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Sky Arte HD, Tullio Pericoli – Le colline davanti

Le colline davanti. Tullio Pericoli, 2016, olio, inchiostro e collage su tela, cm 84,

Martedì 31 ottobre alle ore 20:20 uno speciale approfondimento in occasione della mostra “Le colline davanti. Viaggio nelle terre di Langhe, Roero e Monferrato”, allestita ad Alba fino al 26 novembre

“Tullio Pericoli  Le colline davanti” è il titolo del documentario dedicato al pittore, in cui il tema del paesaggio risulta centrale. Noto per i suoi intensi ritratti, Pericoli, ripreso in questo film nel suo studio di Milano e all’interno della mostra monografica di Alba, racconta lo spostamento della sua ricerca estetica verso il tema del paesaggio. Volti e paesaggi, secondo l’artista sono infatti accomunati dalla capacità di raccontare una biografia. 

Protagonista assoluto del documentario è in particolare il paesaggio di Langhe, Roero e Monferrato e il talento dell’artista di penetrarlo facendolo vibrare sulle proprie tele. 

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L’Agnello Mistico di Van Eyck on-line in altissima risoluzione

L’Agnello Mistico di Van Eyck on-line in altissima risoluzione

Il sito permette non solo una immersione nelle immagini in altissima risoluzione della celebre pala d’altare di Gent, maanche nei diversi stadi del trattamento di conservazione e restauro dell’opera iniziato nel 2012

ROMA – E’ online la nuova versione dell’applicazione web “Closer to Van Eyck”, che permette uno sguardo ravvicinato sull’artista e il suo capolavoro il Polittico dell’Agnello Mistico, realizzato nel 1432 col fratello Hubert. 

I nuovi contenuti sono disponibili sulla piattaforma http://closertovaneyck.kikirpa.beIl sito permette non solo di immergersi nelle immagini in altissima risoluzione della celebre pala d’altare di Gent, ma anche nei diversi stadi del trattamento di conservazione e restauro dell’opera iniziato nel 2012, con l possibilità quindi di confrontare simultaneamente le immagini del prima, durante e dopo il restauro, con una semplice funzione di zoom.

Ogni tappa del processo di conservazione è stata infatti documentata con tecniche fotografiche e scientifiche all’avanguardia, come le radiografie e la riflessografia a raggi infrarossi, che permettono di ottenere un altissimo livello di dettaglio della pittura e una risoluzione di estrema qualità delle immagini, pari a 100 miliardi di pixel. 

Le nuove immagini mostrano quindi alla perfezione il lungo lavoro di riscoperta ad opera dei restauratori dell’Istituto Reale Belga per il Patrimonio KIK-IRPA, che tra il 2012 e il 2016 hanno eliminato secoli di ridipinture dai pannelli esterni della pala d’altare, riportando a nuova vita e nuova luce la pittura originale di Van Eyck, coi suoi colori e i suoi volumi, talvolta inaspettati. 

Deborah Marrow, direttrice della Getty Foundation che, insieme alla Fondazione Gieskes-Strijbis e al Governo Fiammingo, finanzia il sito Closer to Van Eyck e il restauro dell’opera afferma: “La nuova documentazione di Closer to Van Eyck permette di immergersi nella genialità degli artisti. È un regalo per gli occhi e un’enorme fonte d’ispirazione per la ricerca” afferma. 

Altri partner dell’iniziativa sono la Kathedrale Kerkfabriek Sint Baafs (KKSB) di Gent, Lukas – Art in Flanders (LAF) di Gent, Universum Digitalis (UD) di Bruxelles, Visscher & Van Rijckevorsel filmproducties di Amsterdam e i Dipartimenti di Matematica e di Elettronica e Informatica della Vrije Universiteit Brussel di Bruxelles.

Il trattamento sul Polittico intanto continua sui pannelli interni, sempre nei laboratori allestiti presso il MSK – Museum of Fine Arts di Gent, sotto gli occhi dei visitatori del museo. I pannelli esterni già restaurati si possono ammirare nella Cattedrale di San Bavone a Gent, luogo in cui l’opera è storicamente conservata. Un biglietto di 12 euro garantisce l’ingresso nei due siti, includendo anche la visita al Caermersklooster, ex convento in cui fino al 26 novembre è allestita una mostra sui primi 4 anni di restauro.

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MIC di Faenza. Achille Calzi, tra Simbolismo e Liberty

MIC di Faenza. Achille Calzi, tra Simbolismo e Liberty

La mostra giunge a conclusione di un lungo lavoro di ricerca che la curatrice, Ilaria Piazza, ha avviato dal fondo donato dagli eredi dell’artista nel 2013 al Museo Internazionale delle Ceramiche allargandolo poi a numerose raccolte pubbliche e private

RAVENNA – Achille Calzi (1873 -1919) fu una figura poliedrica, a tutto tondo, importantissima non solo per la vita culturale di Faenza e della corrente Liberty italiana, ma anche perché fu un artista attivo nella produzione e innovazione della ceramica applicata all’architettura e all’industria ceramica in Italia.

Dal 4 novembre 2017 al 18 febbraio del 2018 il MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza dedica una mostra all’artista, dal titolo “Tra Simbolismo e Liberty: Achille Calzi” , a cura di Ilaria Piazza.L’esposizione rappresenta il punto di arrivo di un importante lavoro antologico, mai prima condotto, su un artista cardine della storia culturale e della produzione simbolista e liberty del nostro paese, purtroppo prematuramente scomparso interrompendo, così, la sua instancabile ricerca stilistica.

Spiega la curatrice: “Calzi incarna la moderna figura dell’artista progettista, facendosi interprete del principio modernista dell’arte in tutto, attraverso le numerose collaborazioni con le principali manifatture faentine attive nei settori della ceramica, dell’ebanisteria e dei ferri battuti e nell’impegno profuso nel campo della grafica.  A questo si aggiunge la multiforme ricerca nelle arti figurative, dalla decorazione al “bianco e nero”, dalla pittura da cavalletto alla caricatura, dove recepisce alcune delle più avanzate tendenze artistiche nazionali e internazionali. Se da un lato le visioni macabre, intrise di suggestioni misteriosofiche ed esoteriche, segnano l’adesione al Simbolismo, dall’altro il suo linguaggio pittorico accoglie sperimentazioni d’impronta divisionista. Tra riferimenti locali e influenze internazionali si colloca l’attività di caricaturista e di autore di immagini satiriche, dove Calzi manifesta anche il proprio sentimento patriottico nella serie di cartoni realizzati sul finire della Prima guerra mondiale a sostegno del fronte interno”.

Calzi rimase sempre aggiornato sulla vita culturale del suo tempo, grazie, anche, ai numerosi viaggi all’estero, ed ebbe molteplici rapporti con artisti, letterati e musicisti importanti come Pellizza da Volpedo, Adolfo de Carolis, Arturo Martini, Giosuè Carducci, Alfredo Oriani, Gabriele D’Annunzio e Riccardo Zandonai.

Come sottolinea la direttrice del MIC, Claudia Casali: “La mostra è la prima di un percorso che il MIC ha intrapreso per attribuire il giusto riconoscimento a livello nazionale, a maestri – tutti di nascita faentina – come Giovanni Guerrini, Pietro Melandri, Anselmo Bucci, Domenico Rambelli. Questa scelta curatoriale è stata evidenziata già quest’anno con la mostra dedicata al Déco che ha giustamente messo in luce protagonisti faentini di respiro europeo. Faenza ha infatti espresso, soprattutto nella prima metà del XX secolo, una vivacità culturale ed artistica degna di attenzione; ha saputo elaborare scelte artistiche in linea con i maggiori centri d’avanguardia europei, grazie alla presenza di un attivo Museo e di una Scuola d’Arte, unici al mondo, ma anche ad una tradizione artistica consolidata. Il progetto Calzi è un progetto di rete che riunisce le principali realtà culturali della città come Pinacoteca Comunale, Museo del Risorgimento e Biblioteca Manfrediana”.

La mostra sarà corredata da una pubblicazione che vuole essere, allo stesso tempo, catalogo e guida ragionata all’opera di Achille Calzi.

Vademecum

Dal 04 Novembre 2017 al 18 Febbraio 2018
Faenza, Ravenna
MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche
Biglietti: euro 8, ridotto euro 5, studenti euro 3
Info: +39 0546 697311
www.micfaenza.org
Orari: martedì-venerdì 10-13,30 e sabato, domenica e festivi 10-17,30
Chiuso il lunedì, il 25 dicembre, il 1° gennaio

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Milano, miart 2018, confermati premi scorse edizioni

Milano, miart 2018, confermati premi scorse edizioni

Una prestigiosa lista di direttori e curatori di musei dall’alto profilo internazionale avrà il compito di individuare le opere e gli artisti vincitori 

MILANO  miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano, conferma per il 2018 tutti i premi che hanno caratterizzato l’offerta fieristica delle ultime edizioni, arricchita da una nuova rosa di giurie internazionali invitate ad assegnare i numerosi riconoscimenti.

FONDO DI ACQUISIZIONE FONDAZIONE FIERA MILANO “GIAMPIERO CANTONI”

Fondo di acquisizione per opere d’arte che andranno ad arricchire la collezione di Fondazione Fiera Milano, per un valore di 100.000 Euro.

La giuria internazionale sarà composta da Giovanni Gorno Tempini, Presidente, Fondazione Fiera Milano, Milano (Presidente di Giuria); Martin Clark, Direttore, Camden Arts Centre, Londra; Lorenzo Giusti, Direttore, MAN – Museo d’Arte Provincia di Nuoro, Nuoro; Eva Wittocx, Curatrice e Capo per Arte Contemporanea, M – Museum Leuven, Leuven.

PREMIO HERNO

Nato dalla collaborazione tra miart ed Herno, il riconoscimento di 10.000 Euro sarà assegnato allo stand con il miglior progetto espositivo

La giuria internazionale sarà composta da Michael Darling, James W. Alsdorf Chief Curator, Museum of Contemporary Art, Chicago; Mats Stjernstedt, Direttore, Malmö Konsthall, Malmö; Nina Zimmer, Direttrice, Kunstmuseum Bern e Zentrum Paul Klee, Berna.

PREMIO FIDENZA VILLAGE PER GENERATIONS

Nato dalla collaborazione tra miart e Fidenza Village, parte della collezione di Villaggi Value Retail, il riconoscimento di 10.000 Euro sarà assegnato al miglior dialogo all’interno della sezione Generations.

La giuria internazionale sarà composta da Gabriella Belli, Direttore Fondazione Musei Civici di Venezia, Venezia; Pedro Gadanho, Direttore, MAAT | Museum of Art, Architecture and Technology, Lisbona; Hou Hanru, Direttore Artistico, MAXXI | Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma.

PREMIO ON DEMAND BY SNAPORAZVEREIN

Nato dalla collaborazione tra miart e l’associazione di produzioni sperimentali Snaporazverein, il riconoscimento di 10.000 Euro sarà assegnato alla migliore presentazione all’interno della sezione On Demand e consisterà nel sostegno economico a un progetto futuro dell’artista premiato.

La giuria internazionale sarà composta da Simon Castets, Direttore, Swiss Institute / Contemporary Art, New York; Marta Gili, Direttrice, Jeu de Paume, Parigi; Zoë Gray, Capo Curatrice, WIELS, Contemporary Art Centre, Bruxelles

PREMIO EMERGENT

Il premio del valore di 4.000 Euro è destinato alla galleria con la migliore presentazione all’interno della sezione Emergent.

La giuria internazionale sarà composta da Karen Archey, Curatrice per Arte Contemporanea e Time-Based Media, Stedelijk Museum, Amsterdam; Richard Birkett, Capo Curatore, ICA – Institute of Contemporary Arts, Londra; Valérie Knoll, Direttrice, Kunsthalle Bern, Berna.

PREMIO CEDIT PER OBJECT

Nato dalla collaborazione tra miart e CEDIT – Ceramiche d’Italia, il riconoscimento prevede l’acquisizione di un’opera di un designer italiano emergente, presentata all’interno della sezione Object, e successiva donazione alla collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano.

La giuria internazionale sarà composta da Silvana Annicchiarico, Direttrice, Triennale Design Museum, Milano; Stefano Torrenti, CEO Florim Ceramiche S.p.a; Christopher Turner, Conservatore per il Design, l’Architettura e il Digitale, Victoria and Albert Museum, Londra.

Vademecum

miart 2018
13 – 15 aprile 2018
fieramilanocity
ingresso viale Scarampo, Milano
gate 5, padiglione 3
www.miart.it

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MAO Museo d’Arte Orientale. Dialogo intorno al libro

Elisa Tolentino, Il tramonto birmano-shan

Martedì 31 ottobre 2017, ore 18 presentazione de “Il tramonto birmano. La mia vita da principessa shan di Inge Sargent”

TORINO –  Martedì 31 ottobre alle ore 18, Ilaria Benini, ricercatrice indipendente, presenterà al MAO il libro “Il tramonto birmano. La mia vita da principessa shan di Inge Sargent” (add editore, 2016).

Il libro è un’autobiografia che celebra la forza dell’amore e l’impegno politico. L’ultima principessa dello Stato shan di Hsipaw accompagna il lettore in Birmania con i suoi occhi di giovane austriaca cresciuta durante il nazismo e profondamente innamorata di un giovane straniero, l’ingegnere minerario Sao Kya Seng. 

Il volume uscito per add editore l’anno scorso contiene un prezioso inserto illustrato da Elisa Talentino, che ne firma anche la copertina. In mostra al MAO il pubblico potrà vedere fino al 15 novembre una selezione di serigrafie d’arte, tavole originali, pitture su acetato, disegni e illustrazioni.

IL TRAMONTO BIRMANO è un progetto nato specificatamente per illustrare e interpretare l’autobiografia di Inge Sargent, una principessa, donna che attraversa più mondi e costruisce un ponte tra la nostra cultura e l’Asia. La mostra di serigrafie d’arte, disegni preparatori e fotografie accompagna il visitatore in territori poco conosciuti e frequentati, attraverso l’interpretazione di Elisa Talentino, che interviene sul paesaggio e sulla storia con la sua personale lettura visiva della donna, della coppia, della relazione amorosa. Tre soggetti tipici della produzione dell’artista, che investe la qualità del suo segno e della sua tecnica nello sviluppare una sensibilità delicata e amara con cui guardare il mondo. I suoi lavori, seppur bidimensionali, offrono al pubblico un prisma di emozioni, arricchendo la scena, rendendola magicamente in bilico tra il tragico e il poetico.

Con il patrocinio di: Consolato del Myanmar per il Nord Ovest d’Italia

Vademecum

MAO Museo d’Arte Orientale Via San Domenico 11, Torino
Info t. 011.4436927 – e-mail mao@fondazionetorinomusei.it – sito www.maotorino.it
Facebook MAO. Museo d’Arte Orientale | Twitter @maotorino
Orario mar-ven h 10 -18; sab-dom h 11 – 19; chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.
Tariffe Intero € 10, ridotto € 8, gratuito fino ai 18 anni e abbonati Musei Torino Piemonte

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Sisma Centro Italia. Seimila opere custodite nel deposito a Santo Chiodo di Spoleto

SPOLETO (PERUGIA) – Sono 6 mila le opere d’arte custodite nel deposito allestito a Santo Chiodo di Spoleto dopo essere state “salvate” dal terremoto di un anno fa. Il dato è emerso in un incontro alla rocca albornoziana organizzato dalla Regione Umbria e dedicato alle politiche per il recupero, il ripristino e la messa in sicurezza dei beni culturali dopo il sisma del 1997 e quello del 2016. 

La presidente della Regione Catiuscia Marini ha detto: “La storia della ricostruzione del ’97 è  ricca di valore anche dal punto di vista scientifico, perché si è lavorato in modo competente e lungimirante facendo un grande salto di qualità, visto che sono state investite ingenti risorse per la valorizzazione dei beni culturali e per i centri storici. Sono state fatte scelte strategiche, come l’allestimento del deposito di Santo Chiodo, per la custodia delle opere mobili recuperate in seguito agli eventi sismici, nonché la creazione del centro di protezione civile di Foligno”.

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