Museo Egizio di Torino. La Notte dei Ricercatori con “Vero o Falso?”

Museo Egizio di Torino. La Notte dei Ricercatori con “Vero o Falso?”

Venerdì 29 settembre apertura straordinaria fino alle 24.00. 15 postazioni e un team di esperti per sfatare i miti e i luoghi comuni sull’antico Egitto

TORINO – “Vero o Falso?” è la serata organizzata dal Museo Egizio di Torino per la Notte Europea dei Ricercatori . Ad attendere i visitatori ci saranno 15 postazioni che daranno vita a un affascinante percorso per sfatare i miti e i luoghi comuni sull’antico Egitto. Esperti di diverse discipline, egittologi, archeologi, restauratori, geologi, antropologi e radiologi, a partire dalle ore 19:00, racconteranno quanto l’attività di ricerca sia preziosa per la vita museale, rispondendo a curiosità e domande legate ai grandi miti dell’antico Egitto e mostrando i progetti di ricerca e restauro in corso sui reperti della collezione del Museo.

Nella Galleria dei Re si indagherà l’immagine dell’Egitto data dalla Bibbia con l’intervento “Esodo e controesodo. Egitto e Canaan tra Bibbia e archeologia”, oltre ad addentrarsi nelle leggende legate alla fondazione della nostra città con l’incontro  “Torino ha origini Egizie?”.

All’interno della Sala Mostre sarà protagonista la figura dell’archeologo con il mito cinematografico di Indiana Jones, mentre in Sala 2 piccoli e grandi visitatori saranno accolti dai geologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino per osservare al microscopio le pietre utilizzate nell’antico Egitto. L’appuntamento sarà poi con le leggende e le teorie più accreditate sulla costruzione delle piramidi, passando per un appuntamento legato alla moda lungo le rive del Nilo.

Per i più superstiziosi si parlerà anche delle maledizioni dei faraoni con “La potenza della parola”. In Sala 4 Egittologia e Astronomia si confronteranno sulla conoscenza del cielo e delle stelle nell’antico Egitto, mentre in Sala 5 e 6 i visitatori potranno conoscere da vicino i personaggi che resero grande la civiltà sorta lungo le rive del Nilo.

Ulteriori tavoli saranno riservati ai risultati della ricerca sulle mummie umane e animali del Museo, un viaggio attraverso raggi X, TAC e indagini diagnostiche fondamentali per la conservazione e il restauro dei preziosi reperti.

Il Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino dedicherà invece un laboratorio al blu egiziano, partendo dalle conoscenze sull’antica preparazione del pigmento per poi mostrare le tecniche di restauro dei manufatti.

Tra i miti da sfatare non poteva mancare, inoltre, un intervento sul famoso film “The Mummy”(1999), occasione per conoscere più da vicino i papiri della collezione del Museo.

Vademecum

Vero o Falso?
sabato 29 settembre, dalle ore 18.30 alle ore 24.00 (ultimo ingresso ore 23.00)
Prezzo al pubblico: € 5.00 (non saranno riconosciute la Carta Abbonamento Torino Musei, Torino Card e Piemonte Card e saranno sospese visite guidate sia esterne che interne)
Telefono: 011 4406903 – mail: info@museitorino.it

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Rai 5. Antonio Paolucci racconta la Basilica di San Pietro in Vaticano

Rai 5. Antonio Paolucci racconta la Basilica di San Pietro in Vaticano

Mercoledì 27 settembre alle 19.25 per la serie “I luoghi simbolo del Giubileo” comincia un viaggio nella storia della Chiesa, nelle profondità e nelle mutazioni della storia e soprattutto nello splendore dell’arte italiana

Un percorso attraverso i luoghi simbolo del Giubileo e i capolavori artistici che a Roma, nella capitale del Cattolicesimo, hanno dato immagine alle forme della spiritualità e della religione.

A fare da guida in questo itinerario artistico e spirituale, lo storico dell’arte Antonio Paolucci. Dalle grandi Basiliche come San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura ai luoghi celebri della devozione popolare, come il santuario della Scala Santa e i siti monumentali legati al culto dei martiri: il Colosseo, San Pietro in carcere nel Foro romano, San Pietro in Vincoli, il Pantheon. I capolavori artistici, immagine della spiritualità e religione, come le tele del Caravaggio che rappresentano il martirio di San Pietro e di San Paolo, nella Cappella Cerasi a Santa Maria del Popolo; o le forme pittoriche del naturalismo che si piegano ai valori evangelici della Misericordia e della Conversione, sempre in confronto con il Caravaggio, simboleggiate  dai dipinti “Chiamata di Matteo” e “Madonna di Loreto, nella chiesa di San Luigi dei Francesi e Sant’Agostino che ospita la Madonna di Loreto. 

Nella prima puntata, Paolucci spiega come dal martirio di un uomo, ebreo itinerante giustiziato per croce al tempo dell’imperatore Nerone, è nata la straordinaria concentrazione artistica e monumentale di S. Pietro in Vaticano, il cuore della Cristianità, che da secoli accoglie con l’abbraccio in pietra del suo colonnato, i pellegrini da tutto il mondo.

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Dal Palazzo di Guarene al Mattatoio di Madrid

Madrid. Come ilgiornaledellarte.com aveva annunciato in anteprima a febbraio 2016, un centinaio di opere della collezionista torinese Patrizia Sandretto Re Rebaudengo verranno esposte in permanenza a Madrid.Dopo quasi due anni di trattative, lunedì a Madrid è stato firmato l’accordo tra la collezionista (che aveva preso in considerazione anche Londra, Berlino e Lisbona), la sindaca di Torino Chiara Appendino e quella di Madrid Manuela Carmena, che cede per 50 anni lo spazio espositivo in cambio di cento opere in comodato. Queste verranno esposte a rotazione nel capannone 9 (la Nave 9) del Matadero, l’antico mattatoio di Madrid, riaperto nel 2007 come centro culturale polivalente.Patrizia Sandretto ha annunciato che in futuro nella raccolta aumenterà la presenza di artisti spagnoli e che la fondazione produrrà anche opere e progetti, oltre a organizzare mostre temporanee, workshop e altri programmi educativi «come fa a Torino da vent’anni». La collezionista ha assicurato che la sede italiana e quella spagnola saranno completamente indipendenti. «Madrid è una grande capitale europea e un ponte con l’America Latina, un continente sempre più importante nel mondo dell’arte contemporanea», ha spiegato, senza nascondere la soddisfazione.Dirigerà lo sbarco della Sandretto a Madrid Carmelo di Gennaro, conosciuto e stimato per avere diretto l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, durante uno dei suoi periodi più attivi, tra il 2010 e il 2016. Il compito di preparare la nuova casa della raccolta è stato affidato a David Adjaye, architetto del Ghana, autore della nuova sede del National Museum of African American History & Culture a Washington, parte della Smithsonian Institution, e lo spagnolo Arturo Franco, responsabile già di vari interventi nel Matadero. Questo immenso insieme di edifici, diretto dalla specialista in videoarte Carlotta Alvarez Basso, accoglie diverse istituzioni e oltre duemila attività all’anno. Solo la Nave 9, costruita nel 1932 come mattatoio di volatili, occupa una superficie di 6.300 mq, il doppio della sede torinese della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che ha aperto il suo primo spazio espositivo nel palazzo di famiglia a Guarene d’Alba.La sindaca di Madrid ha assicurato che «creerà opportunità per artisti, curatori e amanti dell’arte contemporanea», ciononostante il progetto ha suscitato critiche e un certo malessere in alcuni ambiti artistici della capitale spagnola, che lo accusano di opacità (i dettagli dell’accordo non sono stati resi noti) e di essere completamente estraneo alla realtà e alle problematiche dell’arte in Spagna. Articoli correlati:La collezione Sandretto va a Madrid

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