A Tefaf New York un raro gesso di Canova

A Tefaf New York un raro gesso di Canova

Si tratta del “Genio Rezzonico” del 1793, probabilmente realizzato dall’artista da un originale in marmo, il “Genio Alato” destinato alla tomba di Papa Clemente XIII Rezzonico nella Basilica di San Pietro

NEW YORK – Verrà esposto, a partire da venerdì 28 ottobre a Tefaf New York, gemella della fiera di Maastricht, un raro gesso di Antonio Canova, realizzato dall’artista intorno al 1790 per Girolamo Zulian, suo mecenate e ambasciatore veneto a Roma, presso la cui residenza a Palazzo Venezia, Canova soggiornò prima di acquistare una casa che gli facesse anche da studio.

L’opera, recuperata in una villa vicino a Firenze, sarà esposta nello stand del gallerista Carlo Orsi, presidente della Associazione Antiquari Italiani, con una stima di 4 milioni di dollari

Le copie in gesso di Canova sono molto rare e probabilmente il “Genio” potrebbe essere l’ultimo rimasto sul mercato. Si pensa che l’opera, peraltro in ottimo stato di conservazione, possa essere stata realizzata dall’artista da un originale in marmo, il “Genio Alato”. Questa figura era una delle tre destinate alla tomba di Papa Clemente XIII Rezzonico nella Basilica di San Pietro.

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L’opera di Gonzalo Borondo al Mercato delle Pulci di Marsiglia. Ecco le immagini

Matiére Noire, questo il titolo della mostra che, fino al 31 gennaio 2018, si svolge al Mercato delle Pulci di Marsiglia, in una delle aree più difficili della città. Frutto di una residenza di tre mesi, il progetto ha coinvolto altri otto artisti nella realizzazione di 30 opere site specific in 4000 mq di spazio. Tra questi c’è Edoardo Tresoldi.

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Trump sostiene di possedere un Renoir, in realtà si tratta di un falso

Trump sostiene di possedere un Renoir, in realtà si tratta di un falso

“Le due sorelle sulla terrazza”, questo il dipinto in questione. A smentire quanto affermato dal Presidente è l’Art Institute di Chicago, che infatti possiede l’originale dal 1933, grazie alla donazione di un collezionista d’arte

CHICAGO – Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sostiene da tempo di possedere un dipinto di Renoir, si tratta de “Le due sorelle sulla terrazza”. A raccontarlo è Tim O’Brien, biografo del magnate. O’Brien spiega infatti che il presidente-miliardario, nel 2005, in occasione di una intervista per il libro “TrumpNation: The Art of Being the Donald”, mostrò con orgoglio il dipinto. O’Brien, che ha vissuto a Chicago e sa perfettamente che l’originale è custodito all’Art Institute di Chicago, ha raccontato che, dopo l’affermazione di Trump, per poco non prende un colpo. Tuttavia, in quella circostanza il Presidente, nonostante il tentativo di O’Brien di mettere in dubbio l’autenticità del dipinto, continuò ad insistere sull’originalità dell’opera in suo possesso. 

Di fatto il vero Renoir si trova appunto al museo di Chicago dal 1933, quando fu donato da un collezionista d’arte che lo aveva acquistato da un mercante d’arte parigino, che a sua volta l’aveva comprato nel 1881, al prezzo di 1.500 franchi, proprio dal pittore. 

A smentire quanto sostenuto da Trump è stata comunque la stessa portavoce del museo di Chicago, Amanda Hicks che, ripercorrendo la storia del quadro, lapidariamente ha poi affermato: “Siamo orgogliosi e grati della possibilità di condividere questo eccezionale dipinto con il nostro milione e mezzo di visitatori annui”. 

 

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Il Palazzo Ducale di Urbino si apre al contemporaneo

Il rapporto con i luoghi e, quindi, con il territorio è uno dei punti cardine del Festival del giornalismo culturale. Anche la quinta edizione della manifestazione (svoltasi il 12, 13, 14 ottobre) è stata inaugurata nella città di Urbino, dove il Palazzo Ducale è uno dei simboli più celebri dell’architettura e della civiltà rinascimentale italiana.

Peter Aufreiter, Direttore della Galleria Nazionale e Polo museale delle Marche, riflette sulle sfide imposte dai nuovi modelli di comunicazione all’istituzione che ospita, tra tanti capolavori, i dipinti di Piero della Francesca e Raffaello.

per informazioni: www.festivalgiornalismoculturale.it/ 

www.gallerianazionalemarche.it

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Parco Archeologico di Pompei. Appuntamento con la XVIII edizione del tradizionale taglio delle uve

Parco Archeologico di Pompei. Appuntamento con la  XVIII edizione del tradizionale taglio delle uve

Mercoledì 25 ottobre, vendemmia nei vigneti delle Regiones I e II dell’antica area archeologica 

NAPOLI – Mercoledì 25 ottobre si rinnova il tradizionale appuntamento col taglio delle uve nei vigneti della vigneto del Triclinio Estivo. Lo comunica in una nota il Parco Archeologico di Pompei.

Il progetto, nato in via sperimentale nel 1994 grazie ad una convenzione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’azienda vitivinicola campana Mastroberardino, giunge quest’anno alla sua XVIII edizione. 

Saranno presenti il Direttore Generale Massimo Osanna e il Prof. Piero Mastroberardino. Le aree interessate comprendono tutti i vigneti delle Regiones I e II dell’antica Pompei, per un’estensione di più di un ettaro ripartito su 15 appezzamenti di diversa estensione e per una resa potenziale di circa 30 quintali d’uva. 

Il vino Villa dei Misteri, prodotto con uve Piedirosso e Sciascinoso, presenta caratteristiche uniche in quanto realizzato secondo le tecniche di viticoltura di duemila anni fa. Un vino di qualità eccellente che racconta Pompei, la sua cultura e la sua tradizione antica. 

L’attività fa parte di uno dei tanti studi condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei che, da sempre, analizza le relazioni tra botanica e archeologia. 

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Picasso e sua figlia Maya. In una mostra da Gagosian a Parigi il loro rapporto

Per oltre un decennio Picasso rappresentò sua figlia Maya, nata dalla relazione extraconiugale con la modella Marie-Thérèse Walter, in quadri, disegni, sculture. Queste opere, rimaste a lungo nella collezione personale dell’artista spagnolo, sono esposte in una mostra a Parigi da Gagosian…

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