Bologna. Alla Fondazione MAST inaugura la terza edizione della Biennale dedicata alla fotografia dell’industria

MIMMO JODICE NAPOLI, 1973 © MIMMO JODICE

Il direttore artistico Francois Hèbel porta in Italia i grandi fotografi, permettendo di scoprire la loro straordinaria capacità di indagare il rapporto tra l’uomo e il lavoro nei suoi aspetti sociali, economici, politici e geopolitici, filosofici, spirituali

BOLOGNA – Dal 12 ottobre al 19 novembre, si svolge alla Fondazione MAST di Bologna la terza edizione di Foto/Industria, la prima Biennale al mondo dedicata alla fotografia dell’industria e del lavoro. Il MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) si configura come un luogo di condivisione e collaborazione che ospita diverse attività e funzioni tra cui la PhotoGallery, che con la propria collezione di fotografia industriale, curata da Urs Stahel e con l’allestimento di mostre temporanee, è oggi l’unica istituzione al mondo dedicata alla fotografia della civiltà industriale. 

Con Foto/Industria, la missione della Fondazione MAST svolge il duplice ruolo di offrire al pubblico una testimonianza artistica e creativa di alto valore estetico e quello di consolidare l’attenzione verso i valori etici del “fare” che caratterizzano l’identità industriale di Bologna, promuovendola quale protagonista mondiale della fotografia dell’Industria e del lavoro.

In questa terza edizione della Biennale, il direttore artistico Francois Hèbel porta in Italia i grandi fotografi, permettendo di scoprire i loro progetti più originali e rilevanti, il loro sguardo unico, la loro straordinaria capacità di indagare il rapporto tra l’uomo e il lavoro nei suoi aspetti sociali, economici, politici e geopolitici, filosofici, spirituali.

Due sono le mostre curate da Urs Stahel. La prima nella PhotoGallery del MAST presenta le immagini di Thomas Ruff, demiurgo dell’immagine, per cui l’apparecchio fotografico costituisce molto più di un mero dispositivo meccanico di registrazione ottica. 

La seconda, all’ex Ospedale degli Innocenti, mostra le immagini di grande formato di Carlo Valsecchi, realizzate in uno dei più innovativi stabilimenti costruiti in Italia negli ultimi venti anni, dove la ricerca tecnologica punta a rivoluzionare la vita di molte persone, creando un futuro migliore.

Le altre mostre della Biennale portano invece il visitatore alla scoperta del centro storico di Bologna e raccontano “il lavorare” nelle sue molteplici espressioni. 

Alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna – Casa Saraceni troveremo Alexander Rodchenko; il ceco Josef Koudelka sarà in esposizione al Museo Civico Archeologico); l’americano Lee Friedlander alla Fondazione del Monte – Palazzo Paltroni. E poi ancora il giapponese Yukichi Watabe al Museo di Palazzo Poggi, Mimmo Jodice a Santa Maria della Vita con le inedite immagini dei bambini al lavoro nelle vie di Napoli, testimoni del suo impegno civile negli anni Settanta. Molti altri ancora saranno dislocati nelle varie sedi delle Istituzioni che prendono parte a Foto/Industria Bologna 2017.

In questi 39 giorni di apertura la Biennale sarà scandita anche da un vasto palinsesto di eventi collaterali tra cui incontri e visite guidate con gli artisti, tavole rotonde con grandi personaggi dell’attualità come il premio Nobel Joseph Stieglitz e del mondo della fotografia contemporanea, performance teatrali e concerti, workshop per i più piccoli e durante il fine settimana in collaborazione con la Cineteca di Bologna un ciclo di biopic sui protagonisti della fotografia mondiale.

Per informazioni: www.fotoindustria.it

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Bergamo. Lorenzo Lotto in mostra con nove capolavori al Palazzo del Credito Bergamasco

Lorenzo Lotto, San Cristoforo tra i Santi Rocco e Sebastiano. Loreto, Museo - Antico Tesoro della Santa Casa, circa 1532-1533, olio su tela, cm 275x240

La mostra, a cura di Simone Facchinetti,  offre l’occasione per ripercorrere la vicenda biografica dell’artista, che visse a Bergamo dal 1513 al 1525. Le opere, in esposizione fino al 2 novembre, provengono dal Museo Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto

BERGAMO – Sono nove le opere di Lorenzo Lotto, custodite nel Museo Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto, che verranno ospitate  a Bergamo, nello storico Palazzo del Credito Bergamasco, lasciando per la prima volta  tutte insieme, la prestigiosa sede marchigiana. Le opere saranno in esposizione dal 6 ottobre al 2 novembre. 

Simone Facchinetti, curatore dell’esposizione, spiega: “La mostra è un’occasione importante per vedere radunate insieme le ultime opere di Lotto. Sono quadri che aprono uno spiraglio sulla vicenda finale del pittore. In qualche modo sono state lette come delle opere ‘testamento’. In particolare la stupefacente ‘Presentazione al Tempio’ si è prestata a questa lettura interpretativa, sia sotto l’aspetto compositivo, sia per quello stilistico. Si è sempre scritto che i migliori anni della sua vita Lotto li avrebbe trascorsi a Bergamo. Credo sia interessante conoscere anche il capitolo estremo.”

In mostra dunque si potrà ammirare la più antica pala con San Cristoforo tra i Santi Rocco e Sebastiano, i quadri andati invenduti alla lotteria organizzata dal pittore ad Ancona nel 1550 (Cristo e l’adulteraAdorazione del BambinoSacrificio di Melchisedech e San Michele caccia Lucifero) e quelli eseguiti appositamente per il coro della Basilica (Battesimo di CristoAdorazione dei Magi e Presentazione al Tempio). Completa l’esposizione la piccola tela – di collezione privata ma custodita nello stesso Museo Pontificio – raffigurante il Combattimento tra la Fortezza e la Fortuna infelice, testimonianza di una delle ultime incursioni del pittore veneziano nel “cielo delle divinità pagane”.

La Fondazione Credito Bergamasco – a titolo di ringraziamento per il generoso prestito da parte della Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto – si è impegnata nel restauro conservativo di un’opera lauretana, il Sacrificio di Melchisedech, condotto dai Maestri Restauratori Minerva Tramonti Maggi e Alberto Sangalli, da anni collaboratori della Fondazione Creberg. In questo importante intervento, la Fondazione è stata affiancata dal sostegno di Immobiliare Percassi

Accompagna l’esposizioneun catalogo che sarà distribuito gratuitamente ai visitatori, nel quale è contenuto un approfondimento sull’intervento di restauro condotto sul Sacrificio di Melchisedech direttamente nella Sala consiliare del Credito Bergamasco, e sul restauro dell’opera Adorazione dei Magi realizzato nei prestigiosi laboratori dei Musei Vaticani.

La mostra prevede inoltre  un’apertura straordinaria di quattro fine settimana di apertura (7/8, 14/15, 21/22 e 28/29 ottobre), ingresso libero, visite guidate gratuite (per chi lo desidera) e catalogo illustrato in distribuzione gratuita. L’apertura nei giorni feriali segue gli orari della filiale del Credito Bergamasco-Banco BPM di Largo Porta Nuova, che sarà aperte per l’ordinaria attività di banca.

Vademecum

Lorenzo Lotto. I capolavori della Santa casa di Loreto
Dal 06 Ottobre 2017 al 02 Novembre 2017
Bergamo, Palazzo Storico del Credito Bergamasco
ingresso gratuito
Da lunedì a venerdì, negli orari di apertura della filiale (8.20 – 13.20 e 14.50 – 15.50)
Sabato 7, 14, 21 e 28 ottobre (14.30 – 19.00) con visite guidate gratuite con inizio alle ore 14.30 – 15.30 – 16.30 – 17.30 – 18
Domenica 8, 15, 22 e 29 ottobre (9.30 – 19.00) con visite guidate gratuite con inizio alle ore 9.30 – 10.30 – 11.30 – 14.30 – 15.30 – 16.30 – 17.30 – 18
www.fondazionecreberg.it/

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Florence Biennale, 460 artisti in mostra alla Fortezza

Florence Biennale, 460 artisti in mostra alla Fortezza

Una vetrina d’eccellenza per la produzione artistica contemporanea a livello internazionale che vede la partecipazione di artisti provenienti da 72 paesi di tutti e cinque i continenti

FIRENZE –  Apre a Firenze, dal 6 al 15 ottobre,l’XI edizione di “Florence Biennale – Mostra internazionale di arte contemporanea”, diretta da Jacopo Celona con la curatela di Melanie Zefferino. Protagonisti della kermesse saranno ben 462 artisti provenienti da 72 paesi di tutti e cinque i continenti. Il paese più rappresentato è l’Italia con 65 artisti partecipanti, seguito dalla Cina che ne propone 60. 

Si tratta di una vetrina d’eccellenza per la produzione artistica contemporanea a livello internazionale confermando così la manifestazione come “piattaforma” indipendente, libera, inclusiva e innovativa per artisti che a diversi stadi di carriera sperimentano tecniche antiche e nuove con materiali disparati e che accoglie le principali forme di espressione artistica. 

La manifestazione, che quest’anno ruota attorno al tema “eARTh: creatività e sostenibilità”, si propone di contribuire a delineare una visione del futuro in cui creatività e sostenibilità siano principi fondanti di un “ecosistema” d’arte e cultura ove prevalga il rispetto della natura e di tutte le forme di vita sulla Terra. 

Tra le curiosità di questa edizione in concorso troviamo, tra gli altri, un artista argentino che propone istallazioni con i mattoncini di Lego e una artista danese che, essendo portatrice di handicap sin dalla nascita, dipinge con la bocca; e poi c’è lo svizzero che, oltre a dipingere, è una star di latin pop, così come un fotografo israeliano presenta una serie di scatti sul tema della pace. In lizza ci sono anche un fiorentino di 23 anni, atleta nazionale di nuoto con la passione della pittura realista, un russo di 18 anni (il più giovane di “Florence Biennale 2017”) studente all’Accademia di San Pietroburgo che presenterà istallazioni con tanti piccoli T.Rex, e un’artista indigena proveniente dall’Amazzonia, che mostra le sue opere per la prima volta in Europa. 

Nel corso di ogni edizione della Florence Biennale, gli artisti distintisi nelle categorie artistiche di riferimento ricevono, quali vincitori individuati tra i finalisti per le opere in concorso, il Premio Internazionale “Lorenzo il Magnifico” (opera dell’artista fiorentino di adozione Mario Pachioli), assegnato da una giuria internazionale costituita da personalità di rilievo del mondo dell’arte e della cultura. La XI edizione di “Florence Biennale” annovera in concorso le seguenti categorie artistiche: disegno, arte grafica e calligrafia, pittura, tecnica mista, scultura, arte ceramica, arte tessile, gioiello d’arte, fotografia, arte digitale, video arte, installazione d’arte e performance. Il premio è un traguardo importante per i vincitori e i classificati di merito, ma anche una distinzione che per molti di loro ha segnato un avanzamento nella carriera artistica sulla scena contemporanea.

La Florence Biennale conferisce inoltre il Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera a persone e istituzioni che si siano distinte per meriti artistici o per il loro contributo alla cultura. Nel corso dei suoi vent’anni di attività la manifestazione ha ospitato artisti d’eccezione riconosciuti a livello internazionale, fra i quali Marina Abramovic, Anish Kapoor, Marta Minujin, David Hockney, Chen Cheng-Hsiung, Christo e Jeanne-Claude, Gilbert & George, Shu Yong, José Luis Cuevas, Agatha Ruiz de la Prada e gli italiani Mario Carbone, Franco Mussida e Giampaolo Talani. 

Il premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera sarà tributato all’artista ghanese El Anatsui con cerimonia che si svolgerà venerdì 13 ottobre, preceduta – giovedì 12 ottobre – dalla premiazione dell’architetto giapponese Arata Isozaki; quest’ultimo non potrà esser presente per problemi di salute, ma sarà proiettato un videomessaggio di ringraziamento da parte dello stesso Isozaki.

Domenica 8 ottobre sarà invece conferito il premio alla carriera (in memoriam) allo scultore Sauro Cavallini; infine domenica 15, dalle 10 alle 12, si svolgerà la cerimonia di premiazione degli artisti in concorso.

L’XI edizione di “Florence Biennale” si svolge con il patrocinio di autorità pubbliche italiane, sia governative sia locali quali il MiBACT, la Regione Toscana, la Provincia e la Città di Firenze, l’Università di Siena, l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e ICOMOS; quest’ultima organizzazione terrà il suo convegno annuale al Teatrino Lorenese della Fortezza da Basso sabato 14 ottobre, proprio durante “Florence Biennale”.

Così come dal 2013 “Florence Biennale” è parte integrante dell’International Biennial Association, che riunisce le manifestazioni biennali più prestigiose del mondo, in questa speciale edizione del ventennale, la mostra ha ottenuto anche il patrocinio della commissione nazionale italiana per l’Unesco.

Vademecum

XI Florence Biennale – Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze
6 – 15 ottobre 2017
Fortezza da Basso, Viale Filippo Strozzi 1 – 50129 Firenze
info@florencebiennale.org 
www.florencebiennale.org 
Tel +39 055 3249173
Orari mostra: 10.00 – 20.00
Biglietto intero: intero € 8
Biglietto ridotto: intero € 5 per:
• studenti universitari;
• soci UniCoop Firenze;
• soci Touring Club;
• soci Icomos;
• utenti ATAF&LI-NEA e BusItalia con abbonamento o titolo di viaggio obliterato in giornata;
• dipendenti AMV Scarl o ACV Scarl;
• dipendenti Publiacqua;
• dipendenti Università di Siena;
• possessori di abbonamento Teatro del Maggio Fiorentino;
• soci AMFI – Associazione medici fotografi italiani;
• soci Confcommercio/Federalberghi;
• promozione “2×1” che consente ai soci del programma Cartafreccia di Trenitalia in possesso di un biglietto di viaggio valido sui treni Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca ed Intercity di Trenitalia con data di viaggio compresa all’interno del periodo di svolgimento della mostra di acquistare due biglietti interi di ingresso al prezzo di uno;
• clienti “Acqua dell’Elba” con scontrino attestante l’acquisto di prodotti effettuato durante i giorni della mostra;
• over 65 anni;
• diversamente abili con accompagnatore gratuito.

Ingresso gratuito per minori di 10 anni accompagnati.
Acquisto Catalogo della mostra: sconto del 10% sul prezzo di vendita presso il bookshop della mostra riservato a soci UniCoop Firenze, utenti ATAF&LI-NEA e BusItalia con abbonamento o titolo di viaggio obliterato in giornata, AMV Scarl o ACV Scarl.
Per ulteriori informazioni visitare il sito internet www.florencebiennale.org alla sezione INFO.

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Treviso, riapre la chiesa di San Teonisto dopo il restauro voluto da Benetton

Treviso, riapre la chiesa di San Teonisto dopo il restauro voluto da Benetton

L’edificio, danneggiato dai bombardamenti del 1944, spogliato dei suoi arredi e infine dimenticato e sconsacrato, vede oggi la sua rinascita grazie al complesso intervento di restauro partito 2014 e affidato alla cura e alla creatività dell’architetto Tobia Scarpa

TREVISO –  Dopo il restauro, fortemente voluto da Luciano Benetton, torna fruibile al pubblico la chiesa di San Teonisto a Treviso. L’edificio,eretto nel XII secolo,  deve il suo nome a san Teonisto, la cui salma, secondo tradizione, fu trasferita a Treviso dai cittadini di Altino a seguito della distruzione della loro città nel 452 d.C. a opera di Attila. Oltre alle spoglie del santo la chiesa ha ospitato nel corso dei secoli numerose opere pittoriche di artisti del XVII secolo, tra cui il celebre dipinto “Le Nozze di Cana” di Paolo Veronese e bottega, ora custodito a Palazzo Montecitorio, e il grande affresco del soffitto, a opera del Guarana nel XVIII secolo raffigurante l’Assunzione della Madonna, la cui fama riecheggiava in tutti gli ambienti culturali dell’epoca. Molte opere furono trafugate nel 1810 dopo l’arrivo di Napoleone e alcune di esse sono ora sotto la tutela del Museo di Santa Caterina di Treviso e della Pinacoteca di Brera.

L’edificio, danneggiato dai bombardamenti del 1944, spogliato dei suoi arredi e infine dimenticato e sconsacrato, vede oggi la sua rinascita grazie al complesso intervento di restauro partito 2014 e affidato alla cura e alla creatività dell’architetto Tobia Scarpa.  L’edificio è stato gestito dal Comune di Treviso fino all’acquisizione, nel 2010, da parte di Luciano Benetton, che successivamente l’ha donato alla Fondazione Benetton Studi Ricerche per farne un luogo di cultura in grado di ospitare eventi di respiro internazionale.

L’intervento di restauro ha avuto come obiettivo prioritario il rispetto e la tutela dello spazio architettonico preesistente, attraverso l’adozione di mirati interventi di restauro e accurati dettagli disegnati dallo stesso Tobia Scarpa. Le nuove esigenze funzionali hanno trovato soluzione nella realizzazione di due tribune reclinabili che, quando sollevate, consentono di adibire l’aula della chiesa a sala da musica e auditorium, per una capienza complessiva di 300 persone. Grazie all’inserimento di un nuovo pavimento sopraelevato e a un delicato lavoro di scavo, le tribune reclinabili possono essere completamente nascoste alla vista scomparendo al di sotto della quota del pavimento e consentendo così di ottenere uno spazio completamente libero in grado di ospitare mostre ed esposizioni temporanee.

Il nuovo soffitto, che segue l’originale andamento di quello crollato durante la seconda guerra mondiale, si regge su un’apposita struttura realizzata con travi metalliche vincolate ai muri d’ambito e resa indipendente dalla sovrastante copertura a capriate lignee. Nell’ex sacrestia, attigua all’aula, gli stucchi originali sono stati recuperati integrando le parti mancanti con un’attenta opera di restauro, mentre nell’area adiacente sono ospitati i locali tecnici.

L’intero complesso della chiesa è accessibile da un piccolo cortile che funge da foyer all’aperto e nel quale è collocata un’installazione di quattro colonne di cui tre sormontate da un antico capitello ionico e una da una scultura in vetro serigrafato raffigurante l’originale bassorilievo da cui è tratto il logo istituzionale della Fondazione Benetton Studi Ricerche.

L’intero progetto è impreziosito da tutti i dettagli architettonici di Tobia Scarpa, tra cui svettano i quattro lampadari in vetro soffiato presenti nell’aula, le sedute delle tribune e della platea, l’allestimento del cortile di ingresso e la nuova scala in ferro e legno dell’ex sacrestia.

Nei prossimi mesi è previsto il completamento dei lavori di ricostruzione del timpano di facciata della chiesa, opera del conte Giordano Riccati nel 1758 e crollato durante la seconda guerra mondiale, e la ricollocazione di diciannove delle ventidue opere pittoriche che adornavano le pareti della chiesa e che sono attualmente in fase di restauro.

“L’augurio – ha detto Benetton – è che le attività in San Teonisto partano ed abbiano una continuità anche grazie all’apporto di altri”.  Scarpa ha invece spiegato come, nei primi scavi necessari al recupero, siano stati trovati segnali dell’epoca del ferro. “Vuol dire che Treviso, che nasce romana, in realtà esisteva già duemila anni prima di Cristo”.

Infine Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton ha affermato: “Entro la fine dell’anno la programmazione si avvierà in parallelo con la conclusione degli allestimenti, a partire dal momento in cui le opere d’arte potranno ritrovare la collocazione originale. La musica sarà fin da subito protagonista negli spazi della chiesa di San Teonisto, che si presta a diventare un luogo di sperimentazione e contaminazione tra linguaggi diversi, in dialogo tra antico e moderno, ricerca e divulgazione”.

La conclusione dei lavori di restauro sarà festeggiata già domenica 8 ottobre con un concerto che sarà anche occasione per la celebrazione dei 30 anni di attività della Fondazione Benetton.

Mentre una prima apertura al pubblico attraverso la proposta di alcune visite guidate su prenotazione, è in programma da lunedì 9 a venerdì 13 ottobre alle ore 17. La storia della chiesa e le fasi di lavoro che l’hanno vista rinascere saranno raccontate da alcuni rappresentanti della cultura trevigiana o da figure in vario modo coinvolte nell’operazione: Andrea Bellieni, Fondazione Musei civici di Venezia; Fabio Fregonese, architetto, direttore dei lavori di San Teonisto; Veronica Groppo, archeologa; Emilio Lippi, direttore dei Musei civici di Treviso; Eugenio Manzato, storico dell’arte.

Gli appuntamenti su prenotazione si concluderanno sabato 14 ottobre, sempre alle ore 17, con uno speciale incontro con Tobia Scarpa, che, in prima persona, sollecitato dalla giornalista Isabella Panfido, racconterà lo studio, l’ideazione e la realizzazione dell’intervento.

Vademecum

Da lunedì 9 a venerdì 13 ottobre visite guidate su prenotazione
Sabato 14 ottobre incontro su prenotazione con Tobia Scarpa
Chiesa di San Teonisto, via San Nicolò 31, Treviso
Prenotazione obbligatoria per partecipare alle visite guidate e all’incontro con Tobia Scarpa
nella chiesa di San Teonisto: tel. 0422 5121, fbsrrdfbsr.it.
Il concerto di domenica 8 ottobre è su invito.

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