Museo Egizio di Torino. Conferenza sull’evoluzione dei sarcofagi durante la 21esima Dinastia

Museo Egizio di Torino. Conferenza sull’evoluzione dei sarcofagi durante la 21esima Dinastia

Un appuntamento con il Professor Rogério Sousa dedicato all’arte e alla produzione dei “sarcofagi gialli”

TORINO – Ricomincia al Museo Egizio di Torino il ciclo di conferenze che racconta il prezioso lavoro di ricerca dei più famosi studiosi ed egittologi provenienti da tutto il mondo.

Il primo incontro è con il Professor Rogério Sousa, ricercatore presso l’Università di Coimbra e coordinatore del progetto “Gate of Priests” a Bab el-Gasus .Il titolo della conferenza che avrà luogo martedì 19 settembre, alle ore 18.00, è Gilded Flesh – Coffin Decoration And Its Symbolism In The Theban Necropolis (21st Dynasty) 

La conferenza, in lingua inglese, indagherà l’evoluzione e l’influenza artistico-culturale dell’elemento più importante di una sepoltura: il sarcofago.

Il Professor Sousa racconterà l’incredibile attività dei laboratori Tebani durante la 21esima Dinastia. In questo periodo si sono prodotti alcuni dei più complessi artefatti del mondo antico: quelli che vengono conosciuti oggi come “sarcofagi gialli” e che rappresentano una profonda rottura con la tradizione.

Attualmente coinvolto nello studio comparativo delle decorazioni di questi sarcofagi, Sousa ne illustrerà il carattere dinamico che ha originato un’evoluzione senza precedenti e ha definito le linee guida di una nuova tendenza artistica rivolta alla complessità.

Durante questo incontro verrà esaminata la trasformazione decorativa dei “sarcofagi gialli”, prestando attenzione alla ricostruzione del suo simbolismo e alla sua influenza sul lavoro degli artigiani e sull’attività laboratoriale – incredibilmente vivace – in un momento storico di dura crisi economica e instabilità politica.

Il Museo Egizio sostiene e incoraggia il prezioso lavoro di ricerca e manifesta, attraverso questo ciclo di incontri, la forte spinta di condivisione del proprio sapere e di coinvolgimento nella scoperta della storia e della civiltà egizia, ospitando studiosi e ricercatori provenienti dai più prestigiosi centri di ricerca del mondo come: il Musée du Louvre, l’Ägyptisches Museum di Leipzig e l’University of Warsaw.

Vademecum

Museo Egizio in via Accademia delle scienze 6.
La conferenza si terrà in lingua inglese.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni: tel. 0115617776 – info@museoegizio.it

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A Faenza la XII edizione del Premio Nazionale delle Arti 2017 – Sezione design

A Faenza la XII edizione del Premio Nazionale delle Arti 2017 – Sezione design

Organizzata da ISIA di Faenza e promossa dal MIUR, la nuova edizione del Premio è frutto del lungimirante lavoro di Giovanna Cassese e Marinella Paderni, rispettivamente presidente e direttore dell’Istituto

RAVENNA – La città di Faenza ospita dal 28 settembre al 15 ottobre 2017 la XII edizione del Premio “Premio Nazionale delle Arti 2017 – Sezione design” dal titolo Future is Design

La nuova edizione del Premio Nazionale delle Arti 2017 – Sezione design, nato dal lavoro di Giovanna Cassesepresidente dell’Istituto Superiore Industrie Artistiche Design e Comunicazione di Faenza, Marinella Padernidirettore dello stesso, si distingue dalle precedenti edizioni a partire dal motto “Future is design”, che identifica significativamente la continua evoluzione del mondo del design.

Spiega Giovanna Cassese: “Il design e il made in Italy sono un grande patrimonio materiale e immateriale identitario dell’Italia e a tutti gli effetti la formazione è un momento nodale nel complesso sistema contemporaneo dell’arte e del design. Puntare sui giovani talenti significa incentivare la ricerca e la produzione e riflettere sui nuovi scenari del terzo millennio. Il Premio organizzato per la prima volta dall’ISIA di Faenza con i suoi eventi correlati (mostre e convegno) nasce da un unico concept poichè formazione, ricerca, produzione, esposizione e valorizzazione sono le facce di una stessa medaglia. Il PNA sarà una grande festa e un importante momento di incontro tra i giovani e gli addetti ai lavori”.

Sono state numerose le facoltà di design italiane e europee a precisare al Premio, proponendo oltre 100 progetti nelle varie tematiche, tra cui l’experience design, il design sociale, l’innovazione, il dialogo tra design e linguaggi visivi

54 sono invece i progetti finalisti che sono stati selezionati da una giuria di esperti nominati dal MIUR e composta da Luisa Maria Collina, Beppe Finessi, Giulio Iacchetti, Anty Pansera e Massimiliano Tonelli. I progetti saranno esposti in una mostra allestita per l’occasione presso le antiche sale dell’ISIA recentemente ristrutturate.

Il 28 settembre riterrà la cerimonia di premiazione  presso la sede dell’ISIA. La stessa sera verrà inaugurata la mostra Builders of Tomorrow. Immaginare il futuro tra design e arte presso il MIC, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, a cura di Giovanna Cassese e Marinella Paderni Aperta fino al 5 novembre 2017, la mostra vede il contributo di un comitato scientifico di prestigio composto da Claudia Casali, Stefano Casciani, Daniela Lotta e Irene Biolchini.

Il 29 e 30 settembre sempre l’ISIA ospiterà il convegno Oltre il confine. Dialoghi e contaminazioni per un’estetica e una didattica del Design del terzo millennio dedicato alle tematiche del premio, che riserverà uno spazio importante alle testimonianze dei protagonisti nel campo della formazione universitaria nel design, della progettazione e delle industrie culturali creative.

Inoltre, dal 29 settembre al 15 ottobre, la città di Faenza ospiterà la mostra ISIA ON dedicata agli studenti dell’ISIA di Faenza presso il Ridotto del Teatro Masini, per offrire uno spazio di approfondimento ai progetti dei futuri addetti ai lavori.

Infine, il 15 ottobre la XII edizione del Premio Nazionale delle Arti saluterà la città con un evento di chiusura dal titolo Living with Fashion , una sfilata/performance che metterà in scena una collezione di abiti e oggetti progettati dagli studenti dell’ISIA di Faenza.

Il Premio vede per la prima volta il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale , del MiBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’AIAP – Associazione italiana design della comunicazione visiva, dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale, del MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Faenza e della Provincia di Ravenna.

www.isiafaenza.it/

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Paul Klee in mostra al Beyeler Museum di Basilea

Paul Klee, Segno in giallo, 1937, 210 (U 10). Pastello su cotone e pasta colorata su tela, 83,5 x 50,3 cm. Fondation Beyeler, Riehen / Basilea, Beyeler

Dal 1 ottobre al 27 gennaio 2018 una retrospettiva che presenta al pubblico un nucleo di circa 100 creazioni astratte dell’artista svizzero, riunendo preziosi prestiti da numerose istituzioni e collezioni private d’Europa e altrove

BASILEA – Nella prima metà del XXesimo secolo, la rinuncia al figurativo e lo sviluppo dell’arte astratta divengono tema primario per molti artisti europei. Tra questi l’artista svizzero Paul Klee, a cui il Beyeler Museum di Basilea dedica una mostra in forma retrospettiva incentrata appunto sulle sue creazioni astratte.

La produzione artistica di Klee, ricca di quasi 10.000 lavori, offre infatti alcuni esempi assolutamente appassionanti – composizioni di gioventù come anche opere tardive – di elaborazione di universi iconografici astratti e processi di astrazioni pittoriche. 

D’altra parte è lo stesso Klee ad affermare in uno scritto del 1914: “Io sono astratto con qualche ricordo”. Egli non fa distinzione tra opere astratte e figurative, come le immagini figurative hanno sempre nella sua pittura un significato simbolico e non imitativo, anche le opere astratte nascono spontaneamente dal ricordo della realtà. 

Gli aspetti essenziali di opere non figurative di Klee assumono dunque una importanza capitale in tutta la sua creazione: natura, architettura, musica e segni grafici.

La mostra di Basilea ospita circa un centinaio di opere dell’artista svizzero, a partire dal 1913. L’esposizione riunisce preziosi prestiti importanti di numerose istituzioni e collezioni private d’Europa e altrove. In mostra anche lavori solitamente poco esposti che permetteranno di scoprire Klee sotto una nuova luce. 

Klee, insieme a Picasso è l’artista più rappresentato nella Collezione Beyeler. Il fondatore del museo, Ernst Beyeler, ha sostenuto in molteplici modi l’opera di Paul Klee. La passione del collezionista si focalizzava principalmente sull’opera tardiva di Klee, che apprezzava particolarmente per “la sua qualità cromatica e la sua forza espressiva”.

Vademecum

Dal 01 Ottobre 2017 al 21 Gennaio 2018
Fondation Beyeler,
Baselstrasse 101 – CH-4125 Basilea
Info: gatmata@libero.it
www.fondationbeyeler.ch

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Con la sua Biennale Caserta promuove l’arte contemporanea

Caserta, Belvedere San Leucio

La Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio 2017, che si terrà in Campania tra il 1 e il 21 ottobre 2017,  vanta un programma esclusivo e ricco che coinvolge i più importanti esponenti del panorama artistico e culturale

CASERTA – Un evento internazionale in terra Campana con lo scopo di promuovere l’arte contemporanea. E’ questa la Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio 2017 che, a partire dal 1 ottobre, viene ospitata in due importanti poli culturali e turistici: il complesso del Belvedere di San Leucio, sito UNESCO, e il Quartiere Militare Borbonico di Casagiove, che ospiterà gli eventi collaterali. 

La rassegna internazionale è curata da Gianpaolo Coronas ed è organizzata dall’associazione di promozione sociale WebClub, in collaborazione con le città di Caserta e Casagiove. 

Sono 500 le opere ammesse nelle sezioni pitturascultura – design – installazionifotografia – grafica digitalevideo-art e arte ecosostenibile. Gli eventi riguarderanno non solo le arti visive ma anche teatro e musica.

Il comitato scientifico è composto da direttori museali, docenti universitari, critici, galleristi e promotori dell’arte contemporanea e saranno circa 20.000 i visitatori attesi. Spiega infatti  Domenico Luise di WebClub: “Siamo certi di aver coinvolto attraverso le attività collaterali, appassionati e non, e pertanto ci aspettiamo una larga partecipazione”.

Per il sindaco di Caserta Carlo Marino: “Coniugare quello che è il nostro grande Unesco, quindi la storia, l’arte con quello che è il futuro dell’arte, ovvero l’arte contemporanea e i grandi artisti, penso sia la prospettiva su cui dobbiamo lavorare. Per portare economia al nostro territorio e crescita sociale c’è bisogno di puntare su grandi eventi, grandi artisti, grande turismo e soprattutto occasioni per le nuove generazioni”

La manifestazione si concluderà il 21 ottobre.

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Zeitz Mocaa: il nuovo museo per l’arte contemporanea africana

Città del Capo (Sudafrica). Il 22 settembre si inaugura a Città del Capo lo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Mocaa), le cui premesse e ambizioni potrebbero renderlo il nuovo punto di riferimento continentale per l’arte contemporanea. A patto di non ripetere gli errori compiuti da molti musei privati, diventati poco più del salotto di casa dove mettere in bella mostra le opere dei proprietari. Il primo passo sarà quindi la necessità di smarcarsi subito dal suo fondatore, il tedesco Jochen Zeitz, collezionista ed ex amministratore delegato della Puma, per segnare un punto di svolta nel panorama artistico locale e proiettare a livello globale i più interessanti nomi africani.«Per troppo tempo la narrazione dell’Africa è stata appannaggio di gente che non viveva qui, rileva Mark Coetzee, direttore e capocuratore del neonato Mocaa. Ora vogliamo provarci noi». Il focus sarà sugli artisti africani, sulla loro diaspora e su elementi quali la multimedialità, i costumi, l’arte performativa e le piattaforme digitali.L’edificio in cui sorge il Mocaa è di proprietà di V&A Waterfront, la società che possiede l’area del porto della capitale sudafricana, che ne ha affidato la trasformazione da granaio a museo all’architetto britannico Thomas Heatherwick: costo dell’operazione 32,3 milioni di euro.I 9.500 metri quadrati della struttura sono distribuiti su 9 piani, ai quali si accede da un imponente atrio che Heatherwick ha realizzato a forma di chicco di mais nei silos di cemento dove un tempo si immagazzinava il grano.I nuclei della collezione sono due: le opere di arte africana di Zeitz e quelle di proprietà del Mocaa, mentre una delle mostre inaugurali, tutte dedicate ad artisti africani, è dedicata a Edson Chagas (Angola), fotografo premiato con il Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 2013 per il miglior padiglione nazionale.

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Hartung, maestro dell` astrattismo, in mostra a Perugia

La Galleria Nazionale dell’ Umbria di Perugia ospita fino al 7 gennaio 2018 una mostra che celebra Hans Hartung, una delle figure di spicco dell’ astrattismo europeo. 

La rassegna, organizzata in collaborazione con la Fondation Hartung-Bergman di Antibes, presenta 16 opere di grandi dimensioni articolate in scomparti – come i polittici della Galleria Nazionale dell’Umbria – definiti Polyptiques dall’artista stesso e accompagnate da 40 lavori su carta. Le grandi opere, realizzate tra 1961 e 1988 (sei delle quali mai esposte prima), sono a Perugia mostrate per la prima volta tutte assieme come serie. 
La serie dei polyptiques – spesso così identificati dallo stesso Hartung sul retro delle opere, nonostante non si tratti di titoli veri e propri – nasce agli inizi degli anni Sessanta, quando l’artista prende a dipingere direttamente sulla tela senza prima concepire l’opera su carta, sperimenta nuove tecniche, dilata i formati, giungendo nell’ultimo periodo, costretto sulla sedia a rotelle, a realizzare i propri dipinti con l’aerografo.
L’iniziativa si propone anche di ripercorrere lo stretto legame di Hartung con l’Italia, risalente già alla prima metà del secolo quando in occasione del viaggio del 1926, oltre a visitare città simbolo come Venezia e Firenze, si lasciò affascinare dai paesaggi siciliani, in particolare dallo spettacolo naturale dell’Etna e dai templi della Magna Grecia.

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