Apre Cascina Maria, il nuovo spazio di Nicoletta Rusconi a Novara. Le immagini dei tre progetti

In provincia di Novara, a qualche chilometro da Borgoticino, l’ex residenza di Nicoletta Rusconi si trasforma, come già annunciato ad agosto da Artribune, in un nuovo spazio espositivo. Due edifici ristrutturati e un enorme giardino ospitano tre diversi appuntamenti, visitabili fino al 16 novembre. Siamo andati anche noi: ecco le immagini.

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Milano. Viasaterna ospita Milan Unit. Un’opera aperta di Ramak Fazel

Milano. Viasaterna ospita Milan Unit. Un’opera aperta di Ramak Fazel

La mostra, della durata di un anno, presenta l’intero archivio realizzato dall’artista iraniano tra il 1994 e il 2009. L’esposizione proseguirà con una project room e una serie di incontri di approfondimento

MILANO – Da mercoledì 20 settembre, per un interno anno, fino a venerdì 14 settembre 2018, Viasaterna presenta Milan Unit, l’archivio fatto di stampe, negativi, originali e personal ephemera, che l’artista iraniano Ramak Fazel ha costruito e assemblato lungo un arco temporale che va dal 1994, anno in cui si è trasferito a Milano, sino al 2009 quando ha fatto ritorno negli Stati Uniti.

Come ha spiegato lo stesso Fazel, l’archivio non è solo la somma dei suoi contenuti, ma qualcosa di più articolato e complesso. Si tratta di una raccolta multiforme di materiali in cui l’esperienza professionale dell’artista ha finito per mescolarsi a tutta una serie di documenti, oggetti e collezioni appartenenti alla sua vita privata, dando vita ad un racconto che è sì unitario e personale, ma anche al tempo stesso estremamente espanso, frammentato, capace di includere approcci e toni estremamente diversi tra loro.

Nato a cavallo del Duemila, negli anni di spartiacque che hanno segnato il passaggio dall’analogico al digitale, Milan Unit rappresenta un tentativo di rispondere alla crisi di senso, offrendosi quale “survival strategy” rispetto al progressivo avvento del digitale ed alla conseguente smaterializzazione dei corpi, a favore del virtuale.

Niente in Milan Unit sembra essere stato affidato al caso. Al tempo sì, ma non al caso. Esistono un ordine e una regola, sistematicamente applicati. Uno schema di etichette, colori e parole chiave che da una parte funzionano come cardini per una strategia di orientamento, categorie pre-individuali messe a disposizione di chi guarda ed è chiamato a farsi parte attiva del progetto, e dall’altra sembrano ricostruire gli stessi processi di pensiero che hanno guidato l’attività di catalogazione e conservazione di Fazel.

Da qui Milan Unit come opera aperta e da-aprire, con la volontà di riattivare un rapporto tra soggetto e oggetto che sia partecipato ed anche partecipativo, con la consapevolezza che “di fronte a un’immagine, infine, dobbiamo riconoscere con umiltà che essa probabilmente ci sopravvivrà, che siamo noi l’elemento fragile, passeggero, e che è l’immagine l’elemento futuro, l’elemento della durata. L’immagine ha spesso più memoria e più avvenire di colui che la guarda”

Vademecum

Milan Unit
Un’opera aperta di Ramak Fazel
Da mercoledì 20 settembre 2017 a venerdì 14 Settembre 2018
Inaugurazione: martedì 19 settembre 2017, dalle 18.00 alle 21.00
Un anno di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 12 alle 19. Mattine e sabato su appuntamento.
Dove: VIASATERNA, Via Giacomo Leopardi 32, Milano, 02.36725378
www.viasaterna.com

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Il video è partecipazione. Intervista a ZaLab

Il 21 e 22 settembre si terrà a Sarajevo un’importante conferenza di cui Artribune sarà media partner. Si parlerà del ruolo dei nuovi media e dell’uso responsabile delle informazioni che ci arrivano attraverso di essi. ZaLab, collettivo italiano impegnato nel video partecipativo, verrà premiato in quei giorni dell’Evens Prize for Media Education 2017. Prima di partire per Sarajevo abbiamo incontrato Michele Aiello, tra i soci del collettivo, per parlare del premio e delle attività dell’associazione.

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Roma. Successo della mostra “Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento”

Giorgio da Castelfranco detto Giorgione (Castelfranco Veneto, 1477 c. – Venezia, 1510) Due amici 1502 c. Olio su tela, cm 77 x 66,5 Roma, Museo di Palazzo Venezia

Un progetto complesso e ambizioso, che ha coinvolto due sedi espositive, Palazzo Venezia e Castel  Sant’Angelo ed è stato al centro della grande iniziativa del Polo Museale del Lazio, Art City estate 2017

ROMA – Domenica 17 settembre si è chiusa con successo di pubblico e critica la mostraLabirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento”, che ha coinvolto le due sedi espositive diPalazzo Venezia e Castel Sant’Angelo a Roma

Sono stati 273.205 i visitatori di questa ambiziosa esposizione a cura di Enrico Maria Dal Pozzolo, fra i massimi specialisti di pittura veneta fra l’età rinascimentale e barocca, con una media giornaliera di 3.177 presenze. 

La mostra, promossa e organizzata dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, è stata costruita intorno ad un capolavoro di Giorgione, i due amici, un doppio ritratto ormai da tempo considerato da gran parte della critica come uno dei capisaldi del maestro di Castelfranco, ma ancora poco noto rispetto alla sua straordinaria rilevanza, come punto di svolta epocale nella ritrattistica italiana del primo Cinquecento.  Il percorso espositivo comprendeva  complessivamente 45 dipinti, 27 sculture, 36 libri a stampa e manoscritti, oltre a numerosi altri oggetti, stampe e disegni.

La mostra ha raggiunto pienamente il suo obiettivo, valorizzare un Capolavoro delle collezioni di Palazzo Venezia e il sito nel suo complesso, con l’apertura di nuovi percorsi di visita  e perfino del nuovo ingresso da Piazza Venezia, oltre a caratterizzare l’offerta culturale di Castel Sant’Angelo con un progetto espositivo di alto profilo storico e artistico.

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Al Centro Barbican di Londra due nuovi murales firmati Banksy

Al Centro Barbican di Londra due nuovi murales firmati Banksy

L’autenticità dei due lavori viene confermata dallo stesso misterioso artista di Bristol nel suo profilo Instagram, dove parla di ”collaborazione non ufficiale” allo spettacolo/mostra di Basquiat, che si terrà dal 21 settembre presso lo stesso Centro teatrale

LONDRA – Sono apparsi sui muri del Centro Barbican Arts di Londra, il più grande centro teatrale d’Europa, due murales dell’artista Banksy, ispirati alla prossima mostra dedicata a Jean-Michael Basquiat, che si terrà presso lo stesso Centro a partire da mercoledì 21 settembre. L’esposizione ospiterà oltre 100 opere, tra cui anche fotografie e filmati, oltre a materiali d’archivio relativi all’artista scomparso prematuramente nel 1988 per overdose di eroina. 

A confermare la paternità e l’autenticità dei due graffiti è stato lo stesso Banksy sul suo profilo Instagram. L’artista ha definito i due lavori una ”collaborazione non ufficiale” allo spettacolo/mostra di Basquiat, ha poi descritto il Barbican Centre come un “luogo particolarmente attento a cancellare qualsiasi graffito dal proprio muro”.

Le due immagini si ispirano appunto a Basquiat. La prima mostra una ruota panoramica in cui ogni cabina è sostituita da una corona, motivo ricorrente nell’arte del writer americano, e dove si vede un gruppo di persone in fila al botteghino.

La polemica di Banksy è rivolta probabilmente al fatto che la mostra venga “messa in scena” in un teatro, posto quanto mai lontano dalla strada, dove Basquiat aveva espresso la sua arte e la sua creatività.

La seconda immagine, ispirata al lavoro di Basquiat dal titolo ”Child and dog in a hydrant” del 1982, ritrae due poliziotti che interrogano un ragazzo, quello appunto raffigurato da Basquiat nel suo murale apparso a Johnnypump,  mentre il suo cane li osserva.  La descrizione su Instagram di questo graffito è: “Ritratto di Basquiat mentre la polizia gli dà il benvenuto – una collaborazione (non ufficiale) con la nuova mostra di Basquiat”.

 

Il misterioso artista di Bristol conferma ancora una volta la sua vena polemica, il suo costante impegno politico e sociale, in particolare l’attenzione e il sostegno a cause umanitarie. 

Solo qualche giorno fa era apparso un nuovo lavoro dell’artista, dal titolo ‘Civilian Drone Strike’, esposto a Londra alla fiera ‘Art the Arms’. L’opera raffigurava tre droni in procinto di distruggere il disegno di una bambina proprio nei giorni in cui nella capitale britannica si stava svolgendo la più grande fiera mondiale di armi. 

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Rai 5. Firenze, la culla del Rinascimento

Veduta della Grotta, in un cortile interno di Palazzo Corsini

Il capoluogo toscano è protagonista della quinta puntata di “C’era una volta una casa”, in onda martedì 19 settembre alle 20.15 

Nella città culla del Rinascimento, dopo una dovuta sosta in piazza della Signoria, museo a cielo aperto, la prima tappa è Palazzo Gondi: il Marchese Bernardo e sua moglie Vittoria accompagnano i telespettatori nelle maestose stanze del loro palazzo, progettato nel 1489 da Giuliano da Sangallo. All’interno quadri, affreschi e opere d’arte di inestimabile bellezza. Il viaggio prosegue con uno dei giardini privati più grandi d’Europa contenuti all’interno delle mura di una città.

Dentro Firenze ci sono infatti 6 ettari di giardino all’inglese, voluti dal marchese Pietro Torrigiani ai primi dell’Ottocento. Un parco delle meraviglie dove percorrere un affascinante itinerario romantico-sentimentale, guidati dal marchese Raffaele Torrigiani di Santa Cristina.

Infine, a due passi dal Ponte Vecchio, con un affaccio mozzafiato sull’Arno, Palazzo Corsini al Parione, unico esempio di palazzo fiorentino con numerose sculture che si avvicendano sulle balaustre esterne. Tra maestosi scaloni di pietra serena e architetture da sogno, come la grotta ricoperta di conchiglie, si scoprono capolavori dell’arte realizzati da maestri del calibro di Sandro Botticelli e Filippino Lippi. La contessa Lucrezia Corsini Miari Fulcis e sua nipote Livia Sanminiatelli Branca raccontano la storia di cui è stato testimone e protagonista il loro palazzo, alla cui cura si dedicano amorevolmente.

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Museo Egizio di Torino. Conferenza sull’evoluzione dei sarcofagi durante la 21esima Dinastia

Museo Egizio di Torino. Conferenza sull’evoluzione dei sarcofagi durante la 21esima Dinastia

Un appuntamento con il Professor Rogério Sousa dedicato all’arte e alla produzione dei “sarcofagi gialli”

TORINO – Ricomincia al Museo Egizio di Torino il ciclo di conferenze che racconta il prezioso lavoro di ricerca dei più famosi studiosi ed egittologi provenienti da tutto il mondo.

Il primo incontro è con il Professor Rogério Sousa, ricercatore presso l’Università di Coimbra e coordinatore del progetto “Gate of Priests” a Bab el-Gasus .Il titolo della conferenza che avrà luogo martedì 19 settembre, alle ore 18.00, è Gilded Flesh – Coffin Decoration And Its Symbolism In The Theban Necropolis (21st Dynasty) 

La conferenza, in lingua inglese, indagherà l’evoluzione e l’influenza artistico-culturale dell’elemento più importante di una sepoltura: il sarcofago.

Il Professor Sousa racconterà l’incredibile attività dei laboratori Tebani durante la 21esima Dinastia. In questo periodo si sono prodotti alcuni dei più complessi artefatti del mondo antico: quelli che vengono conosciuti oggi come “sarcofagi gialli” e che rappresentano una profonda rottura con la tradizione.

Attualmente coinvolto nello studio comparativo delle decorazioni di questi sarcofagi, Sousa ne illustrerà il carattere dinamico che ha originato un’evoluzione senza precedenti e ha definito le linee guida di una nuova tendenza artistica rivolta alla complessità.

Durante questo incontro verrà esaminata la trasformazione decorativa dei “sarcofagi gialli”, prestando attenzione alla ricostruzione del suo simbolismo e alla sua influenza sul lavoro degli artigiani e sull’attività laboratoriale – incredibilmente vivace – in un momento storico di dura crisi economica e instabilità politica.

Il Museo Egizio sostiene e incoraggia il prezioso lavoro di ricerca e manifesta, attraverso questo ciclo di incontri, la forte spinta di condivisione del proprio sapere e di coinvolgimento nella scoperta della storia e della civiltà egizia, ospitando studiosi e ricercatori provenienti dai più prestigiosi centri di ricerca del mondo come: il Musée du Louvre, l’Ägyptisches Museum di Leipzig e l’University of Warsaw.

Vademecum

Museo Egizio in via Accademia delle scienze 6.
La conferenza si terrà in lingua inglese.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni: tel. 0115617776 – info@museoegizio.it

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