Torino. Luci d’artista, vandali nuovamente all’attacco delle installazioni luminose

Torino. Luci d'artista, vandali nuovamente all'attacco delle installazioni luminose

Danneggiate le panchine luminose di Jeppe Haien. La scorsa settimana invece era stata presa d’assalto l’installazione di Vanessa Safasi

TORINO –  Dopo i “coni gelato” luminosi di Vanessa Safasi, presi a sassate lo scorso fine settimane nel quartiere delle Vallette, alla periferia di Torino, si è verificato un nuovo attacco vandalico contro un’altra installazione luminosa. Questa volta ad essere state danneggiate sono le panchine luminose di Jeppe Haien, nei giardini Allievo di via Roccavione, all’angolo con via Stradella. Ignoti hanno tolto il  bordo di metallo del basamento delle panchine e hanno asportato alcuni cavi. 

E’ la prima volta quest’anno che le Luci d’Artista migrano nelle zone più periferiche della città. Dopo il raid vandalico della scorsa settimana, la sindaca di Torino, Chiara Appendino, commentava in un post su Fb “Danno e beffa nei confronti di tutti cittadini, ancor prima che dell’amministrazione”. “Da che era stato portato avanti un tentativo, seppur simbolico, di ridare luce e colore a quella piazza, ci siamo svegliati stamattina con uno spettacolo, se possibile, ancor più desolante del precedente – scriveva Appendino – quando abbiamo scelto di riportare cultura e bellezza nelle periferie attraverso l’installazione delle Luci d’Artista lo abbiamo fatto con un intento ben preciso: dimostrare che Torino è una grande città, dove non ci sono zone di serie B, dove l’arte, la cultura e la bellezza sono un diritto di tutte e tutti”.

Luca Beatrice, invece, presidente del Circolo dei Lettori, con un suo commento, sempre su Facebook, aveva scatenato una vera e propria bufera, affermando: “Per decenni  le Lucid’Artista sono state rispettate e amate dai torinesi. Ora a qualcuno, per puro spirito demagogico, è venuto in mente di portarle in periferia. Ci sono luoghi dove la bellezza e la cultura non arrivano”. La visione, in qualche modo “elitaria” di Beatrice aveva sollevato numerose polemiche a partire dall’assessora alla Cultura della Città di Torino, Francesca Leon, che si chiedeva : ”Può un’istituzione come il circolo dei lettori essere presieduta da chi predica l’esclusione e la marginalizzazione come necessaria?”, mentre il il vice sindaco di Torino, Guido Montanari, aveva definito il post di Beatrice “triste e incommentabile”. “Identificare un intero quartiere con alcuni delinquenti è davvero operazione di basso profilo  aveva sottolineato Montanari – Stupisce che tali argomentazioni siano portate avanti da chi qualche strumento, appunto culturale, dovrebbe averlo…”.

Il nuovo episodio ovviamente andrà sicuramente ad alimentare ulteriormente la discussione sull’utilità o la necessità di portare arte in periferia.

Nel frattempo Marco Novello, presidente della Circoscrizione 5, sottolinea “Non credo sia un’azione contro l’opera. Gli atti vandalici e i furti nei giardini, purtroppo, sono all’ordine del giorno”, evidenziando un problema ben più grave e radicato nel territorio.

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Paris Photo celebra la fotografia documentaria

Parigi. Uno scatto di Lise Sarfati fa da portavoce alla nuova edizione di Paris Photo dedicata quest’anno alla fotografia documentaria. «Ancora più degli anni passati si registra tra i fotografi la tendenza a prendere posizioni politiche e documentariste, talvolta reinterpretandole», ha sottolineato Florence Bourgeois, direttrice della rassegna. Lo scatto «tra realtà e finzione» della fotografa algerina (nata a Oran nel 1958) è tratto dalla serie «Oh man» del 2012-13 (esposta dalla galleria Particulière-Foucher Biousse, Parigi) e mette in scena un uomo solo nelle strade deserte di Los Angeles. Secondo gli organizzatori della rassegna esso «rappresenta bene la lenta mutazione che integra il documentario a una meticolosa scenografia, ricordando i lavori di artisti contemporanei come Jeff Wall». La 21ma edizione della fiera internazionale della fotografia d’arte si tiene dal 9 al 12 novembre al Grand Palais. I numeri di quest’anno: 190 sono gli espositori (di cui 48 presenti per la prima volta), 160 le gallerie e 30 gli editori, per 30 Paesi rappresentati. Tra le gallerie della sezione principale figurano alcune italiane: Galleria Continua di San Gimignano, Paci di Brescia, Photo&Contemporary di Torino, Lia Rumma di Milano e Louise Alexander di Porto Cervo, le ultime due alla prima partecipazione. Nella lista degli editori Damiani di Bologna e Contrasto di Roma. Le installazioni e le opere sensoriali e di grande formato della sezione «Prismes» occupano il Salon d’Honneur del Grand Palais. In questo spazio una mostra è dedicata al reporter di guerra Gilles Caron, ucciso in Cambogia nel 1970. Per la prima volta Paris Photo propone anche una sezione «Film/Video». In programma, il 10 novembre, in collaborazione con le gallerie Lia Rumma e Caroline Smulders (Parigi), viene proiettato il film «VB62» realizzato nel 2008 da Vanessa Beecroft nella Chiesa dello Spasimo a Palermo. La rassegna presenta 29 mostre personali. Per citarne qualcuna, alla galleria Danziger (New York) si può vedere l’intensa «Carnival Strippers» di Susan Meiselas, una serie che la fotografa americana ha realizzato tra il 1972 e il 1975 tra le ballerine di striptease. Da Grimm (Amsterdam) è invece esposto «Imperial Courts», un lavoro sulle gang di Los Angeles che l’olandese Dana Lixenberg ha seguito per più di 20 anni. La Paci allestisce gli ultimi lavori dell’olandese Teun Hocks, esponente della fotopittura surrealista, mentre Louise Alexander propone la street photography in bianco e nero di Guy Bourdin, più noto come fotografo di moda. Chi volesse può fare la visita attraverso gli occhi di Karl Lagerfeld: il direttore artistico di Chanel, fotografo dal 1982, è stato infatti invitato a pensare e segnalare un percorso personale tra gli stand e le loro migliaia di opere.

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Parma. Ettore Sottsass. Oltre il design

Ettore Sottsass. Senza titolo. Composizione con elementi di arredo, senza data

Il titolo dell’esposizione, ospitata al Centro studi e Archivio della comunicazione (Csac) rimanda al metodo di lavoro proprio di Sottsass, che travalica la specificità della sua attività di designer verso una visione più allargata, in cui il disegno ha una centralità assoluta

PARMA – L’Abbazia di Valserena, sede del Centro studi e Archivio della comunicazione (Csac) dell’Università di Parma ospita, dal 18 novembre 2017 all’8 aprile 2018, “Oltre il design”, la mostra dedicata a Ettore Sottsass in occasione del centenario della sua nascita. 

Il titolo dell’esposizione rimanda al metodo di lavoro proprio di Sottsass, che travalica la specificità della sua attività di designer verso una visione più allargata, in cui il disegno ha una centralità assoluta, come strumento di progettazione ma prima e soprattutto come momento di riflessione e di verifica formale.

In mostra materiali che vanno dalle prime prove al Politecnico di Torino, al confronto con la ricerca artistica degli anni ’40, ’50 e ‘60; dal progetto grafico, che attraversa tutta la sua ricerca sino alla stagione dell’incontro con la cultura beat e radicale, al progetto di architettura e degli oggetti; dalla sua ricerca sulla configurazione dello spazio del lavoro, di quello domestico, espositivo o teatrale, fino alle sue collaborazioni con aziende quali Olivetti, Bitossi Ceramiche e Poltronova. 

La rassegna è arricchita da un catalogo del fondo Ettore Sottsass 1939-1978, frutto di un ampio lavoro di catalogazione e digitalizzazione del materiale donato dall’autore al Csac nel ’79 e consistente in quasi 14mila materiali progettuali (schizzi, bozzetti e disegni) e 24 sculture. 

Vademecum

CSAC – CENTRO STUDI E ARCHIVIO DELLA COMUNICAZIONE
Strada Viazza di Paradigna, 1 Abbazia di Valserena – Parma – Emilia-Romagna
dal 18/11/2017 – al 08/04/2018
Vernissage: 18/11/2017
Orari: Da martedì a venerdì 9.30-15.00 Sabato e domenica 10.00-19.00
Biglietti: 10 euro Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità. Gratuità per i bambini sotto i 12 anni. per tutte le riduzioni e informazioni aggiornate: http://www.csacparma.it/visita/

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Minimalismi a confronto. Lee Ufan incontra Le Corbusier a Lione

Éveux, Couvent de La Tourette ‒ fino al 20 dicembre 2017. L’artista nippo-coreano è protagonista di una personale nell’“incredibile” convento de la Tourette, disegnato dal grande architetto. Il risultato è stimolante, con installazioni che fanno interagire interno ed esterno, paradossalmente monumentali. Una delle mostre collaterali della Biennale di Lione.

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Abu Dhabi. Terminato il corso tenuto dai caschi blu della cultura italiani

Il generale Fabrizio Parrulli, comandante del nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale

Il corso dal titolo “Protezione del patrimonio culturale” è stato organizzato nell’ambito del protocollo di collaborazione Technical arrangement, siglato nel marzo 2016, tra il comando generale dell’arma dei Carabinieri e la polizia di Abu Dhabi (Pad)

ABU DHABI – Si è svolto nei giorni scorsi, a Abu Dhabi, il corso “Protezione del patrimonio culturale” tenuto dai caschi blu della cultura italiani alla polizia turistica degli Emirati Arabi Uniti. 

L’addestramento, cominciato il 29 ottobre e terminato il 9 novembre con la consegna dei diplomi, ha permesso di diffondere le conoscenze e le esperienze acquisite dal comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, nei suoi quasi 50 anni di attività. E’ stato presentato il modello italiano di tutela del patrimonio culturale, a partire dalla normativa di settore e le convenzioni internazionali fino ad arrivare alla banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti. Sono stati inoltre illustrate le attività preventive e repressive intraprese per salvaguardare i beni culturali dalle calamita’ naturali e dalle azioni criminali dell’uomo. 

Durante il corso, in particolare, sono stati analizzati alcuni casi di studio di attività investigative transnazionali condotte per la repressione del traffico illecito di beni archeologici. Al termine dell’iniziativa, conclusa con la cerimonia di consegna dei diplomi, il comandante dei Carabinieri tutela patrimonio culturale, Fabrizio Parrulli, e il direttore del Criminal investigation directorate, Tarek Al Ghool, si sono incontrati per verificare ulteriori forme di collaborazione, tra cui la realizzazione, negli Emirati Arabi Uniti, di una banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti sul modello di quella italiana. 

Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, come riferisce una nota del Mibact, ha commentato: “Il corso di Abu Dhabi, così come tutti gli interventi di formazione condotti finora all’estero, conferma il prestigio internazionale dei caschi blu della cultura italiana e il ruolo riconosciuto in tutto il mondo a questo reparto specializzato nella tutela del patrimonio culturale”. 

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Lo sguardo di Pietro Canonica sulla Prima Guerra Mondiale

Modello dell'Alpino in gesso - particolare. Si noti la patinatura a bronzo del volto e la vera piuma del cappello

Al Museo Pietro Canonica a Villa Borghese la cruda realtà della guerra è raccontata con occhio realistico e poetico attraverso 30 opere, nuove acquisizioni, fotografie e una sezione dedicata agli “umili eroi” della guerra

ROMA –  Realismo e Poesia. Lo sguardo di Pietro Canonica sulla Prima Guerra Mondiale è il titolo della mostra che sarà aperta al pubblico dal 15 novembre 2017 al 7 gennaio 2018, al Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, uno dei luoghi privilegiati delle memorie della grande guerra. 

La casa-museo ospita infatti una ricca collezione di sculture commemorative della prima guerra mondiale, opera dello scultore Pietro Canonica (1869-1959), e conserva nel suo archivio foto e documenti di grande interesse storico documentario. 

Canonica, negli anni ’20 e ’30 del Novecento, fu tra gli artisti più prolifici nella realizzazione di monumenti dedicati ai caduti e le sue opere ornano le piazze e i giardini di molte città italiane. 

L’esposizione, a cura di Bianca Maria Santese e Carla Scicchitano, intende mettere in evidenza, nell’ambito della collezione permanente del museo, costituita principalmente da modelli, studi e bozzetti delle opere realizzate dal Maestro e collocate nel mondo, quelle realizzate in memoria del primo conflitto mondiale. Si tratta di circa 30 opere, tra bozzetti e modelli in gesso di varie dimensioni, testimonianza dei monumenti all’Artiglieria di Torino, ai caduti di Benevagienna, all’Alpino di Courmayeur, all’Arco della Vittoria di Bolzano, solo per citarne alcuni, mentre nel piazzale antistante il museo sono collocati i monumenti all’Alpino e all’Umile Eroe. 

L’esposizione è integrata dalle nuove acquisizioni del museo: due ritratti inediti in bronzo, un tondo a bassorilievo di Canonica e un altro piccolo bassorilievo di Enrico Malvani, generale di Cavalleria nella prima guerra mondiale, scultore e stretto collaboratore di Pietro Canonica, esperto nella modellazione dei cavalli, di cui era un profondo conoscitore. 

È inoltre esposto il ricco materiale fotografico d’archivio relativo alle opere e ai modelli conservati nel museo, ma anche foto inviate da molti comuni a testimonianza dei monumenti presenti in tutta Italia.

Vademecum

Realismo e Poesia. Lo sguardo di Pietro Canonica sulla Prima Guerra Mondiale
Museo Pietro Canonica, Viale Pietro Canonica 2,
(Piazza di Siena) Villa Borghese, Roma
Apertura al pubblico 15 novembre 2017 – 7 gennaio 2018
Inaugurazione 14 novembre 2017, ore 11.00
Orario Museo martedì – domenica ore 10.00 – 16.00. La biglietteria chiude mezz’ora prima; 24 e 31 dicembre 10.00-14.00
Giorni di chiusura: lunedì, 25 dicembre; 1° gennaio
Ingresso gratuito
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Info Mostra Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
www.museocanonica.it; Twitter: @museiincomune

 

 

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