Vivian Maier e l’arte di sparire tra la folla. Storia di un’icona per caso

Si chiude un lungo tour espositivo, in Italia, che ha celebrato una nuova star della fotografia contemporanea. Il caso Vivian Maier conquista il grande pubblico e la critica: un talento emerso dal nulla, con una personalità sfuggente e una vita modesta. La bambinaia con la Rolleiflex al collo, che cercava un posto nel mondo.

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Tra paraventi e porte scorrevoli Firenze scopre il fascino del Rinascimento giapponese

Si apre agli Uffizi una grande mostra, la prima del suo genere in Europa, sull’arte giapponese corrispondente al periodo italiano dal primo Rinascimento agli inizi del Seicento: si tratta di paraventi pieghevoli e porte scorrevoli, molti dei quali Tesori Nazionali e Proprietà Culturali Importanti e provenienti da musei, templi e dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone. Le opere, su carta e perciò delicatissime, saranno esposte in tre rotazioni di 13 alla volta, al fine di garantirne la conservazione dall’esposizione alla luce.

Si tratta di una selezione di 39 grandi pitture di paesaggio e natura, molte delle quali difficili da vedere anche in Giappone perché non esposte al pubblico, nel classico formato del paravento pieghevole (byōbu) e delle porte scorrevoli (fusumae). Con questa rassegna si mette in scena il periodo d’oro della produzione artistica giapponese, tra l’epoca Muromachi e l’inizio dell’epoca Edo (XV – XVII secolo), in cui emergono ideali estetici tra loro opposti, e ancora oggi riconoscibili nel paese. Da una parte infatti abbiamo la pittura monocroma ed evocativa, fatta di vuoti interrotti da linee essenziali e veloci, legata alla filosofia zen e alla cultura cinese: non è un caso che questo tipo di bellezza severa abbia incontrato i gusti della classe guerriera a partire già dall’epoca Kamakura, (1185–1333), e che quello stile fosse utilizzato per decorare templi e residenze di samurai. Di segno opposto è la pittura più squisitamente giapponese, con fondi oro e campiture piatte di colore su cui si stagliano delicati elementi naturali: più esplicita e narrativa, essa era adatta a decorare grandi residenze aristocratiche e borghesi, castelli e palazzi. In mostra, paesaggi dalle  atmosfere rarefatte e simboliche – di sommi artisti quali Hasegawa Tōhaku, Kaihō Yūshō, Unkoku Tōgan – si confrontano con dipinti della tradizione Kanō, rappresentanti fiori e uccelli, le quattro stagioni, luoghi divenuti celebri grazie alla letteratura e alla poesia rappresentati con colori brillanti secondo le modalità dello yamatoe. Queste gioiose atmosfere, traboccanti gratitudine per le bellezze del creato, così come i caratteri zen riconducibili all’austerità, alla povertà, all’imperfezione, all’irregolarità di forme e materiali, esprimono una concezione della natura come specchio dell’animo umano. 

La bellezza e la mutevolezza dell’universo che ci circonda – espresse nelle dimensioni imponenti di uno o più spesso due paraventi, a due o sei ante, affiancati l’uno all’altro, o nei pannelli delle porte scorrevoli che dividevano le stanze – comunicano il profondo legame che lega il popolo giapponese alla natura. L’uomo ne diventa parte integrante, immergendosi nel paesaggio con l’attitudine panteistico shintoista che sta alla base di tutta la cultura letteraria e visiva del Giappone.

“Il Rinascimento Giapponese. La natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo”

Firenze, Uffizi

Fino al 7 Gennaio 2018

 

 

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Roma. Stadio delle Terme di Caracalla: performance di Renaud Auguste-Dormeuil

Roma. Stadio delle Terme di Caracalla: performance di Renaud Auguste-Dormeuil

Giovedì 19 ottobre dalle dalle ore 18.00 alle ore 21.00 a cura di Raffaele Gavarro con l’organizzazione di Atleticom e Arteealtro

ROMA –  I will keep a light burning è il titolo della performance itinerante dell’artista francese Renaud Auguste-Dormeuil, che ha inaugurato la XIV Biennale di Lione lo scorso 19 settembre, alla quale si potrà assistere giovedì 19 ottobre 2017, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, presso lo Stadio delle Terme di Caracalla a Roma.

1000 candele, che andranno a formare la mappa delle stelle sul cielo di Roma del 19 ottobre, verranno collocate al centro dello stadio, ricordando simbolicamente il cielo romano delle Olimpiadi del 1960 quando l’atleta etiope Abebe Bikila conquistò l’oro nella maratona correndo scalzo tra le strade della Capitale.

La performance rappresenta il secondo momento della mostra personale di Renaud Auguste-Dormeuil, in corso al Macro Testaccio (14 ottobre-26 novembre 2017) a cura di Raffaele Gavarro.

In continuità con la mostra al Macro questa performance continua a riflettere sulla natura enigmatica e complessa del tempo. I will keep a light burning ci pone infatti di fronte alla sincrona doppiezza di un’idea del trascorrere del tempo che se da una parte deduciamo dalla nostra esperienza della realtà, dall’altra avvertiamo essere una condizione implicita alla realtà stessa.

Guardare la proiezione del cielo stellato come sarà tra cent’anni di fronte a noi, mentre il tempo della nostra vita non ci consentirà di vederlo davvero, comporta un singolare, ma non eccezionale, divario tra esperienza e conoscenza che solo l’arte può risaldare grazie all’immaginazione.

La performance rappresenta anche l’occasione per presentare ArtinSport|project, un progetto che nasce dall’integrazione delle diverse competenze dei suoi ideatori: una società di organizzazione di eventi sportivi, l‘Atleticom, Raffaele Gavarro, critico e curatore, e Elisabetta Giovagnoni, anima di Arteealtro, organizzatrice di eventi espositivi.

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Pisa. Convegno sulle grandi Cattedrali europee

Pisa. Convegno sulle grandi Cattedrali europee

Venerdì 20 e sabato 21 ottobre. “Campanili e campane” è il tema di questa edizione 2017

PISA – Si svolgerà venerdì 20 e sabato 21 ottobre il Convegno internazionale delle Cattedrali Europee. Ideato e organizzato dall’Opera della Primaziale Pisana, l’appuntamento giunge quest’anno alla VII edizione. L’idea di un convegno delle Cattedrali europee nasce infatti sette anni fa proprio nelle stanze dell’Opera della Primaziale Pisana, che dopo l’esperienza dell’Associazione delle Fabbricerie italiane, ha ritenuto opportuno allargare il tavolo di confronto alle organizzazioni che gestiscono i complessi monumentali più importanti d’Europa. I primi sei anni sono stati dedicati ognuno ad un tema preciso: gli aspetti gestionali, il tema della conservazione programmata, la conservazione delle vetrate, il patrimonio pittorico, il patrimonio scultoreo e, lo scorso anno, le nuove tecnologie. 

“Campanili e campane” è il tema di questa edizione 2017. Nella città di uno dei campanili più famosi al mondo, esperti di ogni parte d’Europa si confronteranno sulle problematiche di conservazione e restauro dei campanili e delle campane, con una particolare attenzione a quanto i recenti fatti sismici comportano per queste strutture e per la loro tutela. 

In particolare durante la seconda giornata si parlerà di problemi di salvaguardia strutturale di questi beni e, per la prima volta, offrirà crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri. 

L’ingegner Nunziante Squeglia (Università degli Studi di Pisa) e il professor Camillo Nuti (Università degli Studi Roma Tre) racconteranno il caso della Torre di Pisa. Da anni costantemente monitorato, il campanile pisano offrirà la possibilità di valutare la risposta della struttura durante i recenti terremoti. L’ingegner Stefano Podestà dell’Università degli Studi di Genova porterà il caso degli interventi di restauro, consolidamento e miglioramento sismico del Duomo di Pienza. 

Saranno protagoniste del convegno le seguenti Cattedrali:  la Cattedrale di Santo Stefano di Vienna (Austria), la Cattedrale Notre-Dame di Strasburgo (Francia), la Cattedrale di Nostra Signora di Anversa (Olanda), il Duomo di Colonia, la Cattedrale di Friburgo in Brisgovia e il Duomo di Brandeburgo (Germania), la Cattedrale di Santa Maria di Vitoria e la Basilica della Sagrada Familia di Barcellona (Spagna) e la Cattedrale di San Bavone di Gent (Belgio). Tra gli italiani: il Duomo di Firenze, la Cattedrale di Todi, la Basilica di Venezia, il Duomo di Piacenza, la Cattedrale di Parma e la Cattedrale di Pisa. 

Prenderanno parte al convegno i rappresentanti degli istituti di restauro più importanti del territorio italiano: Gisella Capponi per l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma e Marco Ciatti per l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Ospiti anche l’Associazione Dombaumeister E.V. (Capimastri delle fabbricerie) e la Cathedral Architects Association. Ospite anche la Federazione Nazionale Suonatori di Campane, nata per far conoscere e tutelare tutte le tradizioni locali inerenti il suono manuale delle Campane, spesso e in molti luoghi sostituito con campane elettrificate o con il suono registrato. 

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Laurea honoris causa a Christo dall’Università di Torino

Laurea honoris causa a Christo dall'Università di Torino

Il rettore Gianmaria Ajani:  “L’arte contemporanea condivide con la scienza visione, pensiero critico, prospettiva. Gli artisti che parlano al mondo hanno una visione simile a quella dell’università: guardare oltre”

TORINO – L’Università di Torino ha conferito la laurea honoris causa in “Storia dell’arte” all’artista bulgaro Christo, con la seguente motivazione: “per avere ampliato con le sue opere la concezione dell’arte e modificato la nostra percezione della realtà; per avere offerto con la sua vita un continuo esempio di libertà e indipendenza; per avere condiviso con il pubblico più vasto l’esperienza del suo lavoro, che si annovera fare prove più luminose della creatività umana”. Il riconoscimento è stato assegnato con il saluto del rettore Gianmaria Ajani che ha affermato: “L’arte contemporanea condivide con la scienza visione, pensiero critico, prospettiva. Gli artisti che parlano al mondo hanno una visione simile a quella dell’università: guardare oltre”. 

Christo ha un legame forte con la città di Torino dove ha lavorato negli anni ’60 con il gallerista, Gian Enzo Sperone. 

Attualmente l’artista sta lavorando ad una installazione permanente, la prima. Si tratta di Mastaba che sorgerà fra le sabbie di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi. Un progetto colossale che ha avuto il suo embrione nel 1979 e che verrà realizzato con barili di petrolio. Mastaba – ha spiegato Christo –  “E’ un’opera di ingegneria molto sofisticata che riguarda un’area di 16 kmq”.

L’artista ha realizzato 23 progetti negli ultimi 50 anni, mentre 36 son ancora in fase di approvazione. 

“L’arte realizza una moltitudine di cose diverse – ha detto Christo –  Le nostre opere sono assolutamente inutili ma a me interessa farle accadere in un mondo reale perché questo rispecchia la nostra esistenza, la nostra scelta personale”

L’artista ha poi raccontato che non guida, non usa il computer, non ama telefonare, “ma mi piace fare queste esperienze nel mondo reale”. “Io vivo nel mondo di qui, non sono un credente, amo le cose reali, il caldo, il freddo, il secco e l’umido perché sono ancora vivo. E tutto questo si ripercuote nelle mie opere che, per me, sono solo fisicità”.

Infine ha ricordato la moglie scomparsa, Jeanne-Claude: “Mi ha detto di lavorare molto ed è quello che sto facendo”. “Gli artisti – ha sottolineato ancora Christo – non vanno mai in pensione”.

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Loreto, “L’arte che salva” in mostra le opere dei luoghi colpiti dal sisma

Lorenzo Lotto, (Venezia, 1480- Loreto, 1556/1557), Cristo e l’adultera, Olio su tela, 1548 ca. Loreto, Museo - Antico Tesoro della Santa Casa

La rassegna apre il progetto biennale della Regione Marche, dal titolo “Mostrare le Marche”, che promuove attività espositive utilizzando le opere d’arte provenienti dai musei e dalle collezioni pubbliche ed ecclesiastiche interessate dall’ultimo terremoto

MACERATA – Ha preso il via a Loreto, con la mostra “L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento. Crivelli, Lotto, Guercino”, il progetto biennale della Regione Marche, dal titolo “Mostrare le Marche”,  che ha lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale delle aree colpite dal sisma, attraverso la promozione di attività espositive realizzate utilizzando le opere d’arte provenienti dai musei e dalle collezioni pubbliche ed ecclesiastiche interessate dall’ultimo terremoto e messe in sicurezza presso i depositi attrezzati del MIBACT.

L’esposizione, a cura di di Francesca Coltrinari e Giuseppe Capriotti dell’Università di Macerata, è stata inaugurata lo scorso 7 ottobre presso il Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto. Si tratta di una mostra tematica che si propone di approfondire la conoscenza della produzione artistica collegata a un fenomeno che ha caratterizzato in profondità la cultura non solo europea, la predicazione.  Il percorso è illustrato attraverso 41 oggetti fra dipinti, sculture, incisioni, manoscritti e volumi provenienti dalla Regione Marche, con un nucleo significativo di opere salvate dal terremoto del centro Italia. Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni, si snoda attraverso opere di artisti più o meno noti, quali ad esempio, il San Nicola da Tolentino del Guercino, il Battesimo di Cristo e Cristo e Cristo e l’Adultera di Lorenzo Lotto. In esposizione anche preziosi manoscritti, libri e altri oggetti artistici, che raccontano l’origine e gli sviluppi della pratica predicatoria, l’uso e il significato delle immagini collegate alla predicazione, l’effetto che le prediche producevano sugli ascoltatori. 

La mostra si avvale di un apparato didattico con testi e supporti grafici elaborati per consentire la migliore comprensione al più ampio pubblico, secondo i più aggiornati criteri della comunicazione museale. 

Inoltre nella Pinacoteca Civica e nella città di Jesi è proposto un itinerario della predicazione legato ai temi della mostra.  L’esposizione è corredata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

“Mostrare le Marche” prende dunque il suo avvio con questa mostra, ma prevede altre esposizioni ed iniziative sempre con lo scopo di promuovere la rinascita del territorio che vuole guardare al domani mentre lavora alla ricostruzione del tessuto territoriale, sociale, culturale e storico-artistico. 

Nei mesi da dicembre 2017 a maggio 2018 vedrà l’apertura a Macerata, Palazzo Buonaccorsi, della mostra “Capriccio e natura nel secondo Cinquecento. Percorsi d’arte e di rinascita nelle Marche”, mentre, ad Ascoli Piceno, presso la Pinacoteca Civica e Sala Cola dell’Amatrice è in programmazione la mostra “Cola dell’Amatrice pittore eccentrico tra Pinturicchio e Raffaello”.  Il 2018 ci sarà una tripla partenza nel mese di marzo, a Fermo, nella Chiesa di San Filippo con la rassegna “Rinascimento a Fermo: pittori tra Adriatico e Appennino dal tardogotico a Carlo Crivelli”, che terminerà nel dicembre 2018. A Fabriano, sempre a marzo, si aprirà all’Oratorio San Giovanni la mostra “Orazio Gentileschi caravaggesco errante nelle Marche” visibile fino a settembre 2018. Mentre Matelica, da marzo a settembre 2018, ospiterà una considerevole rassegna espositiva: “Il romanico nelle Marche con i percorsi delle abbazie (Valle del Chienti – Valle del Potenza)”

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