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ArtVerona 2017, ecco i premiati

Flavio Favelli, Extra Profondo Oro, 2017, collage di carte di cioccolatini su pannello, cm 120 x 190

Assegnati i riconoscimenti per le varie sezioni della Fiera, il cui tema per questa edizione diretta da Adraina Polveroni era “Viaggio in Italia #backtoitaly” 

VERONA –  E’ stato l’artista Flavio Favelli a vincere il Concorso Icona ArtVerona 2017.  Con ICONA, quest’anno alla sua dodicesima edizione, si intende dare riconoscimento alle Gallerie che di anno in anno partecipano alla manifestazione, essendo queste ultime l’anima e l’espressione della fiera stessa, attraverso l’acquisto, da parte di un’azienda, dell’opera che diventerà l’immagine della campagna di comunicazione di ArtVerona dell’anno successivo. La Commissione riunita ha decretato vincitrice l’opera di Flavio Favelli, Extra Profondo Oro, 2017, collage di carte di cioccolatini su pannello, cm 120 x 190, presentata in fiera dalla galleria Studio Sales di Norberto Ruggeri, Roma,  per la riconosciuta capacità dell’artista di lavorare con l’immaginario e con la memoria del nostro paese riuscendo a sintetizzare con diversi registri, felici o drammatici, suggestioni personali e collettive. L’opera scelta diventerà dunque l’immagine della prossima edizione di ArtVerona. 

Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi sono i vincitori dello Sustainable Art Prize, il premio dell’Università Ca’ Foscari ad ArtVerona 2017. Presentati ad ArtVerona dalla galleria aA29 Project Room, con sedi a Caserta, Milano e Praga. Vinci/Galesi hanno convinto per la dedizione a dir poco genetica con cui affrontano i temi della sostenibilità ambientale, sociale e politica. Ha colpito, inoltre, la loro capacità di tradurre tale impegno in progetti esteticamente risolti e particolarmente efficaci dal punto di vista comunicativo. Si è apprezzata, infine, l’onesta e disponibilità di Vinci/Galesi al coinvolgimento del territorio e delle comunità, che emerge quale cifra caratteristica dei propri interventi. 

L’opera vincitrice del Premio Fotografia under 40 ad ArtVerona 2017,  nato quest’anno da un’idea di Adriana Polveroni, direttrice artistica di ArtVerona, è The Cool Couple, Meditation Rocks®, 4 Elements, Fire/Air/Water/Earth, dalla serie Karma Fail, 2017, Diasec 4+3mm, cm 100×70 presentato dalla galleria MLZ Art Dep di Trieste. All’unanimità la commissione ha selezionato un lavoro di una coppia di artisti italiani in linea con il focus sull’italianità dell’edizione di quest’anno di ArtVerona, ispirato al concetto di sortilegio e immaginazione che scava l’attualità nelle sue contraddizioni. Una menzione speciale va ai due lavori dell’artista Marco Ceroni Senza titolo, 2016, stampa inkjet su carta baritata, cornice, cm 43×43 e Strong belief, 2016, stampa inkjet su carta baritata, cornice, cm 64×43 presentati in fiera dalla Gallleriapiù di Bologna.

I vincitori del Premio OTTELLA for GAM, che approda alla sua seconda edizione ed ha tra i suoi obiettivi più rilevanti la divulgazione della conoscenza dell’arte contemporanea, sono bianco di Julia Bornefeld (Galleria Antonella Cattani, Bolzano) e Notes for a book “Dear Michael” di Antonio Rovaldi (Galleria Michela Rizzo, Venezia).  Julia Bornefeld: Una nuvola bianca si alza sempre più e si espande, ma lasciando alle sue spalle un cielo nero e tutto intorno una cornice bruciata.  Quindi “bianca” come dice il titolo è il risultato di un sacrificio di tutto ciò che la circonda e l’ha generata. L’opera fa riflettere sulla facilità del consumo umano.  Antonio Rovaldi: L’esplorazione nel perimetro di Manhattan racconta di una periferia universale, come percezione intima di una esplorazione in walking artist pertinente a mille e una città.

MORE – a museum of refused and unrealised project vince il Concorso di ArtVerona | Art Project Fair, dedicato agli spazi indipendenti, i8, con la seguente motivazione espressa della Giuria: “Il Premio quest’anno va a MORE per il rigore scientifico della ricerca accademica, la sua accessibilità, per la sua prospettiva di crescita contenutistica e di sostenibilità”.

Il Premio Display, alla sua terza edizione, riconoscimento che ArtVerona assegna agli spazi che perseguono un criterio progettuale, per qualificare ulteriormente la presenza dell’offerta nei padiglioni, è stato vinto da 10 A. M. Art di Milano Z2O Sara Zanin Gallery di Roma per i migliori progetti allestitivi. 

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“La Cappella Sistina in VR” vince i Content Innovation Awards 2017 di Cannes

ROMA – ”La Cappella Sistina in VR”, l’esperienza VR interattiva realizzata da Sky e Untold Games di Flavio Parenti in collaborazione con i Musei Vaticani, vince la sezione Virtual Reality Initiative of the Year ai Content Innovation Awards 2017 di Cannes, i premi per l’innovazione tecnologica nel video entertainment organizzati da Digital TV Europe e Television Business International a Cannes. Il contenuto Sky si è aggiudicato il premio dedicato alle innovazioni che sono riuscite ad avvicinare le potenzialità del VR all’esperienza del video entertainment. ”La Cappella Sistina in VR” è un tour interattivo di uno dei luoghi più noti al mondo, reso possibile attraverso le più moderne tecniche di ricostruzione e la rimodellazione in 3D della Cappella Sistina su un modello CGI in 360 partendo da foto ad altissima risoluzione. Un’esperienza unica, sorprendente e di fortissimo impatto emotivo realizzata in uno dei luoghi più noti e visitati al mondo attraverso un inedito incontro tra l’arte millenaria e la tecnologia contemporanea. 

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Roma. Iniziata la demolizione del villino nello storico quartiere Coppedé

Roma. Iniziata la demolizione del villino nello storico quartiere Coppedé

Il Presidente di Italia Nostra, Oreste Rutigliano, aveva inviato una lettera a MiBact, alla Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma per chiedere di bloccare l’abbattimento dell’immobile

ROMA – A poco è valso l’appello di residenti e associazioni per fermare la demolizione del villino nel quartiere Coppedè a Roma. La demolizione dello storico edificio di via Ticino 3 è, infatti, cominciata dalle prime ore del mattino del 16 ottobre, tra le proteste. Proprio qualche giorno fa il Presidente di Italia Nostra, Oreste Rutigliano, aveva inviato una lettera a MiBact, alla Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma per chiedere di bloccare l’abbattimento dell’immobile, il cui posto verrebbe preso da un moderno condominio, progettato da Alessandro Ridolfi, presidente degli architetti di Roma. All’appello si era unito anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi: “Non sarebbe meglio restaurare la palazzina che già c’è? Questo deve fare un sindaco, questo deve fare un sovrintendente”.

Italia Nostra in una nota affermava: “Confinante con i villini storici del quartiere Coppedè, il palazzo presenta elementi di decoro e riferimenti formali tipici dell’architettura degli anni ’30 del secolo scorso, ed è stato oggetto poi di un successivo intervento di sopraelevazione. Appartenuto alla congregazione di suore ‘le Ancelle Concezioniste del Divin Cuore’, oggi l’immobile è di proprietà dalla società ‘NS costruzioni’ S.r.L. che, nel progetto presentato in Conferenza dei servizi, intende demolirlo e sostituirlo con una palazzina residenziale di moderna concezione”.  “La demolizione dell’edificio – continuava il comunicato –  avrà l’effetto di alterare irreversibilmente la visione e la percezione unitaria e di insieme del contesto nel quale l’immobile è collocato, contesto di indiscutibile pregio storico e architettonico”. 

Italia Nostra chiedeva dunque al MiBact di svolgere ogni azione utile, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 12 e ss. del Codice dei beniculturali e del paesaggio, al fine di assicurare la piena e più opportuna tutela al bene immobile in questione e salvaguardare il contesto storico e architettonico nel quale è inserito. 

Le proteste non hanno sortito effetto e attualmente dell’edificio rimane poco più che lo scheletro. “A questo punto prima finiscono i lavori e meglio è” – ha commentato qualche residente. 

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Venezia, a Ca’ Foscari, primo convegno internazionale dedicato all’arte contemporanea nel mondo arabo

Venezia, a Ca' Foscari, primo convegno internazionale dedicato all'arte contemporanea nel mondo arabo

Studiosi, curatori, esperti da tutto il mondo si incontreranno,  il 19 e 20 ottobre, nella città simbolo delle relazioni tra oriente e occidente

VENEZIA – Si terrà il 19 e 20 ottobre nell’Aula Baratto di Ca’ Foscari il convegno internazionale ‘Venice Biennale and the Arab World’, un occasione di confronto  sui movimenti artistici, le artiste donna nell’arte internazionale, l’interazione tra arte e politica, il ruolo della Biennale e del collezionismo.

Non è casuale che studiosi,  curatori, esperti da tutto il mondo si incontreranno proprio a Venezia, città simbolo delle relazioni tra oriente e occidente. 

Cristina Tonghini e Roberta Marin, docenti al Dipartimento di Studi sull’Asia e l’Africa Mediterranea, che ha sostenuto anche finanziariamente l’iniziativa assieme alla prestigiosa Barakat Trust di Oxford, spiegano: “In quest’epoca di forti ed aspri confronti, ci è sembrato che parlare esplicitamente di mondo arabo in modo diverso rispetto a quello cui ormai ci hanno abituato le cronache potesse dare un contributo ad un dialogo che sembra troppo spesso interrompersi”. 

“E’ indubbio che il grande interesse che si è registrato nel mondo arabo per l’arte contemporanea prodotta da artisti arabi – aggiunge Tonghini  – abbia messo in moto un processo straordinario che ha portato alla fondazione di musei e gallerie e alla promozione di esposizioni internazionali: Mathaf, Museum of Modern Art, Doha; i musei di prossima apertura promossi da Louvre e Guggenheim ad Abu Dhabi; la biennale di Sharja e la fiera Abu Dhabi Art, mostrano un’attenzione particolare per l’arte del mondo medio-orientale. Processo che si è anche registrato in Turchia e in Iran (che non fanno parte del cosiddetto mondo arabo), con la biennale di Istanbul e l’annuale Tadaex di Tehran, per citare due noti esempi”.

Di fatto è evidente come l’interesse per l’arte araba sia crescente in tutto il mondo. Anche tra gli studenti cafoscarini si è registrato un aumento di tesi dedicate alla tematica, così come sono l’adesione alle proposte di stage al padiglione degli Emirati Arabi Uniti, che con Ca’ Foscari ha attivato una convenzione.

Vademecum

Aula Baratto, Università Ca’ Foscari, Dorsoduro 3246
venicebiennale.arabworld@unive.it
http://www.unive.it/data/agenda/4/10495

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“L’Anno di Magritte”, le iniziative per celebrare il grande artista

MAGRITTE and BROODTHAERS picture by Maria Gilissen Broodthaers

Cinquanta anni fa, il 15 agosto 1967, il maggior esponente del surrealismo belga, moriva nella sua casa di Bruxelles. L’omaggio al grande artista prende il via in una piccola località di villeggiatura del Mare del Nord, Knokke-Heist, luogo in cui il surrealismo di Magritte divenne noto al mondo

BRUXELLES – In occasione dei cinquant’anni dalla morte di René Magritte  i Musei Reali delle Belle Arti del Belgio, La Fondazione Magritte, le Edizioni WPG Belgio, la cittadina di Knokke-Heist e il monumento simbolo di Bruxelles, l’Atomium, hanno creato un marchio comune, “l’Anno di Magritte”, sotto il quale convogliare una serie di eventi per celebrare il maggior esponente del surrealismo belga. 

L’omaggio al grande artista prevede una serie di iniziative e mostre in alcuni luoghi simbolo della sua esistenza. 

A Knokke-Heist, piccola località di villeggiatura che affaccia sul Mare del Nord, dove l’artista affrescò una parete di 70 metri di lunghezza e 4 di altezza all’interno del Casinò del collezionista Gustave Nellens,dal 20 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018, si terrà  la mostra  intitolata “Magritte e il mare”, che racconterà la storia di Magritte artista, ma anche quella di René, dell’uomo e del suo elemento, il mare, così importante nella sua pittura.

A Bruxelles e più precisamente all’Atomium, dallo scorso 21 settembre 2017 e fino al 10 settembre 2018, è stato allestito il percorso dal titolo L’Atomium incontra il Surrealismo.  Zigzagando in 3D tra bombette, nuvole ed uccelli fluttuanti, il visitatore, protagonista nello spettacolo, avrà accesso completo – visivo, tattile e uditivo – all’universo concettuale del pittore. Selezionate per l’occasione, le opere che incarnano alla perfezione l’iconografia di Magritte: Gli amanti (1928), Doppio segreto (1927) e Il figlio dell’uomo (1964). 

Il 13 ottobre  i Musei Reali delle Belle Arti del Belgio in collaborazione con il Musée Magritte Museum hanno presentato due mostre. La prima si intitola Magritte, Broodthaers & Contemporary Art: partendo dal debito concettuale e di stile che Marcel Broodthaers aveva nei confronti di Magritte, la mostra riunisce alcuni artisti che si sono lasciati ispirare da “La période vache”. Una fase questa che lascia presto spazio a un nuovo orizzonte artistico: è il celebre periodo “vache” che si apre a Parigi nel 1948 con l’esposizione dell’omonima serie. Da George Condo a Gavin Turk, da Sean Landers a David Altmedj, sono molti gli artisti che si lasciano ispirare a partire dal 1980 questa fase del surrealista. 

La seconda invece, Marcel Lecomte. The Secret Chambers of Surrealism, si sofferma e affronta il rapporto di stima e amicizia che Magritte intrecciò con il poeta surrealista Marcel Lecomte, attraverso lettere, materiali d’archivio per la prima volta esposti. Le due mostre resteranno aperte al pubblico fino al  18 febbraio 2018.  Durante questo lasso di tempo il Musée Magritte Museum rimarrà aperto 7 giorni su 7: uno dei pochi musei di Bruxelles aperto anche il lunedì (10 alle 17h). 

Parte integrante dell’esperienza magrittiana a Bruxelles è anche l’affresco per il soffitto a cupola del Théâtre Royal des Galeries, nelle Galeries Royales Saint-Hubert. Realizzato nel 1951 nel corso dei lavori di ricostruzione dell’edificio, l’affresco raffigura un cielo di un azzurro irrealistico punteggiato da gonfie nuvole bianche. Il progetto iniziale, così come riportato nei disegni preparatori, prevedeva un cielo costellato di fluttuanti campane. I disegni preparatori saranno visibili al Musée Magritte Museum durante l’anno di celebrazioni.

Ma non è tutto. Il Museo di Magritte, infatti, in collaborazione con la Brasserie de la Senne, ha ideato una birra 100% surrealista, in cui le caratteristiche del colore, della luminosità, della schiuma e del “naso” sono state create per far emergere lo spirito della pittura di Magritte. Prodotta in edizione limitata (33 cl), la “birra Magritte” è disponibile esclusivamente presso il Museum Café e i negozi dei Musei Reali delle Belle arti del Belgio a partire da settembre 2017

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