Van Gogh è un monaco buddhista

Amsterdam. Dal 23 marzo al 24 giugno il Van Gogh Museum si sofferma sulla passione che il pittore olandese ebbe per il Giappone nella mostra «Van Gogh & Japan», realizzata in collaborazione con i musei giapponesi Hokkaido Museum of Modern Art di Sapporo, Tokyo Metropolitan Art Museum e National Museum of Modern Art di Kyoto, e già allestita in Giappone.Vincent van Gogh (1853-90) si innamorò delle stampe giapponesi del XIX secolo durante il suo soggiorno parigino, tra il 1886 e il 1888. In quegli anni, con l’apertura dei porti giapponesi al commercio con l’Europa, la moda del «giapponismo» aveva infatti conquistato la Francia e a Parigi Van Gogh acquistò le prime stampe, fino a raccoglierne più di 400, molte delle quali sono conservate al museo di Amsterdam. Di quei lavori ammirava i colori vivaci, le composizioni originali e l’interesse per la natura, rappresentata nel suo più piccolo dettaglio. Van Gogh se ne ispirò anche per la sua arte: «Il mio lavoro si è costruito per così dire su quello dei giapponesi», scrisse in una delle sue numerose lettere.La mostra riunisce una sessantina di dipinti e di disegni di Van Gogh, accanto a una selezione di stampe giapponesi. Tra le opere, anche «L’autoritratto con l’orecchio bendato», in prestito dalla Courtauld Gallery di Londra e che non usciva dal Regno Unito dal 1955, e un autoritratto del 1888 conservato all’Harvard Art Museum di Cambridge (Stati Uniti), in cui l’artista rappresenta se stesso nelle vesti di monaco buddhista.

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Giorno per giorno nell’arte

No alla mercificazione di Villa Medici. Un gruppo di 170 intellettuali, fra i quali la storica dell’arte Francesca Alberti, ha avviato una raccolta firme per salvaguardare la missione culturale dell’Accademia di Francia a Roma, che rischia di venir degradata da un sempre più intenso programma di eventi commerciali. [Le Monde]In ItaliaSequestrati i tesori d’arte di Zonin. Sequestrati per evitare la vendita beni d’arte  (quadri, mobili antichi, arredi preziosi) per oltre 15 milioni di euro all’imprenditore vicentino Zonin. Serviranno a risarcire parzialmente i soci della Popolare di Vicenza danneggiati dal crac dell’Istituto nel 2016. [Corriere della Sera]Un tavolo per il rilancio di Roma. Summit di ministri attorno a Calenda per lasciare in eredità al prossimo Governo dieci progetti dal costo complessivo di 600 milioni di euro a favore di turismo, sicurezza e imprese nel Lazio e nella Capitale. [Ansa]Salone del Libro, il buco rimane considerevole. A un mese e mezzo dalla 31sima edizione del Salone del Libro di Torino sono ancora più di 700 i creditori accertati, e dovranno attendere che il Tribunale concluda la procedura di sequestro dei soldi agli enti locali e a Intesa Sanpaolo per una cifra che si aggira attorno ai 3 milioni di euro. [la Repubblica]Nel mondoRio, il Mam deve sistemare i conti. Il Museo d’arte moderna di Rio de Janeiro ha scelto di mettere in vendita un’opera del 1950 di Jackson Pollock, ricevuta in dono nel 1954 da Nelson Rockefeller e stimata 25 milioni di dollari. [Le Monde]All’asta il Blu Farnese. Torna sul mercato dopo tre secoli uno dei più importanti gioielli della storia: si tratta del leggendario diamante «Blu Farnese», donato nel 1715 alla Regina di Spagna, che verrà messo in vendita da Sotheby’s a Ginevra il prossimo 15 maggio. [La Stampa]Yog-art. Una ricerca appena pubblicata sulla rivista «Arts&Health» fornisce prove che la contemplazione di un certo tipo di arte, segnatamente quella figurativa, ha effetti psicofisiologici paragonabili alla pratica dello yoga. [la Repubblica]Benetton sceglie il verde d’Irlanda. Il comitato scientifico della Fondazione Benetton studi ricerche assegna il premio internazionale per il giardino «Carlo Scarpa» ai Céide Fields di Ballycastle, sulla costa atlantica dell’Irlanda. Un paesaggio agrario del neolitico che non ha eguali nel continente europeo. [Corriere della Sera]

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A Firenze apre la Collezione Roberto Casamonti. Tutte le immagini in anteprima

“Dagli inizi del XX secolo agli anni ’60” è la mostra con cui prende avvio l’attività del nuovo spazio museale nel centro storico fiorentino. Realizzato nel piano nobile del palazzo rinascimentale opera di Baccio d’Agnolo, raccoglie una selezione di opere raccolte dal titolare dei Tornabuoni Arte.

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