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“Genesi”, lo sguardo appassionato di Salgado in mostra al PAN di Napoli

Etiopia, 2007

L’esposizione, attraverso 245 immagini, racconta la rara bellezza del patrimonio unico e prezioso, di cui disponiamo: il nostro pianeta. Il 17 ottobre, giorno dell’inaugurazione, è previsto un incontro pubblico con il grande fotografo brasiliano intervistato da Roberto Koch

NAPOLI – Il 18 ottobre apre al pubblico, al PAN|Palazzo delle Arti Napoli,  “Genesi” l’ultimo grande lavoro del maestro Brasiliano. La mostra è il risultato di un viaggio alla scoperta della bellezza nei luoghi più remoti del Pianeta, durato 8 anni. 

Un progetto quello di Salgado che rappresenta il tentativo, perfettamente riuscito, di realizzare un atlante antropologico del pianeta, ma che è anche un grido di allarme e un monito affinché si cerchi di preservare queste zone ancora incontaminate.

Lesposizione dunque, attraverso 245 eccezionali immagini, racconta la bellezza del nostro pianeta, sottolineando la necessità di assumere nuovi comportamenti e stili di vita in armonia con la natura che ci circonda. 

Il percorso espositivo si compone di cinque sezioni: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl. Gli straordinari scatti di Salgado presentano un mondo in cui natura ed esseri viventi vivono ancora in equilibrio con l’ambiente. Una parte del suo lavoro è rivolto agli animali che sono impressi nel suo obiettivo attraverso un lungo lavoro di immedesimazione con i loro habitat. Un’attenzione particolare è riservata anche alle popolazioni indigene ancora vergini: gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana; i Pigmei delle foreste equatoriali nel Congo settentrionale; i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica; le tribù Himba del deserto della Namibia e quelle più remote delle foreste della Nuova Guinea.

Come spiega Lélia Wanick Salgado, che ha curato il progetto:Genesi è la ricerca del mondo delle origini, come ha preso forma, si è evoluto, è esistito per millenni prima che la vita moderna accelerasse i propri ritmi e iniziasse ad allontanarci dall’essenza della nostra natura. È un viaggio attraverso paesaggi terrestri e marini, alla scoperta di popolazioni e animali scampati all’abbraccio del mondo contemporaneo. La prova che il nostro pianeta include tuttora vaste regioni remote, dove la natura regna nel silenzio della sua magnificenza immacolata; autentiche meraviglie nei Poli, nelle foreste pluviali tropicali, nella vastità delle savane e dei deserti roventi, tra montagne coperte dai ghiacciai e nelle isole solitarie. Regioni troppo fredde o aride per tutto tranne che per le forme di vita più resistenti, aree che ospitano specie animali e antiche tribù la cui sopravvivenza si fonda proprio sull’isolamento. Fotografie, quelle di Genesi, che aspirano a rivelare tale incanto; un tributo visivo a un pianeta fragile che tutti abbiamo il dovere di proteggere”. 

La mostra, visitabile fino al 28 gennaio 2018, è frutto della collaborazione di Civita Mostre con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. 

Il 17 ottobre, giorno dell’inaugurazione, è previsto un incontro pubblico con il grande fotografo brasiliano intervistato da Roberto Koch, che si terrà nel pomeriggio alle ore 16.00 nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino.

Vademecum

Sebastião Salgado. Genesi
18 ottobre 2017 – 28 gennaio 2018
Pan_Palazzo Arti Napoli
Orari
Tutti i giorni dalle ore 9,30 alle ore 19,30
La biglietteria chiude un’ora prima
Martedì chiuso
Biglietti
Intero € 11,00 (comprensivo di audioguida)
Ridotto € 10,00 per gruppi di almeno 12 visitatori e titolari di convenzioni appositamente attivate (comprensivo di audioguida)
Ridotto speciale € 6,00 per scuole e giovani fino a 26 anni (comprensivo di audioguida)
Gratuito per minori di 6 anni, 2 accompagnatori per classe e accompagnatore di disabili
Riduzioni Trenitalia: ingresso con la formula 2×1 per possessori biglietto Frecce  con destinazione Napoli e per i possessori di CartaFRECCIA; ingresso ridotto per abbonati regionali (Campania) o possessori biglietto corsa semplice destinazione Napoli, per i dipendenti Gruppo FS sconto del 10% sugli acquisti nel bookshop.
Informazioni
www.mostrasalgadonapoli.it
199.15.11.21 (dall’estero 02.89096942)

 

 

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Museo Egizio di Torino. Visita guidata Animali o Dei?

Museo Egizio di Torino. Visita guidata Animali o Dei?

Sabato 14 e domenica 15 ottobre, alle ore 10.10 un percorso per grandi e piccini alla scoperta delle potenti e misteriose divinità faraoniche

TORINO – Nell’antico Egitto la presenza divina era fortemente percepita e riguardava ogni aspetto dell’esistenza umana. Le piene del Nilo, l’esito di un guerra o di un raccolto abbondante e molte altre attività dipendevano dall’umore degli dei e per chi viveva nelle terre dei faraoni era fondamentale saper riconoscere il loro mutevole aspetto e il loro smisurato potere.

Le divinità egizie potevano rappresentare i fenomeni naturali e quelli sociali, e potevano cambiare di volta in volta i loro nomi e attributi.

Durante il percorso, i ragazzi e i loro genitori potranno visitare le sale del Museo e scoprire  i nomi, le caratteristiche speciali e gli aspetti più curiosi di ogni forza divina venerata, temuta e rispettata dagli antichi abitanti dell’affascinante terra dei faraoni.

Vademecum

Animali o Dei?
Pubblico: bambini (6-11 anni) accompagnati dai genitori
Data e orari: sabato 14 e domenica 15 ottobre, ore 10:10
Prezzo al pubblico: € 5,00 (biglietto di ingresso escluso)
Prenotazione obbligatoria: dal lunedì al venerdì, 8:30 – 19:00; sabato, 9:00 – 13:00.
Telefono: 011 4406903 – mail: info@museitorino.it
 

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Savona. Per la Giornata del Contemporaneo 2017 la Fondazione Cultura Noli presenta “Rasha” di Adrian Paci

Savona. Per la Giornata del Contemporaneo 2017 la Fondazione Cultura Noli presenta

Sulla facciata della Chiesa di San Francesco per la prima volta nella storia contemporanea, il volto di una donna, una donna palestinese, si sostituisce a una raffigurazione sacra

SAVONA – Per la prima volta sulla facciata di una chiesa campeggia il volto anonimo di una donna, per giunta una donna palestinese in fuga, che diventa simbolo di sacralità di tutte le donne del mondo. Si tratta di Rasha opera di Adrian Paci. L’installazione, una vera e propria novità concettuale, è stata curata e allestita, in accordo con Adrian Paci, da Francesca Pasini, Andrea Canziani e Gloria Bovio, con il supporto della Diocesi di Savona Noli e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria che hanno riconosciuto il grande valore simbolico dell’opera. 

All’interno, nel presbiterio, come una vera e propria contemporanea pala d’altare, il video realizzato dall’artista albanese racconta la storia di Rasha Miech, arrivata dal Libano in Italia grazie al corridoio umanitario organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.

L’edificio diventa dunque parte dell’opera stessa, in cui esterno ed interno dialogano attraverso il video registrato da Adrian Paci.

Ho trentacinque anni e sono di origine palestinese”: così comincia il racconto di Rasha Miech. Un racconto fatto di silenzi che, più delle parole, si sono impressi nel suo volto, nei tic di espressione: si mastica il labbro, si tocca il volto, si attorciglia i capelli. Paci dà risalto proprio ai momenti in cui Rasha è rimasta in silenzio aspettando la traduzione dell’interprete, lasciando la sua voce in arabo in sottofondo.

Lo stesso video è stato esposte in altre esposizione dedicate all’artista, ma nella Chiesa di San Francesco a Noli si tratta di un caso davvero eccezionale in cui un’opera d’arte contemporanea determina l’incontro tra arte, architettura, storia e realtà contemporanea, proponendo una interpretazione originale del contesto urbano.

L’opera sarà visibile fino al 14 Gennaio 2018.

Vademecum

Dal 14 Ottobre 2017 al 14 Gennaio 2018
NOLI | SAVONA, Chiesa di San Francesco
Visite guidate all’interno della chiesa, prenotando allo 328.3652586
Info: +39.019.7499527
segreteria@fondazioneculturanoli.it
www.fondazioneculturanoli.it
14 ottobre 2017 inaugurazione ore 12, apertura fino alle ore 18

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Escher, al Palazzo Blu di Pisa la rassegna di tutti gli spiazzanti capolavori del grande olandese

M.C.Escher, Altro Mondo, 1947, Xilografia, 31,8 x 26,1 cm, Collezione Gemeentemuseum Den Haag, All M.C. Escher works © the M.C. Escher Company B.V.-Baarn- the Netherlands, All rights reserved. www.mcescher.com

Dal 13 ottobre 2017 fino al 28 gennaio, una mostra a cura del professor Stefano Zuffi, un’occasione per ripercorrere le tappe della creatività dell’artista, soffermandosi in particolare sui lunghi e decisivi soggiorni in Italia

PISA –  L’organizzazione di una mostra di M.C.Escher a Pisa non è del tutto casuale. Considerando infatti che l’Università pisana è da secoli un punto di riferimento internazionale nelle ricerche matematiche e scientifiche, la rassegna diventa anche un’occasione per interrogarsi sulle possibili fonti d’ispirazione della creatività dell’artista olandese. 

La mostra  “Escher. Oltre il possibile”ospitata fino al 18 gennaio 2018 a Palazzo Blu, organizzata da MondoMostre in collaborazione con la Fondazione Pisa, il Gemeentemuseum Den Haag, Arthemisia e M.C. Escher Foundation di L’Aja, presentauna completa rassegna di tutti gli ipnotici, sorprendenti e spiazzanti capolavori del grande maestro olandese. Articolata in nove sezioni: Volti, Animali, Oggetti e riflessi, Geometrie e ritmi, Paesaggi, L’artista, Architetture fantastiche, Nature, Autoritratti, la rassegna offre al pubblico una selezione di più di cento opere, oltre ad alcune testimonianze dei secoli precedenti, in larga parte provenienti da Pisa stessa, tra cui frammenti marmorei con decorazioni in stile cosmatesco, tarsie lignee con la rappresentazione di solidi geometrici, le incisioni di G.B. Piranesi con architetture fantastiche e prospettive suggestive.

A rendere ancora più coinvolgente la mostra contribuiscono anche alcune curiose soluzioni espositive progettate dall’architetto Cesare Mari, oltre all’uso delle tecnologie e della multimedialità, una delle caratteristiche che contraddistinguono le esposizioni organizzate a Palazzo Blu.

L’interesse di Escher per l’arte matematica-razionale in particolare della tradizione ebraica e islamica, si sviluppa in gioventù, quando studente a Delft e ad Haarlem, storiche città d’arte dell’Olanda, viene introdotto a questa disciplina dal suo maestro Samuel Jessurun de Mesquita, un incisore ebreo sefardita, che incontrerà un triste destino ad Auschwitz.

Tra gli anni Venti e Trenta Escher intraprende numerosi viaggi in Italia, in particolare visita diverse città della Toscana.

La mostra rappresenta anche un’occasione per ripercorrere le tappe e i luoghi decisivi che segnarono la creatività e lo stile di Escher e l’Italia è sicuramente tra questi. 

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Vademecum

Dal 13 Ottobre 2017 al 28 Gennaio 2018
PISA, BLU | Palazzo d’arte e cultura
Tel: +39 050 220 46 50
Info: info@palazzoblu.it
http://palazzoblu.it

 

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Cuneo. La Fondazione CRC inaugura il nuovo Spazio Innov@zione con Piet Mondrian Universale

Piet Mondrian Uniersale - credits: Alessandro Marrazzo

Una esperienza immersiva ed interattiva nella prima galleria virtuale al mondo, un lungo percorso alla scoperta dell’arte e dell’universo di Mondrian. Una meticolosa ricostruzione 3D a misura reale permetterà di entrare fisicamente nello studio dell’artista

CUNEO – In occasione dei 25 anni dalla sua nascita, la Fondazione CRC inaugura il nuovo Spazio Innov@zione, area espositiva multimediale dotata di tecnologie di avanguardia, con un progetto espositivo con la regia e la direzione artistica di Alessandro Marrazzo e la consulenza scientifica di Ilaria Porotto e Andrea Lerda. Dal 21 ottobre sino a domenica 1 aprile 2017 la mostra dal titolo Piet Mondrian Universale – Immersive interactive experience sarà aperta al pubblico gratuitamente.

Il concept, ideato dal regista, è un lungo percorso in cui lo spettatore viene condotto alla scoperta dell’arte e dell’universo di Piet Mondrian. Il primo è un viaggio nel tempo: grazie ad una meticolosa ricostruzione 3D a misura reale, attraversando la soglia della prima sala, si entrerà fisicamente nello studio di Mondrian. Una realtà virtuale attraverso la quale lo spettatore sarà proiettato nei primi anni del secolo scorso. Attraverso l’uso di videoproiezioni ad alta deIinizione, a 360° e interattive, l’esperienza immersiva sarà totale.

La comprensione dell’universo artistico di Piet Mondrian prosegue con un secondo viaggio, questa volta attraverso i luoghi che hanno segnato la vita e la carriera di Piet Mondrian. Da Amsterdam a Parigi, da Londra a New York, ogni luogo rappresenta una distinta fase nello sviluppo della sua arte, dalla pittura realista di fine ottocento, alle sperimentazioni post-impressioniste dei primi anni del XX secolo, dal suo coinvolgimento nel movimento De Stijl e le sue famose pitture a griglia Iino ad arrivare al dinamismo del suo lavoro tardivo negli Stati Uniti, ispirato dai ritmi del jazz e dalla vita frenetica della metropoli.

Il viaggio successivo, profondo e immateriale, è un viaggio nell’ispirazione. Appassionato ballerino e cultore della nuova musica che in quegli anni stava esplodendo, Pietr Mondrian vedeva nel jazz l’inizio di un processo di rottura della musica con il passato, l’abbandono del bello, della narrazione e dell’emozione, per un’evoluzione verso il ritmo puro, quindi, come nella sua pittura, verso una composizione totalmente astratta. I colori primari, le rette perpendicolari come note musicali. Come per le note musicali, così nella pittura si possono ottenere innumerevoli possibilità cambiando la dimensione o la collocazione spaziale dei rettangoli dai colori primari, tasselli compositivi elementari e sintetici per armonie dalle infinite combinazioni, capaci di rappresentare qualunque cosa: la vita, il tutto, l’Universale.

Vademecum

Piet Mondrian Universale – Immersive interactive experience
Fondazione CRC
sabato 21 ottobre – domenica 1° aprile 2018
inaugurazione: venerdì 20 ottobre ore 17 
Spazio Innov@zione –  Via Roma 17 – Cuneo 
 

 

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“Nero Plastica” di Alberto Burri all’asta da Sotheby’s New York

Alberto Burri, Nero Plastica L.A., 1963. © 2017 Estate of Alberto Burri/ Artists Rights Society (ARS), New York, NY.

Considerata una delle plastiche più importanti ed emblematica dell’astrazione negli anni ’60 del maestro umbro, l’opera sarà presentata con una stima a richiesta, ma a detta della stampa specializzata potrebbe arrivare a 10 milioni di dollari

NEW YORK – Il 16 novembre andrà all’incanto, da Sotheby’s New York,  uno dei rari esemplari della Serie Nero Plastica di Alberto Burri del 1963. Altri sei esemplari di grandi dimensioni fanno parte di musei internazionali, come la Galleria Nazionale d’Arte di Roma, la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello e il Museum of Modern Art di New York. 

L’opera, che andrà all’asta durante la Contemporary Art Evening Auction, è stata precedentemente esposta alla retrospettiva del 2015-2016 al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, dal titolo “Alberto Burri: The Trauma of Painting”. 

Spiega Grégoire Billault, direttore del dipartimento di Arte contemporanea di Sotheby’s New York: “Chi ha visto la retrospettiva di Burri al Guggenheim ha apprezzato l’energia esplosiva del monumentale Nero Plastica L.A, una delle espressioni più alte ed audaci dell’astrazione degli anni Sessanta, oggi potente e rivoluzionaria come quando fu svelata al mondo quasi 55 anni fa”.

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