Mappe dell’esistere. Alessandro Carboni al Wam! Festival di Faenza

Alessandro Carboni, Sotterraneo, Fanny & Alexander, il collettivo faentino di recente formazione OI, Aya Toraiwa, Enrico Fedrigoli, Franco Farinelli: questi i nomi che hanno animato, dal 14 al 29 ottobre, la sesta edizione del Wam! Festival a Faenza. Non solo un festival ma un contenitore che, partendo dall’idea di mappa, è riuscito a dare spazio alla filosofia, alla geografia e a diversi linguaggi artistici.

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Roma. Ordine Architetti, Flavio Mangione nuovo presidente

Roma. Ordine Architetti, Flavio Mangione nuovo presidente

Il neo presidente svolge da anni attività di ricerca sull’Architettura Contemporanea pubblicando testi e organizzando mostre e convegni in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali

ROMA – Flavio Mangione è il nuovo presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma. A nominarlo il consiglio composto da Antonio Marco Alcaro, Roberto Grio, Vito Rocco Panetta, Chiara Tonelli, Margherita Aledda, Ombretta Renzi, Alessandro Panci, Christian Rocchi, Andrea Iacovelli, Marco Maria Sambo, Filippo Maria Martines, Francesco Stapane, Silvio Salvini, Fabrizio Asselta. 

Dottore di ricerca in Composizione e Teorie dell’Architettura, Mangione è stato docente di Progettazione Architettonica (1998-2013) presso La Sapienza. Assegnista di ricerca dal 2010 al 2012, si è occupato sia dello studio dell’Housing Sociale in Europa sia delle nuove strategie abitative per l’integrazione sociale. Ha svolto la sua attività professionale in Italia e all’estero occupandosi del restauro di edifici contemporanei degli anni ’30 e ’40 e del recupero di edifici di rilievo del ‘500. Vincitore di concorsi internazionali di progettazione architettonica, ha curato e organizzato conferenze di arte, architettura e fisica applicata a materiali plastici, vetrosi e cementizi. I suoi testi sono stati acquisiti dalle maggiori università e istituti culturali in tutto il mondo e recensiti sulle più importanti riviste di settore.

Mangione, dopo la nomina, ha spiegato: “Le azioni che questo consiglio metterà in campo, individuate nel programma elettorale Pro Architettura in Movimento ruotano attorno a quattro punti: sostenere con una legge nazionale la centralità del progetto e la rifondazione del concorso di architettura nel processo edilizio; tutelare il professionista e la committenza nella gestione ordinaria e più diffusa della nostra professione lavorando in trasparenza per l’unificazione delle procedure e l’accesso immediato, per via telematica, a tutti i documenti abilitativi; promuovere l’utilizzo di un contratto di garanzia che tuteli committente e professionista, assicurando un alto livello di preparazione e specializzazione attraverso un sistema di abilitazione, formazione e perfezionamento avanzato; intensificare la comunicazione e promuovere il dialogo tecnico-culturale tra professionisti per raggiungere una più ampia partecipazione democratica degli iscritti e creare quella solidarietà professionale necessaria a sollecitare dei cambiamenti divenuti ormai improrogabili”.

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Roma. Ordine Architetti, Flavio Mangione nuovo presidente

Roma. Ordine Architetti, Flavio Mangione nuovo presidente

Il neo presidente svolge da anni attività di ricerca sull’Architettura Contemporanea pubblicando testi e organizzando mostre e convegni in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali

ROMA – Flavio Mangione è il nuovo presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma. A nominarlo il consiglio composto da Antonio Marco Alcaro, Roberto Grio, Vito Rocco Panetta, Chiara Tonelli, Margherita Aledda, Ombretta Renzi, Alessandro Panci, Christian Rocchi, Andrea Iacovelli, Marco Maria Sambo, Filippo Maria Martines, Francesco Stapane, Silvio Salvini, Fabrizio Asselta. 

Dottore di ricerca in Composizione e Teorie dell’Architettura, Mangione è stato docente di Progettazione Architettonica (1998-2013) presso La Sapienza. Assegnista di ricerca dal 2010 al 2012, si è occupato sia dello studio dell’Housing Sociale in Europa sia delle nuove strategie abitative per l’integrazione sociale. Ha svolto la sua attività professionale in Italia e all’estero occupandosi del restauro di edifici contemporanei degli anni ’30 e ’40 e del recupero di edifici di rilievo del ‘500. Vincitore di concorsi internazionali di progettazione architettonica, ha curato e organizzato conferenze di arte, architettura e fisica applicata a materiali plastici, vetrosi e cementizi. I suoi testi sono stati acquisiti dalle maggiori università e istituti culturali in tutto il mondo e recensiti sulle più importanti riviste di settore.

Mangione, dopo la nomina, ha spiegato: “Le azioni che questo consiglio metterà in campo, individuate nel programma elettorale Pro Architettura in Movimento ruotano attorno a quattro punti: sostenere con una legge nazionale la centralità del progetto e la rifondazione del concorso di architettura nel processo edilizio; tutelare il professionista e la committenza nella gestione ordinaria e più diffusa della nostra professione lavorando in trasparenza per l’unificazione delle procedure e l’accesso immediato, per via telematica, a tutti i documenti abilitativi; promuovere l’utilizzo di un contratto di garanzia che tuteli committente e professionista, assicurando un alto livello di preparazione e specializzazione attraverso un sistema di abilitazione, formazione e perfezionamento avanzato; intensificare la comunicazione e promuovere il dialogo tecnico-culturale tra professionisti per raggiungere una più ampia partecipazione democratica degli iscritti e creare quella solidarietà professionale necessaria a sollecitare dei cambiamenti divenuti ormai improrogabili”.

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“Fendi Studios”, una mostra racconta il legame tra la casa di moda e il cinema

Attraverso un percorso sorprendente e multisensoriale, grazie all’utilizzo di tecnologie digitali, l’esposizione permette una immersione in alcuni set cinematografici interattivi, tratti dai film per i quali Fendi ha realizzato i costumi

ROMA – In occasione della Festa del Cinema di Roma, è stata inaugurata nei giorni scorsi, la mostra Fendi Studios presso il Palazzo della Civiltà Italiana, all’EUR, sede della Maison romana e teatro di film come Boccaccio 70Titus Zoolander II

La mostra, visitabile fino al prossimo 25 marzo, esplora il rapporto che lega la storica casa di moda con la settima arte. 

Attraverso un percorso sorprendente e multisensoriale, grazie all’utilizzo di tecnologie digitali, l’esposizione permette una immersione in alcuni set cinematografici interattivi, tratti dai film per i quali Fendi ha realizzato i costumi nell’arco di diversi decenni, a partire dagli anni Quaranta, collaborando con i registi più celebri. 

Il cinema è sempre stato importante nella nostra famiglia e nella nostra azienda. La Maison ha un rapporto molto stretto con Cinecittà. Le sorelle Fendi, protagoniste della scena creativa e artistica romana, hanno collaborato a progetti che oggi possono essere considerati rivoluzionari. Per costumisti del calibro di Piero Tosi e Milena Canonero, hanno creato pellicce e abiti per produzioni cinematografiche indimenticabili. Abbiamo lavorato con i più importanti registi del passato e del presente, da Luchino Visconti a Wes Anderson, da Martin Scorsese a Giuseppe Tornatore, e siamo intenzionati a continuare. La mostra rappresenta un omaggio particolarmente innovativo a un rapporto basato sull’affinità e alimentato dal desiderio di sperimentare, raccontare storie e trasformare i sogni in realtà”, ha spiegato Silvia Venturini Fendi, Direttore Creativo degli Accessori, delle linee Uomo e Bambino della Maison.

A sottolineare ulteriormente il legame tra Fendi e il cinema, affianca gli spazi della mostra una sala cinematografica nella quale ogni giorno vengono proiettati 

una selezione di film che meglio raccontano questo sodalizio. 

La mostra consente ai visitatori la possibilità di interagire e reinventare il film, entrare ‘dentro le scene’ e esserne i protagonisti, fare dei selfie e condividere questa esperienza unica in tempo reale.

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“Fendi Studios”, una mostra racconta il legame tra la casa di moda e il cinema

Attraverso un percorso sorprendente e multisensoriale, grazie all’utilizzo di tecnologie digitali, l’esposizione permette una immersione in alcuni set cinematografici interattivi, tratti dai film per i quali Fendi ha realizzato i costumi

ROMA – In occasione della Festa del Cinema di Roma, è stata inaugurata nei giorni scorsi, la mostra Fendi Studios presso il Palazzo della Civiltà Italiana, all’EUR, sede della Maison romana e teatro di film come Boccaccio 70Titus Zoolander II

La mostra, visitabile fino al prossimo 25 marzo, esplora il rapporto che lega la storica casa di moda con la settima arte. 

Attraverso un percorso sorprendente e multisensoriale, grazie all’utilizzo di tecnologie digitali, l’esposizione permette una immersione in alcuni set cinematografici interattivi, tratti dai film per i quali Fendi ha realizzato i costumi nell’arco di diversi decenni, a partire dagli anni Quaranta, collaborando con i registi più celebri. 

Il cinema è sempre stato importante nella nostra famiglia e nella nostra azienda. La Maison ha un rapporto molto stretto con Cinecittà. Le sorelle Fendi, protagoniste della scena creativa e artistica romana, hanno collaborato a progetti che oggi possono essere considerati rivoluzionari. Per costumisti del calibro di Piero Tosi e Milena Canonero, hanno creato pellicce e abiti per produzioni cinematografiche indimenticabili. Abbiamo lavorato con i più importanti registi del passato e del presente, da Luchino Visconti a Wes Anderson, da Martin Scorsese a Giuseppe Tornatore, e siamo intenzionati a continuare. La mostra rappresenta un omaggio particolarmente innovativo a un rapporto basato sull’affinità e alimentato dal desiderio di sperimentare, raccontare storie e trasformare i sogni in realtà”, ha spiegato Silvia Venturini Fendi, Direttore Creativo degli Accessori, delle linee Uomo e Bambino della Maison.

A sottolineare ulteriormente il legame tra Fendi e il cinema, affianca gli spazi della mostra una sala cinematografica nella quale ogni giorno vengono proiettati 

una selezione di film che meglio raccontano questo sodalizio. 

La mostra consente ai visitatori la possibilità di interagire e reinventare il film, entrare ‘dentro le scene’ e esserne i protagonisti, fare dei selfie e condividere questa esperienza unica in tempo reale.

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