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Musei Reali di Torino. Miró! Sogno e colore. Foto

Musei Reali di Torino. Miró! Sogno e colore. Foto

Nelle sale di Palazzo Chiablese in mostra 130 opere, quasi tutti olii di grande formato, grazie al prestito della Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca, che conserva la maggior parte delle opere dell’artista catalano, create nei 30 anni della sua vita sull’isola

TORINO – La mostra “Miró! Sogno e colore”, a partire dal 4 ottobre 2017,  presenta la produzione degli ultimi trent’anni della vita di Miró: un periodo indissolubilmente legato alla “sua” isola, Maiorca, dove visse dal 1956 fino alla morte nel 1983, e dove si dedicò ai suoi temi prediletti: donne, uccelli e paesaggi monocromi. 

L’esposizione a cura di Pilar Baos Rodríguez, ospita, oltre ai grandi dipinti, anche un nucleo di sculture frutto delle sperimentazioni che l’artista fece con diversi materiali, collage e “dipintioggetto”.

Al centro della rassegna c’è appunto l’isola di Maiorca, “luogo del cuore” per l’artista, dove nacque sua madre, dove vivevano i nonni materni e dove lo stesso Miró decise di trasferirsi. In questa perla delle Baleari, protetto dal silenzio, il pittore poté realizzare il desiderio di creare, in un ampio spazio, uno studio tutto suo in cui poter dar forma alle sue brillanti immagini mentali. L’esposizione riesce a restituire l’interiorità dello scultore e ceramista spagnolo, il suo modo di pensare, l’attaccamento a quelle radici fatte di mare e mulini, donne e paesaggi.

Suddivisa in cinque sezioni: Radici, Principali influenze artistiche di Miró, Maiorca. Gli ambienti in cui creava, La metamorfosi plastica (1956-1981), Vocabolario di forme, la mostra prende le mosse dall’idea che l’artista aveva della propria opera: una sorta di monologo interiore e, al tempo stesso, un dialogo con il pubblico.

Tra i capolavori figurano opere come OiseauxFemme au clair de luneFemme dans la rue, esposte a Torino per raccontare la sperimentazione ricercata da Miró all’interno delle principali correnti artsitiche del Novecento, dal Dadaismo all’Espressionismo.

Come sottolinea la direttrice dei Musei Reali di Torino Enrica Pagella: “I Musei Reali ospitano Miró, dopo Tamara de Lempicka, Matisse e Toulouse-Lautrec. Un nuovo appuntamento con l’arte moderna e con uno degli artisti che ne hanno maggiormente segnato la storia. L’esposizione approfondisce il momento più felice della ricerca dell’artista, tra il 1956 e il 1983, anno della morte, ed evidenzia opportunamente le radici storiche e visive che l’hanno alimentata. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Fundació Pilar i Joan Miró di Maiorca e Arthemisia Group, ha trovato il sostegno della Regione Piemonte e della Città di Torino, offrendosi come momento per rinnovare un confronto attivo tra i Musei Reali e le amministrazioni del territorio.”

La mostra, che resterà aperta fino al 14 gennaio 2018, è accompagnata da un catalogo edito da Skira. 

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Vademecum

Miró! Sogno e colore
Palazzo Chiablese Piazzetta Reale, Torino
4/10/17 – 14/01/2018
Orario apertura
lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30 – 19.30
giovedì 9.30 – 22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietti Intero € 14,00 Ridotto € 12,00
Informazioni e prenotazioni gruppi T. +39 011 024301
www.mostramirotorino.it www.arthemisia.it

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Van Gogh a Vicenza

Il ponte di Langlois (1888)

Il pittore olandese è protagonista di una grande esposizione, aperta dal 7 ottobre all’8 aprile 2018 nella Basilica Palladiana, attorno alla quale è stato ideato un più articolato “Progetto Van Gogh” che si declina in altre forme, tra cui anche un film e uno spettacolo teatrale itinerante

VICENZA – Marco Goldin, curatore della mostra, ha ideato un più articolato “Progetto Van Gogh” che fa della grande esposizione il suo fulcro.

La rassegna in Basilica,  attraverso 129 opere in totale (43 dipinti e 86 disegni), delinea l’intero percorso artistico di Vincent van Gogh, dai disegni di esordio assoluto fino ai quadri conclusivi con i campi di grano realizzati a Auvers-sur-Oise nel luglio del 1890, pochi giorni prima di suicidarsi. Le opere del grande maestro olandese saranno esse a confronto con alcuni dipinti di altri artisti, come il Seminatore di Jean-François Millet e alcune opere dei pittori della Scuola dell’Aia, che il giovane Vincent guardava con ammirazione, da Israëls ai Maris.

L’esposizione si svolge grazie al contributo fondamentale del Kröller-Müller Museum di Otterlo e un’altra decina di istituzioni e collezioni private. In particolare per questa occasione, concessa eccezionalmente dal museo di Colonia, si potrà ammirare la versione più amata dal pittore de Il ponte di Langlois (1888), una tra le immagini simbolo della sua parabola artistica. 

A corollario della mostra c’è poi il “Progetto Van Gogh” che offre ulteriori opportunità di non minore rilievo. 

Tra queste innanzi tutto la pubblicazione, a cura di Marco Goldin e Silvia Zancanella, per le edizioni di Linea d’ombra, delle “Lettere”, una monografia che si pone come fondamentale apporto all’esposizione vicentina, anche perché la scelta è caduta sulle lettere che parlano delle opere in esposizione nella Basilica Palladiana.

Un’ulteriore sottolineatura riguarda l’allestimento della grande rassegna, pensato come un “viaggio” anche nei luoghi nei quali Vincent ha vissuto: il Borinage, Etten, l’Aia, il Drenthe, Nuenen, Parigi, Arles, Saint-Rémy e Auvers-sur-Oise. 

Nel Progetto rientra poi un film originale, appositamente creato sulla vita e l’opera di Van Gogh. A proposito del film Marco Goldin evidenzia: “’Van Gogh. Storia di una vita’ – questo il titolo del film – ha la durata di un’ora e viene proiettato in una vera e propria sala cinema, studiata in ogni dettaglio tecnico e funzionale, all’interno della Basilica Palladiana, come ultima, grande stanza del percorso espositivo. Un film destinato a vivere come un prodotto anche slegato dalla mostra e per questo lo abbiamo raccolto in un dvd in vendita, unito a tante foto del backstage”. 

Il film è stato proiettato in anteprima nei teatri di Vicenza (25 settembre), Verona (26 settembre), Padova (27 settembre) e Treviso (28 settembre). 

Infine si passa al teatro per poi tornare nuovamente all’arte con i quadri di Matteo Massagrande

Spiega Goldin: “Nella scorsa primavera, mentre mettevo mano a uno spettacolo teatrale sulla sua storia, e che vedrà la luce sul finire del 2018, ho scritto, proprio per questo spettacolo, il breve monologo che l’attore che impersonerà Vincent sul palcoscenico reciterà sotto un ultimo albero della vita, accanto a un ultimo campo di grano. Gli ho dato come titolo Canto dolente d’amore (l’ultimo giorno di Van Gogh) […] Tempo dopo averlo scritto, ho provato il desiderio che un pittore potesse non illustrarne alcune scene, ma traendovi spunto desse loro una temperatura insieme d’anima e di colore. Allora ho chiamato un artista che stimo molto, Matteo Massagrande, e gli ho mandato il testo, dicendogli solo: “Matteo, non aggiungo altro a quello che ho scritto, non ti spiego, non ti chiedo di illustrare una scena piuttosto che un’altra, falla diventare, se ti va, la tua storia. Io l’ho scritta, tu la dipingerai. Come vorrai”.

Le opere di Matteo Massagrande si potranno ammirare nella sala successiva all’ultima dell’esposizione dedicata a Van Gogh, sempre in Basilica Palladiana, prima della sala cinema.

Vademecum

ORARIO MOSTRA
da lunedì a giovedì: 9 – 18
da venerdì a domenica: 9 – 20
la vendita dei biglietti viene sospesa 75 minuti prima dell’orario di chiusura
SERVIZIO PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
telefono 0422 429999 
biglietto@lineadombra.it
da lunedì a venerdì: ore 9 – 13.30 e 14.30 – 18
chiuso sabato, domenica e festivi
BIGLIETTI PER PRIVATI
SENZA PRENOTAZIONE (acquistabili solo in mostra)
– Intero € 14
– Ridotto € 11 studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni, giornalisti con tesserino
Ridotto € 8 minorenni (6-17 anni)
CON PRENOTAZIONE
– Intero € 16
– Ridotto € 13 studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni, giornalisti con tesserino
Ridotto € 10 minorenni (6-17 anni)
CON PRENOTAZIONE E VISITA GUIDATA (in italiano)
– Intero € 23
– Ridotto € 20 studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni, giornalisti con tesserino
– Ridotto € 17 minorenni (6-17 anni)
BIGLIETTO APERTO € 20
Visita le mostre quando vuoi, senza necessità di bloccare data e fascia oraria precise.
Acquistabile via internet (dall’8 maggio), tramite call center (dal 15 maggio) o, a mostra aperta, alla biglietteria in Basilica Palladiana.
Questo stesso biglietto potrà essere regalato a chi si desidera.

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Castello di Sammezzano, una storia senza fine

Castello di Sammezzano, una storia senza fine

Ancora incerta la nuova propietà. In attesa di una decisione del Tribunale di Firenze il sindaco di Reggello auspica “che questa vicenda trovi una soluzione rapida, affinché vi si possa mettere mano per evitare ulteriori danni allo stato di conservazione, messo ormai a dura prova”

FIRENZE – La storia dello splendido Castello di Sammezzano sembra non trovare fine, almeno un lieto fine per ora. Dopo anni di incuria e abbandono, il meraviglioso edificio di Regello, realizzato per volontà del marchese Panciatichi Xiemens a metà del XIX secolo, era stato aggiudicato, in via provvisoria lo scorso maggio, a seguito di un’asta pubblica, a una società degli Emirati Arabi per 15 milioni e mezzo di euro, la Helitrope Limited. Successivamente era rientrata in gioco per l’acquisizione dello stesso la Kairos, società creditrice della ‘Sammezzano srl’, ex proprietaria del Castello. La società aveva infatti raccolto i 13 crediti della procedura esecutiva immobiliare, e aveva chiesto la compensazione tramite la soddisfazione della proprietà.

Nel frattempo la Helitrope Limited ha presentato ricorso contro l’assegnazione del Castello alla societa’ Kairos. La Sezione Civile del Tribunale di Firenze si è riservata di decidere sulla questione. Al momento non è stata ancora stabilita una scadenza ma è plausibile che la decisione possa essere presa entro la metà di ottobre e comunque al più presto, come auspicato dal sindaco di Reggello Cristiano Benucci che ha commentato: “è necessario che questa vicenda trovi una soluzione rapida, che esca dalle aule dei tribunali dando una proprietà certa al Castello, affinché vi si possa mettere mano per evitare ulteriori danni allo stato di conservazione, messo ormai a dura prova”.

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Rai 5. Art Buffet i capolavori in cucina

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Venezia. Paolo Fresu per Magister Giotto “a solo”

Venezia. Paolo Fresu per Magister Giotto “a solo”

Giovedì 5 ottobre 2017 ore 21.00 Grande Scuola della Misericordia

VENEZIA – Un concerto di Paolo Fresu in “a solo”, tra le splendide sale della Grande Scuola della Misericordia di Venezia; negli stessi spazi dove la mostra “Magister Giotto” sta ridisegnando un nuovo modo di intendere la fruizione dell’arte, attraverso una straordinaria sequenza di video e immagini che danno vita a una esplorazione visiva e tecnologica mai vista prima.

Grazie anche alla “voce” del trombettista sardo, che ha curato la drammaturgia sonora della mostra attraverso musiche di alta suggestione, confluite anche nel progetto discografico inedito intitolato appunto “Magister Giotto”. Sarà questo il punto di partenza da cui l’artista prenderà le mosse per invitare l’ascoltatore a immergersi tra le melodie e gli effetti sonori scaturiti dalla sua inesauribile vena creativa, in un indimenticabile spettacolo di “son et lumie`res”.

Paolo Fresu tromba, flicorno, pocket trumpet, cornetta e multieffetti

Francesco Carta luci
Fabrizio Dall’Oca suono
Vittorio Albani basi

Apertura alle ore 20.00
Inizio concerto alle ore 21.00

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L’immaginario visionario di Piranesi e il cinema di Christopher Nolan

L’immaginario visionario di Piranesi e il cinema di Christopher Nolan

A Palazzo Braschi una conferenza svela le correlazioni e l’influenza del grande maestro del Settecento nella filmografia di ogni tempo

ROMA – Mentre fino al 15 ottobre 2017 è ancora in corso, al Museo di Roma Palazzo Braschi, la mostra Piranesi. La fabbrica dell’utopia”, giovedì 5 ottobre alle ore 17, Andrea Minuz, professore associato della Sapienza Università di Roma ed esperto di interrelazioni tra il cinema e le arti, terrà una conferenza sull’influenza di Piranesi nel cinema.

L’incontro, dal titolo “L’invenzione del luogo. Christopher Nolan e Piranesi”, partendo da Ėjzenštejn e Fritz Lang arriverà ad indagare il cinema di Christopher Nolan, con l’obiettivo di rileggere le relazioni e i parallelismi con il maestro veneto, genio indiscusso dell’affabulazione visiva, architetto dell’onirico e costruttore di utopiche visioni dell’Antico. 

La filmografia del celebre regista e la sua straordinaria capacità di ricostruire sullo schermo le architetture del pensiero umano, gli spazi dell’immaginario più profondo e perfino terrifico che la nostra mente possa articolare, non può che trovare riscontro nelle vedute e nei luoghi evocati dall’arte di Piranesi. Così è stato per The Dark Knight (2008) e in particolare per Inception (2010) e più in generale ogni qualvolta si tratti del ‘fenomeno’ Christopher Nolan, regista e sceneggiatore di primo piano, nelle sale italiane in questi giorni con il suo Dunkirk (2017).

L’intervento di Muniz sarà preceduto dal saluto introduttivo del Sovrintendente Claudio Parisi Presicce e dagli interventi di Pietro Folena, presidente di MetaMorfosi, e Luigi Ficacci, curatore della mostra con Simonetta Tozzi.

L’esposizione Piranesi. La fabbrica dell’utopia, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, con l’organizzazione dell’Associazione MetaMorfosi e Zètema Progetto Cultura, presenta un’ampia selezione delle opere più significative del grande veneziano, straordinario incisore all’acquaforte e figura centrale per la cultura figurativa del Settecento europeo. Catalogo De Luca Editori d’Arte.

Andrea Minuz è Professore Associato (Cinema, fotografia e televisione), Arti e scienze dello spettacolo 26658 (L-3 ) Storia dell’arte e spettacolo. Laureato in Lettere all’Università di Roma «La Sapienza» e dottorato di ricerca in Il cinema nelle sue interrelazioni con il teatro e le altre arti presso l’Università di Roma Tre. Ha lavorato nelle Università di Roma («Sapienza»); Bologna («Dams»); Milano («Università Cattolica del Sacro Cuore»). Campobasso («Università degli studi del Molise») e svolto periodi di ricerca presso la «Cinèmatheque Française», Bibliothèque du Film (Parigi), gli «Archivi Gaumont» (Parigi) e il «Center for Advanced Holocaust Studies» (United States Holocaust Memorial Museum, Washington). È membro del comitato scientifico della «Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro» (dove cura la sezione “rimontaggi”) e direttore artistico del «Sapienza Short Film Fest»

Ambiti di ricerca principali: analisi del film, storia del cinema italiano, consumi dei media (audience e reception studies).

Oltre a vari articoli su riviste italiane e internazionali è autore dei volumi: Dell’incantamento. Hitchcock, Bergman, Fellini e il «motivo dello sguardo» (Ipermedium, 2009); La Shoah e la cultura visuale. Cinema, memoria, spazio pubblico (Bulzoni – Premio Limina miglior libro italiano di cinema 2010); Murnau. L’arte di evocare fantasmi (EdS, 2010); L’invenzione del Luogo. Spazi dell’immaginario cinematografico (ETS, 2011); Viaggio al termine dell’Italia. Fellini politico (Rubbettino, 2012), tradotto in inglese per Berghahn Books (Oxford).  Collabora con le riviste «Segnocinema», «Nuovi Argomenti», IL24, magazine de «Il Sole24Ore», «8½. Numeri, visioni e prospettive del cinema italiano»  e il quotidiano “Il Foglio”.Dirige la collana «Italian Frame» per l’editore MimesisInternational

Il suo ultimo libro è Quando c’eravamo noi. La crisi della sinistra nel cinema italiano da Berlinguer a Checco Zalone (Rubbettino, 2014).

Vademecum

Una conferenza di Andrea Minuz con gli interventi di
Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali
Pietro Folena, Presidente di MetaMorfosi
Luigi Ficacci, curatore della mostra
Giovedì 5 ottobre 2017, ore 17:00 Museo di Roma – Palazzo Braschi
Salone d’onore, primo piano

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