Oliviero Toscani: una mostra in Svizzera per la sua storia

Oliviero Toscani, United Colors of Benetton, 1989 © Studio Toscani

Anticipazioni: da metà ottobre a Chiasso “Immaginare” ripercorre cinquant’anni di vita professionale di uno dei più famosi pubblicitari del mondo

ROMA – “Immaginare” si presenta al pubblico, dal 15 ottobre al museo m.a.ax. di Chiasso in Svizzera, come una vera e propria retrospettiva dedicata ad uno dei più straordinari comuncatori del mondo della pubblicità italiano. Cinquant’anni di carriera, e altrettanti di campagne pubblcitarie che hanno lasciato il segno, in un percorso espositivo che prende avvio dalle immagini inedite realizzate durante il suo periodo di formazione alla Scuola di Arti Applicate di Zurigo nei primi anni sessanta, e giunge fino alle più recenti campagne.

Curata da Susanna Crisanti e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina di Chiasso, la mostra ruota attorno ad uno temi principe della comunicazione immaginata e realizzata da Toscani in tuttal la sua carriera: la multiculturalità.A partire dalle fotografie inedite, eseguite da Toscani durante il suo fondamentale periodo di formazione alla Kunstgewerbeschule di Zurigo nei primi anni sessanta e nei “viaggi studio” a Londra, in Bretagna, in Sicilia, in Puglia e negli Stati Uniti – fino agli anni successivi in cui si concentra sulle campagne pubblicitarie per aziende a livello internazionale, come quella che lo rese famoso in tutto il modo per United Colors of Benetton, senza dimenticare le campagne per Esprit, Chanel, Fiorucci, Prenatal, Jesus Jeans e Valentino, in cui si evidenzia un’inconsueta e originale modalità di scelta e di taglio dell’immagine.

Ma temi come l’emigrazione, la guerra, l’ecologia, l’Aids, l’anoressia, furono sempre molto cari a Toscani che con i 39 numeri della rivista “Colors”, affronterà temi sociali di grande attualità: la mostra racconta anche questo progetto e lo fa proponendo una visione immersiva nelle sale con proiezione di tutte le sue principali e dibattute campagne pubblicitarie e di comunicazione.

Ad accogliere i visitatori, intorno all’edificio del m.a.x. museo, grazie al prestito da parte delle Nazioni Unite Human Rights (“Stand Up For Human Rights”), ci saranno un centinaio di pannelli del progetto “Razza Umana”, che presentano i volti di donne e uomini provenienti da diversi paesi.

La mostra, resa possibile grazie al Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, col patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Lugano, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos, di United Colors of Benetton, dell’AGE SA e dell’associazione amici del m.a.x. museo, è pensata come “progetto integrato” e prevede una successiva tappa a Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione a Treviso (ideato da Oliviero Toscani e da lui diretto fino al 2000), dove sarà presentata da marzo a giugno 2018, anche in correlazione con la Biennale di architettura di Venezia.

Accompagna la rassegna un catalogo bilingue italiano-inglese (Skira, Ginevra-Milano, 2017).

Vademecum

Chiasso (Svizzera), settembre 2017
Oliviero Toscani, Immaginare
m.a.x. museo (Via Dante Alighieri 6), Chiasso (Svizzera)
10 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018
Orari martedì–domenica, ore 10.00–12.00 e 14.00–18.00 lunedì chiuso (tranne lunedì 1° gennaio 2018)
Ingresso: Intero: CHF/Euro 10
Entrata gratuita: ogni prima domenica del mese
Informazioni t +41 91 695 08 88, info@maxmuseo.ch, www.centroculturalechiasso.ch

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Hijo de Puta: un ex legionario della Legione Straniera al Gay Village

Orietta Cicchinelli e il suo

Pino Strabioli con Orietta Cicchinelli presentano la storia di Giovanni,  la storia affascinante e intrigata di un ex combattente del Tercio de Extranjeros

ROMA – Pino Strabioli e Orietta Cicchinelli saranno insieme sul palco del Gay Village l’8 settembre, al fianco dello psichiatra e l’editore Tony Lupetti, per presentare Hijo de Puta – La parabola di un legionario un romanzo insolito ed originale, frutto del lavoro della giornalista e scrittrice, già conosciuta al pubblco per il suo precedente “Madre” per il quale è in preparazione l’adattamento teatrale con lo scenografo Premio Oscar Gianni Quaranta, ex assessore alla Cultura del Comune di Spoleto.

Il libro è la “testimonianza di una vita d’avventura, di colpa e di espiazione, in cui l’Autrice è partecipe con il misurato distacco dovuto a un testo raccolto, ma anche con il graffio dell’originale parola d’artista” come sottolinea Elio Sena nella Prefazione di Hijo de Puta. La storia del suo protagonista Giovanni, ex legionario del Tercio de Extranjeros, soprannominato Hijo de Puta dal suo Capitano, offre la possibilità di addentrarsi in un affresco di ladroni, guardie, uomini di Dio, vecchi, giovani, mogli, padri, figli, meretrici, giocatori incalliti e disperati, un vero e proprio microcosmo di varia umanità. 

Uno splendido disegno originale dell’illustratore Massimo Rotundo storyboard-artist, nato a Roma, e fondatore della Scuola Romana dei Fumetti, è la bellissima copertina del libro“Hijo de Puta è nato da un incontro – spiega Orietta Cicchinelli – o, meglio, da una serie di incontri. Quello con l’imprenditore editoriale Tony Lupetti, per gli amici “Lupo”, un ingegnere che ha buttato la sua laurea e dedica il suo tempo libero ai diseredati, ai ragazzi in difficoltà, agli ultimi, agli invisibili… E quello con l’ex legionario, lo smilzo Giovanni, l’uomo tutto d’un pezzo, protagonista di questa parabola emozionante, piena di risvolti imprevisti”.

Vademecum
Gay Village
Venerdì 8 settembre
entrata libera fino alle 21.00

 

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