“Milano e la mala” a Palazzo Morando di Milano

“Milano e la mala

L’esposizione, curata da Stefano Galli, analizza e ripercorre la nascita e l’affermazione della criminalità a Milano, tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni ottanta, attraverso un percorso espositivo ordinato cronologicamente

MILANO – Dal 9 novembre 2017 all’11 febbraio 2018 Palazzo Morando | Costume Moda Immaginedi Milano ospita la mostra Milano e la mala. Storia criminale della città, dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca, a cura di Stefano Galli.

Si tratta del nuovo appuntamento espositivo di Palazzo Morando iniziato con “Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti” (2013) e proseguito con “Milano, città d’acqua” (2015) e “Milano, storia di una rinascita. 1943-1953 dai bombardamenti alla ricostruzione” (2016). 

Questa serie di iniziative hanno lo scopo di raccontare il capoluogo meneghino a partire dalla sua storia, dalla sua specificità, dalle sue vicende sociali, capaci di trasformare in modo radicale il volto della città.

La nuova esposizione analizza e ripercorre la nascita e l’affermazione della criminalità a Milano, tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni ottanta, attraverso un percorso espositivo ordinato cronologicamente.

Si parte dalla fine della seconda guerra mondiale, passando attraverso la famosa rapina di via Osoppo del 1958, definita “il colpo del secolo”: l’assalto di sette uomini a un portavalori che si impossessò di un bottino di oltre 614 milioni di lire senza neppure sparare un colpo.  L’episodio rappresentò l’apice della Ligera, una forma di delinquenza tutta milanese che ebbe origine già nel XIX secolo, composta da piccoli gruppi di criminali e spesso “romanticamente” ricordata anche nelle canzoni popolari.

Nel ventennio 1960-1980 si avviò invece una nuova forma criminale strutturata in gruppi omogenei – anche di stampo mafioso – diretta al controllo del gioco d’azzardo, della prostituzione e, infine, del traffico degli stupefacenti. Tra i protagonisti di questa stagione nomi del calibro di Francis Turatello, Angelo Epaminonda, Renato Vallanzasca, che evocano nei ricordi dei milanesi atmosfere da Far West.

L’esposizione documenta tutte queste atmosfere, oltre a riportare in primo piano i quartieri della malavita: il Giambellino, l’Isola, la casba di via Conca del Naviglio e il Ticinese.

Un importante e ulteriore approfondimento è rivolto agli eroici rappresentanti delle forze dell’ordine, in primis il commissario Mario Nardone e il futuro questore Achille Serra.

L’esposizione chiude idealmente con la sezione dedicata a Renato Vallanzasca, il bandito della Comasina, ultimo rappresentante di una malavita milanese che dai primi anni ottanta lascerà il passo a nuove e più cruente forme di criminalità.

Vademecum

Dal 09 Novembre 2017 al 11 Febbraio 2018
Milano, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine
Lunedì: chiuso; Martedì, mercoledì e venerdì: 10.00-19.00; giovedì: 10.00-22.30; sabato e domenica: 10.00-19.30
Biglietti: intero: € 10, ridotto: € 8 (studenti under 26, over 65, disabili, gruppi adulti e tutte le convenzioni), gratuito bambini da 0 a 6 anni, guide turistiche (Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria), accompagnatori di disabili; giornalisti accreditati; possessori Abbonamenti Musei Lombardia Milano
Info: +39 327 8953761
segreteria@spiraledidee.com
www.mostramalamilano.it

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Da Donizetti a Verdi: la grande Opera ai Musei Capitolini

Da Donizetti a Verdi: la grande Opera ai Musei Capitolini

Sabato 11 novembre apertura serale domenica 12 al Museo Carlo Bilotti la musica di Gustav Mahler

ROMA – La grande tradizione operistica sarà protagonista della nuova apertura straordinaria dei Musei Capitolini. Sabato 11 novembre dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23 – biglietto del costo simbolico di un euro) l’iniziativa Nel week-end l’arte si anima proporrà ai visitatori lo spettacolo Da Donizetti a Verdi realizzato in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma e il suo progetto di avviamento professionale “Fabbrica” Young Artist Program.

Anche il prossimo fine settimana sarà arricchito dagli eventi di MIX Incontriamoci al museo, il progetto di attività finalizzate alla valorizzazione del patrimonio artistico museale e all’aggregazione del pubblico. I visitatori avranno l’opportunità di assistere ad altri due appuntamenti del percorso tematico Incontro con gli scrittori curato da Lorenzo Pavolini. Sabato 11 novembre alle ore 19 Dacia Maraini leggerà davanti al pubblico dell’Auditorium dell’Ara Pacis la sua Intervista sulla Pace mentre domenica 12 novembre alle ore 11.30 presso il Museo delle Mura l’autore Marco Lodoli proporrà uno scritto inedito intitolato Le mura di Roma.

Le due giornate rientrano nell’iniziativa “Nel week-end l’arte si anima” promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. La programmazione è frutto della collaborazione con importanti istituzioni culturali cittadine quali: Casa del Jazz, Fondazione Musica per Roma, Teatro di Roma, Fondazione Teatro dell’Opera, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e con le Orchestre dell’Università Roma Tre e di Sapienza Università di Roma.

Il percorso tematico “Incontro con gli scrittori” rientra nel progetto “MIX – Incontriamoci al museo” (promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, finanziato dalla Regione Lazio con la legge n. 26 del 23 ottobre 2009 – Avviso pubblico finalizzato allo sviluppo dei sistemi di servizi culturali) e nel programma di “Contemporaneamente Roma 2017” promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale.

MUSEI CAPITOLINI

Sabato 11 novembre 

PROGRAMMA

DA DONIZETTI A VERDI

A cura del Teatro dell’Opera di Roma

Con: Irida Dragoti (mezzosoprano); Sara Rocchi (mezzosoprano); Domenico Pellicola (tenore); Timofei Baranov (baritono).

Pianoforte: Edina Bak

Ore 20.15 e 21.45 | Esedra di Marco Aurelio

Timofei Baranov | Da Poliuto, G. Donizetti – Di tua beltade immagine                          

Irida Dragoti | Da La Favorita, G. Donizetti – O mio Fernando                              

Sara Rocchi | Da Lucrezia Borgia, G. Donizetti – Nella fatal di Rimini

Ore 20.45 e 22.15 | Pietro da Cortona

Domenico Pellicola | Da Il Duca d’Alba, G. Donizetti – Angelo casto e bel                    

Timofei Baranov | Da Don Carlo, G. Verdi – Per me giunto                                            

Sara Rocchi | Da Un Giorno di Regno, G. Verdi – Ah, non m’hanno ingannata…        

Ore 21.15 e 22.45 | Salone Palazzo Nuovo

Domenico Pellicola | Da Luisa Miller, G. Verdi – Quando le sere al placido                  

Timofei Baranov | Da La Traviata, G. Verdi – Di Provenza, il mar, il suol                      

Irida Dragoti | Da Il Trovatore, G. Verdi – Stride la vampa                           

Ore 23.15 | Esedra di Marco Aurelio – FINALE

Irida Dragoti, Sara Rocchi, Domenico Pellicola, Timofei Baranov | L’Orgia, G. Rossini                                     

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

Domenica 12 novembre ore 11.30

L’appuntamento con il concerto gratuito di domenica 12 novembre alle ore 11.30 sarà dedicato alla musica di Gustav Mahler. Organizzata in collaborazione con Roma Tre Orchestra la performance di Andrea Feroci e Francesco Micozzi presso il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese si concentrerà sulla celebre Sinfonia n. 1.

In programma: G. Mahler: Sinfonia n. 1, nella versione per pianoforte a quattro mani di Bruno Walter. Labor Limae

Con: Andrea Feroci; Francesco Micozzi (pianoforte)

MIX INCONTRIAMOCI AL MUSEO – INCONTRO CON GLI SCRITTORI

AUDITORIUM DELL’ARA PACIS | Sabato 11 novembre ore 19.00

INCONTRO CON DACIA MARAINI

“Intervista sulla Pace”

Ingresso gratuito – Prenotazione obbligatoria allo 060608.

130 posti

MUSEO DELLE MURA | Domenica 12 novembre ore 11.30

INCONTRO CON MARCO LODOLI

“Le mura di Roma”

Ingresso gratuito – Prenotazione obbligatoria allo 060608. 40 ingressi di cui 15 seduti

Il posto a sedere verrà assegnato in ordine di arrivo

CONTEST

Continua anche “Museum Social Club – Edizione Weekend”, contest gratuito dedicato ad artisti emergenti tra i 18 e i 30 anni attivi nell’ambito della danza, della musica e del teatro. Per partecipare alle prossime edizioni (nuova scadenza 21 novembre) è sufficiente inviare una mail e un video di presentazione all’indirizzo social@museiincomuneroma.it. Ogni mese i momenti performativi più votati sulla pagina ufficiale Facebook (fino a un massimo di quattro) potranno andare in scena durante uno degli eventi del fine settimana. Info e regolamento al seguente indirizzo: http://www.museiincomuneroma.it/servizi/news/contest_museum_social_club_edizione_weekend

Vademecum

NEL WEEK-END L’ARTE SI ANIMA
Musei Capitolini
Piazza del Campidoglio, Roma
aperti ogni sabato dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)
Ingresso 1 euro
Piccoli musei a ingresso gratuito
Tutti i week-end di novembre in programma eventi e concerti
Info
Tel 060608 – www.museiincomuneroma.it
Facebook @Museiincomuneroma
Twitter @museiincomune
Instagram @Museiincomuneroma
#ArtWeekEnd

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Sky arte Hd. La serata all’insegna dell’arte di giovedì 9 novembre

Diego Velázquez, Il venditore di acqua

Giovedì 9 novembre ancora una serata ricca di appuntamenti su Sky Arte Hd. Si comincia con Artbox, il magazine di attualità dedicato alle arti visive e si prosegue con Art Buffet ‒ I capolavori in cucina

La prima parte dell’episodio di Artbox ci conduce a Siena, nell’antico complesso di Santa Maria della Scala, dove è allestita la grande mostra sul pittore Ambrogio Lorenzetti, che fa emergere la grandezza e la genialità dell’artista senese, tra i più grandi della sua epoca.

Si prosegue con la visita alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia dove sono esposti i disegni su tela della piemontese-newyorkese Luisa Rabbia, e poi ancora verso la Fondazione Bisazza, vicino a Vicenza, che ospita gli scatti di Nobuyoshi Araki.

Chiudono la puntata le opere di pittura fluorescente realizzate al buio di Raimondo Galeano, in occasione della Biennale di Venezia. La recensione d’autore infine è affidata ad Achille Bonito Oliva. 

A seguire alle 20:45, Sky Arte propone nell’ambito della serie Art Buffet ‒ I capolavori in cucina, un episodio ispirato alle opere più emblematiche di Diego Velázquez, Il venditore di acqua, una tela che sintetizza le tre età della vita, mettendo la brocca d’acqua in primo piano.  Lo chef Herraiz darà vita a un piatto leggero e dai sapori immediati, lasciandosi guidare dall’altrettanto incisiva composizione del dipinto.

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L’arte sui giornali. La rassegna stampa di oggi

Un museo non si giudica dal solo bilancioTre ricercatori dell’Università Ca’ Foscari hanno sviluppato a partire dalla realtà dei musei veneziani un metodo di valutazione dei musei più complesso, che non guarda solo ai conti ma coinvolge diversi altri punti di forza e di debolezza. [La Stampa]Prospettiva Ejzenstejn agli UffiziPer la prima volta gli Uffizi di Firenze si aprono, su iniziativa del direttore Eike Schmidt, alla contaminazione con il cinema con una mostra dedicata a Ejzenstejn, rivoluzionario artista del cinema sovietico. [Corriere della Sera]All’asta il bozzetto della «Libertà» All’asta da Christie’s a Londra il prossimo 14 dicembre il bozzetto a olio del capolavoro di Eugène Delacroix «La libertà guida il popolo», eseguito nel 1830. Stima iniziale tra i 700mila euro e un milione. [la Repubblica]Cultura usa&gettaGiovanni De Luca riflette sulla logica degli eventi culturali contemporanei, dove gli spazi pubblici vengono «cannibalizzati» dagli eventi, e l’immediatezza prevale sugli investimenti di lungo periodo. [La Stampa]Torino, l’Egizio andrà fuori città?Il Museo Egizio di Torino è in cerca di nuovi spazi per espandersi, e dopo il rifiuto del vicino Palazzo Carignano, le cui sale sotterranee peraltro sono di difficile accesso, sta trattando con il Centro di Restauro presso la Reggia di Venaria. [la Repubblica]Quando lo studio parla all’artistaUna mostra alla Royal Academy di Londra diventa lo spunto per indagare sull’influenza del suo atelier sulla creatività di un artista: da Matisse a Bazille a Picasso, passando per Freud e Pollock, l’ispirazione a volte viene dagli stessi oggetti impiegati per produrre le opere. [la Repubblica]La fotografia del consumo culturale in PiemonteSecondo le cifre raccolte nel rapporto annuale dell’Osservatorio culturale piemontese, nel 2016 le spese in cultura degli abitanti della regione si sono rivolte sopratutto verso cinema e musei, anche se permane uno zoccolo duro pari al 14,6% della popolazione che non spende nulla in libri, spettacoli, eventi o visite culturali. [La Stampa; la Repubblica; Il Giornale]Una scoperta che cambia la visione dell’arte preistoricaLa scoperta nel 2015 vicino all’antica Pylos in Grecia nella tomba del «Guerriero del grifone» di un sigillo finemente intagliato  che raffigura i corpi umani con una perizia anatomica inedita per l’epoca, «sta facendo riscrivere i libri di storia dell’arte». [The Daily Telegraph]Nuovo direttore al Museo degli AlleatiLo storico Jürgen Lillteicher, dal 2007 alla guida della Willy-Brandt-Haus di Lubecca, sarà il nuovo direttore del Museo delle Forze Alleate di Berlino. [Frankfurter AZ]Un ritratto giovanile di Freud?Con la messa in vendita di una collezione privata che include disegni giovanili di Lucian Freud, ci si chiede se il ritratto di un giovane, datato 1948, raffiguri l’artista stesso. [The Times 8-11]

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Archeologia. Scoperto a Bologna il più grande cimitero ebraico medievale

Archeologia. Scoperto a Bologna il più grande cimitero ebraico medievale

Il ritrovamento rappresenta un’opportunità unica di studio e ricerca. Sono state infatti scavate 408 sepolture di donne, uomini e bambini, alcune delle quali hanno restituito elementi d’ornamento personale in oro, argento, bronzo, pietre dure e ambra

BOLOGNA – L’Università di Bologna ha annunciato il ritrovamento di quello che può essere considerato il più grande cimitero ebraico medievale in Italia. La scoperta è avvenuta nel corso degli scavi archeologici iniziati nel 2012 da un team composto da Soprintendenza di Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, Università, comunità ebraica e ricercatori indipendenti, con il supporto del Comune. 

Il cimitero, scoperto in via Orfeo, per 176 anni è stato il principale luogo di sepoltura degli ebrei bolognesi. Le fonti d’archivio riportano che quest’area fu acquistata nel 1393 da un membro della famiglia ebraica dei Da Orvieto per poi essere lasciata in uso agli Ebrei bolognesi.

Dopo le bolle papali della seconda metà del Cinquecento, che autorizzarono la distruzione dei cimiteri ebraici della città, il cimitero sopravvisse per secoli solo nel toponimo di “Orto degli Ebrei”.  Lo scavo archeologico ha riportato in luce gli sconvolgenti effetti del provvedimento papale: circa 150 tombe volontariamente manomesse per profanare la sacralità delle sepolture e nessuna traccia delle lapidi che dovevano indicare il nome dei defunti, forse vendute o riutilizzate. 

Il ritrovamento rappresenta quindi un’opportunità unica di studio e ricerca. Sono state infatti scavate 408 sepolture di donne, uomini e bambini, alcune delle quali hanno restituito elementi d’ornamento personale in oro, argento, bronzo, pietre dure e ambra.

Gli studi archeologici analizzeranno ora sia le sequenze stratigrafiche, che attestano una frequentazione dell’area dall’Età del Rame all’età moderna, sia i materiali recuperati nello scavo, avvalendosi anche del confronto con alcuni contesti cimiteriali ebraici scavati in Inghilterra, Francia e Spagna.  Tra gli oggetti rinvenuti negli scavi, un approfondimento sarà dedicato ai numerosi gioielli medievali, di cui verranno studiate caratteristiche stilistiche, tecniche di realizzazione e significati delle incisioni presenti. L’approccio interdisciplinare, con l’integrazione delle metodologie di studio archeologico, antropologico e demo-etno-antropologico, permetterà di fare luce sulle dinamiche storiche e sociali della comunità bolognese, rileggendo il patrimonio culturale ebraico come esperienza di vita della collettività ebraica dal Medioevo a oggi e come elemento costitutivo dei Beni Culturali della città. 

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Archeologia. Torna alla luce il “tempio perduto” di Ramses II

Archeologia. Torna alla luce il

La scoperta si deve a un team di archeologi egiziani e cechi del Czech Institute of Egyptology, che stanno compiendo una campagna di scavo dal 2012. I resti dell’edificio sono stati rinvenuti nei pressi della necropoli di Abusir a Giza, a una ventina di chilometri dal Cairo

IL CAIRO – E’ notizia di qualche giorno fa il ritrovamento del “tempio perduto” di Ramses II, un imponente complesso costruito, secondo gli archeologi tra il 1213 e il 1279 a.C.,  durante il lungo regno del terzo faraone della XIX dinastia. 

Il tempio, di circa 32 metri di larghezza per 52 metri di lunghezza,  è composto da un muro di mattoni di terra e da una corte che conduce ai pilastri dell’ingresso principale, riporta inoltre sulle mura numerose epigrafi con incisi i diversi titoli del faraone, insieme a iscrizioni di divinità del sole. Nel tempio sono stati rinvenuti anche frammenti di pitture policrome e pietre di colore blu. 

Secondo gli archeologi doveva essere il luogo dell’adorazione del dio sole Ra, venerato in particolare da Ramses. 

Ramses II è stato uno dei più grandi sovrani della storia dell’antico Egitto, forse il più grande di tutti e sicuramente il più conosciuto. Il suo regno, durato  sessantasette anni, fu caratterizzato nel suo corso sia da eventi politici eccezionali, sia da uno stile ben definito nelle arti e nei monumenti. Alla fine del suo regno lasciò un Egitto ricco e potente. 


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A Palazzo Reale “Caravaggio e luce dipinta”, percorso didattico per bambini e ragazzi

A Palazzo Reale

Quattro appuntamenti speciali: 13 novembre, 27 novembre, 11 dicembre e 15 gennaio alle ore 17

MILANO –  Caravaggio e luce dipinta” è il titolo dell’originale percorso elaborato dalla Sezione Didattica di Palazzo Reale per accompagnare i visitatori più giovani a scoprire il pittore nell’ambito della mostra “Dentro Caravaggio”, a cura di Rossella Vodret, inaugurata lo scorso 29 settembre.

Pensato e realizzato per le scuole dalle educatrici del Comune di Milano, il percorso didattico sarà disponibile anche per bambini e ragazzi dai 5 ai 16 anni accompagnati dalle loro famiglie in quattro appuntamenti speciali: 13 novembre, 27 novembre, 11 dicembre e 15 gennaio alle ore 17.

In una nota la vice sindaca e assessora all’Educazione, Anna Scavuzzo, spiega: “L’eccezionale lavoro di promozione artistica e di innovazione educativa delle sezioni didattiche del Comune di Milano è rivolto innanzitutto agli alunni delle scuole, ma è importante che la qualità dei percorsi pensati per le classi sia accessibile a tutta la città e i più giovani possano così viverne l’esperienza in compagnia delle proprie famiglie”. 

Al termine del percorso didattico verrà donata la guida in mostra e un piccolo catalogo d’Arte con le opere selezionate. Per partecipare è necessaria la prenotazione telefonica al numero 02.88448046. L’attività didattica è gratuita e l’ingresso alla mostra costa 6 euro per i bambini dai 6 anni in su, con tariffa ridotta per l’accompagnatore adulto.

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Capolavori italiani sottratti da Goering ed “esiliati” in Serbia, Pm Bologna: esportazione illecita 

Capolavori italiani sottratti da Goering ed

Secondo la Procura bolognese è “incontrovertibile” che i quadri  non furono un indennizzo di guerra. Vanno quindi restituiti all’Italia

BOLOGNA – Continua il giallo internazionale sulla questione relativa agli otto dipinti di grandi artisti italiani tra cui Tiziano, Tintoretto e Carpaccio, “prigionieri di guerra” conservati oggi al Museo Nazionale di Belgrado. Si tratta di capolavori italiani finiti in Serbia in seguito a compravendite milionarie mediate da mercanti per conto del Maresciallo del Reich, Hermann Goering. Dopo il conflitto queste opere sembra furono acquistate a Monaco di Baviera da un antiquario jugoslavo, Ante Topic Mimara e, successivamente, trasferite al Museo nazionale di Belgrado nel 1949. 

La questione è stata oggetto di una indagine partita dalla Procura di Bologna. E’ di questi giorni la notizia che, secondo la Procura bolognese, è “incontrovertibile” che gli otto dipinti furono illecitamente esportati dal Reich a partire dal 1941. 

A sostenerlo è l’atto inoltrato dal Pm Roberto Ceroni alla Corte superiore di Belgrado. Gli inquirenti, che puntano al recupero delle tele, hanno replicato alle obiezioni della Serbia, che un anno fa aveva respinto una prima istanza di sequestro, con nuove acquisizioni investigative e la richiesta di sviluppare ulteriori indagini. I Carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze hanno  accertato che tutte otto le opere furono esportate illecitamente dai tedeschi. Secondo il Pm le opere  “furono prelevate direttamente da Goering” per poi essere portate su un treno speciale dirette a Berlino. La sussistenza del reato consente di chiedere la confisca “per il recupero all’estero del bene e il ripristino del patrimonio culturale-economico della collettività. 

La Procura bolognese ha chiesto a Belgrado di procedere con alcune indagini mirante a ricostruire come le opere siano arrivate in Serbia. Si ritiene infatti che ci fu un’appropriazione indebita da parte di Ante Topic Mimara e Wiltrud Mersman. Il primo fu antiquario e falsario d’arte, amico di Goering, la seconda invece una donna che lavorava al Collecting Point di Monaco (dove gli Alleati facevano confluire le opere d’arte trafugate dai nazisti) e che che anni dopo divenne la moglie dello stesso Topic.

Secondo il Pm le opere non furono indennizzi di guerra, come indicato invece dal museo quando furono esposte in Italia nel 2004/2005. 

Afferma  quindi il Pm “In base al diritto allora vigente, l’eventuale consegna alla Jugoslavia, a scopo risarcitorio, delle otto opere d’arte italiane, non sarebbe stata consentitané dalla prassi seguita al Punto di raccolta, né dalle convenzioni internazionali. Né si può sostenere, come invece fa l’Autorità Serba, che l’acquisto avvenne per usucapione”. 

 

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Pirelli HangarBicocca. Al via il Public Program sulla mostra “Ambienti/Environments” di Lucio Fontana

Pirelli HangarBicocca. Al via il Public Program sulla mostra

Giovedì 9 novembre alle 20.30 il primo appuntamento con la conferenza di Paolo Campiglio 

MILANO – Il Public Program | Lucio Fontana, presentato da Pirelli HangarBicocca, è un ricco programma di conferenze, conversazioni e concerti, dedicato alla mostra “Ambienti/Environments” di Lucio Fontana.

Il primo appuntamento sarà giovedì 9 novembre con la conferenza di Paolo Campiglio dal titolo “Lo Spazio come utopia: Fontana e l’architettura a Milano”                                                                                                                                                                                          

Paolo Campiglio, studioso del lavoro di Lucio Fontana, accompagna il pubblico alla scoperta dei progetti realizzati dall’artista in collaborazione con i maggiori architetti del suo tempo, negli atrii dei condomini, nei cinema, nei luoghi pubblici e privati di Milano. Opere ancora visibili o ormai scomparse, che sono la premessa degli ambienti presentati nella mostra “Ambienti/Environments”.

Fin dagli anni giovanili le collaborazioni di Fontana con i maggiori esponenti dell’avanguardia architettonica italiana, dai BBPR a Luciano Baldessari, svilupparono nell’artista la consapevolezza dello spazio come utopia. Dal 1951, con l’elaborazione del Manifesto tecnico (1951) esposto al I Congresso delle Proporzioni alla IX Triennale di Milano, si chiarisce in lui come questa utopia sia realizzabile in rapporto allo spazio architettonico vissuto; la collaborazione con gli architetti assolve perciò negli anni Cinquanta alla mancata possibilità di creare degli ambienti in autonomia, come dimostrano i reiterati dinieghi della Biennale di Venezia (1950 e 1952) alle proposte ambientali dell’artista. L’analisi di alcuni esempi di architetture milanesi che ancora oggi presentano interventi di Fontana pone in evidenza come le numerose collaborazioni nell’architettura costituiscano una sorta di prova generale per la più consapevole e autonoma elaborazione degli ambienti spaziali negli anni Sessanta.

Vademecum

Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Prenotazione riservata ai Member Pirelli HangarBicocca
Per maggiori informazioni:
http://www.hangarbicocca.org/evento/lo-spazio-utopia-fontana-larchitettura-milano/
press@hangarbicocca.org

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