La querelle tra Flashback e Artissima, in un botta e risposta tra Sperone e Ilaria Bonacossa

La querelle è partita dalle colonne del quotidiano La Stampa, in un botta e risposta tra Gian Enzo Sperone e Ilaria Bonacossa. Sotto la lente la partecipazione di Sperone a Flashback e il progetto del Deposito d’arte italiana presente. Abbiamo parlato con entrambi e ci hanno spiegato le loro ragioni. E nel frattempo partono da Flashback la maglietta e l’hashtag “Siamo tutti desueti”.

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Ara Pacis, sabato sera con Hokusai

Katsushika Hokusai Veduta del tramonto presso il ponte Ryogoku dalla sponda del pontile di Onmaya, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 Silografia policroma  Kawasaki Isago no Sato Museum

In tre settimane 30 mila visitatori per la grande mostra “Hokusai. Sulle orme del Maestro”. Dal 4 novembre ogni sabato apertura fino alle 23.30

ROMA – Un successo straordinario quello della mostra dedicata al grande maestro giapponese all’Ara Pacis, curata da Rossella Menegazzo. In sole tre settimane sono stati 30 mila i visitatori che hanno potuto ammirare le oltre 200 opere in esposizione. Nei fine settimana sono stati circa 2mila gli ingressi giornalieri. Per questo motivo, per venire incontro alle numerose richieste del pubblico, dal 4 novembre partiranno aperture straordinarie del sabato sera fino alle 23:30 (con ultimo ingresso alle 22:30).

La mostra illustra la produzione del Maestro mettendola a confronto con quella di alcuni artisti che seguendo le sue orme, dettero vita a nuove linee, forme, equilibri di colore all’interno del tradizionale filone dell’ukiyoe. Tra questi Keisan Eisen, apprezzato sia in patria sia tra gli estimatori europei di arte giapponese dell’Ottocento per i suoi ritratti di beltà che furono presi a modello anche da Van Gogh. Tra le opere di Eisen – la cui figura artistica è presentata in Italia per la prima volta in questa mostra – è la bellissima e imponente figura di cortigiana che Van Gogh dipinge alle spalle di Père Tanguy nell’omonimo ritratto, pubblicata anche in copertina del Paris Le Japon Illustré nel 1887.

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che offrono una selezione di immagini legate ai soggetti più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca: MEISHŌ: mete da non perdere; Beltà alla moda; Fortuna e buon augurio; Catturare l’essenza della natura e Manga e manuali per imparare

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto dell’Ambasciata Giapponese, organizzata da MondoMostre Skira e Zètema Progetto Cultura.

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Vademecum

Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta, Roma
Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Sabato fino alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30)
24 e 31 dicembre ore 9.30 – 14.00.Chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio
Biglietto solo mostra: 11€ intero; 9€ ridotto + prevendita € 1
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Info
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.arapacis.it #HokusaiRoma

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Ara Pacis, sabato sera con Hokusai

Katsushika Hokusai Veduta del tramonto presso il ponte Ryogoku dalla sponda del pontile di Onmaya, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 Silografia policroma  Kawasaki Isago no Sato Museum

In tre settimane 30 mila visitatori per la grande mostra “Hokusai. Sulle orme del Maestro”. Dal 4 novembre ogni sabato apertura fino alle 23.30

ROMA – Un successo straordinario quello della mostra dedicata al grande maestro giapponese all’Ara Pacis, curata da Rossella Menegazzo. In sole tre settimane sono stati 30 mila i visitatori che hanno potuto ammirare le oltre 200 opere in esposizione. Nei fine settimana sono stati circa 2mila gli ingressi giornalieri. Per questo motivo, per venire incontro alle numerose richieste del pubblico, dal 4 novembre partiranno aperture straordinarie del sabato sera fino alle 23:30 (con ultimo ingresso alle 22:30).

La mostra illustra la produzione del Maestro mettendola a confronto con quella di alcuni artisti che seguendo le sue orme, dettero vita a nuove linee, forme, equilibri di colore all’interno del tradizionale filone dell’ukiyoe. Tra questi Keisan Eisen, apprezzato sia in patria sia tra gli estimatori europei di arte giapponese dell’Ottocento per i suoi ritratti di beltà che furono presi a modello anche da Van Gogh. Tra le opere di Eisen – la cui figura artistica è presentata in Italia per la prima volta in questa mostra – è la bellissima e imponente figura di cortigiana che Van Gogh dipinge alle spalle di Père Tanguy nell’omonimo ritratto, pubblicata anche in copertina del Paris Le Japon Illustré nel 1887.

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che offrono una selezione di immagini legate ai soggetti più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca: MEISHŌ: mete da non perdere; Beltà alla moda; Fortuna e buon augurio; Catturare l’essenza della natura e Manga e manuali per imparare

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto dell’Ambasciata Giapponese, organizzata da MondoMostre Skira e Zètema Progetto Cultura.

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Vademecum

Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta, Roma
Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Sabato fino alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30)
24 e 31 dicembre ore 9.30 – 14.00.Chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio
Biglietto solo mostra: 11€ intero; 9€ ridotto + prevendita € 1
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Info
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.arapacis.it #HokusaiRoma

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Ara Pacis, sabato sera con Hokusai

Katsushika Hokusai Veduta del tramonto presso il ponte Ryogoku dalla sponda del pontile di Onmaya, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 Silografia policroma  Kawasaki Isago no Sato Museum

In tre settimane 30 mila visitatori per la grande mostra “Hokusai. Sulle orme del Maestro”. Dal 4 novembre ogni sabato apertura fino alle 23.30

ROMA – Un successo straordinario quello della mostra dedicata al grande maestro giapponese all’Ara Pacis, curata da Rossella Menegazzo. In sole tre settimane sono stati 30 mila i visitatori che hanno potuto ammirare le oltre 200 opere in esposizione. Nei fine settimana sono stati circa 2mila gli ingressi giornalieri. Per questo motivo, per venire incontro alle numerose richieste del pubblico, dal 4 novembre partiranno aperture straordinarie del sabato sera fino alle 23:30 (con ultimo ingresso alle 22:30).

La mostra illustra la produzione del Maestro mettendola a confronto con quella di alcuni artisti che seguendo le sue orme, dettero vita a nuove linee, forme, equilibri di colore all’interno del tradizionale filone dell’ukiyoe. Tra questi Keisan Eisen, apprezzato sia in patria sia tra gli estimatori europei di arte giapponese dell’Ottocento per i suoi ritratti di beltà che furono presi a modello anche da Van Gogh. Tra le opere di Eisen – la cui figura artistica è presentata in Italia per la prima volta in questa mostra – è la bellissima e imponente figura di cortigiana che Van Gogh dipinge alle spalle di Père Tanguy nell’omonimo ritratto, pubblicata anche in copertina del Paris Le Japon Illustré nel 1887.

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che offrono una selezione di immagini legate ai soggetti più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca: MEISHŌ: mete da non perdere; Beltà alla moda; Fortuna e buon augurio; Catturare l’essenza della natura e Manga e manuali per imparare

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto dell’Ambasciata Giapponese, organizzata da MondoMostre Skira e Zètema Progetto Cultura.

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Vademecum

Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta, Roma
Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Sabato fino alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30)
24 e 31 dicembre ore 9.30 – 14.00.Chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio
Biglietto solo mostra: 11€ intero; 9€ ridotto + prevendita € 1
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Info
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.arapacis.it #HokusaiRoma

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Il lungo autunno viennese dell’arte. Raffaello e Rubens superstar

Qualcosa al mondo sta funzionando bene. Molto bene! Forse troppo in fretta? È l’esibizione della creatività a ritmo incalzante, fenomeno in espansione del nostro tempo espresso in forme estetiche. Proprio come succede a Vienna, dove la stagione espositiva autunnale offre una girandola di appuntamenti che spaziano dall’arte antica a quella contemporanea.

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Al MANN di Napoli, archeologia, tecnologie digitali e arte contemporanea nella mostra di Bruno Di Bello

Bruno Di Bello, Studio per Archeo Uno, 2017, inkjet su tela, cm 90x140

“Sono convinto che riusciremo a trovare un linguaggio veramente di avanguardia solo attraverso un uso competente ed esperto delle tecnologie digitali” affermava l’artista nel 2000 inaugurando una nuova fase incentrata sull’immagine ottenuta mediante la tecnologia digitale

NAPOLI – “#digitale #archeologico”, la mostra di Bruno Di Bello ospitata al MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dall’11 novembre al 17 dicembre 2017,  a cura di Maria Savarese, rappresenta un perfetto dialogo tra la mirabile collezione del museo e  i linguaggi contemporanei, in particolare digitali. 

Con l’aiuto del campionario internazionale dei colori PANTONE, Di Bello ha rilevato con precisione i colori usati dagli artisti pompeiani, autori degli affreschi conservati al Museo, per comporre la palette con cui ha poi realizzato tre grandi polittici – di 6 metri ciascuno – di geometria digitale esposti sulle tre pareti della Sala del Cielo Stellato.

Le tele, stampate a inkjet, di Di Bello sono frutto dell’elaborazione di pattern matematici nei quali egli introduce alcuni segni reali generativi di nuove forme astratte.

In Archeo Uno è evidente il rapporto con l’architettura dello spazio espositivo, infatti le forme degli incavi della volta della sala si rintracciano nelle forme frattaliche dell’opera. 

In Archeo Due dominante è la texture verde individuata in un vaso di vetro semifuso dal fuoco della lava che travolse Pompei, scoperto durante una delle visite dell’artista al Museo.

Infine, in Archeo Tre il fondo rosso è un vero e proprio omaggio ai tanti rossi pompeiani rilevati attraverso il riferimento PANTONE.

“Immagini di un’estrema sensualità quelle di Di Bello, il quale guarda al passato della nostra terra usando lo sguardo del futuro” scrive la curatrice Maria Savarese nel suo testo in catalogo.

Il progetto è completato da un video di Roberto Paci Dalò, vincitore del Premio Napoli 2015, visibile per tutta la durata della mostra accanto alle opere di Di Bello, e dal catalogo edito da Skira che contiene la riproduzione delle opere esposte, una selezione di immagini di repertorio, i testi critici di Maria Savarese, Bruno Corà, Raffella Perna, una conversazione tra l’artista e Marco Biraghi, storico dell’architettura, e una poesia di Nanni Balestrini.

Vademecum

Dal 11 Novembre 2017 al 17 Dicembre 2017
Napoli, MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Biglietto: il biglietto d’ingresso al museo comprende la visita alla mostra: intero € 12, ridotto € 6
Info: +39 081 442 2149
www.museoarcheologiconapoli.it

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Al MANN di Napoli, archeologia, tecnologie digitali e arte contemporanea nella mostra di Bruno Di Bello

Bruno Di Bello, Studio per Archeo Uno, 2017, inkjet su tela, cm 90x140

“Sono convinto che riusciremo a trovare un linguaggio veramente di avanguardia solo attraverso un uso competente ed esperto delle tecnologie digitali” affermava l’artista nel 2000 inaugurando una nuova fase incentrata sull’immagine ottenuta mediante la tecnologia digitale

NAPOLI – “#digitale #archeologico”, la mostra di Bruno Di Bello ospitata al MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dall’11 novembre al 17 dicembre 2017,  a cura di Maria Savarese, rappresenta un perfetto dialogo tra la mirabile collezione del museo e  i linguaggi contemporanei, in particolare digitali. 

Con l’aiuto del campionario internazionale dei colori PANTONE, Di Bello ha rilevato con precisione i colori usati dagli artisti pompeiani, autori degli affreschi conservati al Museo, per comporre la palette con cui ha poi realizzato tre grandi polittici – di 6 metri ciascuno – di geometria digitale esposti sulle tre pareti della Sala del Cielo Stellato.

Le tele, stampate a inkjet, di Di Bello sono frutto dell’elaborazione di pattern matematici nei quali egli introduce alcuni segni reali generativi di nuove forme astratte.

In Archeo Uno è evidente il rapporto con l’architettura dello spazio espositivo, infatti le forme degli incavi della volta della sala si rintracciano nelle forme frattaliche dell’opera. 

In Archeo Due dominante è la texture verde individuata in un vaso di vetro semifuso dal fuoco della lava che travolse Pompei, scoperto durante una delle visite dell’artista al Museo.

Infine, in Archeo Tre il fondo rosso è un vero e proprio omaggio ai tanti rossi pompeiani rilevati attraverso il riferimento PANTONE.

“Immagini di un’estrema sensualità quelle di Di Bello, il quale guarda al passato della nostra terra usando lo sguardo del futuro” scrive la curatrice Maria Savarese nel suo testo in catalogo.

Il progetto è completato da un video di Roberto Paci Dalò, vincitore del Premio Napoli 2015, visibile per tutta la durata della mostra accanto alle opere di Di Bello, e dal catalogo edito da Skira che contiene la riproduzione delle opere esposte, una selezione di immagini di repertorio, i testi critici di Maria Savarese, Bruno Corà, Raffella Perna, una conversazione tra l’artista e Marco Biraghi, storico dell’architettura, e una poesia di Nanni Balestrini.

Vademecum

Dal 11 Novembre 2017 al 17 Dicembre 2017
Napoli, MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Biglietto: il biglietto d’ingresso al museo comprende la visita alla mostra: intero € 12, ridotto € 6
Info: +39 081 442 2149
www.museoarcheologiconapoli.it

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Arte contemporanea e dimore storiche. Valorizzazioni Culturali sbarca a Palermo per Manifesta

Apertura di edifici storici abbandonati o dimenticati, mostre, residenze e padiglioni “off”. Sono questi i punti cardine della collaborazione tra Palermo e la società veneziana Valorizzazioni Culturali in vista del fatidico 2018, anno che vedrà la città siciliana impegnata nel doppio ruolo di Capitale Italiana della Cultura e sede ospitante della biennale Manifesta.

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Il Toro di Nimrud torna a vivere a Parigi

Il Toro di Nimrud torna a vivere a Parigi

La ricostruzione nel suo formato reale di questo simbolo dell’antica civiltà mesopotamica sarà installata di fronte alla sede UNESCO di Parigi  per iniziativa dell’Associazione Incontro di Civiltà, presieduta da Francesco Rutelli

PARIGI – In occasione dello svolgimento della Conferenza Generale UNESCO, in programma a Parigi fino al 14 novembre, sarà installata all’ingresso di Place de Fontenoy, 7 la ricostruzione in formato reale del Toro androcefalo alato dell’antica città di Nimrud, il monumento assiro distrutto nel marzo 2015 dalla furia iconoclasta dell’Isis. 

L’installazione del monumento, per iniziativa dell’Associazione Incontro di Civiltà, presieduta da Francesco Rutelli, costituirà un evento senza precedenti per l’organizzazione ONU delegata per la Cultura. 

All’inaugurazione, che si terrà  il 6 novembre alle 9,30, interverranno Irina Bokova, Direttore generale Unesco; Francesco Rutelli, Presidente di Incontro di Civiltà; il Ministro della Cultura dell’Iraq, Faryad Rawandozi; la Rappresentante Permanente d’Italia presso l’UNESCO, Ambasciatore Vincenza Lomonaco.

Il capillare lavoro di ricostruzione in scala 1:1 del monumento, alto circa cinque metri, è stato realizzato dalla ditta Nicola Salvioli di Firenze, che si è occupata anche del montaggio e dell’allestimento in situ.

Il Comitato Scientifico di Incontro di Civiltà, presieduto dal grande archeologo Paolo Matthiae, con la consulenza di Cristina Acidini e Frances Pinnock, ha sovrinteso alla realizzazione dell’opera. 

Il Toro di Nimrud rimarrà esposto presso la sede UNESCO fino alla prima settimana di dicembre. 

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Il Toro di Nimrud torna a vivere a Parigi

Il Toro di Nimrud torna a vivere a Parigi

La ricostruzione nel suo formato reale di questo simbolo dell’antica civiltà mesopotamica sarà installata di fronte alla sede UNESCO di Parigi  per iniziativa dell’Associazione Incontro di Civiltà, presieduta da Francesco Rutelli

PARIGI – In occasione dello svolgimento della Conferenza Generale UNESCO, in programma a Parigi fino al 14 novembre, sarà installata all’ingresso di Place de Fontenoy, 7 la ricostruzione in formato reale del Toro androcefalo alato dell’antica città di Nimrud, il monumento assiro distrutto nel marzo 2015 dalla furia iconoclasta dell’Isis. 

L’installazione del monumento, per iniziativa dell’Associazione Incontro di Civiltà, presieduta da Francesco Rutelli, costituirà un evento senza precedenti per l’organizzazione ONU delegata per la Cultura. 

All’inaugurazione, che si terrà  il 6 novembre alle 9,30, interverranno Irina Bokova, Direttore generale Unesco; Francesco Rutelli, Presidente di Incontro di Civiltà; il Ministro della Cultura dell’Iraq, Faryad Rawandozi; la Rappresentante Permanente d’Italia presso l’UNESCO, Ambasciatore Vincenza Lomonaco.

Il capillare lavoro di ricostruzione in scala 1:1 del monumento, alto circa cinque metri, è stato realizzato dalla ditta Nicola Salvioli di Firenze, che si è occupata anche del montaggio e dell’allestimento in situ.

Il Comitato Scientifico di Incontro di Civiltà, presieduto dal grande archeologo Paolo Matthiae, con la consulenza di Cristina Acidini e Frances Pinnock, ha sovrinteso alla realizzazione dell’opera. 

Il Toro di Nimrud rimarrà esposto presso la sede UNESCO fino alla prima settimana di dicembre. 

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