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Triennale di Milano. Le novità del programma autunno/inverno 2019 e del 2020

Dopo il successo di pubblico di Broken Nature: Design Takes on Human Survival, XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano con 281.421 visitatori, e l’apertura del Museo del Design Italiano, Triennale Milano, sotto la guida del Presidente Stefano Boeri, annuncia il suo programma culturale per l’autunno-inverno 2019 e per tutto il 2020. E lo fa presentando diverse novità, tra partnership consolidate e inedite, come quella con la Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi: in realtà un percorso già avviato, con la mostra David Lynch. The Air is on fire, presentata in Triennale nel 2007, e, più recentemente, con l’installazione The Great Animal Orchestra, realizzata da Bernie Krause e United Visual Artists, presentata nell’ambito della XXII Esposizione Internazionale. Ma che, a partire da aprile 2020 sarà ancora più intensa, dato che si spalmerà lungo otto anni. Ecco la programmazione nel dettaglio…

Claudia Giraud

IL MUSEO DEL DESIGN ITALIANO

 ©Triennale Milano  foto Gianluca Di Ioia
©Triennale Milano foto Gianluca Di Ioia

Inaugurato nell’aprile 2019, il Museo del Design Italiano, diretto da Joseph Grima, rappresenta solo il primo passo verso un più articolato progetto di ampliamento, sia della collezione permanente che degli spazi che del personale preposto al suo incremento. Infatti, la costituzione di un comitato apposito, i cui componenti saranno annunciati entro la fine del 2019, permetterà di dedicarsi non solo all’acquisizione di singoli pezzi, ma anche di quel patrimonio diffuso su tutto il territorio costituito da archivi, case museo, musei di impresa in un percorso che si sta delineando in stretta collaborazione con ADI e Assolombarda. Il Museo del Design Italiano, inoltre, in questo e nei prossimi anni sarà reso vivo da lecture, mostre a rotazione, incontri, approfondimenti che mettano in dialogo i pezzi della collezione con altre collezioni o con nuclei tematici di oggetti.

PARTNERSHIP CON FONDATION CARTIER

Fondation Cartier pour l'art contemporain ∏ Jean Nouvel Photo Luc Boegly
Fondation Cartier pour l’art contemporain ∏ Jean Nouvel Photo Luc Boegly

Un’importante novità del 2020 è l’avvio della collaborazione tra Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi, una delle eccellenze internazionali nel campo della creazione contemporanea. La partnership prevede, a partire da aprile 2020 per una durata di otto anni, la definizione di una programmazione condivisa di mostre dedicate all’arte contemporanea, curate da Fondation Cartier, negli spazi del Cubo al primo piano del Palazzo dell’Arte. La presentazione della collezione della Fondazione Cartier, curata dall’argentino Guillermo Kuitca, sarà la prima mostra nell’aprile 2020, cui farà seguito nell’autunno 2020 Claudia Andujar. La lotta Yanomami, retrospettiva dedicata ai 50 anni di lavoro della fotografa brasiliana Claudia Andujar.

GLI SPAZI DEL PALAZZO DELL’ARTE

Al nuovo capitolo dedicato all’arte contemporanea si aggancia la riflessione sugli spazi che dovrebbero ospitarla e avere, pertanto, una precisa identità tematica a partire da marzo 2020. Il Palazzo dell’Arte, sede della Triennale di Milano, fu costruito in soli diciotto mesi fra il 1931 e la primavera del 1933 su progetto dell’architetto Giovanni Muzio nella forma di un edificio di stampo razionalista che univa spazi di servizio (come uffici, magazzini e depositi) a saloni e corridoi per esposizioni temporanee, una biblioteca, un teatro per 1200 persone, un ristorante collegato alla terrazza giardino, un caffè ed alcuni atelier da affittare agli artisti ritenuti meritevoli. Ora si vorrebbe tornare a tutto questo con un intervento affidato alla direzione artistica di Luca Cipelletti: lavori che saranno conclusi entro il temine del mandato del Consiglio d’Amministrazione e saranno accompagnati da un percorso di incontri, eventi e lecture, anche in collaborazione con l’Archivio Muzio, per dare vita a una discussione aperta e pubblica sulla restituzione dell’edificio alla sua forma originaria. Come il progetto Parla Ascolta Guarda Fai (dal 5 ottobre 2019 a febbraio 2020), diretto da Umberto Angelini, Direttore Artistico di Triennale Milano Teatro, e curato da Fantom e Davide Giannella: incontri, installazioni, performance, ascolti, proiezioni, laboratori e progetti dalla molteplice natura. La data inaugurale, per esempio, vedrà in anteprima nazionale lo spettacolo della producer elettronica Caterina Barbieri e dell’artista visivo Ruben Spini.

LE MOSTRE

 ©Triennale Milano  foto Gianluca Di Ioia
©Triennale Milano foto Gianluca Di Ioia

Frutto di questa nuova visione degli spazi sarà un autentico skatepark (praticabile), posizionato al piano terra della Triennale. Si tratta di una creazione dell’artista coreana Koo Jeong A per la mostra PLAY! (da novembre 2019), ideata e curata da Julia Peyton-Jones, con Emma Enderby, sotto la direzione artistica di Lorenza Baroncelli: fin dagli anni Novanta, Jeong A lavora sulla reinvenzione degli spazi attraverso installazioni site-specific partecipative. A gennaio 2020, nella Curva del primo piano – spazio che sarà destinato alle mostre “manifesto” delle discipline di Triennale – inaugurerà la collettiva The State of the Art of Architecture, che presenterà lo stato dell’arte dell’architettura contemporanea internazionale, cui seguirà la personale dell’architetto danese Bjarke Ingels in aprile, la collettiva Future Cities – una riflessione sul futuro delle città – in autunno 2020 e, nel 2021, la personale dell’artista e teorica Hito Steyerl. La mostra Enzo Mari e Hans Ulrich Obrist (da marzo a settembre 2020) è, invece, il primo appuntamento di una serie di dialoghi, che avranno come spazio espositivo dedicato la Galleria dell’Architettura al piano terra, che nascono con lo scopo di far incontrare e confrontare un Maestro del progetto con un altro progettista, un intellettuale, un critico, un regista o un artista con l’obiettivo che da questo incontro scaturiscano nuove letture e punti di vista sul suo lavoro. Infine, una grande mostra di Vico Magistretti per festeggiare il centenario della sua nascita, che sarà inaugurata durante il Salone del Mobile (aprile-giugno 2020): in quell’occasione è previsto anche un intervento di Maurizio Cattelan e del suo progetto Toiletpaper con Pierpaolo Ferrari.

I BANDI

 ©Triennale Milano  foto Gianluca Di Ioia
©Triennale Milano foto Gianluca Di Ioia

Per quanto riguarda il capitolo bandi, Comune di Milano e Triennale lanceranno a breve una call for ideas per lo sviluppo di un programma di conferenze e laboratori presso gli spazi dell’Urban Center, all’interno del Palazzo dell’Arte, con l’obiettivo di indagare e osservare la città e i suoi cambiamenti. I temi di interesse sono la rigenerazione e trasformazione urbana attraverso la creazione di osservatori sul paesaggio italiano, sull’economia circolare, sulle grandi opere, la forestazione urbana, le politiche urbane, gli spazi aperti. È, invece, ancora in lavorazione un altro concorso di idee per invitare architetti a ripensare gli spazi del Carcere di San Vittore, con il quale è nata una collaborazione.

TRIENNALE MILANO TEATRO

 ©Triennale Milano  foto Gianluca Di Ioia
©Triennale Milano foto Gianluca Di Ioia

Un altro capitolo importante è rappresentato dal teatro. La stagione 2019/2020 di Triennale Milano Teatro è sempre più parte integrante dello spirito multidisciplinare di questo luogo della produzione e della creazione delle arti contemporanee. Da qui la volontà di chiamare a raccolta alcune delle esperienze più interessanti delle performing arts nel panorama mondiale, rendendo sempre più integrata e omogenea la proposta del Teatro e quella di Triennale Milano. A partire dalla rivisitazione di alcuni spettacoli classici, con l’obiettivo di ritrovare un punto di riferimento oltre la frammentazione del presente, per concludersi con l’avvio alla terza edizione di FOG Triennale Milano Performing Arts (marzo-giugno 2020).

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