Firenze. Cade un capitello nella Basilica di Santa Croce, muore un turista

Firenze. Cade un capitello nella Basilica di Santa Croce, muore un turista

L’elemento architettonico sarebbe caduto da 30 metri di altezza e a nulla sono valsi i tentativi del 118 di salvare l’uomo che era in visita alla chiesa 

FIRENZE –  Un grosso frammento di capitello si è staccato dalla sommità di una colonna di un transetto della Basilica di Santa Croce colpendo un turista spagnolo di 52 anni. L’uomo che stava visitando, insieme alla moglie la chiesa, è morto, inutili infatti i tentativi del 118 di salvarlo. L’elemento architettonico sarebbe caduto da 30 metri di altezza. La tragedia è avvenuta nel pomeriggio. Sul posto presenti polizia e vigili del fuoco per gli accertamenti di rito. La Basilica è stata nel frattempo chiusa ai turisti. 

La Basilica di Santa Croce, situata nell’omonima piazza, è una delle più grandi chiese francescane, luogo di sepoltura di alcuni dei più illustri personaggi italiani, come Michelangelo Buonarroti, Galileo Galilei, Niccolò Machiavelli, Vittorio Alfieri, Ugo Foscolo, Gioacchino Rossini, ed è per questo motivo nota come il Tempio dell’Itale Glorie. Pur essendo una chiesa cattolica ospita la sepoltura anche di persone non credenti, tra cui lo stesso Foscolo. 

Simbolo prestigioso del capoluogo toscano fu luogo di incontro dei più grandi artisti, teologi, religiosi, letterati, umanisti e politici, che determinarono, nella buona e cattiva sorte, l’identità della città tardo-medievale e rinascimentale. 

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Divulgare la cultura: il Festival del Giornalismo Culturale. Ecco come è andata la manifestazione

Giornalismo culturale: quali le differenze con il giornalismo in generale? Quali le rivoluzioni a cui sta andando incontro con la diffusione sempre più capillare della comunicazione web e social? Sono solo due tra le tante significative questioni su cui si è discusso tra Urbino, Pesaro e Fano, in un festival di alto livello ormai giunto alla 5a edizione.

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CArt Gallery di Roma, la mostra dedicata a Crepax e all’iconica Valentina

CArt Gallery di Roma, la mostra dedicata a Crepax e all'iconica Valentina

40 tavole originali permettono di far rivivere il mito della  splendida Valentina Rosselli, il personaggio probabilmente più amato fra quelli creati dalla raffinatissima arte dal Maestro milanese

ROMA – C’è tempo ancora qualche giorno per visitare la mostra di Guido Crepax “Valentina vent’anni dopo” presso la CArt Gallery, in Via del Gesù 61 a Roma. E’ la terza volta che la galleria ospita una rassegna dedicata a questa eroina sexy, simbolo di trasgressione e libertà; nel 2013  è stata presentata l’esposizione “Ciak: Valentina”, mentre nel 2014 “Valentina e il Romanzo Erotico”.

Valentina è una donna indipendente, padrona di se simbolo di femminismo e femminilità allo stesso tempo, icona inconfondibile col suo inimitabile “bob”, il caschetto geometrico che le incornicia il volto dall’aria innocente e trasognata, appena tratteggiato dalla matita di Crepax.

Valentina debutta nel 1965 sulle pagine della rivista Linus, ispirata graficamente dall’attrice del cinema muto Louise BrooksE’ probabilmente l’unico personaggio della storia del fumetto italiano di cui si conosce pressoché tutto: dove e quando è nata  (il giorno di Natale del 1942), cosa ha studiato, il suo lavoro (fotografa di moda) dove vive, persino la sua altezza (1,72 cm). Il personaggio vive in un contesto reale, che contempla anche il trascorrere del tempo, quindi cresce e invecchia proprio come una persona “vera”, anche se spesso il realismo che contraddistingue il fumetto, ricco anche di citazioni di storia, arte e fumetto stesso, vira verso situazioni fantastiche e oniriche. 

Le tavole in esposizione alla CArt Gallery permettono dunque di ammirare il personaggio nelle sue avventure più conosciute, a partire dal 1966 fino al 1995.  Vent’anni è appunto il filo conduttore della mostra, nel senso che Tavole più recenti richiamano storie pubblicate vent’anni prima, creando un gioco di collegamenti e rimandi che stuzzicano la curiosità dell’appassionato e contribuiscono a consolidare quel mondo onirico e spesso sensuale ma – comunque – sempre realistico che caratterizza in maniera inequivocabile il mondo della nostra eroina.

La mostra, ad ingresso gratuito, resterà aperta fino a mercoledì 25 ottobre 2017.

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CArt Gallery di Roma, la mostra dedicata a Crepax e all’iconica Valentina

CArt Gallery di Roma, la mostra dedicata a Crepax e all'iconica Valentina

40 tavole originali permettono di far rivivere il mito della  splendida Valentina Rosselli, il personaggio probabilmente più amato fra quelli creati dalla raffinatissima arte dal Maestro milanese

ROMA – C’è tempo ancora qualche giorno per visitare la mostra di Guido Crepax “Valentina vent’anni dopo” presso la CArt Gallery, in Via del Gesù 61 a Roma. E’ la terza volta che la galleria ospita una rassegna dedicata a questa eroina sexy, simbolo di trasgressione e libertà; nel 2013  è stata presentata l’esposizione “Ciak: Valentina”, mentre nel 2014 “Valentina e il Romanzo Erotico”.

Valentina è una donna indipendente, padrona di se simbolo di femminismo e femminilità allo stesso tempo, icona inconfondibile col suo inimitabile “bob”, il caschetto geometrico che le incornicia il volto dall’aria innocente e trasognata, appena tratteggiato dalla matita di Crepax.

Valentina debutta nel 1965 sulle pagine della rivista Linus, ispirata graficamente dall’attrice del cinema muto Louise BrooksE’ probabilmente l’unico personaggio della storia del fumetto italiano di cui si conosce pressoché tutto: dove e quando è nata  (il giorno di Natale del 1942), cosa ha studiato, il suo lavoro (fotografa di moda) dove vive, persino la sua altezza (1,72 cm). Il personaggio vive in un contesto reale, che contempla anche il trascorrere del tempo, quindi cresce e invecchia proprio come una persona “vera”, anche se spesso il realismo che contraddistingue il fummetto, ricco anche di citazioni di storia, arte e stesso fumetto, vira verso situazioni fantastiche e oniriche. 

Le tavole in esposizione alla CArt Gallery permettono dunque di ammirare il personaggio nelle sue avventure più conosciute, a partire dal 1966 fino al 1995.  Vent’anni è appunto il filo conduttore della mostra, nel senso che Tavole più recenti richiamano storie pubblicate vent’anni prima, creando un gioco di collegamenti e rimandi che stuzzicano la curiosità dell’appassionato e contribuiscono a consolidare quel mondo onirico e spesso sensuale ma – comunque – sempre realistico che caratterizza in maniera inequivocabile il mondo della nostra eroina.

La mostra, ad ingresso gratuito, resterà aperta fino a mercoledì 25 ottobre 2017.

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Il caso Manet. Indagini sul Signor Arnaud a cavallo della GAM di Milano

Credits: Centro Conservazione e Restauro Venaria Reale e GAM Milano

Un evento espositivo che rappresenta un’anteprima mondiale assoluta. La mostra infatti è il risultato delle indagini scientifiche appena realizzate dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” sul dipinto del grande artista francese

CUNEO – Inaugura giovedì 26 ottobre alle ore 17.30, presso il Museo della Ceramica di Mondovì la mostra “Il caso Manet. Indagini sul Signor Arnaud a cavallo della GAM di Milano”, ultimo grande appuntamento culturale organizzato dalla Fondazione CRC per festeggiare il suo 25° anno di nascita.

Si tratta di un evento espositivo unico che segue alle indagini scientifiche appena realizzate dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.  

Fulcro della mostra è infatti il progetto di studio attualmente in corso sull’opera, diretto da Paola Zatti (Conservatore Responsabile, Galleria d’Arte Moderna, Milano) e da Barbara Ferriani (Restauratrice, Milano), con il supporto della Fondazione CRC e della Fondazione Magnetto, presso il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, dove è stata avviata un’estesa campagna diagnostica condotta dai laboratori scientifici e di imaging, con il supporto dei laboratori di restauro e dell’area storico artistica. Scopo delle indagini è provare a spiegare quando e come, dopo la morte di Manet, il dipinto sia stato modificato.

L’esposizione apre con una introduzione storica con alcune testimonianze fotografiche di fine ‘800 grazie alle quali si è appurato che alcune opere, al momento della morte dell’artista, erano incompiute e furono completate successivamente: tra queste, oltre a “Il Signor Arnaud a cavallo”, “Femme en robe de soirée”, di proprietà del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, su cui è in corso un analogo intervento di indagine scientifica.

Il percorso prosegue con il racconto delle diverse analisi condotte, per permettere al pubblico di seguire passo dopo passo il lavoro di ricerca documentaria e indagine diagnostica, sino ad arrivare all’esposizione dell’opera.

Spiega Stefano Trucco, presidente del Centro Conservazione e Restauro ‘La Venaria Reale’: “L’opportunità di studiare l’opera di uno dei grandi maestri dell’arte ci consente di mettere in campo le tecniche e le strumentazioni d’indagine più avanzate a servizio di un progetto di ricerca estremamente intrigante, guidato dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano e da una delle restauratrici più esperte in Italia nella conservazione dell’arte moderna e contemporanea”.

Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC commenta: “Abbiamo voluto concludere gli eventi culturali programmati per i 25 anni della Fondazione CRC con un progetto artistico di importanza assoluta, portando in provincia di Cuneo un’opera di uno dei più grandi esponenti mondiali dell’Impressionismo. L’esposizione di un dipinto di Manet a Mondovì, inoltre, ben si inserisce nel filone delle collaborazioni che la Fondazione CRC quest’anno ha avviato con enti e soggetti di alto profilo nell’ambito della promozione culturale, com’è successo con la GAM  di Torino per la mostra sulla Pop Art italiana, con la Reggia di Venaria per la scultura ‘Light Signs’ di Patrizia Guerresi, con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea per la mostra su Enzo Cucchi e, infine, con la GAM di Milano e il Centro Conservazione e Restauro per il caso Manet. Eventi culturali a cui si aggiunge l’inedita mostra ‘Piet Mondrian Universale – Immersive interactive exhibition’, che inaugura a Cuneo venerdì 20 ottobre”. 

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino a domenica 17 dicembre 2017.

 

Vademecum

Museo della Ceramica, Palazzo Fauzone di Germagnano
Piazza Maggiore 1, Mondovì (CN)
venerdì 27 ottobre 2017 – domenica 17 dicembre
Ingresso gratuito
 inaugurazione: giovedì 26 ottobre ore 17.30 
Orari:dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 18, il sabato e la domenica dalle 10 alle 18
Info: 0174/40389 o 0174/559365, www.fondazionecrc.it

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100 anni di Rivoluzione Russa. A San Pietroburgo e Gorizia due mostre celebrano la storia russa

L’Europa celebra il centenario dallo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre con una serie di mostre che vedono l’Italia come attiva protagonista. Dalla partecipazione di 12 artisti italiani a una grande mostra che inaugurerà a San Pietroburgo fino all’esposizione di Palazzo Altems a Gorizia, ecco come il mondo dell’arte ricorda e rivive il mito della rivoluzione.

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