Florence Biennale. Il programma di giovedì 12 ottobre

Florence Biennale. Il programma di giovedì 12 ottobre

Alle 11 verrà annunciato del conferimento del Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera ad Arata Isozaki e sarà proiettato il video inviato dall’architetto giapponese

FIRENZE – Dal 6 al 15 ottobre 2015 la Fortezza da Basso di Firenze (padiglione Spadolini) ospita l’undicesima edizione di Florence Biennale – Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze. Dieci giorni di esposizione, 462 artisti provenienti da 72 paesi di tutti e 5 i continenti, tre premi alla carriera e 35 appuntamenti tematici sono il palinsesto dell’evento che a 20 anni dall’edizione di esordio farà di Firenze la capitale mondiale dell’arte contemporanea.

Questo il programma degli appuntamenti di giovedì 12 ottobre:

  • ore 11:00 Annuncio del conferimento del Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera ad Arata Isozaki e proiezione dei video inviato dall’architetto giapponese.
  • Ore 15:00 Conferenza – “Creatività e sostenibilità: exempla dai musei d’arte contemporanea”. Intervengono: Maurizio Vanni (Museo di arte contemporanea di Lucca), Luigi Cantalamessa (Museo di Pietrarsa), Ferdinando Adorno (ICOM), Enver Hadziomerspahic (Ars Aevi Museo di Arte Contemporanea di Sarajevo), Tommaso Sacchi (capo segreteria cultura del Comune di Firenze) e Irene Sanesi (Centro per l’arte contemporanea “Luigi Pecci” di Prato). Modera: Melanie Zefferino. 
  • Ore 19:00 Conferimento del Premio Lorenzo il Magnifico ad Ars Aevi, Museo d’Arte contemporanea di Sarajevo.
  • Vademecum

    XI Florence Biennale – Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze
6 – 15 ottobre 2017
    Fortezza da Basso, Viale Filippo Strozzi 1 – 50129 Firenze
    info@florencebiennale.org 
www.florencebiennale.org 
Tel +39 055 3249173
    Orari mostra: 10.00 – 20.00
    Biglietto intero: intero € 8
    Biglietto ridotto: intero € 5 per:
    • studenti universitari;
    • soci UniCoop Firenze;
    • soci Touring Club;
    • soci Icomos;
    • utenti ATAF&LI-NEA e BusItalia con abbonamento o titolo di viaggio obliterato in giornata;
    • dipendenti AMV Scarl o ACV Scarl;
    • dipendenti Publiacqua;
    • dipendenti Università di Siena;
    • possessori di abbonamento Teatro del Maggio Fiorentino;
    • soci AMFI – Associazione medici fotografi italiani;
    • soci Confcommercio/Federalberghi;
    • promozione “2×1” che consente ai soci del programma Cartafreccia di Trenitalia e ai possessori di un biglietto di viaggio valido sui treni Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca ed Intercity di Trenitalia con data di viaggio compresa all’interno del periodo di svolgimento della Manifestazione di acquistare due biglietti interi di ingresso al prezzo di uno;
    • clienti “Acqua dell’Elba” con scontrino attestante l’acquisto di prodotti effettuato durante i giorni della mostra;
    • over 65 anni;
    • diversamente abili con accompagnatore gratuito.

    Ingresso gratuito per minori di 10 anni accompagnati.
    Acquisto Catalogo della mostra: sconto del 10% sul prezzo di vendita presso il bookshop della mostra riservato a soci UniCoop Firenze, utenti ATAF&LI-NEA e BusItalia con abbonamento o titolo di viaggio obliterato in giornata, AMV Scarl o ACV Scarl.
    Per ulteriori informazioni visitare il sito internet www.florencebiennale.org alla sezione INFO.

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“Salvador Mundi” di Leonardo all’asta da Christie’s a New York

Si tratta dell’ultimo dipinto del maestro rinascimentale ancora in mani private, mentre tutte le altre sono conservate in musei o istituzioni.  L’opera sarà offerta con una base di partenza di 100 milioni di dollari

NEW YORK – Il prossimo 15 dicembre  sarà battuto all’asta da Christie’s a New York il  “Salvator Mundi” di Leonardo, l’ultimo dipinto del genio rinascimentale ancora in mani private, tutti gli altri sono infatti proprietà di musei o istituzioni.

Il dipinto, un olio su tavola di 66 centimetri di altezza per 46 di larghezza, raffigura Cristo con la mano destra alzata benedicente, mentre nella mano sinistra regge un globo celeste. L’opera è stata presentata al pubblico per la prima volta nel 2011 alla National Gallery di Londra, nell’ambito di una mostra dal titolo “Leonardo da Vinci: Painter at the Court of Milan”. 

L’attribuzione della tavola a Leonardo, da parte di esperti di fama internazionale, è relativamente recente.Il capolavoro era stato infatti catalogato semplicemente come un dipinto di ’’scuola milanese”, datato intorno al 1500 circa. Solo dopo la rimozione di uno strato di pittura scolorita e della vernice applicata in un precedente restauro,  si è potuti risalire alla reale paternità dell’opera, fino ad allora nota grazie solo ad un’incisione di Wenceslaus Hollar eseguita intorno al 1650.

Riguardo la precedente storia e i vari passaggi di mano del “Salvator Mundi” non si sa moltissimo se non in maniera sommaria.Inizialmente il dipinto fu registrato nelle collezioni di Carlo I e Carlo II d’Inghilterra. Successivamente sembra che l’opera  sia passata nelle mani di Sir Francis Cook, collezionista inglese del XIX secolo. L’opera venne nel tempo alterata con una serie di ridipinture e in seguito non se ne seppe più nulla fino al 1958, quando fu venduto a un’asta londinese per 45 sterline. Dopo la vendita se ne persero nuovamente le tracce, mentrenel 2005 fu acquistata da una società americana e infine, nel 2013, dal miliardario russo Dmitry Rybolovlev alla cifra di 127milioni di dollari. 

L’opera sarà offerta all’asta di Christie’s con una base di partenza di 100 milioni di dollari. Si tratta della stima più alta mai proposta dalla casa d’aste. D’altra parte come afferma Loic Gouzer, specialista di Christie’s,”Salvator Mundi è il dipinto più iconico tra gli artisti del mondo, forse il più famoso a livello mondiale. Creato circa 500 anni fa, il capolavoro arriva per la prima volta sul mercato e potrebbe segnare un record”. 

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Antinori Art Project. Stefano Arienti rilegge la “lunetta”, capolavoro di Giovanni Della Robbia

La Resurrezione di Cristo. Giovanni della Robbia. XVI Secolo. Terracotta Invetriata. PHCourtesy of Brooklyn Museum

La  lunetta, proprietà del Museo di Brooklyn, dopo 500 anni torna al Museo Nazionale del Bargello a Firenze, dal 9 novembre 2017 all’8 aprile 2018, a seguito di un importante restauro sostenuto negli Stati Uniti dalla famiglia Antinori

FIRENZE – Nell’ambito di Antinori Art Project, la famiglia Antinori, che da oltre seicento anni lega il proprio nome all’eccellenza nell’arte del vino e alla migliore tradizione mecenatistica, ha commissionato all’artista Stefano Arienti (Asola, 1961), tra i più apprezzati a livello internazionale, un nuovo progetto, a cura di Ilaria Bonacossa, che consiste nella rilettura di un capolavoro dell’arte rinascimentale: la lunetta raffigurante La resurrezione di Cristo realizzata agli inizi del XVI secolo da Giovanni Della Robbia (Firenze, 1469 – 1529/30), su commissione di Nicolò di Tommaso Antinori.

La  “lunetta Antinori”, oggi proprietà del Museo di Brooklyn, dopo 500 anni torna a essere presentata al pubblico al Museo Nazionale del Bargello a Firenze, dal 9 novembre 2017 all’8 aprile 2018, a seguito di un importante restauro sostenuto negli Stati Uniti dalla famiglia Antinori. Stefano Arienti per questo progetto realizzerà due opere distinte ma allo stesso tempo complementari, che saranno messe a confronto con la celebre lunetta. 

Al Bargello, in una sala attigua a quella della lunetta, sarà installata l’opera dal titolo “Scena Fissa” creando quindi un dialogo diretto tra arte rinascimentale e contemporanea, nella mostra “Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti”.

In contemporanea, presso l’avveniristica cantina Antinori nel Chianti Classico sarà esposta una nuova installazione site-specific di Arienti, “Altorilievo”, che entrerà a far parte della collezione di famiglia, attualizzando e rendendo visibile il forte legame con la storia e la tradizione mecenatistica.

Nel doppio intervento di Arienti gli elementi compositivi di questa lunetta verranno isolati e distribuiti nello spazio, per acquisire un’indipendenza formale e una nuova narrativa.

Arienti è partito dallo studio del risultato del restauro della Lunetta, dove le varie parti che formano la composizione non sono state saldate o incollate insieme come erano originariamente ma lasciate volutamente separate: i 46 elementi sono in vista e mantengono una loro forte identità nella rappresentazione finale con giochi di scala e prospettive inaspettate.

Il lavoro presso il Museo del Bargello sarà realizzato su supporto bidimensionale, una pittura ad inchiostro metallico, oro o rame, su telo antipolvere bianco da cantiere, raffigurerà i personaggi che compaiono nella Lunetta ma aumentati leggermente in dimensione sino ad arrivare ad una scala quasi reale, 1:1.

L’allestimento che occuperà le tre pareti della stanza dedicata a Stefano Arienti, avrà caratteristiche simili a quelle della sala in cui sarà esposta la Lunetta, comunicante con essa, in modo da non modificare la percezione dello spettatore che passando da una stanza all’altra potrà facilmente leggere i tratti di continuità delle due opere e di traduzione di una nell’altra.

Queste sinopie strappate mostrano la modernità compositiva e formale del capolavoro tardo rinascimentale, la bicromia così come la bidimensionalità delle figure portano la linea del disegno ad emergere.

“Altorilievo”, nato per la Vinsataia della cantina Antinori nel Chianti Classico, si articola come la scomposizione di un alto-rilievo scultoreo, in cui le figure della lunetta, sempre monocrome, vengono riproposte nelle 46 campiture strutturali del capolavoro di della Robbia, in una rinnovata distribuzione spaziale delle figure, capace di trasformare l’impianto narrativo della lunetta e ponendo l’osservatore all’interno della scena e assegnandogli un ruolo attivo nella fruizione dell’opera.

L’opera, disegnata sempre su teli antipolvere, assumerà una tridimensionalità quasi marmorea, che permetterà all’artista di ricreare uno spessore simile a quella dell’opera originale realizzata in terracotta invetriata, liberando i personaggi dalla posizione impostagli dalla storia e tessendo così una nuova trama.

L’allestimento spinge il pubblico ad una lettura più dinamica e personale del capolavoro restaurato, offrendo la possibilità di un percorso di ricerca in cui le immagini sono sottoposte a infinite variazioni, e dove lo spettatore è coinvolto in un processo mentale indipendente, critico e consapevole.

Vademecum

Museo Nazionale del Bargello, Firenze                       
9 novembre 2017– 8 aprile 2018                                             
Antinori nel Chianti Classico, Bargino 
dal 9 novembre collezione permanente
http://www.antinoriartproject.it

 

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