Museo di Castelvecchio. Dopo il restauro sono tornate le opere trafugate

Museo di Castelvecchio. Dopo il restauro sono tornate le opere trafugate

“Quanto successo a Castelvecchio quasi due anni fa è stata una ferita gravissima per il Museo e per la città intera, un fatto deplorevole che non dovrà mai più ripetersi” ha detto il sindaco di Verona, Federico Sboarina, all’apertura dell’evento “Il restauro dopo il furto. Le opere tornano al museo”

VERONA – Sono tornati al Museo di Castelvecchio di Verona, dopo il restauro, i dipinti trafugati il 19 novembre 2015 e recuperati in Ucraina lo scorso 21 dicembre. Nelle sale del museo sono tornati al loro posto 13 dipinti, mentre le quattro tavole eseguite da un artista della scuola del Tintoretto sono in prestito fino al 4 novembre alla mostra “Fidelis”, organizzata dall’Arma dei Carabinieri a Palermo per raccontare l’impegno del Nucleo Tutela Beni Culturali nel recupero di opere trafugate del patrimonio italiano.

In occasione delle Giornate europee del Patrimonio, i visitatori hanno  la possibilità di partecipare a visite guidate dedicate alle opere e agli interventi di restauro eseguiti.  Per i cittadini di Verona e della provincia l’ingresso al Museo è al costo agevolato di 1 euro a persona.

L’assessore alla Cultura Cultura, Francesca Briani, aprendo le visite ha dichiarato: “E’ un’occasione per ammirare i tesori d’arte conservati a Castelvecchio, un modo anche per confermare la solidarietà e la vicinanza dimostrata dalla città nei giorni seguenti al furto”.

Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, riferendosi al furto, ha parlato di ferita gravissima subita dal Museo e dalla città. Tuttavia il primo cittadino ha sottolineato come, guardando al lato positivo di quanto accaduto, il furto ha fatto sì che “tutti i veronesi venissero a conoscenza di quali e quante opere siano conservate nel nostro museo, del loro valore e della loro bellezza”. 

Il sindaco ha poi aggiunto: “Sono capolavori che appartengono alla nostra comunità, ‘gioielli di famiglia’ che l’amministrazione comunale si impegna a valorizzare, far conoscere e proteggere. Il ringraziamento, per il successo di un’operazione durata parecchi mesi e che ha coinvolto molte istituzioni, va a tutte quelle persone che hanno contribuito perché i quadri tornassero al loro posto, più belle di prima grazie a restauri meravigliosi”.

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Museo di Castelvecchio. Dopo il restauro sono tornate le opere trafugate

Museo di Castelvecchio. Dopo il restauro sono tornate le opere trafugate

“Quanto successo a Castelvecchio quasi due anni fa è stata una ferita gravissima per il Museo e per la città intera, un fatto deplorevole che non dovrà mai più ripetersi” ha detto il sindaco di Verona, Federico Sboarina, all’apertura dell’evento “Il restauro dopo il furto. Le opere tornano al museo”

VERONA – Sono tornati al Museo di Castelvecchio di Verona, dopo il restauro, i dipinti trafugati il 19 novembre 2015 e recuperati in Ucraina lo scorso 21 dicembre. Nelle sale del museo sono tornati al loro posto 13 dipinti, mentre le quattro tavole eseguite da un artista della scuola del Tintoretto sono in prestito fino al 4 novembre alla mostra “Fidelis”, organizzata dall’Arma dei Carabinieri a Palermo per raccontare l’impegno del Nucleo Tutela Beni Culturali nel recupero di opere trafugate del patrimonio italiano.

In occasione delle Giornate europee del Patrimonio, i visitatori hanno  la possibilità di partecipare a visite guidate dedicate alle opere e agli interventi di restauro eseguiti.  Per i cittadini di Verona e della provincia l’ingresso al Museo è al costo agevolato di 1 euro a persona.

L’assessore alla Cultura Cultura, Francesca Briani, aprendo le visite ha dichiarato: “E’ un’occasione per ammirare i tesori d’arte conservati a Castelvecchio, un modo anche per confermare la solidarietà e la vicinanza dimostrata dalla città nei giorni seguenti al furto”.

Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, riferendosi al furto, ha parlato di ferita gravissima subita dal Museo e dalla città. Tuttavia il primo cittadino ha sottolineato come, guardando al lato positivo di quanto accaduto, il furto ha fatto sì che “tutti i veronesi venissero a conoscenza di quali e quante opere siano conservate nel nostro museo, del loro valore e della loro bellezza”. 

Il sindaco ha poi aggiunto: “Sono capolavori che appartengono alla nostra comunità, ‘gioielli di famiglia’ che l’amministrazione comunale si impegna a valorizzare, far conoscere e proteggere. Il ringraziamento, per il successo di un’operazione durata parecchi mesi e che ha coinvolto molte istituzioni, va a tutte quelle persone che hanno contribuito perché i quadri tornassero al loro posto, più belle di prima grazie a restauri meravigliosi”.

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I paradossali splendori del Cinquecento, in mostra a Firenze

A Palazzo Strozzi va in scena il terzo capitolo della trilogia sul Cinquecento, dopo Bronzino nel 2010 e Pontormo e Rosso nel 2014. Adesso un’approfondita antologica di 75 opere spiega il clima artistico della Firenze dell’epoca, dove convissero arte sacra e arte profana, nel momento cruciale di passaggio dall’Età Antica all’Età Moderna. Che non fu, al contrario della vulgata, un’epoca di decadenza artistica.

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La Venere del Botticelli fa tappa in Georgia

Venere del Botticelli, particolare

Il capolavoro verrà esposto dal 4 ottobre al 30 novembre nella Galleria del Museo Nazionale di Tbilisi, in una sala appositamente allestita per ospitarla

TORINO – Nell’ambito delle celebrazioni per il 25/o anniversario del ristabilimento delle relazioni diplomatiche italo-georgiane, dal 4 ottobre al 30 novembre, la Venere di Sandro Botticelli, uno dei tesori più preziosi di proprietà dei Musei Reali di Torino, verrà esposta nella Galleria del Museo Nazionale di Tbilisi in Georgia.  Il capolavoro botticelliano sarà in mostra in una sala dedicata, per la quale è stato realizzato un apposito allestimento ad hoc.  

L’opera venne acquistata nel 1844 da un reverendo inglese per essere successivamente ceduta a un barone. A seguito di un incendio nella casa di quest’ultimo si pensava che il dipinto fosse andato perduto, al contrario invece l’opera venne ritrovata dagli eredi e venduta al collezionista biellese Riccardo Gualino.

La Venere è divenuta patrimonio della Galleria Sabauda a partire dal 1930, dopo la donazione di Gualino, anche se è spesso e volentieri in giro per il mondo, ospite di esposizioni temporanee. 

Intanto, prima della partenza per la Georgia, potrà essere ammirata fino al 28 settembre alla Pinacoteca Sabauda, dove è esposta dal 28 luglioscorso, dopo essere tornata dal Museum of Fine Arts di Boston, e dopo aver fatto parte lo scorso febbraio, della più grande mostra dedicata negli Usa al maestro fiorentino al Muscarelle Museum of Art di Williamsburg, in Virginia.

La Venere del Botticelli sarà anche protagonista di una campagna di comunicazione articolata in diverse puntate: Botticelli, la bellezza, in cui la Venere di Torino è archetipo di bellezza e simbolo di una centralità italiana sulla scena culturale georgiana; Caravaggio, la luce; Leonardo, il genio.

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Online il nuovo numero di Artribune Magazine n.39. Scaricalo o abbonati per riceverlo a casa

È uscito, con la copertina dell’artista Caterina Morigi, intitolata “All’eternar le opere”, Artribune Magazine n.39. Con interviste, reportage internazionali ed importanti approfondimenti. Come fare per averlo? Cercateci, abbonatevi oppure – facile, facile – scaricate il pdf. Ma vuoi mettere la carta…

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Roma. Galleria Nazionale, giornata di studio: “Divisionismo. Le tecniche e il restauro”

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Prato fiorito, 1900-1903

Lunedì 25 settembre 2017 dalle ore 9.30 alle 15.30

ROMA – Lunedì 25 settembre 2017 dalle ore 9.30 alle 15.30, in occasione della conclusione del progetto sulle tecniche divisioniste, promosso dall’Istituto superiore per la Conservazione e il Restauro in collaborazione con il MOLAB, Laboratorio Mobile del CNR, e sostenuto dai fondi MIUR attraverso il progetto IPERION.CH, si terrà presso Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea una giornata di studio dal titolo Divisionismo. Le tecniche e il restauro”. La giornata  avrà lo scopo di approfondire i risultati delle indagini specialistiche. 

Le analisi sono state condotte su quattro dipinti nelle collezioni della Galleria Nazionale, selezionati sulla base delle caratteristiche tipologiche e del diverso ambito cronologico e tematico:

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Prato fiorito, 1900- 1903
Gaetano Previati, Mammina, 1908
Enrico Lionne, Fuori Porta San Giovanni, 1911
Plinio Nomellini, La sorella minore, 1911

La ricerca sul Divisionismo, di cui si presentano i risultati, è stata il frutto di uno stretto lavoro di collaborazione tra le diverse professionalità degli istituti promotori del progetto.

Programma

9.30
Saluto di Cristiana Collu, Direttrice Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Saluto di Gisella Capponi, Direttrice Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro

10.00
Costanza Miliani, CNR-ISTM – Perugia, responsabile del laboratorio MOLAB (IPERION – E-RIHS)
MOLAB – Il laboratorio mobile al servizio della ricerca per la valorizzazione e conservazione dei beni culturali

10.15
Fabio Talarico, chimico Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, responsabile del progetto
Introduzione al progetto Iperion: “Studio dei materiali pittorici nel divisionismo italiano”

10.30
Stefania Frezzotti, storica dell’arte Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
La pittura divisionista e il linguaggio della modernità

11.00
coffe break

11.30
Chiara Grazia, chimico, CNR-ISTM e SMAArt – Perugia
Comprensione della tavolozza pittorica con analisi non invasive

12.00
Fabio Talarico, chimico, Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro
I materiali pittorici: nuovi pigmenti in alcune opere del Divisionismo

12.30
Mauro Torre, funzionario fisico, Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro
Tecniche di indagini ottiche e multispettrali per lo studio di alcuni dipinti del Divisionismo

13.00-14.00
pausa pranzo

14.00
Paola Carnazza, restauratore Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Tecnica di Giuseppe Pellizza da Volpedo nel dipinto “Prato fiorito” e intervento di restauro

14.30
Maria Letizia Profiri, restauratore Galleria Nazionale d’Arte Moderna
Tecnica e intervento di restauro dell’opera “Mammina” di Gaetano Previati

15.00-15.30
Conclusioni, interventi del pubblico

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