Allora & Calzadilla spengono la luce

Roma. Lo scorso settembre Portorico, isola delle Grandi Antille politicamente territorio non incorporato degli Stati Uniti, è stata stravolta da due violenti uragani tropicali che hanno portato morte e distruzione: poco meno di tre milioni di persone sono rimaste senza luce ed energia elettrica,  quasi del tutto prive di telefoni e rete internet (l’85% dei cavi danneggiati), con gravi problemi di acqua potabile, beni di prima necessità  e così via.Allora & Calzadilla (Jennifer Allora, Filadelfia 1974, e Guillermo Calzadilla, l’Avana 1971) è un duo artistico statunitense che si è conosciuto a Firenze nel 1995 e che da allora collabora stabilmente, con mostre in tutto il mondo e partecipazioni ad alcuni tra i maggiori appuntamenti d’arte contemporanea, da documenta alle biennali di Venezia e Gwangju, in Cora del Sud. A Venezia per la 54ma Biennale (2011) hanno rappresentato gli Stati Uniti con «Gloria», un carro armato rovesciato con sopra un tapis roulant, un organo gigante con un bancomat attivo, un lettino abbronzante con una copia della Statua della Libertà del Campidoglio Usa.Oggi per il MaXXI espongono un nuovo progetto, «Blackout», dal 16 febbraio al 30 maggio a cura di Hou Hanru e Anne Palopoli. Il duo, che risiede nella straziata Portorico, punta il dito proprio su quell’energia che è stata strappata via dall’isola dal disastro naturale, per riflettere a modo suo su capitalismo, potere e politica globale. Il percorso della mostra parte dalla «Petrified Petrol Pump» (2012), sorta di fossile tecnologico del futuro, passa per le geometrie di frammenti di pannelli fotovoltaici su tela di «Solar Catastrophe» (2012), approda a «Blackout» (2016), un trasformatore elettrico esploso causa di un blackout a Portorico, mentre «Mains hum» (2017), opera sonora creata col compositore americano David Lang (Premio Pulitzer per la musica 2008), si diffonde nell’intera galleria 5 citando una riflessione di Benjamin Franklin sui fenomeni elettrici. Infine alcuni video, tra cui il recente «The Night We Became People Again», a chiudere il progetto e mostrare la complessità del loro lavoro, in bilico tra critica e visionarietà, arte e attivismo.La mostra è l’ultima di un’interessante serie di personali e collettive, curata dal direttore artistico Hou Hanru, dedicata all’analisi dei rapporti tra politica e creatività, ai grandi temi di capitalismo, globalizzazione e migrazioni di persone e merci, come già in «Utopia for sale», «Please come back» e «Nature Forever. Piero Gilardi».Fondazione MaXXI

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