Dare vita agli oggetti. La “scabrosa” performance di Geumhyung Jeong alla Tate Modern a Londra

Nell’ambito della settimana di Frieze Art Fair, la Tate Modern di Londra dedica un doppio appuntamento a Geumhyung Jeong, anticonformista artista coreana che si cimenterà in una performance in cui darà vita ad oggetti inanimati travalicando i limiti del bizzarro e dello scabroso.

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Colosseo, dopo quarant’anni riaperti il quarto e il quinto anello

Colosseo, dopo quarant'anni riaperti il quarto e il quinto anello

Franceschini: “la valorizzazione dell’Anfiteatro andrà ancora avanti.  Il progetto della copertura dell’arena sta procedendo. Questo renderà ancora più spettacolare la visita del Colosseo che è davvero il simbolo dell’Italia nel mondo”

ROMA – Nuovo itinerario di visita al Colosseo. Tornano infatti aperti al pubblico, dopo una chiusura durata quarant’anni, il IV e V livello dell’anfiteatro, a circa quaranta metri di altezza rispetto al piano dell’arena. 

Ad oggi l’anfiteatro era visitabile solo fino al terzo anello. L’itinerario comincia con l’attraversamento di una galleria con copertura a volta situata tra il II e il III livello, anch’essa mai aperta finora,  destinata allo smistamento del pubblico. 

Dalla galleria si accede al terzo livello, quello che durante l’Impero era riservato alla classe media. Al quarto livello sedevano i commercianti e la piccola borghesia, mentre il quinto livello, come spiegato dalla direttrice del Colosseo, Rossella Rea, era destinato alla plebe di Roma. Il secondo livello era invece riservato i cavalieri, mentre i posti nel primo livello, più comodi, erano destinati ai senatori che sedevano su alcuni troni di marmo. 

Per ragioni di sicurezza la visita al nuovo itinerario sarà possibile solo accompagnati da una guida e per gruppi di 25 persone al massimo, a partire dal 1 novembre. 

Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che ha presenziato all’inaugurazione del nuovo percorso,  ha sottolineato l’importanza di questa giornata, dichiarando che “la valorizzazione dell’Anfiteatro andrà ancora avanti”.  Il “progetto della copertura dell’arena sta procedendo. – ha detto il ministro – Questo renderà ancora più spettacolare la visita del Colosseo che è davvero il simbolo dell’Italia nel mondo”. “Entro l’anno – ha continuato Franceschini – si concluderà la selezione del direttore attraverso la procedura internazionale che è già stata utilizzata per gli altri grandi musei o parchi archeologici italiani. Andiamo verso un percorso di valorizzazione che, a dispetto di alcune polemiche, non distaccherà l’area archeologica da Roma ma la valorizzerà fino in fondo”.

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Quando l’arte e la scienza medica si incontrano

Quando l’arte e la scienza medica si incontrano

A Milano un progetto che vede coinvolti Istituto Nazionale dei Tumori e Accademia di Brera con il supporto di Prometeo Onlus. Un gruppo di lavoro composto da medici e giovani artisti per consentire uno scambio di saperi con l’obiettivo di aiutare i pazienti nel loro percorso

MILANO – Arte e medicina due mondi apparentemente così distanti ma che possono trovare un punto di incontro e di contaminazione reciproca per uno scopo comune. Questo quanto può accadere con il nuovo programma di collaborazione scientifica e culturale tra Istituto Nazionale dei Tumori e Accademia di Belle Arti di Brera con il supporto di Prometeo Onlus. Una partnership che vede coinvolti medici e giovani artisti con l’obiettivo di aiutare i pazienti nel loro percorso e avvicinare il pubblico al tema dei tumori con nuovo approccio. 

Partono da novembre di quest’anno, fino a febbraio 2018, 4 incontri che si terranno nell’Irccs di via Venezian che coinvolgeranno i pazienti del Reparto di chirurgia dell’apparato digerente e trapianto di fegato.

Il team di lavoro si compone di  5-6 specializzandi dell’Accademia, provenienti da un corso di fotografia d’arte e  di pittura e da altrettanti giovani medici dell’Istituto Tumori. 

Uno scambio di saperi scientifici e artistici che porterà alla produzione di una pubblicazione corredata di immagini pittoriche e fotografiche. Ma anche all’esposizione delle opere all’interno dell’Istituto.

L’iniziativa mette in gioco artisti, scienziati e pazienti con l’obiettivo di stimolare nuove energie creative e vitali da parte di tutti. 

Ha spiegato il presidente dell’INT, Enzo Lucchini: “Numerosi studi clinici condotti a livello internazionale dimostrano che l’aura negativa e oppressiva connotante il concetto di patologia tumorale e lo stato di malato di tumore non è funzionale al miglior approccio alla malattia oncologica e comprime la realtà che il paziente deve affrontare. Vorremmo quindi, proprio a partire dall’Int di Milano, culla della ricerca della cura, che l’iniziativa possa dare il via a una trasformazione positiva di questo modo di pensare, attraverso la consapevolezza indotta che la malattia, il dolore, la morte come la medicina, l’arte e il benessere fanno parte della vita”. 

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Ravenna. Al via la quinta edizione della Biennale di Mosaico Contemporaneo

Museo d'Arte della Città di Ravenna - Marc Chagall/Antonio Rocchi, Senza titolo, 1951-59

La manifestazione è l’occasione per la città di aprire i suoi luoghi più suggestivi ad artisti locali e provenienti da tutto il mondo, creando un interessante confronto tra l’antica arte del mosaico e i linguaggi più contemporanei

RAVENNA – Giunge alla quinta edizione la Rassegna Biennale di Mosaico Contemporaneo, dal 7 ottobre al 26 novembre 2017, a Ravenna.  Il percorso espositivo della Rassenga si sviluppa  intorno a due mostre principali: Montezuma, Fontana, Mirko. La scultura in mosaico dalle origini ad oggi con sede al Mar Museo d’Arte della città, curata da Alfonso Panzetta con la collaborazione di Daniele Torcellini, con 140 capolavori assoluti in esposizione, e l’evento SICIS Destinazione Micromosaico che celebra i trent’anni di attività di una delle più grandi realtà del mosaico artistico e una eccellenza del design internazionale, a Palazzo Rasponi dalle Teste

Ma oltre a questi due importanti appuntamenti, saranno tantissimi gli eventi proposti.

In particolare i suggestivi Chiostri Francescani ospiteranno Opere dal Mondo, una selezione di lavori di artisti internazionali in collaborazione con AIMC (Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei), mentre alla Manica Lunga della Biblioteca Classense si terrà la quarta edizione di GAEM Giovani Artisti e Mosaico. Sempre negli ambienti della storica biblioteca,  in collaborazione con il Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, si svolgerà una mostra personale dedicata all’artista Silvia Celeste Calcagno, curata da Davide Caroli e un suggestivo progetto dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna dal titolo Fabulaeun affascinante intreccio di storie entro il quale il visitatore può seguire i fili delle nuove esperienze creative dei più giovani artisti del mosaico.

Al Museo Nazionale del MIBACT saranno invece  allestite due importanti personali: la prima dedicata a Felice Nittolo, A Ritroso, curata da Emanuela Fiori e da Giovanni Gardini. 

Al Battistero degli Ariani,  costruito all’epoca del re ostrogoto Teodorico, a partire dalla fine del V secolo, terminato poco dopo, nella prima metà del VI secolo, verrà ospitato un allestimento site specific dell’artista Marco De Luca, a cura di Linda Kniffitz in collaborazione con Emanuela Fiori. 

Per omaggiare Dante Alighieri, il sommo poeta che passò l’ultima parte della sua vita nella città romagnola,  si terrà invece la mostra  Inferno in bottega. La Commedia di Dante alla luce del mosaico. L’esposizione permetterà di visitare gli atelier degli artisti mosaicisti ravennati che daranno vita a un’opera comune il cui fil-rouge sarà il tema dei cerchi dell’Inferno dantesco.

Infine valori sociali e valori artistici daranno forma al progetto dell’associazione DisOrdine che prevede la rivalutazione dell’area urbana antistante le Ex-Carceri di Ravenna. L’intervento si ispira al Labirinto della Basilica di San Vitale e coinvolgerà direttamente i detenuti, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

www.ravennamosaico.it  Hashtag: #RavennaMosaico2017  Facebook: RavennaMosaico

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Milano. Spazio PAePa ospita “T-RAME”, un progetto espositivo di Antonella Zazzera

Antonella Zazzera - Quadro II - M17 , 2017 Fili di rame - 71 x 52,5 x 4 cm.

La mostra a cura di Federico Sardella presenta otto sculture realizzate nel corso di questo anno, concepite e pensate appositamente per questo spazio

MILANO – Lo Spazio PAePA di Milano, diretto da Giuliano e Nunzia Papalini, ospita fino al 4 dicembre 2017 “T-RAME”, un progetto espositivo di Antonella Zazzera, a cura di Federico Sardella.

L’esposizione presenta otto sculture realizzate nel corso di questo anno, concepite e pensate appositamente per lo spazio che le ospita, come è consuetudine per l’artista. 

Di queste, due nuovissimi lavori (non a caso titolati Quadri) “rendono palpabile quella innegabile, spessa, limpida coltre pittorica che sin dagli esordi, sin dalla costruzione delle prime sculture in fili di rame, governa le superfici di tutte le opere” – spiega il curatore. “Diversamente dagli Armonici, la cui foggia sinuosa e accattivante distrae dal disegno, nei Quadri – sottolinea Sardella – avendo ridotto la forma ad un campo, rinunciando a evoluzioni e curve, Antonella Zazzera mette in evidenza tutto quello che sta dentro l’opera, la sua superficie e quella che lei stessa descrive come campitura pittorica”.

“Questa nuovissima serie di opere, sono così una ulteriore convalida a proposito della circolarità del suo lavoro. – continua il curatore – Sono pezzi molto impegnativi, che vanno realizzati con le dovute accortezze: impostati, lasciati sedimentare, ripresi e poi ancora ripresi nel tempo lungo e dilatabile che distingue il loro svolgersi. Come la pittura, necessitano della stesura di un fondo omogeneo, sul quale poi si aggiungono metri e metri fili di rame, senza che mai questi si intreccino. Il ponderato processo di sedimentazione che genera l’opera, che gli dà corpo e spessore, prevede che l’andamento dei filamenti abbia una dominanza di verticali, interrotte e strumentalizzate dal disegno finale”.

Vademecum

Spazio PAePa
Via Alberto Mario 26/b – Milano
2 ottobre – 4 dicembre 2017
Telefono +39 348 2314811 – +39 02 39401170
Orari apertura: lun. – ven. 10,00 / 12,30 – 15,30 / 19,00 – sabato su appuntamento

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Alla Omal di Brescia, la street art entra in azienda

Alla Omal di Brescia, la street art entra in azienda

L’azienda meccanica ha ospitato due writers che in una serata aperta a tutti hanno realizzato un dipinto insieme ai dipendenti. La scommessa dell’azienda è utilizzare l’arte e la cultura come strumento di comunicazione ma anche di aggregazione e crescita aziendale

BRESCIA – L’azienda meccanica Omal di Brescia punta sull’arte e sulla cultura come strumento di crescita aziendale. La società, che produce valvole interessando vari settori industriali, conta circa un centinaio di dipendenti ed è  localizzata in Franciacorta. La scommessa dell’azienda è l’utilizzo dell’arte e della cultura, con il coinvolgimento dei dipendenti, come strumento di comunicazione. 

“L’arte è divenuta un linguaggio per trattare temi manageriali. – Spiega Lucia Dal Negro, social innovation manager dell’azienda – I murales sono diventati strumento di comunicazione per tutti, dagli operai al Direttore Commerciale”.

Al momento sono circa 200 metri quadrati suddivisi in quattro ambienti, quelli interessati da alcuni interventi  firmati da Luca Zammarchi e Diego Finassi della Fo-Deco Art Maker. 

I due writer sono stati ospitati in azienda in una serata aperta a tutti, durante la quale hanno realizzato un dipinto insieme ai dipendenti. I due artisti, il primo architetto, il secondo laureato in decorazione all’Accademia di Brera, hanno realizzato infatti writing e murales di vario genere, che trovano il loro comune denominatore nella valvola, ovviamente. Tuttavia il messaggio che si vuole trasmettere è come la valvola rappresenti uno strumento di “transito”, attraverso la quale si può intercettare un fluido, permettendo di passare da una zona ad un’altra. Questo processo diventa dunque metafora del fluire delle idee e dell’innovazione, del connettere le strategie, le persone e le culture.

“La risposta dei dipendenti – spiega una nota dell’azienda – è stata molto positiva. In moltissimi hanno usufruito delle agevolazioni per seguire gli eventi culturali e ne hanno tratto giovamento con un arricchimento di cui anche il lavoro ha beneficiato: l’impatto si misura nella maggiore creatività e nella coesione del gruppo”.

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Gli Uffizi accolgono le nudità di Vanessa

Firenze. Venti ragazze, di cui diciannove coperte vestite soltanto di velo trasparente e una nuda dal corpo pitturato di viola, nella luce del tardo pomeriggio fanno lievi movimenti, gesti come per proteggersi, o emettono sospiri e lamenti appena percettibili nella Sala della Niobe degli Uffizi. Vanessa Beecroft (Genova, 1969, ma abita negli Stati Uniti) ha creato per il museo italiano più visitato una delle sue performance, intitolata VB84, che si è dimostrata in forte sintonia con le forme e il pathos delle statue classiche della sala: in un ambiente settecentesco dai colori pastello, le sculture narrano il mito di Niobe e dei suoi sette figli e sette figlie mentre stanno per essere massacrati da Apollo e Artemide perché la madre aveva osato irridere la dea Latona per aver generato appena due figli (appunto Artemide e Apollo) mentre l’arrogante umana era stata molto più prolifica. E qui i corpi delle sculture viventi dirette dall’artista hanno dato forma a una rappresentazione molto concentrata, dal respiro tragico e al tempo stesso forte di una trattenuta eppure forte sensualità. Che l’azione sia avvenuta agli Uffizi, rende VB84 un avvenimento particolare sia nella carriera di Vanessa Beecroft sia nella storia degli Uffizi.Il museo ha ospitato la performance gioco forza di lunedì, nel giorno di chiusura, altrimenti sarebbe stato il caos. L’operazione faceva parte del festival Firenzesuonacontemporaneaal quale Vanessa Beecroft ha partecipato anche con il documentario sul suo soggiorno in Sudan del Sud «South Sudan» proiettato in un cinema e con un’altra performance, venerdì scorso stavolta con modelle nude, nel cortile di Palazzo Strozzi.Articoli correlatiVanitas & VanessaRisorse in rete: Gallerie degli UffiziVanessa BeecroftIl festival Firenze suona contemporaneoFondazione Palazzo Strozzi

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