Ultimi giorni per diventare artisti residenti ospitati a Torino

Ultimi giorni per diventare artisti residenti ospitati a Torino

Entro il 9 settembre si accettano le candidature per accedere al bando dedicato alla ricerca di artisti under 35 da accogliere in residenza presso la Fondazione Spinola Banna di Torino

La Fondazione Spinola Banna per l’Arte e la GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, forti degli ottimi risultati raggiunti nella passata edizione, danno continuità all’annunciato progetto di collaborazione triennale.

Nell’ambito della programmazione 2017/18 propongono il bando per il programma annuale con residenza dedicato ad artisti under 35 attivi sul territorio nazionale.

Il progetto conferma la collaborazione tra due eccellenze culturali del territorio piemontese, un’istituzione pubblica e una privata. GAM e Fondazione Spinola si offriranno come luoghi di scambio d’idee, ma anche di sperimentazioni e verifiche che troveranno espressione in workshop, esposizioni, conferenze, performance, e in una pubblicazione finale.

Si intende consolidare così la nuova forma di residenza dedicato a giovani artisti, inauguratasi lo scorso anno con il progetto Atlante Energetico di Elena Mazzi, primo artista tutor.

Attraverso un progetto condiviso, ogni anno il tema sarà proposto da un artista, individuato da entrambe le istituzioni in qualità di tutor. Il tema sarà scelto nell’ambito di interessi legati all’energia. L’artista è invitato a tracciare le linee guida e un piano di lavoro da svolgersi tra l’autunno e la primavera successiva, in entrambe le sedi.

Il workshop con residenza presso la Fondazione Spinola Banna sarà suddiviso in 3 momenti: il primo destinato alla ricerca e all’analisi del tema proposto, con l’intervento di esperti internazionali, il secondo mirato alla verifica dei progetti elaborati dai partecipanti e l’ultimo dedicato all’esposizione di quanto realizzato.

I 5 artisti selezionati saranno coinvolti nel programma di ricerca tracciato dai tutor che terminerà con un momento espositivo e insieme di verifica del percorso svolto, grazie all’allestimento di una mostra presso la Fondazione Spinola Banna e una serie di eventi pubblici in GAM. Dall’autunno alla fine della primavera gli artisti selezionati avranno occasione di confrontarsi con esperti e studiosi di diverse discipline.

Il numero dei partecipanti invitati è molto ristretto (max 5) e ha l’obiettivo di fondare una comunicazione profonda tra i tutor e i partecipanti, tramite la discussione e il confronto sulle teorie e sulle tecniche, in piena corrispondenza con la vocazione partecipativa e relazionale del progetto.

Il comitato di selezione che seguirà ogni fase del programma è composto da Gianluca Spinola – Presidente Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Carolyn Christov-Bakargiev – Direttore Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Francesca Doro, Segreteria organizzativa Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Elena Volpato, conservatore e curatore GAM, Anna Musini, curatore indipendente.

Per l’anno 2017/18 gli artisti tutor invitati sono Raffaella Spagna e Andrea Caretto con il progetto dal titolo IperPianalto.

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Caretto & Spagna foto Michele Alberto Sereni

Andrea Caretto (Torino, 1970, laurea in Scienze Naturali) e Raffaella Spagna (Rivoli, 1967, laurea in architettura) concepiscono l’arte come una forma di ricerca, un modo libero di investigare le dimensioni multiple della realtà: caratteri formali e qualitativi della materia, ma anche aspetti fisici quantitativi, questioni filosofiche e sociali, sviluppando processi che evolvono nel lungo periodo. Siano esse installazioni, azioni collettive, perfomances o sculture, i loro lavori sono sempre il risultato di un “processo relazionale”, nel senso che emergono dalla complessa rete di relazioni che gli autori stabiliscono con differenti elementi (organici, inorganici, viventi, ecc.) dell’ambiente in cui operano. Negli ultimi anni la loro ricerca si è fondata sull’idea che la forma delle cose (opere d’arte comprese) possa essere intesa come una manifestazione di forze incorporate, espressione di un “campo relazionale”, con il quale, come artisti, essi intendono confrontarsi. Collaborano stabilmente dal 2002 esponendo in istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero

Sono tra i fondatori dell’associazione di artisti “Diogene” di Torino e collaborano con il centro di ricerca IRIS (Istituto di Ricerche Interdisciplinari sulla Sostenibilità). www.esculenta.org

Scarica il progetto IperPianalto

PROGRAMMA

Dal 18 al 25 ottobre 2017 WORKSHOP con residenza (Prima sezione) presso Fondazione Spinola

Marzo / aprile 2018 WORKSHOP con residenza (Seconda sezione) presso Fondazione Spinola

Sabato 9 giugno 2018 Inaugurazione mostra e presentazione pubblicazione conclusiva

Da novembre 2017 a maggio 2018 è prevista presso la GAM una serie di incontri, conferenze, performance dedicati al tema del progetto.

Al di fuori dei periodi programmati di residenza, i partecipanti saranno invitati a lavorare autonomamente, ospitati per alcuni periodi e previa organizzazione, presso la Fondazione Spinola Banna al fine di impostare e sviluppare le attività di ricerca sul territorio entrando in relazione con realtà e associazioni locali.

CANDIDATURE

Per partecipare al presente bando, si richiede di inviare una documentazione cartacea o digitale composta da:

–       un curriculum aggiornato;

–       una selezione di massimo 10 lavori;

–       un artistic statement;

–       una lettera di motivazione.

Tale documentazione dovrà essere inoltrata entro e non oltre il 9 settembre 2017, pena la non considerazione della stessa, al seguente indirizzo e-mail o indirizzo postale:

mail: gamspinola@fondazionetorinomusei.it

indirizzo postale (indicando sulla busta “Candidatura Bando”): GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea – Via Magenta 31, 10128 Torino

Per la partecipazione al bando è necessaria una buona conoscenza della lingua inglese scritta e parlata e la massima serietà.

La candidatura al progetto è gratuita.

I partecipanti saranno valutati dal Comitato di Selezione, che individuerà cinque artisti.

A ciascuno dei cinque artisti selezionati viene richiesta una quota di compartecipazione pari a € 200.

Gli artisti selezionati saranno ospiti (per vitto e alloggio) nell’edificio rurale della tenuta, che è stato convertito in uno spazio polifunzionale che contiene camere e studi messi a disposizione degli artisti residenti.

A ciascuno dei cinque artisti selezionati verrà riconosciuto a titolo di rimborso spese (viaggi e produzione opere) un importo massimo di € 2.000.

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Shirin Neshat e le donne musulmane

Quando già era una star sulla scena internazionale dell’arte contemporanea per le sue foto di donne musulmane sensuali e armate,  Shirin Neshat vinse il leone d’argento al Festival di Venezia nel 2009 con il suo unico (fino ad ora) lungometraggio Women without Men.

L’artista e regista, che  è nata in Iran ma cresciuta in occidente,  ci parla in questa intervista in esclusiva per il nostro portale della sua fascinazione per le donne musulmane e le loro battaglie, spesso soggetti delle sue opere, che siano ritratti fotografici o video.

Si ringrazia la Barbara Gladstone Gallery per la collaborazione

 

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Urs Fischer a Firenze: rivoluzione contemporanea a piazza della Signoria

Urs Fischer a Firenze: rivoluzione contemporanea a piazza della Signoria

“In Florence” prevede l’esposizione di una grande scultura metallica alta 12 metri e di due statue in cera, che rappresentano il curatore Bonami e Fabrizio Moretti del BIAF, che si scioglieranno in un mese

FIRENZE – Ancora una volta Urs Fischer rischia di provocare e di lasciare interdetta l’intera Firenze, con il progetto espositivo che dal 22 settembre, diventerà protagonista nel cuore della città medicea, in quella piazza della Signoria centro nevralgico della vita cittadina antica e moderna. Una grande scultura, Big Clay #4, realizzata in metallo e alta circa 12 metri, campeggerà al centro della piazza mentre, mentre per completare il progetto, due statue in cera, che rappresentano il curatore Francesco Bonami e il Segretario Generale BIAF Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze Fabrizio Moretti, si scioglieranno lentamente durante tutta la durata della mostra simboleggiando la finitezza umana e la durevolezza dell’arte. Lo scioglimento, secondo le previsioni, durerà circa un mese. 

A due anni di distanza, Piazza Signoria ospita nuovamente In Florence, un grande evento di arte contemporanea ideato da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti, promosso dal Comune di Firenze e organizzato in concomitanza con la Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze, giunta alla sua XXX edizione. Dopo la celebre star Jeff Koons, ospite di Firenze nel 2015, il protagonista assoluto della seconda edizione di In Florence sarà la volta dello svizzero Urs Fischer, tra i grandi artisti del panorama mondiale. Il progetto – a cura di Francesco Bonami – consiste, come di rito, nella presentazione di un’opera monumentale all’interno di quello straordinario museo della scultura a cielo aperto che è Piazza Signoria, in un contrasto quantomeno provocante tra antico e contemporaneo. L’organizzazione dell’evento è seguita dall’Associazione Mus.e.

“Negli ultimi anni – commenta il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, “ci siamo cimentati in mostre internazionali pensate per la nostra città dai grandi artisti del mondo, creando cortocircuiti ed esperienze dialettiche anche spiazzanti tra antico e contemporaneo, tra linguaggi e stili, tecniche e materiali, con l’intento di incuriosire e restituire un poco di vitalità allo sguardo, molte volte disabituato a scoprire il nuovo perfino nell’antico.  Dobbiamo sfidare i pregiudizi e le ideologie di comodo, godiamoci con stupore e sorpresa le opere di Urs Fischer, artista neo-rinascimentale. Una grande occasione per continuare con coraggio e determinazione nel percorso intrapreso due anni fa assieme alla Biennale Internazionale dell’Antiquariato. Siamo pronti ad accogliere l’energia poetica di questo straordinario artista, assieme alle emozioni e discussioni che le sue invenzioni provocheranno. Firenze ormai si è aperta al contemporaneo, è un laboratorio e non vuole ridursi a essere una bella vetrina, una città museificata. Vogliamo essere  protagonisti del presente per non ridurre l’aureo rinascimento a un fossile del passato”.

 “Guardiamo bene le opere di Urs Fischer” – è l’invito di Sergio Risaliti – “andiamo oltre il loro primo impatto clamoroso. Esistono nessi sottili e collegamenti con il passato più glorioso, con il familiare e il quotidiano, con i primi gesti artistici o infantili, con il senso dell’arte e quello della nostra effimera esistenza che le rende assolutamente struggenti e travolgenti ad un tempo. Fischer è uno svizzero visionario, romantico, ironico, colto e popolare. Combina il monumentale con il ludico, il totemico con il  burlesco. Perfetto per quel teatro dell’arte e della politica che è Piazza Signoria.”

Felice dell’operazione il Segretario Generale BIAF, Fabrizio Moretti: “portare Fisher a Firenze per me è una grandissima soddisfazione: artista di cui ho amato sempre il lavoro per la spiccata genialità. Ricordiamoci che l’artista svizzero, è una delle poche star nel panorama dell’arte di oggi! Sono fortunato a collaborare con un Sindaco illuminato, che ama confrontarsi con il contemporaneo e quindi rischiare.”

 

Vademecum

IN FLORENCE 
URS FISCHER
 Piazza Signoria
22 Settembre 2017 – 21 gennaio 2018
Promossa dal Comune di Firenze
e Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze
Ideazione del progetto e direzione artistica
Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti
Mostra a cura di Francesco Bonami
Organizzazione Mus.e

  

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“I colori del mio paesaggio interiore”

Delia Pizzuti racconta la sua mostra “Colore” inaugurata alla Società Geografica Italiana a Villa Celimontana

ROMA – Una mostra per un artista è sempre un evento importante e delicato. Esporre il proprio lavoro, del resto, è comunque esporre un po’ sé stessi, o quanto meno ciò che si è stati fino a quel momento. È uno svelarsi agli altri e questo, in un certo senso, rende fragili perché appunto esposti, ma anche forti, poiché si fa presente al mondo la propria volontà di affermare, attraverso le opere, il proprio esistere, la percezione che si ha del mondo e l’approccio con le cose esterne.

Ieri, presso la sede della Società Geografica Italiana, immersa nel meraviglioso parco di Villa Celimontana a Roma, è stata inaugurata “Colore”, mia personale di pittura. Oggi racconto ai lettori di ArteMagazine, l’evento e sulla genesi delle opere protagoniste.

“Colore” è un progetto sensibile all’insieme dei miei studi e interessi, nato per questo dalla sinergia tra geografia paesaggistica e pittura.

Ogni tela di “Colore” ha su di sé i segni del mio rapporto con il paesaggio, relazione sia privata che sociale, dal momento che lo stesso paesaggio è una costruzione culturale, così come lo è in parte la percezione che se ne ha.

Quest’ultima, infine, è fortemente legata al colore quale elemento disvelatore del paesaggio stesso.

Entrare con questi lavori nella Biblioteca della Società Geografica, esporre e inaugurare qui,  è qualcosa che sento particolarmente coerente con l’intero progetto e con il percorso che ne è a monte.  Percorso che è  stato compreso dal curatore della mostra Francesco Gallo Mazzeo e dall’Associazione Culturale MetaMorfosi, che ha patrocinato l’evento.

La mostra, parte del progetto così elaborato, è stata quindi accolta dalla Società Geografica.

L’inaugurazione è stata occasione, per diversi partecipanti, di conoscere per la prima volta la realtà della Società Geografica e dell’immenso sapere di cui è custode la Biblioteca, lo stesso che, insieme a quello artistico, ha dato vita ai lavori esposti.

Opere dove, il Presidente  di MetaMorfosi, Pietro Folena, discorrendo durante il vernissage, ha affermato di cogliere la peculiarità del concetto di mappa, unita a una dimensione quasi sacra relativa alle tele, evocative di antichi stendardi.

Ogni tela in effetti è stata pensata come testimonianza di un momento in divenire. Le opere sono intese come supporti di segni, tracce di un passaggio, di un esserci che si muove verso il gesto successivo, portando con sé  l’entità di ciò che è appena stato. Così, passo dopo passo, si compone un disegno identitario mai uguale, mutevole ma fedele al proprio essere. Figurazione di identità che è sempre collettiva e che, come tale, porta con sé la complessità del cammino umano, fatto di sogni, speranze e sapere, tanto forte e tanto importante da poter essere esso stesso sacro.

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“I colori del mio paesaggio interiore”

Delia Pizzuti racconta la sua mostra “Colore” inaugurata alla Società Geografica Italiana a Villa Celimontana

ROMA – Una mostra per un artista è sempre un evento importante e delicato. Esporre il proprio lavoro, del resto, è comunque esporre un po’ sé stessi, o quanto meno ciò che si è stati fino a quel momento. È uno svelarsi agli altri e questo, in un certo senso, rende fragili perché appunto esposti, ma anche forti, poiché si fa presente al mondo la propria volontà di affermare, attraverso le opere, il proprio esistere, la percezione che si ha del mondo e l’approccio con le cose esterne.

Ieri, presso la sede della Società Geografica Italiana, immersa nel meraviglioso parco di Villa Celimontana a Roma, è stata inaugurata “Colore”, mia personale di pittura. Oggi racconto ai lettori di ArteMagazine, l’evento e sulla genesi delle opere protagoniste.

“Colore” è un progetto sensibile all’insieme dei miei studi e interessi, nato per questo dalla sinergia tra geografia paesaggistica e pittura.

Ogni tela di “Colore” ha su di sé i segni del mio rapporto con il paesaggio, relazione sia privata che sociale, dal momento che lo stesso paesaggio è una costruzione culturale, così come lo è in parte la percezione che se ne ha.

Quest’ultima, infine, è fortemente legata al colore quale elemento disvelatore del paesaggio stesso.

Entrare con questi lavori nella Biblioteca della Società Geografica, esporre e inaugurare qui,  è qualcosa che sento particolarmente coerente con l’intero progetto e con il percorso che ne è a monte.  Percorso che è  stato compreso dal curatore della mostra Francesco Gallo Mazzeo e dall’Associazione Culturale MetaMorfosi, che ha patrocinato l’evento.

La mostra, parte del progetto così elaborato, è stata quindi accolta dalla Società Geografica.

L’inaugurazione è stata occasione, per diversi partecipanti, di conoscere per la prima volta la realtà della Società Geografica e dell’immenso sapere di cui è custode la Biblioteca, lo stesso che, insieme a quello artistico, ha dato vita ai lavori esposti.

Opere dove, il Presidente  di MetaMorfosi, Pietro Folena, discorrendo durante il vernissage, ha affermato di cogliere la peculiarità del concetto di mappa, unita a una dimensione quasi sacra relativa alle tele, evocative di antichi stendardi.

Ogni tela in effetti è stata pensata come testimonianza di un momento in divenire. Le opere sono intese come supporti di segni, tracce di un passaggio, di un esserci che si muove verso il gesto successivo, portando con sé  l’entità di ciò che è appena stato. Così, passo dopo passo, si compone un disegno identitario mai uguale, mutevole ma fedele al proprio essere. Figurazione di identità che è sempre collettiva e che, come tale, porta con sé la complessità del cammino umano, fatto di sogni, speranze e sapere, tanto forte e tanto importante da poter essere esso stesso sacro.

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Picasso, la sua Italia in cento opere

Picasso.

Anticipazioni: in arrivo alle Scuderie del Qurinale, “Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925” che, con l’esposizione di oltre cento opere, racconta le influenze che l’arte italiana esercitò sull’artista spagnolo grazie al suo viaggio nel Bel Paese

ROMA – Otto settimanein in compagnia di Cocteau e Stravinsky al seguito della compagnia dei Balletti Russi di Sergej Djaghilev, alla scoperta dell’arte italiana. E Picasso (1881-1973) non sarebbe mai più stato lo stesso.

Parte da quelle otto settimane in giro per l’italia “Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925”  alle Scuderie del Quirinale di Roma dal 22 settembre 2017 al 21 gennaio 2018, per raccontare una storia unica: quella delle influenze che la storia dell’arte antica, greca e romana ma anche etrusca, e poi il Rinascimento e, infine, la stessa Pompei, esercitarono sull’artista, e che caratterizzarono fortemente la sua successiva produzione. Arrivate dal Centre Pompidou di Parigi, dal Museum Berggruen di Berlino, dalla Fundació Museu Picasso di Barcellona, dal Guggenheim, dal Metropolitan Museum di New York e dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma, le cento opere in mostra.approfondiranno la produzione di Picasso subito dopo il viaggio Italia. 

Tra le opere più significative, selezionate dal curatore Olivier Berggruen, i grandi capolavori Ritratto di Olga in poltrona, Ritratto di i Paul, il loro figlio, vestito da Arlecchino; la natura morta Chitarra, bottiglia, frutta, piatto e bicchiere su tavola; Il Flauto di Pan e le Due donne che corrono sulla spiaggia. Straordinaria l’esposizione prevista del gigantesco sipario realizzato per il balletto Parade; una grandissima tela 10×16, di solito conservata al Centre Pompidou e giù esposta nel ’98 in una retrospettiva dedicata a Picasso da Palazzo Grassi a Venezia, che sarà eccezionalmente a Palazzo Barberini.

La mostra delle Scuderie rientra nel progetto Picasso-Mediterranée avviato nel 2015 dal Musée Picasso di Parigi e dal suo presidente Laurent Le Bon.

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ROMA – Otto settimanein in compagnia di Cocteau e Stravinsky al seguito della compagnia dei Balletti Russi di Sergej Djaghilev, alla scoperta dell’arte italiana. E Picasso (1881-1973) non sarebbe mai più stato lo stesso.

Parte da quelle otto settimane in giro per l’italia “Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925”  alle Scuderie del Quirinale di Roma dal 22 settembre 2017 al 21 gennaio 2018, per raccontare una storia unica: quella delle influenze che la storia dell’arte antica, greca e romana ma anche etrusca, e poi il Rinascimento e, infine, la stessa Pompei, esercitarono sull’artista, e che caratterizzarono fortemente la sua successiva produzione. Arrivate dal Centre Pompidou di Parigi, dal Museum Berggruen di Berlino, dalla Fundació Museu Picasso di Barcellona, dal Guggenheim, dal Metropolitan Museum di New York e dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma, le cento opere in mostra.approfondiranno la produzione di Picasso subito dopo il viaggio Italia. 

Tra le opere più significative, selezionate dal curatore Olivier Berggruen, i grandi capolavori Ritratto di Olga in poltrona, Ritratto di i Paul, il loro figlio, vestito da Arlecchino; la natura morta Chitarra, bottiglia, frutta, piatto e bicchiere su tavola; Il Flauto di Pan e le Due donne che corrono sulla spiaggia. Straordinaria l’esposizione prevista del gigantesco sipario realizzato per il balletto Parade; una grandissima tela 10×16, di solito conservata al Centre Pompidou e giù esposta nel ’98 in una retrospettiva dedicata a Picasso da Palazzo Grassi a Venezia, che sarà eccezionalmente a Palazzo Barberini.

La mostra delle Scuderie rientra nel progetto Picasso-Mediterranée avviato nel 2015 dal Musée Picasso di Parigi e dal suo presidente Laurent Le Bon.

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