Paul Klee in mostra al Beyeler Museum di Basilea

Paul Klee, Segno in giallo, 1937, 210 (U 10). Pastello su cotone e pasta colorata su tela, 83,5 x 50,3 cm. Fondation Beyeler, Riehen / Basilea, Beyeler

Dal 1 ottobre al 27 gennaio 2018 una retrospettiva che presenta al pubblico un nucleo di circa 100 creazioni astratte dell’artista svizzero, riunendo preziosi prestiti da numerose istituzioni e collezioni private d’Europa e altrove

BASILEA – Nella prima metà del XXesimo secolo, la rinuncia al figurativo e lo sviluppo dell’arte astratta divengono tema primario per molti artisti europei. Tra questi l’artista svizzero Paul Klee, a cui il Beyeler Museum di Basilea dedica una mostra in forma retrospettiva incentrata appunto sulle sue creazioni astratte.

La produzione artistica di Klee, ricca di quasi 10.000 lavori, offre infatti alcuni esempi assolutamente appassionanti – composizioni di gioventù come anche opere tardive – di elaborazione di universi iconografici astratti e processi di astrazioni pittoriche. 

D’altra parte è lo stesso Klee ad affermare in uno scritto del 1914: “Io sono astratto con qualche ricordo”. Egli non fa distinzione tra opere astratte e figurative, come le immagini figurative hanno sempre nella sua pittura un significato simbolico e non imitativo, anche le opere astratte nascono spontaneamente dal ricordo della realtà. 

Gli aspetti essenziali di opere non figurative di Klee assumono dunque una importanza capitale in tutta la sua creazione: natura, architettura, musica e segni grafici.

La mostra di Basilea ospita circa un centinaio di opere dell’artista svizzero, a partire dal 1913. L’esposizione riunisce preziosi prestiti importanti di numerose istituzioni e collezioni private d’Europa e altrove. In mostra anche lavori solitamente poco esposti che permetteranno di scoprire Klee sotto una nuova luce. 

Klee, insieme a Picasso è l’artista più rappresentato nella Collezione Beyeler. Il fondatore del museo, Ernst Beyeler, ha sostenuto in molteplici modi l’opera di Paul Klee. La passione del collezionista si focalizzava principalmente sull’opera tardiva di Klee, che apprezzava particolarmente per “la sua qualità cromatica e la sua forza espressiva”.

Vademecum

Dal 01 Ottobre 2017 al 21 Gennaio 2018
Fondation Beyeler,
Baselstrasse 101 – CH-4125 Basilea
Info: gatmata@libero.it
www.fondationbeyeler.ch

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Con la sua Biennale Caserta promuove l’arte contemporanea

Caserta, Belvedere San Leucio

La Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio 2017, che si terrà in Campania tra il 1 e il 21 ottobre 2017,  vanta un programma esclusivo e ricco che coinvolge i più importanti esponenti del panorama artistico e culturale

CASERTA – Un evento internazionale in terra Campana con lo scopo di promuovere l’arte contemporanea. E’ questa la Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio 2017 che, a partire dal 1 ottobre, viene ospitata in due importanti poli culturali e turistici: il complesso del Belvedere di San Leucio, sito UNESCO, e il Quartiere Militare Borbonico di Casagiove, che ospiterà gli eventi collaterali. 

La rassegna internazionale è curata da Gianpaolo Coronas ed è organizzata dall’associazione di promozione sociale WebClub, in collaborazione con le città di Caserta e Casagiove. 

Sono 500 le opere ammesse nelle sezioni pitturascultura – design – installazionifotografia – grafica digitalevideo-art e arte ecosostenibile. Gli eventi riguarderanno non solo le arti visive ma anche teatro e musica.

Il comitato scientifico è composto da direttori museali, docenti universitari, critici, galleristi e promotori dell’arte contemporanea e saranno circa 20.000 i visitatori attesi. Spiega infatti  Domenico Luise di WebClub: “Siamo certi di aver coinvolto attraverso le attività collaterali, appassionati e non, e pertanto ci aspettiamo una larga partecipazione”.

Per il sindaco di Caserta Carlo Marino: “Coniugare quello che è il nostro grande Unesco, quindi la storia, l’arte con quello che è il futuro dell’arte, ovvero l’arte contemporanea e i grandi artisti, penso sia la prospettiva su cui dobbiamo lavorare. Per portare economia al nostro territorio e crescita sociale c’è bisogno di puntare su grandi eventi, grandi artisti, grande turismo e soprattutto occasioni per le nuove generazioni”

La manifestazione si concluderà il 21 ottobre.

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Zeitz Mocaa: il nuovo museo per l’arte contemporanea africana

Città del Capo (Sudafrica). Il 22 settembre si inaugura a Città del Capo lo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Mocaa), le cui premesse e ambizioni potrebbero renderlo il nuovo punto di riferimento continentale per l’arte contemporanea. A patto di non ripetere gli errori compiuti da molti musei privati, diventati poco più del salotto di casa dove mettere in bella mostra le opere dei proprietari. Il primo passo sarà quindi la necessità di smarcarsi subito dal suo fondatore, il tedesco Jochen Zeitz, collezionista ed ex amministratore delegato della Puma, per segnare un punto di svolta nel panorama artistico locale e proiettare a livello globale i più interessanti nomi africani.«Per troppo tempo la narrazione dell’Africa è stata appannaggio di gente che non viveva qui, rileva Mark Coetzee, direttore e capocuratore del neonato Mocaa. Ora vogliamo provarci noi». Il focus sarà sugli artisti africani, sulla loro diaspora e su elementi quali la multimedialità, i costumi, l’arte performativa e le piattaforme digitali.L’edificio in cui sorge il Mocaa è di proprietà di V&A Waterfront, la società che possiede l’area del porto della capitale sudafricana, che ne ha affidato la trasformazione da granaio a museo all’architetto britannico Thomas Heatherwick: costo dell’operazione 32,3 milioni di euro.I 9.500 metri quadrati della struttura sono distribuiti su 9 piani, ai quali si accede da un imponente atrio che Heatherwick ha realizzato a forma di chicco di mais nei silos di cemento dove un tempo si immagazzinava il grano.I nuclei della collezione sono due: le opere di arte africana di Zeitz e quelle di proprietà del Mocaa, mentre una delle mostre inaugurali, tutte dedicate ad artisti africani, è dedicata a Edson Chagas (Angola), fotografo premiato con il Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 2013 per il miglior padiglione nazionale.

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Hartung, maestro dell` astrattismo, in mostra a Perugia

La Galleria Nazionale dell’ Umbria di Perugia ospita fino al 7 gennaio 2018 una mostra che celebra Hans Hartung, una delle figure di spicco dell’ astrattismo europeo. 

La rassegna, organizzata in collaborazione con la Fondation Hartung-Bergman di Antibes, presenta 16 opere di grandi dimensioni articolate in scomparti – come i polittici della Galleria Nazionale dell’Umbria – definiti Polyptiques dall’artista stesso e accompagnate da 40 lavori su carta. Le grandi opere, realizzate tra 1961 e 1988 (sei delle quali mai esposte prima), sono a Perugia mostrate per la prima volta tutte assieme come serie. 
La serie dei polyptiques – spesso così identificati dallo stesso Hartung sul retro delle opere, nonostante non si tratti di titoli veri e propri – nasce agli inizi degli anni Sessanta, quando l’artista prende a dipingere direttamente sulla tela senza prima concepire l’opera su carta, sperimenta nuove tecniche, dilata i formati, giungendo nell’ultimo periodo, costretto sulla sedia a rotelle, a realizzare i propri dipinti con l’aerografo.
L’iniziativa si propone anche di ripercorrere lo stretto legame di Hartung con l’Italia, risalente già alla prima metà del secolo quando in occasione del viaggio del 1926, oltre a visitare città simbolo come Venezia e Firenze, si lasciò affascinare dai paesaggi siciliani, in particolare dallo spettacolo naturale dell’Etna e dai templi della Magna Grecia.

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A Cape Town inaugura lo Zeitz Museum. Intervista al fondatore

A Cape Town è cominciata la settimana di inaugurazione del più grande museo d’arte contemporanea mai realizzato in Africa. A nove anni dal lancio del progetto, dopo investimenti privati per 32 milioni di euro, 80 gallerie ripartite su nove piani e 24.000 biglietti già venduti per l’opening, il pubblico entrerà il 22 settembre.

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