A Palazzo Albergati di Bologna arrivano i “rivoluzionari del ‘900”

Marcel Duchamp LHOOQ 1919

In mostra uno dei periodi più dirompenti di tutta la storia dell’arte. Marcel Duchamp, Man Ray, René Magritte, Max Ernst, Francis Picabia, Kurt Schwitters, Salvador Dalì: il gotha del Dada e del Surrealismo completato dalla presenza del più “giovane” ma altrettanto eversivo Jackson Pollock

BOLOGNA – Marcel Duchamp, Man Ray, René Magritte, Max Ernst, Francis Picabia, Kurt Schwitters, Salvador Dalì, I rivoluzionari del ‘900” sono protagonisti dal 17 ottobre a Palazzo Albergati di Bologna. La mostra a cura di Amina Kamien-Kazhdan e David Rockefeller offre una rara occasione di trovarsi a tu per tu con un numero incredibile di opere icona, come la dissacrante “Gioconda con i baffi” di Duchamp o Le Chateau de Pyrenees di Magritte e poi ancora l’eccentrico Surrealist Essay di Dalì, il ready made duchampiano Waistcoat for Benjamin Peret, la paradossale Main Ray di Man Ray, i mondi visionari di Yves Tanguy, i ritratti scomposti di Picabia. Sono in totale 180 le opere in esposizione tra quadri, sculture, fotografie, collage, ready-made, più una serie di preziosi documenti. Completa il percorso espositivo la presenza del più “giovane” ma altrettanto eversivo Jackson Pollock.

Gran parte dei pezzi in mostra per “Duchamp, Magritte, Dalì. I rivoluzionari del ‘900”  è approdata all’Israel Museum tra il 1972 e il 1998 dalla leggendaria raccolta milanese di Arturo Schwarz, uno dei collezionisti più atipici nel panorama italiano.

Matteo Scardovelli, amico e per alcuni anni collaboratore di Schwarz, racconta: “Nell’inverno 2005-2006 mi trovavo a casa sua per aiutarlo a sistemare l’enorme biblioteca. Fuori aveva iniziato a nevicare. Per ripulire il vialetto di casa Arturo stava dando istruzioni al maggiordomo di usare un badile che teneva nel suo studio, ma che in realtà è un’opera di Marcel Duchamp (Anticipo del braccio rotto, 1915). L’ho fermato all’ultimo minuto, altrimenti avrebbe davvero utilizzato un’opera d’arte per spalare la neve! Questo mostra quanto Arturo sia surrealista non tanto nell’estetica, ma in primo luogo nel modo di vivere e di vedere le cose. ‘Il surrealismo è una filosofia di vita’, l’ho sentito ripetere qualche decina di volte”. 

Il percorso della mostra si articola in sezioni dedicate ai temi più cari a Surrealisti e Dada, come “Illusioni e paesaggi da sogno” o “Automatismo, biomorfismo e metamorfosi”, per scoprire le più inquietanti ibridazioni tra umano, organico e inorganico. “Meravigliose giustapposizioni” sorprenderà con fotomontaggi, collage e spiazzanti assemblaggi di oggetti, mentre “Desiderio” esplorerà il mito della donna nelle sue declinazioni più oscure, tra cui il celebre Le rêve de Vénus di Dalì. 

La mostra sarà visitabile fino all’11 febbraio 2018. “Se pensate che la rivoluzione sia un televisore HD forse questa mostra non fa per voi”.

Vademecum

Dal 16 Ottobre 2017 al 11 Febbraio 2018
Bologna, Palazzo Albergati
Biglietto: intero € 14, ridotto € 12 (65 anni compiuti (con documento); ragazzi da 11 a 18 anni non compiuti;
studenti fino a 26 anni non compiuti (con documento);
militari di leva e appartenenti alle forze dell’ordine; diversamente abili;
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti);
dipendenti e agenti (muniti di badge) e clienti (muniti di dem nominale) Generali Italia).
Gratuito bambini fino a 4 anni non compiuti e altre categorie
Info: +39 051 030141
www.palazzoalbergati.com

Leggi

Gli Usa annunciano il ritiro dall’Unesco accusato di assumere posizioni contro Israele

A sorpresa gli Stati Uniti annunciano l’uscita dall’Unesco che sarà effettiva dal prossimo 31 dicembre. La Casa Bianca accusa l’organizzazione internazionale di aver assunto posizioni anti-israeliane. E mentre sia in patria che all’estero si alzano voci di protesta contro la decisione degli Stati Uniti, anche Israele avvia la procedura per l’uscita…

Leggi

Il New Museum di New York raddoppia gli spazi ed affida a OMA di Rem Koolhaas la nuova ala

Il New Museum ha scelto Rem Koolhaas e Shohei Shigematsu dello studio di architettura OMA per progettare un nuovo edificio adiacente alla struttura realizzata dagli architetti giapponesi Kazuyo Sejima and Ryue Nishizawa/SANAA e inaugurata nel 2007. Si tratta della prima opera pubblica a New York dell’archistar olandese.

Leggi

Scusatemi se sono un Ministro. Franceschini e la retorica dell’art pour l’art

Il Ministro Franceschini, nella trasmissione televisiva di Fabio Fazio, ha preferito difendere il suo ruolo di scrittore piuttosto che quello di politico e, per giunta, di Ministro della Cultura. Quasi a sottolineare una retorica tutta italiana, in base alla quale l’“aulico” mestiere creativo vince sul pragmatismo di altri ambiti lavorativi.

Leggi

Scusatemi se sono un Ministro. Franceschini e la retorica dell’art pour l’art

Il Ministro Franceschini, nella trasmissione televisiva di Fabio Fazio, ha preferito difendere il suo ruolo di scrittore piuttosto che quello di politico e, per giunta, di Ministro della Cultura. Quasi a sottolineare una retorica tutta italiana, in base alla quale l’“aulico” mestiere creativo vince sul pragmatismo di altri ambiti lavorativi.

Leggi