Biennale Architettura 2018. Il Cile presenta “Stadium”, padiglione che lo rappresenterà a Venezia

In vista della prossima Biennale Architettura che inaugurerà a Venezia il 26 maggio, anche il Cile svela il nome del curatore e del concept del proprio padiglione nazionale alla kermesse lagunare. Alejandra Celedón proporrà Stadium, progetto che indagherà le dinamiche sociali ed economiche delle politiche abitative cilene durante gli anni Ottanta

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L’arma tedesca per conquistare il mondo: die Kultur

Berlino. Il Ministero degli Esteri tedesco sta programmando un’iniziativa per coordinare una serie di importanti mostre internazionali con le opere dei musei del Paese. Fa parte di una campagna guidata da Andreas Görgen, capo della Cultura e della Comunicazione per il Ministero, per promuovere la presenza della cultura tedesca nel mondo e favorire lo scambio con istituzioni e curatori stranieri. Görgen spiega che la sua visione per una «politica culturale postnazionale» va al di là strategie nazionali come le sedi distaccate del Louvre e del Guggenheim o le partnership del British Museum.«I musei tedeschi sono ancora all’inizio, ci dice Görgen. Durante il suo periodo a Dresda il meraviglioso Martin Roth ha dato un forte impulso a questo aspetto. È giunto il momento di portare avanti la sua iniziativa». Roth, ex direttore delle Collezioni di Stato di Dresda e del Victoria & Albert Museum di Londra, è scomparso lo scorso agosto. Lanciò per la prima volta un programma per una collaborazione più stretta a progetti internazionali nel 2007 e ricevette il sostegno del Ministero degli Esteri, spiega Görgen. Ma l’idea fu accantonata per diversi anni.Per Görgen, un approccio globale alla politica culturale ha due obiettivi: promuovere la cultura tedesca all’estero e dare ai musei stranieri accesso alle collezioni e al sapere delle istituzioni tedesche. «Dovremmo essere disponibili a liberare le cose dal contesto delle nostre collezioni e a lasciare che altri curatori le guardino e le affrontino nel loro contesto, cosa che potrebbe portare a un’interpretazione del tutto diversa», spiega. Görgen è inoltre interessato al potenziale della digitalizzazione e a come la realtà virtuale può permettere di esporre gli oggetti senza necessità di spostarli.In uno scenario politico globale di crescente nazionalismo e autoritarismo, per il Ministero degli Esteri tedesco è importante facilitare «l’accesso alla cultura e all’educazione in un mondo in cui lo spazio per la cultura e l’educazione è costantemente limitato in molti luoghi e con molti strumenti”, aggiunge Görgen. “Siamo perciò consapevoli di promuovere qualcosa che molti vedono come una minaccia. La dissoluzione dei confini tradizionali».I musei tedeschi hanno già presentato diverse importanti mostre all’estero, tra cui «Deutschland 8: arte tedesca in Cina», una rassegna contemporanea in otto sedi di Pechino che ha chiuso il mese scorso. Ma per poter allestire questo tipo di eventi i musei, afferma Görgen, spesso «passano più tempo a trovare i fondi che non a occuparsi di curare le mostre». L’agenzia proposta dal Ministero degli Esteri faciliterebbe l’accesso ai finanziamenti, ai permessi di esportazione e ai visti.Marion Ackermann, direttrice delle Collezioni di Stato di Dresda che con i suoi 15 musei organizza ogni anno diverse mostre all’estero e ha un dipartimento internazionale ad hoc, ha raccolto l’eredità di Roth, organizzando a settembre il convegno «Il ruolo dei musei enciclopedici in tempi politici complessi». «Quando si ha a che fare con temi critici, ossia tutto quello che va oltre presentare capolavori della collezione, è utile avere la consulenza e il sostegno del Ministero degli Esteri», spiega Ackermann.Görgen ha invitato Ackermann e altri direttori di musei tedeschi, tra cui Peter Weibel del centro ZKM di Karlsruhe e Udo Kittelmann della Nationalgalerie di Berlino, al Ministero per discutere del nuovo bureau delle mostre prima della discussione parlamentare sui fondi, e assicura che il focus principale sarà quello culturale, non politico o diplomatico. «L’idea è quella di creare un’agenzia per i musei, e sono questi a doversi attivare se sono interessati, afferma Görgen. Ci assicureremo che abbiano i soldi per dare vita ai loro progetti». Per il futuro, conclude Görgen, «stiamo già pensando a mostre su Beuys e Grosz».

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