Venezia, un biglietto a tariffa ridotta per Damien Hirst e David Hockney

Venezia, un biglietto a tariffa ridotta per Damien Hirst e David Hockney

Palazzo Grassi – Punta della Dogana e Fondazione Musei Civici di Venezia annunciano una speciale collaborazione sino a dicembre 2017 promuovendo l’accesso agevolato dedicato ai rispettivi pubblici

La mostra David Hockney. 82 ritratti e una natura morta, a cura di Edith Devaney, resterà in esposizione presso la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro fino al 22 ottobre, mentre il progetto espositivo inedito di Damien Hirst Treasures from the Wreck of the Unbelievable, a cura di Elena Geuna, sarà ospitato a Palazzo Grassi – Punta della Dogana fino al 2 dicembre. 

In occasione di queste due importanti esposizioni, le due importanti istituzioni, con la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, annunciano una speciale collaborazione che offre ai rispettivi pubblici un biglietto agevolato per l’accesso all’istituzione partner e un programma di visite guidate esclusive, riservate ai members dei due musei.

La visita costituisce anche un’esperienza unica di esplorazione dell’opera dei due artisti, presentando entrambe un percorso esclusivo: a Ca’ Pesaro la prima mostra a presentare opere di sola pittura di David Hockney che raccoglie un corpus di 82 ritratti e una natura morta prodotti tra 2013 e 2016, immagini che raccontano la vita e le interazioni sociali dell’artista a Los Angeles.

A fare da controcanto a Palazzo Grassi e Punta della Dogana il nuovo e inedito progetto espositivo di Damien Hirst, frutto di 10 anni di intenso lavoro, che presenta 200 opere riemerse dal leggendario relitto dell’Incredibile.

Treasures from the Wreck of the Unbelievable si inserisce nella serie di mostre monografiche dedicate ai grandi artisti della storia dell’arte attuale che, nella programmazione di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, si alternano alle esposizioni tematiche che presentano opere della Pinault Collection.

La convenzione tra le due istituzioni offre al pubblico di Ca’ Pesaro l’opportunità di acquistare il biglietto della mostra Treasures from the Wreck of the Unbelievable, in programma a Venezia sino al 3 dicembre 2017 alla tariffa agevolata di € 15.00, anzichè € 18.00

Allo stesso modo, sino al 22 ottobre 2017, presentando il biglietto di ingresso a Palazzo Grassi – Punta della Dogana, sarà possibile visitare la mostra David Hockney. 82 ritratti e una natura morta presso la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro al prezzo ridotto di € 11,50, anziché € 14,00.

Vademecum

Palazzo Grassi – Punta della Dogana
San Samuele 32 – 31 | Palazzo Grassi
Dorsoduro 2 | Punta della Dogana
30124, Venezia
www.palazzograssi.it
Tel + 39 041 2401308
Fondazione Musei Civici di Venezia
Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Santa Croce 2076
30135, Venezia
www.capesaro.visitmuve.it
Tel. 041 721127
Info e prenotazioni :
Call-center: 848082000 (dall’Italia)
+3904142730892 (dall’estero)

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Pirelli HangarBicocca, la ricerca ambientale di Lucio Fontana. Foto

Lucio Fontana © Fondazione Lucio Fontana, Milan/Milano

“Ambienti/Environments”  è il titolo dell’esposizione a cura di Marina Pugliese, Barbara Ferriani e Vicente Todolí che riunisce un corpus di opere meno conosciute del grande Maestro che ne evidenziano la forza innovativa e precorritrice 

MILANO –  “Ambienti/Environments” è la mostra realizzata incollaborazione con la Fondazione Lucio Fontana che, dal  21 settembre 2017 al 25 febbraio 2018, viene ospitata da Pirelli HangarBicocca. L’esposizione raccoglie nello spazio delle Navate di Pirelli HangarBicocca dieci ambienti, creati da Fontana (1899, Rosario, Argentina – 1968, Varese, Italia) tra il 1949 e il 1968 per istituzioni e musei italiani e internazionali.

Si tratta di Ambienti spaziali, stanze e corridoi concepiti e progettati dall’artista a partire dalla fine degli anni ’40 e quasi sempre distrutti al termine dell’esposizione, sono le opere più sperimentali e meno note di Fontana, proprio per la loro natura effimera. Alcuni degli ambienti esposti sono stati ricostruiti per la prima volta dalla scomparsa dell’artista grazie allo studio e alle ricerche della storica dell’arte Marina Pugliese e della restauratrice Barbara Ferriani e al contributo della Fondazione Lucio Fontana.

Il visitatore avrà l’opportunità di osservare e fruire per la prima volta le opere meno conosciute di Fontana, di riscoprirne l’importanza storica e allo stesso tempo di coglierne la contemporaneità e la forza innovativa attraverso un allestimento inedito.

Spiega Vicente Todolí, Direttore Artistico di Pirelli HangarBicocca e co-curatore della mostra: “La ragione storica della mostra risiede nell’importanza degli Ambienti, un gruppo di lavori consistente e poco conosciuto, che, tuttavia, insieme ai Concetti spaziali, i cosiddetti “Buchi” e “Tagli”, rappresenta una rottura con le forme tradizionali della scultura e della pittura da parte di Fontana, anticipando le ricerche di artisti e movimenti della generazione successiva, dal Gruppo T a Yves Klein al Gruppo Zero. Esiste, inoltre, una ragione contemporanea: la ricerca sugli Ambienti entra in dialogo con l’opera di molti artisti che hanno esposto in Pirelli HangarBicocca”. 

Accompagna la mostra un catalogo edito da Mousse Publishing che presenta gli esiti più recenti della ricerca sul tema degli ambienti con un ampio apparato iconografico e testuale.

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Vademecum

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2, Milano
Lucio Fontana “Ambienti/Environments”
Opening   20 settembre 2017, ore 19
Dal 21 settembre 2017 al 25 febbraio 2018
Orari di apertura  Giovedì – domenica, 10-22
Ingresso Libero
Laboratori: Durante la settimana per le scuole. Durante il weekend per le famiglie
Info: (+39) 02 6611 1573 / info@hangarbicocca.org

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Zètema Progetto Cultura: insediato il CdA

ROMA – Dopo aver ottenuto i necessari nulla osta dalle istituzioni competenti, si è insediato oggi il nuovo CdA di Zètema Progetto Cultura formato dalla Presidente Francesca Jacobone, dall’Amministratore Delegato Remo Tagliacozzo e dalla Consigliera Simonetta Lux. Presente Vincenzo Vastola, Direttore del Dipartimento Attività Culturali in rappresentanza di Roma Capitale.

Il CdA, nominato con l’ordinanza n. 130 firmata dalla Sindaca Raggi, resterà in carica fino all’approvazione del Bilancio del 31.12.2019 e darà seguito alle attività previste dai contratti di servizio valorizzando le competenze e le risorse interne all’azienda.

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Siena. Restaurate nove maioliche, pezzi unici databili tra XIV e XV secolo

La brocca prima e dopo il restauro

Un vero e proprio tesoro di ceramica che, dopo un attento lavoro di recupero e restauro, sarà in mostra da sabato 16 settembre al museo civico di Palazzo Corboli ad Asciano nella mostra dal titolo ”Le maioliche ritrovate” 

SIENA – Nove maioliche di inestimabile valore e pregio, databili tra il XIV e il XV secolo, sono state restaurate e, a partire da sabato 16 settembre, saranno in esposizione al museo civico di Palazzo Corboli ad Asciano (Siena) nella mostra dal titolo “Le maioliche ritrovate”. Tra le nove maioliche arcaiche è presente anche un pezzo unico che raffigura, in verde ramina e bruno manganese su sfondo di smalto bianco, un volatile intento a pulirsi la zampa.

Tra il 2015 e 2016, è stato effettuato uno scavo archeologico su due pozzi individuati all’interno di una proprietà privata in Piazza del Grano, ad Ascanio che ha permesso di recuperare circa 15mila frammenti di ceramica, databili appunto dal XIV al XIX secolo. Il restauro, realizzato in ”open lab” allo scopo di far assistere i visitatori alle varie fasi di recupero e di studio in corso, 

è stato sostenuto dall’associazione culturale Arca che si è fatta carico anche del progetto di allestimento all’interno del museo civico di Palazzo Corboli. 

A seguito della convenzione stipulata tra Amministrazione Comunale di Asciano e Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana nel 2015, hanno avuto inizio una serie di campagne di ricognizione nel centro storico ascianese, tuttora in corso, allo scopo aggiornare la redazione della carta archeologica del territorio e di reperire nuovi indizi sull’attività di produzione di ceramica, documentata fin dal Medioevo.

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Il “Grande Progetto Pompei” all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma

Il

Una grande immagine di Pompei è stata posizionata nella curva Schengen, tra il molo C e il molo D dello scalo romano. Il pannello è parte della campagna di comunicazione della Commissione europea per sostenere il progetto di recupero e valorizzazione del Parco archeologico

ROMA – Un grande pannello raffigurante attraverso immagini iconiche l’antica Pompei accoglie da oggi i passeggeri all’aeroporto di Fiumicino. 

Il pannello, installato nella curva Schengen, tra il molo C e il molo D dello scalo romano, è parte della campagna di comunicazione della Commissione europea per sostenere il Grande Progetto Pompei. Il progetto rientra in una rosa di altri 60 facenti parte della campagna di comunicazione realizzata nell’ambito delle celebrazioni per il 60esimo anniversario della firma dei Trattati di Roma dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea in Italia e dall’Agenzia per la Coesione Territoriale con la collaborazione di tutte le Autorità di Gestione dei Programmi Operativi Nazionali e Regionali.

La campagna è stata lanciata in concomitanza con il “Dialogo con i cittadini” e la visita a Norcia e Spoleto il 4 e 5 settembre del Commissario europeo alla Cultura Tibor Navracsics, insieme a Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. 

Il Grande Progetto Pompei ha come scopo la valorizzazione e riqualificazione del sito archeologico attraverso la messa in sicurezza dei monumenti, il consolidamento e restauro delle murature e delle superficie decorate, la protezione degli edifici dalle intemperie e il potenziamento del sistema di videosorveglianza. 

La Commissione europea ha finanziato il progetto Pompei attraverso fondi FESR (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) nell’ambito del Programma Operativo Interregionale Attrattori culturali Naturali e Turismo 2007-2013. L’ammontare del finanziamento è di 105 milioni e di un ulteriore appostamento di 34 milioni per il recupero delle economie di gara.

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Dal 20 settembre al 2 dicembre torna il Romaeuropa Festival

Dal 20 settembre al 2 dicembre torna il Romaeuropa Festival

79 progetti con 60 spettacoli oltre a mostre, installazioni, convegni e percorsi di formazione174 repliche in 24 diversi luoghi, per un totale di 57.600 posti di spettacolo in vendita; 7 prime assolute, 32 programmi internazionali

ROMA – Inaugura il 20 settembre la 32esima edizione del Romaeuropa Festival 2017. La manifestazione, definita da Les Echos come: “Un festival internazionale che sospinge senza sosta i confini dell’arte”, ospita, fino al 2 dicembre, oltre trecento artisti provenienti da 32 Paesi

Il festival, che quest’anno è intitolato Where are we now?, si articola come un racconto attraverso gli “aggregatori tematici” VisionsPowerful StoriesSharing Selfie, a cui si affiancano i focus e le rassegne interne: gli spettacoli dedicati a bambini e famiglie di REF Kids a cura di Stefania Lo Giudice (novità assoluta di questa edizione), i giorni dedicati alla nuova danza europea di Dancing Days a cura di Francesca Manica, il più giovane teatro italiano in Anni Luce a cura di Maura Teofili, i Talk e i momenti di scambio e formazione di Community a cura di Lara Mastrantonio Matteo Antonaci.

Torna inoltre Digitalife, cuore tecnologico del Romaeuropa Festival che, con la supervisione di Monique Veaute, per la sua ottava edizione, giunge per la prima volta nei prestigiosi spazi del Palazzo delle Esposizioni di Roma raggruppando opere immersive a cura di Richard Castelli e opere di video-arte selezionate da Nomas Foundation e Fondazione Giuliani

Tra i tanti nomi che prenderanno parte a questa kermesse troviamo Sasha Waltz, Dada Masilo, Sidi Larbi Cherkaoui, Jan Fabre, Jeff Mills con Tony Allen, Carl Craig con Francesco Tristano, e poi ancora Marco Paolini con Mario Brunello e Frankie hi-nrg, The Holy Body Tattoo con Godspeed You! Black Emperor, Ascanio Celestini, CollettivO CineticO, Muta Imago, Alessandro Baricco con Dario Voltolini e Nicola TescariRoberto HerlitzkaPippo Delbono al fianco di Alexander BalanescuPetra MagoniEnzo Avitabile e Piero Corso. Ci saranno inoltre 40 artisti per la prima volta in programma tra i quali Julien Gosselin, Dorothée Munyaneza, Rimini Protokoll, Agrupación Señor Serrano, She She Pop con Zeikratzer, Babilonia Teatri, Lisa Ferlazzo Natoli, Biancofango, Industria Indipendente, Dante Antonelli, Azzurra De Gregorio, Giuliano Scarpinato, oltre a ben 6 ensembleorchestrali

Spiega Fabrizio Grifasi, Direttore Generale e Artistico della Fondazione Romaeuropa presieduta da Monique Veaute: “Abbiamo formulato una domanda come titolo del REf17 perché interrogarsi, in questo momento, ci sembra la scelta più consona alla condizione che stiamo vivendo. Le opere degli artisti compongono una mappa del presente, fragile come il castello di carte della nostra immagine di quest’anno ma non per questo meno ambiziosa, e si collocano oltre le categorizzazioni estetiche e di genere inserendosi in una geografia concettuale che si costruisce e si disfa secondo la forza delle interpretazioni».

Fondamentale per l’intero percorso il riconoscimento del Parlamento Italiano che a febbraio di quest’anno ha voluto inserire il Romaeuropa Festival nella legge per la valorizzazione dei grandi Festival d’interesse nazionale, e la conferma del sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, di Roma Capitale, della Regione Lazio, insieme al prezioso supporto della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che sostiene le attività di Romaeuropa e la promozione degli artisti del Mediterraneo, e di RAI, che con i suoi canali offre al festival nuove possibilità di approfondimento e divulgazione.

Vademecum

ROMAEUROPA FESTIVAL 2017
Dal 20 Settembre 2017 al 02 Dicembre 2017
ROMA, Sedi varie
Info: +39 06 45553050
promozione@romaeuropa.net
http://romaeuropa.net

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A Istanbul la biennale del buon vicinato

Istanbul (Turchia). Sabato 16 settembre apre al pubblico la 15a edizione della Biennale di Istanbul. Organizzata dalla storica IKSV – Istanbul Foundation for Culture and Arts, in questa edizione vede la guida del duo di artisti Elmgreen & Dragset, sotto il tema «A good neighbour», il buon vicino. Un ombrello di pensiero ampio, al quale gli artisti invitati partecipano con una declinazione personale del tema, frutto del proprio background personale, delle turbolenze del tempo presente, del rapporto con la città di Istanbul.Ecco i numeri: 56 gli artisti coinvolti, provenienti da 32 Paesi, 30 le nuove produzioni commissionate per questa occasione. Sei le sedi espositive: Galata Greek Primary School, Istanbul Modern. Pera Museum, ARK Kültür, Yogunluk Atelier e Küçük Mustafa Pasa Hammam.Contenuta nel numero degli artisti e concentrata nei luoghi espositivi, questa edizione si presenta come una riflessione calibrata, dove ogni lavoro ha un proprio spazio di rispetto e il visitatore, per una volta, non mette alla prova la sua resistenza per correre da una sede all’altra.«Siamo artisti, sappiamo che il nostro ego è troppo grande per essere contenuto in un poco spazio», scherzano Elmgreen & Dragset, che sono riusciti nell’incredibile impresa di chiudere la preparazione delle mostre con due settimane di anticipo, con il raro (e meraviglioso) risultato di avere i tempi per inserire nel catalogo le foto dell’allestimento. Il volume, con un approfondimento e le immagini dei lavori dei singoli artisti, si accompagna a un libro narrativo che raccoglie una serie di testi intorno al tema dell’abitare, dell’appartenenza e della prossimità.Ecco un breve percorso nelle diverse sedi espositive:Galata Greek Primary SchoolGli spazi dell’ex scuola greca conservano la tensione all’apprendimento. Nelle aule, nelle scale e negli spazi comuni troviamo racconti e visioni oltre l’intimità degli spazi domestici.Artisti: Heba Y. Amin, Mark Dion, Jonah Freeman & Justin Lowe, Kasia Fudakowski, Pedro Gómez-Egaña, Lungiswa Gqunta, Andrea Joyce Heimer, Morag Keil & Georgie Nettell, Olaf Metzel, Mahmoud Obaidi, Erkan Özgen, Leander Schönweger, Dan Stockholm, Ali Taptık, Bilal YılmazIstanbul ModernIn contrasto con la rigidità dell’architettura, lo spazio ospita uno sguardo sull’abitare i luoghi e sull’abitare il viaggio, sulle modalità attraverso cui l’uomo addomestica il tempo e gli ambienti che attraversa, sul modo attraverso cui questi processi di appropriazione individuale, si incrociano l’uno con l’altro, generando emozioni e politica.Artisti: Adel Abdessemed, Volkan Aslan, Alper Aydın, Latifa Echakhch, Candeğer Furtun, Kim Heecheon, Mirak Jamal, Fernando Lanhas, Victor Leguy, Klara Lidén, Mahmoud Obaidi, Henrik Olesen, Lydia OurahmaPera MuseumIl rapporto fra culture, la fragilità insita nell’incontro fra mondi diversi, lo scontro fra poteri prendono posto fra la collezione del museo, dedicato alla cultura ottomana, i cui lavori sono spesso integrati nel percorso della Biennale.Artisti: Adel Abdessemed, Monica Bonvicini, Louise Bourgeois, Njideka Akunyili Crosby, Alejandro Almanza Pereda, Berlinde De Bruyckere, Vajiko Chachkhiani, Gözde İlkin, Liliana Maresca, Lee Miller, Aude Pariset, Sim Chi Yin, Dayanita Singh, Tatiana Trouvé, Tsang Kin-Wah, Andra Ursuta, Fred Wilson.ARK KültürSpazio monografico, qui Mahmoud Khaled crea un museo narrativo intorno alla storia di un uomo, immigrato dall’Egitto alla Turchia, sparito all’improvviso. Siamo accompagnati da un’audioguida ad attraversare l’intimità dei suoi spazi domestici e ricostruire la sua vita e le sue emozioni attraverso gli oggetti.Yoğunluk Atelier Al quarto piano di un’affollata via di Beyoglu, nella confusione dei ristoranti turistici, il collettivo Yoğunluk ha creato un ambiente emozionale da fruire nella quasi totale oscurità, per riflettere sul rapporto con lo spazio fisico e sulle reazioni individuali agli stimoli sensoriali.Küçük Mustafa Paşa HammamNello storico Hammam del quartiere Faith, oltre il Corno d’oro, intervengono gli artisti Monica Bonvicini, Stephen G. Rhodes e Tuğçe Tuna. Qui i rapporti di forza e le frizioni della diversità si fanno più stridenti ed entrano in dialogo con l’austerità dell’architettura, in confronto con le questioni di genere , così manifeste nelle ritualità dell’ hammam.

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