Da Venezia a Buenos Aires. Cecilia Alemani racconta come sarà la sua Art Basel Cities

A una settimana dalla nomina di direttore artistico di Art Basel Cities Buenos Aires, la curatrice italiana svela ad Artribune le prime anticipazioni sul progetto di valorizzazione culturale che nel 2018 lancerà la città argentina sulla scena culturale internazionale. Con un primo obiettivo: promuovere gli artisti emergenti locali.

Leggi

Uffizi: raccolti 649mila euro per il restauro delle opere danneggiate dal sisma nelle Marche

Uffizi: raccolti 649mila euro per il restauro delle opere danneggiate dal sisma nelle Marche

Si tratta dei proventi della mostra “Facciamo presto! Marche 2016-2017: tesori salvati, tesori da salvare”. Durante tutto il periodo della mostra, 28 marzo-30 luglio 2017 è stato devoluto 1 euro per ogni biglietto d’ingresso venduto agli Uffizi

FIRENZE – Sono 649mila gli euro raccolti dagli Uffizi da destinare ai restauri delle opere dei Beni Culturali danneggiati dal terremoto nelle Marche. Si tratta dei proventi della mostra dal titolo Facciamo presto! Marche 2016-2017: tesori salvati, tesori da salvare”. Infatti, il 27 marzo scorso, a pochi mesi dal terremoto che ha sconvolto le Marche e il centro Italia, si inaugurava agli Uffizi la bella mostra che, già nel titolo, era un richiamo all’urgenza della risposta in un momento tanto drammatico per il paese, a una solidarietà molto concreta. Era stato quindi deciso che durante tutto il periodo della mostra, 28 marzo-30 luglio 20171 sarebbe stato devoluto 1 euro per ogni biglietto d’ingresso venduto agli Uffizi, da destinarsi alla ricostruzione e all’aiuto delle zone della regione Marche da cui provenivano le opere esposte. 

All’azione di conoscenza e promozione scientifica – far conoscere gli strepitosi tesori che si trovano anche in zone remote e poco conosciute delle Marche al pubblico globale degli Uffizi – si è aggiunto un aiuto tangibile per il recupero e la tutela. 

Ad illustrare il risultato del progetto oggi è stato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, il quale, sottolineando come  il rapporto di Firenze con le Marche venga da lontano, ha commentato: «Le raccolte artistiche fiorentine e la Toscana hanno maturato un grande debito di riconoscenza verso le Marche, a motivo delle importanti collezioni che Vittoria della Rovere, ultima della sua stirpe, recò in dote a Firenze nel 1631. Avendo la possibilità di contraccambiare questo enorme dono di bellezza, contribuendo a restituire ai marchigiani la prospettiva di un rapido recupero di quanto danneggiato dal sisma, non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione. Ci siamo così subito attivati per favorire la raccolta di una somma che potesse andare a colmare i bisogni più immediati nelle zone terremotate. » 

Il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche, Carlo Birrozzi, ha invece sottolineato: «La mostra Facciamo presto! Marche 2016-2017: tesori salvati, tesori da salvare, allestita all’Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi, è stata l’occasione per vedere riunite opere straordinarie provenienti da molti paesi dell’entroterra marchigiano colpito dal sisma e far conoscere ad un vasto pubblico la enorme ricchezza e varietà del patrimonio che questo territorio ancora detiene. È del tutto speciale il radicamento di queste opere nei luoghi di origine e nelle comunità che ancora le detengono e a cui torneranno. Una presa di coscienza importante e necessaria che rafforza la volontà di riavviare la ricostruzione proprio ispirandosi alla loro bellezza e alla volontà di preservare l’unicità di questi contesti. 

Avevamo intuito il successo della mostra per i messaggi che ci sono giunti nel lungo periodo di apertura e per avere organizzato molte visite guidate. Per questo non si può che esprimere la nostra gratitudine al direttore Eike Schmidt e a tutto lo staff delle Gallerie degli Uffizi per l’opportunità che ci hanno offerto. L’ingente somma raccolta testimonia questo successo e ci consentirà di lavorare per la conservazione del patrimonio recuperato e per allestire adeguati depositi in cui le opere potranno essere mantenute fino a che non verranno ricollocate nei loro luoghi di origine. Restauri e nuovi interventi sui depositi verranno concordati con i prestatori e saranno finalizzati alla valorizzazione dell’enorme patrimonio culturale del territorio dei Sibillini.» 

Mentre Gabriele Barucca, curatore della mostra, ora divenuto Soprintendente di Mantova, Lodi e Cremona, ha aggiunto: «L’iniziativa, che ha inteso costituire l’omaggio alle Marche da parte del più importante e prestigioso Museo d’Italia, è stata l’occasione per far conoscere e apprezzare ad un vasto pubblico alcune splendide opere, autentiche gemme del ricchissimo patrimonio d’arte e storia ancora e da sempre conservato nei territori dell’entroterra delle Marche meridionali colpiti dal sisma. La scelta delle opere da esporre aveva anche l’ambizione di ripercorrere sinteticamente, attraverso la presenza di alcune delle testimonianze artistiche più alte e significative, un ideale percorso nella storia dell’Arte di questi territori a partire dal Medioevo fino al XVIII secolo.» 

Leggi

Firenze. Nuova multa del Comune al direttore degli Uffizi Eike Schmidt

Eike Schimdt, Direttore degli Uffizi

Il sindaco Nardella e il direttore Schmidt sono in contatto per risolvere una questione di ordine amministrativo legata alla vicenda degli altoparlanti al piazzale degli Uffizi e hanno dato mandato agli uffici di lavorare per una soluzione

FIRENZE – Una multa salatissima quella ricevuta dal direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, da parte del Comune di Firenze. 2300 euro, questo l’importo che Schmidt dovrebbe pagare, sempre per la famosa faccenda legata agli altoparlanti non autorizzati, attraverso i quali il direttore lo scorso anno aveva diffuso messaggi antibagarinaggio. 

In realtà la multa era stata pagata all’epoca dallo stesso Schmidt che di primo mattino, con al seguito telecamere e fotografi, si era recato alla posta e aveva provveduto a sborsare 295 euro di tasca sua , cifra ribassata rispetto ai 422 originali, perché versata entro 5 giorni dalla notifica. 

Ma, come spiega una nota di Palazzo Vecchio, l’ufficio tributi del Comune adesso ha emesso una nuova sanzione per omesso versamento Cimp, Canone installazione mezzi pubblicitari. La sanzione, oggi arriva  aggravata da more e ricarichi legati al trascorrere del tempo, raggiungendo quindi la cospicua cifra di 2.327 euro, riducibile a 1.953 se pagata entro 60 giorni.

Nel frattempo il sindaco Nardella e Schmidt sono al lavoro per risolvere la questione, hanno dato infatti mandato ai rispettivi uffici legali di lavorare per giungere quanto prima a una soluzione.

Dapprima si era dunque pensato ad un errore amministrativo, ovvero una mancata registrazione del pagamento, tanto che il direttore degli Uffizi vedendosi recapitare la multa era rimasto sorpreso, invece come specificato dal Comune, non si tratta della stessa sanzione ma appunto di una multa aggiuntiva. 

 

Leggi

A Palazzo Pallavicini di Bologna la grande mostra dedicata a Milo Manara

A Palazzo Pallavicini di Bologna la grande mostra dedicata a Milo Manara

Fino al 21 gennaio 2018 una rassegna renderà omaggio all’artista che ha rivoluzionato l’universo dei fumetti con il suo tratto inconfondibile, attraverso un percorso espositivo di circa 130 opere suddiviso in sette sezioni

BOLOGNA – E’ sicuramente tra le più importanti esposizioni, dedicate alla produzione artistica del fumettista Milo Manara, quella che apre il 22 settembre a Bologna nelle sale di Plazzo Pallavicini, con il titolo “Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara”. 

Curata da Claudio Curcio, la rassegna, attraverso 130 opere suddivise in sette sezioni, abbraccia infatti sia la produzione a fumetti, che il lavoro d’illustratore per la stampa, il cinema e la pubblicità: dalle tavole quasi mai viste di “Un Fascio di Bombe” fino all’assoluta anteprima delle tavole del secondo volume dedicato a Caravaggio, ancora non disponibile in libreria. E poi ancora le tavole con il suo alter ego Giuseppe Bergman e i frutti delle collaborazioni con l’amico e maestro Hugo Pratt, con Alejandro Jodorowsky e con Federico Fellini, di cui sono esposti una serie di preziosi disegni autografati dal regista riminese, insieme a degli storyboard e delle indicazioni che lo scrupoloso Fellini mandava al giovane Manara come canovacci per le sue storie. 

Vengono presentati anche alcuni lavori più datati o quasi mai esposti al pubblico, come la serie d’illustrazioni ispirate ai testi di Shakespeare o le tavole realizzate per le celebrazioni del 250° anniversario della nascita di W. A. Mozart. Per la prima volta inoltre sono mostrati gli acquerelli, realizzati nel 2016 per un’asta di beneficenza, con soggetto la mitica Brigitte Bardot. 

Infine, Palazzo Pallavicini presenta anche le recentissime illustrazioni realizzate per il magazine francese LUI, con protagoniste alcune splendide attrici contemporanee e delle illustrazioni personali inedite prodotte per la famiglia. 

La mostra promossa dal gruppo Pallavicini S.r.l in collaborazione con Comicon, resterà aperta fino al 21 gennaio 2018. 

Vademecum

Dal 22 Settembre 2017 al 21 Gennaio 2018
Bologna, Palazzo Pallavicini
Biglietti: intero e 13, ridotto € 10 (dai 6 ai 18 anni compresi, over 65, studenti universitari con tesserino, militari con tesserino). Gratuito: bambini sotto i 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino
Info: info@palazzopallavicini.com
www.palazzopallavicini.com

Leggi

“Loving Vincent”, nei cinema il 16 -17 e 18 ottobre

“Loving Vincent”, nei cinema il 16 -17 e 18 ottobre

Il primo lungometraggio interamente dipinto su tela, vincitore del Premio del Pubblico al Festival d’Annecy, dedicato alla vita e alle opere del pittore olandese

Scritto e diretto da Dorota Kobiela & Hugh Welchman, “Loving Vincent” è il film realizzato elaborando i quadri dipinti del grande pittore. Un team di 125 artisti,  Painting Design Team,  ha impiegato un anno per re-immaginare i quadri di van Gogh come se fossero un film. 94 quadri sono riprodotti in una forma simile a quella originale e più di 31 dipinti sono rappresentati parzialmente. 

Il lungometraggio si ispira agli ultimi scritti di van Gogh e parte proprio dalle parole dell’artista che in un appunto scriveva “Non possiamo che parlare con i nostri dipinti”. La narrazione, fluida e avvincente, ripercorre la travagliata vita del pittore, riportando in vita opere come Caffè di notte, Campo di grano con volo di corvi, Notte stellata, ma anche ritratti e autoritratti. 

Lo spettatore viene ricondotto nell’estate del 1891 in Francia. Qui Armand Roulin, un giovane inconcludente e privo di aspirazioni, riceve da suo padre, il postino Joseph Roulin, una lettera da consegnare a mano a Parigi. Il destinatario è Théo van Gogh, fratello del pittore che si è da poco tolto la vita. Armand non è per nulla felice della missione affidatagli: è imbarazzato dall’amicizia che legava suo padre e Vincent, un pittore straniero che si è tagliato l’orecchio ed è stato internato in un manicomio locale. Ma a Parigi non c’è alcuna traccia di Théo. La ricerca condurrà Armand da Père Tanguy, commerciante di colori, e quindi nel tranquillo villaggio di Auvers-sur-Oise, a un’ora da Parigi, dal medico che si occupò di Vincent nelle sue ultime settimane di vita, il Dottor Paul Gachet. Conosceremo così la locanda dei Ravoux, dove Vincent soggiornò per le ultime dieci settimane e dove il 29 luglio 1890 morì per un proiettile nell’addome. Qui Armand incontrerà anche la figlia del proprietario, Adeline Ravoux, la domestica e la figlia del dottore e -presso il fiume dove Vincent trascorse i suoi giorni- anche il Barcaiolo che lo conobbe.

Le sembianze dei personaggi del film si ispirano a volti noti del mondo del cinema e abbinati ai dipinti che rappresentano. C’èad esempio Douglas Booth nel ruolo di Armand Roulin e  Jerome Flynn che riveste i panni  del Dottor Gachet, mentre l’attore di teatro Robert Gulaczyk riveste il ruolo del protagonista del film, Vincent van Gogh.

Dopo il successo di “Van Gogh Alive – The Experience”, la mostra multimediale più visitata al mondo,  arriva dunque questa emozionante e seducente esperienza visiva dove la tecnologia e l’arte si mescolano segnando una nuova frontiera per la Grande Arte al Cinema

Loving Vincent è distribuito da Nexo Digital in collaborazione con Adler con i media partner Radio DEEJAY, Sky Arte HD e MYmovies.it. 

Leggi

Torna in Italia dagli Stati Uniti un “Ritratto” attribuito a Giorgione

Giorgione, Ritratto di giovane - Particolare

Il dipinto, poco conosciuto, verrà esposto nella imminente mostra a Castelfranco Veneto dal titolo “Le trame di Giorgione” 

TREVISO – Rientra in Italia, direttamente dagli Stati Uniti, un prezioso “Ritratto” attribuito a Giorgione, che sarà inserito nella mostra dal titolo “Le trame di Giorgione” (Castelfranco Veneto, Casa di Giorgione, dal 27 ottobre al 4 marzo).

A darne l’annuncio è la curatrice dell’esposizione, Danila Dal Pos, che spiega: “È patrimonio di una importante collezione veneziana ed è rientrata in Italia dopo essere stata in collezioni francesi e americane. Pur presente e citata in vari vecchi cataloghi e monografie su Giorgione, pochi hanno avuto modo di ammirarla in una mostra”. “Sono convinta che questa mostra possa offrire – sottolinea la curatrice – l’occasione ideale per un confronto tra esperti di Giorgione e dell’arte veneta del primo Cinquecento, per giungere ad un serio approfondimento su questo dipinto che la tradizione attribuisce al Maestro di Castelfranco”.

L’opera 

Il dipinto in questione è un prezioso, piccolo olio (cm. 26,5 x 21,4) su cui, da tempo, gli studiosi si interrogano. Il quesito riguarda naturalmente la reale paternità del “Ritratto di giovane”, soggetto della tavoletta. Giorgione? Un artista della sua cerchia, Tiziano? Nessuno di questi?

A pronunciarsi è Augusto Gentili, uno dei maggiori studiosi di Giorgione, che per la mostra castellana ha esaminato l’opera, riservandole un particolare e curioso saggio in catalogo: potrebbe trattarsi di un lavoro giovanile di Giorgione, diremmo oggi di un Giorgione ancora alla ricerca della sua strada.

Andando a ritroso nella storia di questo prezioso dipinto, Gentili risale agli anni’ 30 del secolo scorso, quando il “Ritratto” era presente in una importante collezione privata parigina. Già allora gli esperti si interrogavano su chi ne fosse l’autore e il nome di Giorgione venne più volte avanzato. Retrocesso a prodotto “di cerchia” nelle monografie giorgionesche di Richter (1937) e Morassi (1942), il ritratto è infine esposto a Venezia alla mostra “Giorgione e i giorgioneschi” nel 1955. 

In catalogo, il curatore Zampetti ricorda i precedenti, pubblica una riproduzione – peraltro assai poco leggibile – dopo “il recente restauro” (affermando che questo “ha molto avvantaggiato la possibilità di riconoscere le buone qualità del dipinto”) e informa che la tavoletta è ormai in collezione privata a New York. Il tutto senza sbilanciarsi nel giudizio e nell’attribuzione. 

“Quel che viene dopo – sottolinea Gentili – è ripetizione del già detto o già scritto, o memoria della mostra veneziana: anche perché a questo punto il Ritratto si eclissa per quasi mezzo secolo prima di ricomparire a sorpresa in laguna”.

Gentili si spinge ad affermare che “l’incerto e spaurito ritratto potrebbe essere di Giorgione sui primissimi anni del Cinquecento: del Giorgione sperimentale, inventivo e innovativo di testa, ma ancora incerto e spaurito di mano, che qualsiasi catalogo dei possibili esordi accredita di una decina di opere drammaticamente diverse l’una dall’altra, e nessuna sicura più dell’altra”

In conclusione si tratterebbe dunque dell’opera di un giovane Giorgione, teso a sperimentare e risperimentare per trovare la sua cifra stilistica: siamo probabilmente di fronte al punto di partenza di un percorso che avrà come traguardo il “Ritratto Giustinian” di Berlino.

Spiega ancora Danila Dal Pos: “Certezze assolute non ce ne sono ancora ma quest’opera si colloca a livelli molto alti e poterla finalmente ammirare da vicino, come si potrà fare in Casa di Giorgione, è un’occasione da non perdere”. 

Leggi