Pochi giorni all’apertura del Louvre di Abu Dhabi

Pochi giorni all'apertura del Louvre di Abu Dhabi

Il museo, progettato dall’architetto francese Jean Nouvel, vincitore del premio Pritzker, verrà inaugurato l’8 novembre alla presenza di Emanuel Macron e aprirà al pubblico l’11 

ABU DHABI  –  Ancora qualche giorno e aprirà i battenti il Louvre di Abu Dhabi.  Concepito come una sorta di città-museo, il nuovo spazio museale si sviluppa sotto una vasta cupola argentata di 180 metri, composta da quasi 8.000 singole stelle metalliche incastonate in un complesso disegno geometrico. Al di sotto della cupola i visitatori potranno passeggiare attraverso le promenade che si affacciano direttamente sul mare. Il disegno della cupola permette ai raggi solari di penetrare creando una “pioggia di luce” in movimento. 

Il percorso museale è composto da una raccolta di opere e reperti provenienti dai musei francesi, si va dagli oggetti preistorici alle opere di arte contemporanea, il tutto esposto secondo un criterio innovativo rispetto alla museografia tradizionale. Mostre temporanee andranno ad arricchire ulteriormente l’offerta espositiva, così come un museo per bambini, un auditorium, un ristorante, una boutique e una caffetteria renderanno più gradevole la visita. 

Mohamed Khalifa Al Mubarak, presidente di Abu Dhabi Tourism & Culture Authority e Tourism Development & Investment Company (TDIC) ha commentato:“il Louvre Abu Dhabi incarna la nostra convinzione che le nazioni crescano sulla diversità e l’accettazione, con una testimonianza curatoriale che sottolinea come il mondo sia sempre stato interconnesso. Il museo rappresenta l’ultima innovazione in una lunga tradizione di conservazione culturale promossa dai leader fondatori degli Emirati Arabi Uniti. Il Louvre Abu Dhabi ispirerà una nuova generazione di leader culturali e di pensatori creativi nel dare il proprio contributo alla nostra nazione tollerante e in rapida evoluzione”.

Il percorso prende avvio dal “Grande Atrio” e prosegue nelle gallerie che sono sia cronologiche che tematiche, suddivise in 12 capitoli.

Nella sezione dedicata alla Modernità, si trovano capolavori come “la Zingara” di Edouard Manet (1832-1883), “Lotta tra bambini” di Paul Gauguin (1848-1903), e “Composizione con Blu, Rosso, Giallo e Nero” di Piet Mondrian (1872-1944). 

In esposizione anche un’installazione monumentale dell’artista Ai Weiwei, mentre l’artista italiano Giuseppe Penone ha realizzato diverse opere site-specific, come  “Leaves of Light” (2017),  un vasto albero di bronzo con specchi disposti sui rami che riflettono la “pioggia della luce” (rain of light).

Francoise Nyssen, ministro della Cultura Francese ha dichiarato: “Questo museo è uno dei progetti culturali più ambiziosi del mondo, coronato dal capolavoro architettonico di Jean Nouvel”. 

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Pochi giorni all’apertura del Louvre di Abu Dhabi

Pochi giorni all'apertura del Louvre di Abu Dhabi

Il museo, progettato dall’architetto francese Jean Nouvel, vincitore del premio Pritzker, verrà inaugurato l’8 novembre alla presenza di Emanuel Macron e aprirà al pubblico l’11 

ABU DHABI  –  Ancora qualche giorno e aprirà i battenti il Louvre di Abu Dhabi.  Concepito come una sorta di città-museo, il nuovo spazio museale si sviluppa sotto una vasta cupola argentata di 180 metri, composta da quasi 8.000 singole stelle metalliche incastonate in un complesso disegno geometrico. Al di sotto della cupola i visitatori potranno passeggiare attraverso le promenade che si affacciano direttamente sul mare. Il disegno della cupola permette ai raggi solari di penetrare creando una “pioggia di luce” in movimento. 

Il percorso museale è composto da una raccolta di opere e reperti provenienti dai musei francesi, si va dagli oggetti preistorici alle opere di arte contemporanea, il tutto esposto secondo un criterio innovativo rispetto alla museografia tradizionale. Mostre temporanee andranno ad arricchire ulteriormente l’offerta espositiva, così come un museo per bambini, un auditorium, un ristorante, una boutique e una caffetteria renderanno più gradevole la visita. 

Mohamed Khalifa Al Mubarak, presidente di Abu Dhabi Tourism & Culture Authority e Tourism Development & Investment Company (TDIC) ha commentato:“il Louvre Abu Dhabi incarna la nostra convinzione che le nazioni crescano sulla diversità e l’accettazione, con una testimonianza curatoriale che sottolinea come il mondo sia sempre stato interconnesso. Il museo rappresenta l’ultima innovazione in una lunga tradizione di conservazione culturale promossa dai leader fondatori degli Emirati Arabi Uniti. Il Louvre Abu Dhabi ispirerà una nuova generazione di leader culturali e di pensatori creativi nel dare il proprio contributo alla nostra nazione tollerante e in rapida evoluzione”.

Il percorso prende avvio dal “Grande Atrio” e prosegue nelle gallerie che sono sia cronologiche che tematiche, suddivise in 12 capitoli.

Nella sezione dedicata alla Modernità, si trovano capolavori come “la Zingara” di Edouard Manet (1832-1883), “Lotta tra bambini” di Paul Gauguin (1848-1903), e “Composizione con Blu, Rosso, Giallo e Nero” di Piet Mondrian (1872-1944). 

In esposizione anche un’installazione monumentale dell’artista Ai Weiwei, mentre l’artista italiano Giuseppe Penone ha realizzato diverse opere site-specific, come  “Leaves of Light” (2017),  un vasto albero di bronzo con specchi disposti sui rami che riflettono la “pioggia della luce” (rain of light).

Francoise Nyssen, ministro della Cultura Francese ha dichiarato: “Questo museo è uno dei progetti culturali più ambiziosi del mondo, coronato dal capolavoro architettonico di Jean Nouvel”. 

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Nasce “il portale dei cammini”, itinerari culturali per un turismo “slow”

Nasce “il portale dei cammini”, itinerari culturali per un turismo “slow”

Franceschini: “pensato per quei viaggiatori che desiderano vivere un’autentica esperienza nel nostro Paese, immergendosi a passo lento in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che costituisce il carattere originale e l’essenza dell’Italia”

ROMA – E’ stato presentato, nei giorni scorsi, al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma, il portale www.camminiditalia.it, la prima mappatura ufficiale dei cammini d’Italia, un contenitore di percorsi e itinerari pensato come una rete di mobilità slow che al momento contiene oltre 40 cammini. L’idea di realizzare un portale unico dedicato ai cammini è nata durante l’anno Nazionale dei Cammini 2016 proclamato con una direttiva del Mibact e che ha visto insieme impegnati Stato, Regioni, Comuni, Enti locali, pubblico e privato per valorizzare 6600 chilometri di cammini naturalistici, religiosi, culturali e spirituali che attraversano l’intero Paese, una fetta d’Italia poco conosciuta, ma fondamentale nell’offerta del turismo lento italiano.

Alla presentazione hanno preso parte il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il coordinatore della commissione Turismo e Industria Alberghiera della Conferenza delle Regioni e Province Autonome Giovanni Lolli e il direttore generale della direzione generale del Turismo del MiBACT Francesco Palumbo. 

Il portale è uno strumento per viaggiatori e turisti che potranno scegliere la possibilità di muoversi lungo l’Italia a piedi, in bicicletta, a cavallo o con altre forme di mobilità dolce sostenibile, attraverso diversi cammini, da quelli francescani, laureatani e benedettini, a quelli dedicati ai briganti come il sentiero che attraversa l’Aspromonte, dal cammino di Dante che attraversa i luoghi dove Dante visse in esilio e scrisse la Divina Commedia, al sentiero della Pace che ripercorre luoghi e memorie della Prima Guerra Mondiale, e poi ancora  la Via Appia, la Via Francigena, la Via degli Dei, il cammino di San Vicinio, la Via degli Abati, il sentiero Liguria, la Via Romea Germanica, il Sentiero del Dürer e tanti altri. 

“Sempre più persone partono in viaggio cercando qualcosa in più di una semplice vacanza. L’Atlante dei Cammini – ha dichiarato Franceschini – è pensato per quei viaggiatori che desiderano vivere un’autentica esperienza nel nostro Paese, immergendosi a passo lento in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che costituisce il carattere originale e l’essenza dell’Italia”.

Palumbo ha spiegato: “Il Comitato ha identificato i Cammini d’Italia, al fine di realizzare l’Atlante Digitale, uno strumento dinamico e in costante aggiornamento. Tra gli undici requisiti necessari per rientrare nell’Atlante sono di particolare importanza la fruibilità dei percorsi, la segnaletica orizzontale e/o verticale, la descrizione online della tappa, i servizi di alloggio e ristorazione entro i 5 chilometri dal Cammino, la manutenzione del percorso garantita dagli Enti locali, la georeferenziazione ed un sito in cui sono raccolte le principali informazioni per i viaggiatori”.

 

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Nasce “il portale dei cammini”, itinerari culturali per un turismo “slow”

Nasce “il portale dei cammini”, itinerari culturali per un turismo “slow”

Franceschini: “pensato per quei viaggiatori che desiderano vivere un’autentica esperienza nel nostro Paese, immergendosi a passo lento in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che costituisce il carattere originale e l’essenza dell’Italia”

ROMA – E’ stato presentato, nei giorni scorsi, al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma, il portale www.camminiditalia.it, la prima mappatura ufficiale dei cammini d’Italia, un contenitore di percorsi e itinerari pensato come una rete di mobilità slow che al momento contiene oltre 40 cammini. L’idea di realizzare un portale unico dedicato ai cammini è nata durante l’anno Nazionale dei Cammini 2016 proclamato con una direttiva del Mibact e che ha visto insieme impegnati Stato, Regioni, Comuni, Enti locali, pubblico e privato per valorizzare 6600 chilometri di cammini naturalistici, religiosi, culturali e spirituali che attraversano l’intero Paese, una fetta d’Italia poco conosciuta, ma fondamentale nell’offerta del turismo lento italiano.

Alla presentazione hanno preso parte il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il coordinatore della commissione Turismo e Industria Alberghiera della Conferenza delle Regioni e Province Autonome Giovanni Lolli e il direttore generale della direzione generale del Turismo del MiBACT Francesco Palumbo. 

Il portale è uno strumento per viaggiatori e turisti che potranno scegliere la possibilità di muoversi lungo l’Italia a piedi, in bicicletta, a cavallo o con altre forme di mobilità dolce sostenibile, attraverso diversi cammini, da quelli francescani, laureatani e benedettini, a quelli dedicati ai briganti come il sentiero che attraversa l’Aspromonte, dal cammino di Dante che attraversa i luoghi dove Dante visse in esilio e scrisse la Divina Commedia, al sentiero della Pace che ripercorre luoghi e memorie della Prima Guerra Mondiale, e poi ancora  la Via Appia, la Via Francigena, la Via degli Dei, il cammino di San Vicinio, la Via degli Abati, il sentiero Liguria, la Via Romea Germanica, il Sentiero del Dürer e tanti altri. 

“Sempre più persone partono in viaggio cercando qualcosa in più di una semplice vacanza. L’Atlante dei Cammini – ha dichiarato Franceschini – è pensato per quei viaggiatori che desiderano vivere un’autentica esperienza nel nostro Paese, immergendosi a passo lento in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che costituisce il carattere originale e l’essenza dell’Italia”.

Palumbo ha spiegato: “Il Comitato ha identificato i Cammini d’Italia, al fine di realizzare l’Atlante Digitale, uno strumento dinamico e in costante aggiornamento. Tra gli undici requisiti necessari per rientrare nell’Atlante sono di particolare importanza la fruibilità dei percorsi, la segnaletica orizzontale e/o verticale, la descrizione online della tappa, i servizi di alloggio e ristorazione entro i 5 chilometri dal Cammino, la manutenzione del percorso garantita dagli Enti locali, la georeferenziazione ed un sito in cui sono raccolte le principali informazioni per i viaggiatori”.

 

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I Fenici e la Sardegna nuragica

I Fenici e la Sardegna nuragica

Lunedì 6 novembre alle 21.10 su Rai Storia per la serie “Italia, Viaggio nella bellezza” un itinerario tra i santuari, gli empori commerciali, i misteriosi tofet, i reperti che raccontano il diffondersi di questo popolo orientale in questa meravigliosa isola

La Sardegna è la terra dei nuraghi. Sparse a migliaia in ogni angolo dell’isola, queste torri preistoriche sono il principale elemento fondante dell’immaginario dell’isola. Un immaginario che prende forma nel documentario “I Fenici e la Sardegna nuragica” di Elisabetta Castana e Lucrezia Lo Bianco, con la regia Stefano Lorenzi, la consulenza scientifica di Luca Peyronel e la collaborazione di Vincenzo Reale.

I nuraghi disegnano una terra primitiva che sembra mantenere inalterate le sue caratteristiche e il suo fascino antico. E alimentano l’immagine inventata di una Sardegna immune da contatti e influenze esterne.

Uno stereotipo che nel secolo scorso è sfociato persino nell’ideologia razziale. Alla fine degli anni ’30, si teorizza l’idea di un’autentica razza sarda, che non è mai stata contaminata da culture considerate inferiori, come quella fenicia. Quei pochi, sporadici contatti con popolazioni orientali, hanno riguardato solo le zone costiere, mentre le zone interne dell’isola sono rimaste fieramente isolate

Decenni di ricerche archeologiche in Sardegna hanno fatto giustizia di queste derive razziste. E oggi ci raccontano il vero volto della civiltà  sarda, che nell’ultimo millennio prima della nascita di Cristo si è sviluppata grazie a un incontro fondamentale, quello con i Fenici. 

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I Fenici e la Sardegna nuragica

I Fenici e la Sardegna nuragica

Lunedì 6 novembre alle 21.10 su Rai Storia per la serie “Italia, Viaggio nella bellezza” un viaggio tra i santuari, gli empori commerciali, i misteriosi tofet, i reperti che raccontano il diffondersi di questo popolo orientale in questa meravigliosa isola

La Sardegna è la terra dei nuraghi. Sparse a migliaia in ogni angolo dell’isola, queste torri preistoriche sono il principale elemento fondante dell’immaginario dell’isola. Un immaginario che prende forma nel documentario “I Fenici e la Sardegna nuragica” di Elisabetta Castana e Lucrezia Lo Bianco, con la regia Stefano Lorenzi, la consulenza scientifica di Luca Peyronel e la collaborazione di Vincenzo Reale.

I nuraghi disegnano una terra primitiva che sembra mantenere inalterate le sue caratteristiche e il suo fascino antico. E alimentano l’immagine inventata di una Sardegna immune da contatti e influenze esterne.

Uno stereotipo che nel secolo scorso è sfociato persino nell’ideologia razziale. Alla fine degli anni ’30, si teorizza l’idea di un’autentica razza sarda, che non è mai stata contaminata da culture considerate inferiori, come quella fenicia. Quei pochi, sporadici contatti con popolazioni orientali, hanno riguardato solo le zone costiere, mentre le zone interne dell’isola sono rimaste fieramente isolate

Decenni di ricerche archeologiche in Sardegna hanno fatto giustizia di queste derive razziste. E oggi ci raccontano il vero volto della civiltà  sarda, che nell’ultimo millennio prima della nascita di Cristo si è sviluppata grazie a un incontro fondamentale, quello con i Fenici. 

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