida per ogni gruppo Touring Club e FAI, dipendenti della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Artistici, giornalisti accreditati, tesserati ICOM, guide turistiche munite di tesserino di abilitazione, soci AMACI
Info: +39 02 8844 6359
www.pacmilano.it/

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Torna il 14 ottobre la Giornata del Contemporaneo

Torna il 14 ottobre la Giornata del Contemporaneo

24 musei AMACI apriranno le porte in tutta la penisola per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze

ROMA – Il 14 ottobre si tiene la tredicesima edizione della Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI, l’associazione dei musei di arte contemporanea italiani. 

La manifestazione prevede un programma vario e multiforme, permettendo al pubblico di avvicinarsi al mondo dell’arte contemporanea. In questa giornata saranno 24 musei AMACI ad aprire le porte in tutta la penisola per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. 

L’immagine guida di questa edizione è stata affidata a Liliana Moro che ha creatoPane quotidiano”, una semplice scritta realizzata  con timbri tipografici su fondo bianco, che porta la nostra attenzione sull’alimento base di tutti i giorni. Due sole parole per un messaggio essenziale, con un duplice riferimento, quello alla tradizione biblica e all’idea di cibo per il corpo, ma soprattutto per lo spirito, con cui alimentare la nostra esistenza.

Nelle edizioni precedenti sono stati coinvolti artisti quali Michelangelo Pistoletto (2006), Maurizio Cattelan (2007), Paola Pivi (2008), Luigi Ontani (2009), Stefano Arienti (2010), Giulio Paolini (2011), Francesco Vezzoli (2012), Marzia Migliora (2013), Adrian Paci (2014), Alfredo Pirri (2015) ed Emilio Isgrò (2016).

La lista degli eventi è disponibile sul sito http://www.amaci.org

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Museo del Novecento presenta “Mum, I’m sorry” di Martina Melilli, vincitore di ArteVisione 2017

Museo del Novecento presenta

Il 14 ottobre ore 19.00 si terrà la presentazione del progetto di Sky Academy e Careof a sostegno del talento creativo e una conversazione tra  l’artista e l’antropologa Giulia Grechi

MILANO – Il Museo del Novecento presenta Mum, I’m sorry di Martina Melilli, vincitore di ArteVisione 2017, il progetto di Sky Academy e Careof a sostegno del talento creativo.

In occasione della Giornata del Contemporaneo, il 14 ottobre 2017, l’opera sarà presentata per la prima volta al pubblico nella Sala Fontana del Museo del Novecento. La presentazione, a cura di Chiara Agnello e Iolanda Ratti, sarà accompagnata da una conversazione fra l’artista e l’antropologa Giulia Grechi. Mum, I’m sorry di Martina Melilli andrà in onda in prima visione su Sky Arte HD (canale 120 e 400 di Sky) lunedì 16 ottobre alle 19.45.

Inoltre l’opera Mum, I’m sorry verrà presentata prossimamente presso i Musei: MADRE – Museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli; MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma; Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova.

Il Museo del Novecento affianca Sky e Careof in qualità di partner istituzionale di ArteVisione, presentando in anteprima l’opera vincitrice dell’edizione 2017 e acquisendola nelle proprie collezioni.

Al bando 2017 – focalizzato sul tema Memoria e Identità – Martina Melilli risponde con un’opera di grande sensibilità sul fenomeno migratorio. Nato dal dialogo con migranti sopravvissuti al lungo viaggio, Mum I’m sorry ha uno sguardo ravvicinato su dettagli di storie e di affetti appartenuti a corpi senza vita. Sono gli oggetti scelti come essenziali, come “casa” da portare in un viaggio senza ritorno, sono le foto, i pezzi di carta con numeri annotati a parlare di un vissuto e a suggerire speranze di nuove prospettive.

Piena di rispetto e dignità verso la vita e l’essere umano, l’opera di Martina Melilli si allontana da una dimensione numerica, di massa e astratta, per portare la narrazione su un piano individuale e intimo dove semplici “prove giudiziarie” vanno a creare un archivio di memorie.

ArteVisione è uno dei progetti di Sky Academy, un insieme di iniziative che attraverso il potere comunicativo della tv e dei suoi contenuti, si propongono di promuovere l’innovazione, stimolare la creatività e sostenere il talento nelle nuove generazioni. 

Mum, I’m sorry / teaser from Martina Melilli on Vimeo.

Vademecum

Mum, I’m sorry di Martina Melilli
Vincitore di ArteVisione 2017
Presentazione del progetto e conversazione
fra l’artista Martina Melilli e l’antropologa Giulia Grechi
14 ottobre ore 19.00
Sala Fontana, Museo del Novecento – Milano
Lunedì 16 ottobre alle 19.45 in prima visione su Sky Arte HD
Museo del Novecento, via Marconi 1, Milano
Dalle 19. L’opera di 18’ sarà poi proiettata in loop fino alle 22 Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura del Museo
Contatti
Museo del Novecento
Tel. 02 88444061
c.museo900@comune.milano.it
www.museodelnovecento.org
Careof
Tel. 02 3315800
careof@careof.org
www.careof.org

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“Genesi”, lo sguardo appassionato di Salgado in mostra al PAN di Napoli

Etiopia, 2007

L’esposizione, attraverso 245 immagini, racconta la rara bellezza del patrimonio unico e prezioso, di cui disponiamo: il nostro pianeta. Il 17 ottobre, giorno dell’inaugurazione, è previsto un incontro pubblico con il grande fotografo brasiliano intervistato da Roberto Koch

NAPOLI – Il 18 ottobre apre al pubblico, al PAN|Palazzo delle Arti Napoli,  “Genesi” l’ultimo grande lavoro del maestro Brasiliano. La mostra è il risultato di un viaggio alla scoperta della bellezza nei luoghi più remoti del Pianeta, durato 8 anni. 

Un progetto quello di Salgado che rappresenta il tentativo, perfettamente riuscito, di realizzare un atlante antropologico del pianeta, ma che è anche un grido di allarme e un monito affinché si cerchi di preservare queste zone ancora incontaminate.

Lesposizione dunque, attraverso 245 eccezionali immagini, racconta la bellezza del nostro pianeta, sottolineando la necessità di assumere nuovi comportamenti e stili di vita in armonia con la natura che ci circonda. 

Il percorso espositivo si compone di cinque sezioni: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl. Gli straordinari scatti di Salgado presentano un mondo in cui natura ed esseri viventi vivono ancora in equilibrio con l’ambiente. Una parte del suo lavoro è rivolto agli animali che sono impressi nel suo obiettivo attraverso un lungo lavoro di immedesimazione con i loro habitat. Un’attenzione particolare è riservata anche alle popolazioni indigene ancora vergini: gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana; i Pigmei delle foreste equatoriali nel Congo settentrionale; i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica; le tribù Himba del deserto della Namibia e quelle più remote delle foreste della Nuova Guinea.

Come spiega Lélia Wanick Salgado, che ha curato il progetto:Genesi è la ricerca del mondo delle origini, come ha preso forma, si è evoluto, è esistito per millenni prima che la vita moderna accelerasse i propri ritmi e iniziasse ad allontanarci dall’essenza della nostra natura. È un viaggio attraverso paesaggi terrestri e marini, alla scoperta di popolazioni e animali scampati all’abbraccio del mondo contemporaneo. La prova che il nostro pianeta include tuttora vaste regioni remote, dove la natura regna nel silenzio della sua magnificenza immacolata; autentiche meraviglie nei Poli, nelle foreste pluviali tropicali, nella vastità delle savane e dei deserti roventi, tra montagne coperte dai ghiacciai e nelle isole solitarie. Regioni troppo fredde o aride per tutto tranne che per le forme di vita più resistenti, aree che ospitano specie animali e antiche tribù la cui sopravvivenza si fonda proprio sull’isolamento. Fotografie, quelle di Genesi, che aspirano a rivelare tale incanto; un tributo visivo a un pianeta fragile che tutti abbiamo il dovere di proteggere”. 

La mostra, visitabile fino al 28 gennaio 2018, è frutto della collaborazione di Civita Mostre con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. 

Il 17 ottobre, giorno dell’inaugurazione, è previsto un incontro pubblico con il grande fotografo brasiliano intervistato da Roberto Koch, che si terrà nel pomeriggio alle ore 16.00 nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino.

Vademecum

Sebastião Salgado. Genesi
18 ottobre 2017 – 28 gennaio 2018
Pan_Palazzo Arti Napoli
Orari
Tutti i giorni dalle ore 9,30 alle ore 19,30
La biglietteria chiude un’ora prima
Martedì chiuso
Biglietti
Intero € 11,00 (comprensivo di audioguida)
Ridotto € 10,00 per gruppi di almeno 12 visitatori e titolari di convenzioni appositamente attivate (comprensivo di audioguida)
Ridotto speciale € 6,00 per scuole e giovani fino a 26 anni (comprensivo di audioguida)
Gratuito per minori di 6 anni, 2 accompagnatori per classe e accompagnatore di disabili
Riduzioni Trenitalia: ingresso con la formula 2×1 per possessori biglietto Frecce  con destinazione Napoli e per i possessori di CartaFRECCIA; ingresso ridotto per abbonati regionali (Campania) o possessori biglietto corsa semplice destinazione Napoli, per i dipendenti Gruppo FS sconto del 10% sugli acquisti nel bookshop.
Informazioni
www.mostrasalgadonapoli.it
199.15.11.21 (dall’estero 02.89096942)

 

 

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Museo Egizio di Torino. Visita guidata Animali o Dei?

Museo Egizio di Torino. Visita guidata Animali o Dei?

Sabato 14 e domenica 15 ottobre, alle ore 10.10 un percorso per grandi e piccini alla scoperta delle potenti e misteriose divinità faraoniche

TORINO – Nell’antico Egitto la presenza divina era fortemente percepita e riguardava ogni aspetto dell’esistenza umana. Le piene del Nilo, l’esito di un guerra o di un raccolto abbondante e molte altre attività dipendevano dall’umore degli dei e per chi viveva nelle terre dei faraoni era fondamentale saper riconoscere il loro mutevole aspetto e il loro smisurato potere.

Le divinità egizie potevano rappresentare i fenomeni naturali e quelli sociali, e potevano cambiare di volta in volta i loro nomi e attributi.

Durante il percorso, i ragazzi e i loro genitori potranno visitare le sale del Museo e scoprire  i nomi, le caratteristiche speciali e gli aspetti più curiosi di ogni forza divina venerata, temuta e rispettata dagli antichi abitanti dell’affascinante terra dei faraoni.

Vademecum

Animali o Dei?
Pubblico: bambini (6-11 anni) accompagnati dai genitori
Data e orari: sabato 14 e domenica 15 ottobre, ore 10:10
Prezzo al pubblico: € 5,00 (biglietto di ingresso escluso)
Prenotazione obbligatoria: dal lunedì al venerdì, 8:30 – 19:00; sabato, 9:00 – 13:00.
Telefono: 011 4406903 – mail: info@museitorino.it
 

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