Sky Arte HD. “Sei in un Paese meraviglioso” fa tappa alla Reggia di Caserta

Sky Arte HD. “Sei in un Paese meraviglioso” fa tappa alla Reggia di Caserta

Lunedì 9 ottobre alle ore 21:15 il programma condotto da Dario Vergassola e Veronica Gentili ci porta alla scoperta della maestosa dimora settecentesca

Dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità nel 1997,  la splendida Reggia di Carlo di Borbone, costruita per dare a Napoli e alla sua casata una sede di rappresentanza che potesse reggere il confronto  con Versailles e con il palazzo dell’Escorial di Madrid, è protagonista del programma dedicato alle bellezze paesaggistiche e culturali del Bel Paese. 

“Sei in un Paese meraviglioso”, la serie realizzata da Ballandi Arts e promossa da Autostrade per l’Italia,  è condotta da Dario Vergassola e Veronica Gentili che anche in questa occasione ci faranno da guida alla scoperta di questa maestosa dimora vanvitelliana, dotata di oltre 1200 stanze,  sorprendente sintesi architettonica fra barocco e neoclassicismo. 

La speciale serata si potrà commentare sui social attraverso l’hashtag #PaeseMeraviglioso.

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Florence Biennale 2017, assegnato il Premio alla carriera in memoriam a Sauro Cavallini

Florence Biennale 2017, assegnato il Premio alla carriera in memoriam a Sauro Cavallini

In eposizione alla Fortezza da Basso, dal 6 al 15 ottobre 2017, il disegno dell’Ultima cena (1979) e le tre opere minori in bronzo (ca. 1982-1987) nonché il busto di un discepolo, parte dell’opera monumentale in gesso che raffigura lo stesso soggetto (1988), la cui fusione in bronzo è incompiuta

FIRENZE – E’ stato assegnato sabato 7 ottobre il Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera in memoriam a Sauro Cavallini. Di seguito il testo della curatrice di Florence Biennale, Melanie Zefferino, redatto per l’occasione. 

La parabola artistica di Sauro Cavallini (La Spezia, 4 marzo 1927 – Fiesole, 27 luglio 2016) comincia nei primi anni Cinquanta a Firenze, dove nel 1957 apre il suo studio in via Orsammichele e sperimenta materiali diversi.  Nel 1960 si trasferisce nella villa di Fiesole che, per volontà dei figli Teo e Aine, oggi ospita il centro studi a lui dedicato. Nel 1964 si appassiona alla scultura in bronzo e realizza il famoso Gatto che gli varrà il Premio Nazionale “Il Fiorino” a Palazzo Strozzi nel 1965. Nel 1966 completa la sua prima opera pubblica, il Volo di gabbiani, destinato alla nuova sede della RAI TV a Firenze. In quello stesso anno l’alluvione della città medicea segna l’artista in modo indelebile (più di quanto faranno i soggiorni a Zurigo, Parigi, Londra e Detroit negli anni a venire), dal momento che si dedica al restauro di sculture in marmo alla Basilica di Santa Croce e al Museo del Bargello: negli anni della maturità, Sauro Cavallini si confronta dunque con l’antico, per il quale aveva una spiccata sensibilità. È così che da autodidatta perfeziona la tecnica e sublima il suo senso estetico, che si estrinseca in sculture con anatomie plastiche di estrema naturalezza, pur nella loro stilizzazione. Sculture all’apparenza mutevoli e mai statiche, se non per il tempo di un respiro. 

Del 1968 è la sua Crocifissione in bronzo, collocata presso la Basilica di San Miniato al Monte (Firenze) nel Cimitero delle Porte Sante, ove la figura del Cristo ci appare una realtà “naturale… alla pari di un albero, una casa, un essere vivente” – come ha osservato Umberto Baldini. L’intensa drammaticità di quell’opera cederà il passo all’assoluta armonia di ritmo e forma in bronzi inconfondibili, che per il loro élan vital riscuotono il plauso della critica, del collezionismo e della committenza pubblica. 

Nel 1978, anno in cui riceve la “Fronda d’oro” dal Sindaco di Genova, Cavallini realizza il Monumento alla pace per il Palazzo degli Affari a Firenze. Seguiranno opere monumentali in cui il senso aulico e l’equilibrio formale si fa sempre più marcato: il Monumento ai Caduti (1983) di Diano Marina; il Monumento alla vita (1991) destinato al Palazzo dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo e realizzato anche in scala minore quale dono per Papa Giovanni Paolo II (al secolo Karol Wojtiła); il Monumento a Colombo (1992) oggi a Genova; il Monumento alla danza (1992) commissionatogli dal Principato di Monaco così come Fraternità (2000). 

Nel 1984 è insignito del Premio d’oro “San Valentino” e nel 1996 riceve il Premio “Columbus” per le arti. Nel 1998 Sauro Cavallini pubblica una raccolta di poesie, Cantici del mare e della vita

Quando la salute precaria non gli consente più gli sforzi fisici legati all’amato medium artistico, sintetizza le linee dei suoi soggetti giocando col colore puro nelle tempere su carta, che con i bronzi espone fino al 2010. Sei anni più tardi si spegne nella sua villa di Fiesole, dove i Gatti, Cavalli, Danzatori, Acrobati e altre figure da lui immortalate in bronzo sono “presenze” frutto del “canto” con cui l’uomo e l’artista ha “reso le fatiche fertili”, come lui stesso ha scritto. 

A celebrazione del grande scultore recentemente scomparso sono esposti per la prima volta insieme, alla Fortezza da Basso dal 6 al 15 ottobre 2017, il disegno dell’Ultima cena (1979) e le tre opere minori in bronzo (ca. 1982-1987) nonché il busto di un discepolo facente parte dell’opera monumentale in gesso che raffigura lo stesso soggetto (1988), la cui fusione in bronzo è incompiuta. In questa mostra, realizzata in collaborazione con il Centro Studi Cavallini, si ripercorre così il processo creativo del Maestro, il suo “fare”, dalla rappresentazione bidimensionale dell’idea di un’opera in divenire alla sua esplicitazione tridimensionale passando per almeno tre varianti certe prima di addivenire alla definizione finale, da cui si ricava il calco per la fusione in bronzo. Le differenze formali e gestuali che si rilevano comparando le figure di Cristo e dei discepoli nelle diverse fasi del processo creativo dell’Ultima cena rivelano l’anelito dell’autore a catturare e restituire con esito perfetto la sua visione del sacro. Una visione di amore e fratellanza che si esplicita in una opera magna, seppure incompiuta, a cui Sauro Cavallini ha lavorato a più riprese per anni.

L’Ultima cena, opera che si colloca al culmine della ricerca artistica di Cavallini, rappresenta la vita che trionfa sulla morte e restituisce eternità al destino dell’Uomo attraverso l’Amor divino, mediatore fra spirito e materia ma anche matrice di fratellanza universale. 

La Florence Biennale conferisce a Sauro Cavallini (1927-2016) il Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera in memoriam per aver magistralmente infuso, attraverso l’arte della scultura, vita alla forma conferendo levità e ritmo al bronzo di figure originali quanto armoniose, dalle anatomie di estrema naturalezza nella loro stilizzazione. Sculture, le sue, che sono espressione di uno straordinario estro creativo. 

Il premio è stato ritirato da Aine e Teo Cavallini.

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Il design contemporaneo torna protagonista a Torino dal 10 al 16 ottobre

Il design contemporaneo torna protagonista a Torino dal 10 al 16 ottobre

Torino Design of the City, una settimana di eventi, meeting, workshop, esposizioni e tour organizzati nei luoghi strategici della città che hanno vissuto e stanno vivendo il fenomeno della rigenerazione urbana

TORINO – Si svolgerà dal 10 al 16 ottobre Torino Design of the City, la manifestazione nata con l’obiettivo di portare all’attenzione dei cittadini e degli esperti del settore, nazionali e internazionali, lo stato dell’arte e le nuove tendenze del design contemporaneo e raccontare come, attraverso questa disciplina, si possa intervenire su un organismo complesso come la città. 

Una settimana di eventi, meeting, workshop, esposizioni e tour organizzati nei luoghi strategici della città che hanno vissuto e stanno vivendo il fenomeno della rigenerazione urbana, dalla via Sacchi, alla Cavallerizza, aTorino Incontra, fino Lingotto Fiere, BasicVillage, Toolbox, Hangar25 e Circolo del Design, Mastio della Cittadella. 

Quasi dieci anni fa Torino è stata nominata World Design Capital, un riconoscimento assegnato ogni due anni dall’International Council of Societies of Industrial Design (ICSID). Ma non solo, infatti nel 2014  è stato attribuito al capoluogo sabaudo anche il titolo di Creative City UNESCO per il Design che ha trovato conferma quest’anno con la scelta di Torino come sede della convention biennale di World Design Organization (WDO)™, l’organizzazione internazionale che promuove il design. 

Dopo Seoul, Helsinki, Città del Capo, Taipei, WDO™ (già ICSID) sceglie dunque una città italiana per ospitare la trentesima Assemblea Generale che vede coinvolti il 14 e 15 ottobre i propri referenti provenienti da tutto il mondo. Guidata attualmente dal professore e industrial designer africano Mugendi M’Rithaa, che in quei giorni passerà la presidenza all’architetto e designer piemontese Luisa Bocchietto, la World Design Organization (WDO)™ comprende 140 organizzazioni ed è attiva in 60 nazioni e 6 continenti in tutto il mondo. E’ dunque in questa occasione che la città di Torino promuove la settimana del Design, realizzata grazie al lavoro congiunto del Tavolo consultivo del Design, che coinvolge oltre 30 soggetti pubblici e privati – tra cui associazioni di categoria, enti di formazione, archivi e musei – e di una cabina di regia formata dal Vicesindaco Guido Montanari e dagli Assessori alla Cultura Francesca Leon, alla Viabilità Maria Lapietra, all’Istruzione Federica Patti, all’Innovazione Paola Pisano e al Commercio Alberto Sacco.

Torino Design of the City sarà dunque il palcoscenico per confrontarsi sulle possibilità di innovare attraverso il design thinking applicato alla politica pubblica con soluzioni di mobilità sostenibile e rigenerazione urbana. 

 www.torinodesigncity.it/

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Frieze Masters:7 highlights nella fiera dedicata ai maestri.E qualche riflessione su come è andata

Dal 2012, Frieze Masters è la versione lussuosa di Frieze London. Circa 130 gallerie in spazi più ampi e più eleganti (dell’allestimento se ne occupa lo studio di architetti di Annabelle Selldorf). 6000 gli anni rappresentati nell’edizione 2017. Anche grazie a Rupert Wace che mette in vendita un falcone mummificato del VII secolo prima di Cristo.

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