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The Forest. Il padiglione della Svezia per Expo 2020 Dubai

È degli studi Alessandro Ripellino Arkitekter, Studio Adrien Gardère e Luigi Pardo Architetti il progetto The Forest del padiglione svedese per Expo 2020 Dubai, la manifestazione che avrà luogo nella città degli Emirati Arabi Uniti dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021, e dove sono attesi 25 milioni di visitatori. La giuria composta dall’Architects Sweden, l’ordine professionale che raggruppa gli architetti delle diverse specializzazioni, e dal comitato per la partecipazione della Svezia a Expo 2020 a Dubai, ha motivato così la propria scelta “l’essenza stessa della ‘foresta’ ispira il padiglione nella sua interezza, dalla sua sensibilità architettonica alla sua narrazione. Il concetto pervade lo spazio, formando una sensazione potente e coesiva. Bello e incantevole, è una fusione del fitto bosco nordico con il design geometrico islamico, unendo così le due culture”.

IL PROGETTO

A livello stradale sono stati collocati gli spazi pubblici quali lo spazio espositivo a pianta aperta e la caffetteria, mentre gli uffici e la sala conferenze, come “case sugli alberi”, sono posizionati al piano superiore. A delimitare l’ambiente creando spazi chiusi, sono centinaia di tronchi d’albero che sembrano ricreare il “fitto bosco nordico” di cui parlava la giuria. All’esterno delle “case sugli alberi” sono state collocate delle schermature reticolari in legno dal disegno geometrico islamico, che consentono l’ombreggiatura dal sole. Nonostante la fitta presenza di elementi verticali, lo spazio espositivo è progettato per accogliere i visitatori, avvalendosi anche di un percorso che collega i vari ambienti. È presente nel padiglione un’area per la comunicazione co-creativa con le aziende espositrici, sia per l’economia circolare che per le scienze forestali, che affronterà anche gli altri argomenti presenti nel programma. I tronchi sono posizionati anche lungo il perimetro esterno dell’edificio, creando una permeabile barriera naturale che lascia intravedere il padiglione con i suoi rivestimenti reticolari, invitando i visitatori a scoprire gli ambienti che si celano tra gli elementi verticali.

– Ilaria Bulgarelli

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