Museo Egizio di Torino. FAMU 2017 – La Cultura abbatte i Muri!

Museo Egizio di Torino. FAMU 2017 - La Cultura abbatte i Muri!

Per la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo l’Istituzione torinese domenica 8 ottobre propone, alle ore 10.10, la visita guidata Divinità per tutti!

TORINO – Evento speciale e nuova attività ludica di laboratorio al Museo Egizio di Torino in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, FAMU 2017 – La Cultura abbatte i Muri!. 

Il museo propone un percorso dedicato a  grandi e piccini che attraverso le sale potranno esaminare gli oggetti esposti e scoprire, grazie al supporto di una guida attenta, alcuni aspetti della vita quotidiana non solo degli antichi abitanti della Valle del Nilo, ma anche di quei popoli stranieri che nel tempo l’hanno conquistata.

La visita è, inoltre, un invito alla riflessione e al confronto, ispirato alle storie che raccontano come tradizioni, spesso distanti e differenti, abbiano saputo convivere pur nel loro complesso rapporto.

A seguire, durante il laboratorio, le famiglie avranno la possibilità di esplorare il  complesso e affascinante mondo delle divinità, scoprendo come distinguere quelle egizie da quelle straniere e la storia di come queste si siano reciprocamente influenzate e legate indissolubilmente. Come ricordo di questa giornata speciale, tutti i partecipanti potranno creare un magico amuleto: un simpatico ricordo per sentirsi un po’ più vicini alle affascinanti e misteriose tradizioni degli antichi Egizi.

Vademecum

Divinità per tutti! – FAMU 2017 La Cultura abbatte i muri
 Pubblico: bambini (6-11 anni) accompagnati dai genitori
Data e orari: domenica 8 ottobre, ore 10:10
Prezzo al pubblico: € 8,00 (biglietto di ingresso escluso)
Prenotazione obbligatoria: dal lunedì al venerdì, 8:30 – 19:00; sabato, 9:00 – 13:00.
Telefono: 011 4406903 – mail: info@museitorino.it
 

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Inaugura a Palermo il Festival delle Letterature Migranti. Ecco il programma

Per quattro giorni il capoluogo siciliano ospiterà il festival letterario dedicato alla multiculturalità e all’approfondimento del fenomeno della migrazione attraverso lo studio della cultura letteraria mediterranea. All’interno della manifestazione, anche un palinsesto dedicato alle arti visive con un progetto promosso dalla Fondazione Merz

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Urs Fischer tra opere monumentali ed altre di cera a Piazza della Signoria

A due anni di distanza, Piazza Signoria ospita nuovamente In Florence, un grande evento di arte contemporanea ideato da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti,

 Dopo la celebre star Jeff Koons, ospite di Firenze nel 2015, il protagonista assoluto della seconda edizione di In Florence sarà lo svizzero Urs Fischer, tra i grandi artisti del panorama mondiale. Per l’occasione, l’artista svizzero, residente da molti anni a New York, ha ideato un doppio progetto inedito incentrato sulla scultura, tenendo conto del contesto storico e artistico urbano così carico di segni e storie di Piazza Signoria.  Il progetto – a cura di Francesco Bonami – consiste, come di rito, nella presentazione di un’opera monumentale all’interno di quello straordinario museo della scultura a cielo aperto che è Piazza Signoria, in un contrasto quantomeno provocante tra antico e contemporaneo. In piazza  si erge Big Clay #4 , una scultura di grandi dimensioni – circa 12 metri – in metallo, le cui forme hanno contemporaneamente qualcosa di primordiale e di infantile, di totemico e di architettonico. Si tratta – spiga Bonami- di  un’ opera “soltanto apparentemente monumentale. In realtà è un monumento alla semplicità e alla primordialità del gesto umano che plasma la forma. Uno sguardo più approfondito della superficie di alluminio dell’opera scoprirà le impronte digitali delle dita dell’artista. La scultura infatti è l’ingrandimento di piccoli pezzi di creta modellati dall’artista nel suo studio. Un monumento alla manualità e all’azione creativa più semplice e quotidiana”.

Per completare il progetto, Fischer posiziona due opere sull’Arengario di Palazzo Vecchio. Le due figure sono quelle di Francesco Bonami e di Fabrizio Moretti, visti dall’artista come cittadini del mondo che hanno le loro radici nel territorio e nella sua cultura, due ritratti che attraverso la consumazione della cera diventeranno corpi astratti. La scelta dei due personaggi nasce da uno studio della loro fisionomia compiuto dall’artista nel corso dei vari incontri avuti con loro per la preparazione di questo progetto; c’è sempre, infatti, nel lavoro di Fischer un elemento biografico filtrato attraverso una riflessione formale ed estetica. Le due figure resteranno esposte per circa un mese, fino al completo scioglimento.

I tre lavori mettono in scena una sorta di dialettica creativa, risultante nel confronto ravvicinato tra il semplice gesto dell’artefice che modellando la materia la trasforma poi in monumento di metallo – Big Clay #4 – e il monumento in cera – “Fabrizio” e “Francesco” – che a poco a poco mutano aspetto e ritornano a essere semplice materia informe, in una sorta di doppio processo di consunzione e regressione figurativa.

Noi abbiamo seguito il backstage.

“Urs Fischer in Florence”.

Big Clay#4 and 2 Tuscan Men

Firenze, Piazza della Signoria

Fino al 21 Gennaio 2018

 

 

 

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Pablo Picasso. Il sentimento del classico

Nel 1917, dopo aver guidato la rivoluzione cubista, Pablo Picasso scende in Italia. E’ il primo viaggio fuori dalla Francia e dalla Spagna, lungo le mete tradizionali del Grand Tour.

Roma, Napoli, gli etruschi, la scultura monumentale antica, gli affreschi pompeiani. Abile giocoliere di stili, l’artista catalano si apre ad una nuova sperimentazione segnata dalla lezione formale del classicismo.

La mostra presso le Scuderie del Quirinale (curata da Oliviere Berggruen con Anunciata von Liechtenstein), si sofferma su un decennio della vita di Picasso, dal 1915 al 1925 e documenta, con oltre cento opere, l’impatto a lungo termine del soggiorno in Italia sull’arte del maestro spagnolo.

Roma, Scuderie del Quirinale: Picasso.Tra Cubismo e Classicismo:1915-1925, fino al 21 gennaio 2018

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Sky Arte Hd. Alberto Burri e la sua città

Il Grande Nero Cretto al-campus di UCLA di Alberto Burri

Venerdì 6 ottobre il documentario in prima assoluta alle ore 19,25

ALberto Burri, artista innovatore e cosmopolita ha vissuto a Roma, Los Angeles e in Costa Azzurra, ha esposto nei musei più importanti del mondo, ma ha sempre mantenuto un forte legame con la sua città natale, Città di Castello, in terra umbra.  Proprio qui il grande artista ha infatti lasciato in eredità le sue opere. Il quattrocentesco Palazzo Albizzini, sede della Fondazione istituita dallo stesso Burri nel 1978,  custodisce i lavori che meglio rappresentano tutto il suo percorso creativo, a partire dai Sacchi degli anni Cinquanta fino ad arrivare ai Cellotex dell’ultimo ventennio di carriera.

Il lungometraggio è dunque un viaggio che permette al pubblico di scoprire questo grande artista attraverso i luoghi più significativi della città umbra. Oltre a Palazzo Albizzini il pubblico potrà scoprire anche gli Ex-Seccatoi del tabacco, recentemente inaugurati, dove hanno trovato collocazione le opere più recenti del maestro umbro. 

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A Milano i Brera Design Days: sette giorni di design contemporaneo, 60 appuntamenti, 20 location

A Milano, nel quartiere storico centrale di Brera, torna dal 6 al 12 ottobre un assaggio autunnale di design contemporaneo. A partire dall’edificio della Fondazione Feltrinelli, si attiveranno, in soli 7 giorni, oltre 60 appuntamenti, fra eventi, workshop e incontri, disseminati in 20 location, condensati in 9 mostre e patrocinati da oltre 100 ospiti d’eccezione.

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