Perugia. Scultori a Brufa, alla 31esima edizione una installazione di Gianni Pettena

Gianni Pettena, Architecture forgiven by nature

L’esposizione permanente di sculture all’aperto ospita, tra le altre, opere di Massimo Pierucci, , Mario Pizzoni, Giuliano Giuman, Bruno Liberatore, Joaquin Roca-Rey, Pietro Cascella, Federico Brook, Umberto Corsucci, Beverly Pepper, Tito Amodei, Hidetoshi Nagasawa 

TORGIANO (PERUGIA) – “Scultori a Brufa. La strada del vino e dell’arte giunge quest’anno alla sua 31esima edizione. L’iniziativa che ogni anno invita uno scultore ad esporre i propri lavori per le strade dominate dai vigneti, è infatti partita nel 1987. La nuova opera che quest’anno va ad arricchire la cosiddetta Collina delle sculture una installazione ambientale dal titolo “Architecture forgiven by nature”, che utilizza la torre dell’acqua già esistente, realizzata da Gianni Pettena. 

Durante tutto l’anno, molti turisti arrivano a Brufa per ammirare l’esposizione permanente di sculture all’aperto che ospita, tra le altre, opere di Massimo Pierucci, Marcello Sforna, Mario Pizzoni, Giuliano Giuman, Bruno Liberatore, Nino Caruso, Joaquin Roca-Rey, Pietro Cascella, Federico Brook, Umberto Corsucci, Beverly Pepper, Tito Amodei, Hidetoshi Nagasawa. 

L’opera, di 6 metri per 6 metri, con una altezza di 8 metri, è composta da tubi e giunti innocenti, rete metallica, pannelli calpestabili da impalcatura, essenze vegetali che si svilupperanno attorno ad essa come la vite americana, il gelsomino e le edere. 

L’inaugurazione è prevista per venerdì 25 agosto alle ore 18.00 e in questa occasione viene anche presentato un catalogo con il testo critico dello storico dell’arte Bruno Corà, presente alla cerimonia,che definisce Pettena “anarchiartista”, per il suo percorso radicale e visionario sviluppato tra gli anni ’60 e ’70. Nella sala polivalente comunale a Brufa, inoltre fino al 3 settembre si potrà anche visitare (tutti i giorni dalle 17 alle 24, ingresso gratuito) una mostra personale dell’artista-architetto. 

La manifestazione si svolge in collaborazione con l’amministrazione comunale di Torgiano e con il contributo economico e patrocinio della Regione Umbria. 

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QuickMuseum, un app racconta i capolavori dei musei più importanti d’Europa

QuickMuseum, un app racconta i capolavori dei musei più importanti d’Europa

Attualmente ospita le guide dei musei Vaticani e di Galleria Borghese (Roma), Museo d’Orsay e Louvre (Parigi), National Gallery e Tate Modern (Londra), Reina Sofia e Museo del Prado (Madrid)

QuickMuseum è un’app pensata per chi viaggia e ovviamente ama l’arte. Una guida quindi per i visitatori ai principali musei europei, realizzata in modo nuovo e coinvolgente, grazie a percorsi personalizzati, giochi quiz e storie raccontate con un linguaggio semplice e soprattutto alla portata di tutti.

L’idea nasce da quattro giovani professionisti appassionati di arte che hanno fondato la start up Arternative con l’idea di rendere l’arte accessibile a tutti, raccontandola in modo innovativo con il supporto della tecnologia. 

Al momento l’app permette di avere in tasca uno strumento per orientarsi facilmente nei principali musei d’arte di Roma, Parigi, Londra e Madrid. Ospita infatti le guide dei musei Vaticani e di Galleria Borghese (Roma), Museo d’Orsay e Louvre (Parigi), National Gallery e Tate Modern (Londra), Reina Sofia e Museo del Prado (Madrid). 

Tuttavia l’obiettivo dei fondatori è quella di “ospitare” nell’app i piccoli musei italiani, che custodiscono tesori che meritano di essere raccontati al grande pubblico. Per fare questo la startup ha pensato di coinvolgere i blogger del settore dell’arte per lavorare insieme ad un progetto comune, una sorta di crowdsourcing finalizzato raccontare le bellezze dei nostri musei. I testi di QuickMuseum sono infatti curati da art-blogger che raccontano l’arte con leggerezza e competenza, usando un linguaggio alla portata di tutti per raccontare al visitatore le storie e le curiosità che ogni opera nasconde… 

È possibile scaricare l’app gratuitamente sull’App Store, così come è possibile scaricare gratuitamente le audioguide dei Musei Vaticani, del Louvre e della tate Modern di Londra. L’app è disponibile sia in italiano che in inglese, al momento però solo per iOS.

Il team di Arternative è formato da Alessandro Gallo, programmatore di Parma con anni di esperienza in Inghilterra; Andrea Maio, web e graphic designer di Caserta nonché amico di infanzia di Alessandro; Cristian Camanzi da Bologna e Marco Lovisco da Trento. 

Info: www.quickmuseum.it

 

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Un autunno d’arte, ecco alcuni appuntamenti da non perdere

Dalla mostra “Pubblicità” alla Fondazione Magnani Rocca: Plinio Codognato, Spumanti Cinzano, 1930 - Galleria l’Image, Alassio (SV)

Una stagione generosa di eventi espositivi quella che appresta ad arrivare. Di seguito in ordine di apertura 20 esposizioni da nord a sud isole comprese

Si comincia il 9 settembre alla Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo nel parmense con la grande monografica dedicata a la “Pubblicità”, intelligente e divertente storia del nostro Paese attraverso manifesti, scatole e altri “strumenti” pubblicitari, dai primordi del Novecento a Carosello. Da sottolineare la presenza di molto bozzetti originali, accanto alle opere stampate e realizzate. 

Dal 13 settembre, a Camera – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, “Arrivano i Paparazzi”, popolare storia dei fotografi e del costume, 150 fotografie e più di mezzo secolo di storia dei divi dalla Dolce Vita a oggi.

A Pistoia, Capitale Italiana della Cultura 2017, dal 16 settembre, doppio appuntamento nel nome di Marino Marini. Con la maggiore retrospettiva sino ad oggi realizzata sullo sculture arricchita da confronti ad altissimo livello con coloro che lo hanno ispirato, dagli Etruschi a Donatello, e raffronti con i maggiori scultori del Novecento mondiale con cui egli dialogò o che da lui trassero stimoli. In parallelo, il Marini pittore sarà esposto in Palazzo del Tau, sede del Museo Fondazione Marini, a raffronto, molto preciso, con Mirò. Titolo di questa seconda mostra: “Mirò e Marino. I colori del Mediterraneo”. 

A Firenze, Palazzo Corsini, dal 23 settembre al primo ottobre, imperdibile appuntamento con l’arte e l’antiquariato di eccellenza proposto dalla “XXX Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze”, la maggiore del settore in Italia e tra quelle di riferimento assoluto a livello mondiale.

Sempre il 23 settembre, ma a Rovigo, in Palazzo Roverella, prende il via la grande mostra “Secessione. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità”. Per la prima volta, le quattro grandi Secessioni sono messe a confronto in una mostra che riunisce opere fondamentali, entrate nella storia dell’arte europea e mondiale.

Al via il 7 ottobre a Vicenza, in Basilica Palladiana la monografica su Vincent Van Gogh, che riunisce ben più di cento opere dell’artista, tra disegni e oli tra i più celebri, lungo il fil rouge rappresentato dalle lettere del pittore.

Valorizza uno dei patrimoni artistici che hanno fatto grande Ravenna, la Mostra e la Biennale Internazionale dedicati al “Mosaico” che prendono il via il 7 ottobre con epicentro al MAR, Museo d’Arte della Città. La grande mostra evidenzia come non abbia alcun valore la trita demarcazione tra arte e arti applicate, sopratutto quando – come nei capolavori qui riuniti – ad esprimersi con la tecnica del mosaico sono artisti tra i maggiori del secolo.

E’ un tuffo nella Milano e nell’Italia tra gli anni ’60 e ’70, l’ampia retrospettiva “Arte Ribelle” proposta dal 12 ottobre alle Gallerie del Credito Valtellinese. Arte e artisti che, intorno agli anni del ’68 e dei primi ’70, trasmutano l’espressione artistica in testimonianza politica, in espressione di appartenenza.

Dalla prima settimana di ottobre e per tutti i fine settimana del mese, a Lodi, il  Festival della Fotografia Etica”. Impegno sociale e grande fotografia documentaristica, in un Festival che abbina alla fotografia come arte, il ruolo della fotografia come interprete delle società più marginali, ovunque nel mondo. Con in più l’impegno che porta molti a lavorare perché gli ultimi siano meno ultimi.

La Galleria Nazionale di Roma dal 12 ottobre ospita la mostra “Konrad Mägi”. Mägi è il maggiore artista estone del Novecento, la sua è una pittura forte e magnifica e la mostra è un omaggio al Semestre di Presidenza Estone dell’Unione Europea. 

Ferrara e Palazzo dei Diamanti dedicano, dal 14 ottobre, una rara mostra a “Carlo Bononi”, l’ultimo sognatore dell’Officina Ferrarese. Ammirato da Guido Reni e stato accostato dalla critica a Caravaggio e Zurbaran. 

Tutta al femminile invece “Divina Creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento” proposta, dal 15 ottobre, a Rancate (Canton Ticino), dalla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst. Ritratti affascinanti, di una pittura che sa cogliere tutte le sfumature della femminilità.

E’ stato l’allievo preferito da Marino Marini e per questo, nell’anno in cui Pistoia celebra il suo massimo scultore, non poteva mancare un omaggio a “Kengiro Azuma. Sculture”, in Palazzo del Tau dal 22 ottobre.

Grande attesa anche per la mostra “Le trame di Giorgione”, dal 27 ottobre nella Casa-Museo Giorgione e in altre sedi  a Castelfranco Veneto, città natale del grande Maestro. Con Giorgione, altri grandi dell’arte veneta sino a Tiepolo, uniti dal tema del ritratto e del vestito come status symbol.

Dal 4 novembre, il MIC d Faenza propone la prima monografica di Achille Calzi, grane interprete della ceramica faentina “Tra Simbolismo e Liberty”, per avviare un percorso che, accanto ai grandi interpreti universali della ceramica, accenda l’attenzione anche sui grandi faentini.

Dall’11 novembre, Palazzo Magnani a Reggio Emilia ospita una insolita mostra su Kandinsky. Il filo conduttore dell’epsosizione sta nel rapporto tra “Spiritualità, Arte e Musica” in Kandinsky e, dopo di lui in altri grandissimi, sino a Cage

Secondo appuntamento, dal 14 novembre, al nuovo Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. Qui, con il titolo di “Illustri persuasioni”, sono proposti un centinaio di magnifiche testimonianze dell’arte pubblicitaria tra la prima e la seconda guerra mondiale, dal 1920 al 1940.

Dal 18 novembre, a Palazzo del Monte, a Padova ci sarà la mostra “Il cielo stellato sopra di noi. Galileo e le arti”,  un originale viaggio nell’universo galileiano fatto di scienza non meno che di arte, letteratura, poesia.

A Lucca, sempre dal 18 novembre, torna Photolux Festival. Biennale Internazionale di Fotografia, per restarvi sino al 10 dicembre. Sarà dedicata ad un tema e ad un luogo simbolico: il “Mediterraneo”, qui raccontato ed indagato attraverso ben 22 notevoli mostre. 

Per finire ecco che dal 18 ottobre al 29 novembre, a Cremona torna la tradizionale Festa del Torrone, che unisce gourmet, turisti e semplici golosi calamitati da tutta Italia e anche dall’estero a gustare le infinite sfumature del delizioso simbolo cremonese.

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Grossetto. A Sovana la mostra dedicata all’arte della guerra alla fine dell’impero romano

Grossetto. A Sovana la mostra dedicata all’arte della guerra alla fine dell'impero romano

Sabato 26 agosto al Museo di San Mamiliano di Sovana, borgo medievale nella zona del tufo in Maremma, inaugura l’esposizione dal titolo “L’arte della guerra alla fine dell’impero romano: gli imperatori, gli eserciti, le battaglie” a cura di Ugo Barlozzetti

GROSSETO –  La mostra mette in connessione storica la storia militare di quel periodo alle monete esposte al museo, che coprono un periodo che va dagli ultimi anni dell’Impero Romano d’Occidente ai primi di quello d’Oriente tra il III e il IV secolo d.C. Si tratta di oltre 100 monete d’oro di  ritrovate a Sovana nel 2004 e che costituisce una testimonianza unica di un secolo determinante per la storia d’Europa e dell’umanità. 

Oltre alle monete dunque in esposizione soldatini, plastici di battaglie, cartografie e pannelli informativi. I soldatini, realizzati con grande cura e secondo precise ricerche storiche, rappresentano un soldato romano ormai lontano dall’iconografia stereotipata e diffusa da tanti film e documentari, ma si avvicina molto e più realisticamente negli abiti e negli equipaggiamenti ad un guerriero ormai medievale. 

La mostra è suddivisa in varie sezioni dedicate a temi e problemi di un periodo di profonde trasformazioni per le condizioni politiche, sociali, religiose, artistiche, culturali. Particolare attenzione è stata dedicata agli imperatori.  Infatti la funzione militare dell’imperatore è di grande importanza. La porpora imperiale costituì quasi il culmine della carriera militare e l’imperatore divenne il simbolo stesso dell’esercito. Quando, nel quinto secolo, l’imperatore di Occidente fu spodestato del ruolo militare, si accelerò in modo decisivo il disfacimento dell’impero stesso.

Spiega il curatore: “Con questa mostra  si è cercato di offrire il pretesto per avviare il recupero della memoria secondo i criteri della ‘public history’ e quindi con una particolare attenzione alla divulgazione e alla didattica per accendere i riflettori su un periodo del mondo romano ancora poco conosciuto”.

 La mostra rimarrà aperta fino al 5 novembre 2017 

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Archeologia. In Svizzera scoperte tre ricche tombe celtiche

Archeologia. In Svizzera scoperte tre ricche tombe celtiche

Le tre sepolture, contenenti diversi oggetti di notevole pregio, sono state rinvenute durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio e fanno parte di una grande necropoli tumulare di circa 10mila metri quadrati

Sono state portate alla luce a Sion, in Svizzera, tre tombe celtiche di eccezionale ricchezza, dei veri e propri tesori archeologici risalenti al primo millennio avanti Cristo. 

Le tre sepolture, rinvenute durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio, fanno parte di una grande necropoli tumulare di circa 10mila metri quadrati, nel sito di Don Bosco, già oggetto di diverse campagne di scavo a partire dal 1999. 

Per la realizzazione del parcheggio i lavori di scavo sono partiti nel settembre del 2016 e dovrebbero concludersi nell’autunno 2017. 

La necropoli venuta alla luce è costituita da circa trenta sepolture e fu utilizzata tra la fine dell’età del bronzo e la seconda età del ferro (850-400 a.C).

Per quanto riguarda le tre tombe celtiche si tratta sicuramente di sepolture di personaggi di notevole importanza, considerati gli oggetti in esse contenuti. In quella che è stata definita la Tomba del guerriero è stata trovata una spada di bronzo con un pomo di avorio cesellato e altri ornamenti di pregio. I resti di una donna sono stati invece rinvenuti insieme a una collana costituita da dischi d’oro, oltre a due paia di bracciali. Un’altra donna, definita “donna delle torques” risulta seppellita insieme a collari di bronzo (torque), diversi gioielli, una cintura, due spilloni per abiti, due bracciali e una cavigliera.

Oltre al pregio degli oggetti rinvenuti, le sepolture permettono di approfondire le conoscenze su alcune pratiche funerarie e quindi anche sullo stile di vita delle popolazioni locali.

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Rai 5. Antonio Paolucci racconta gli Uffizi

Rai 5. Antonio Paolucci racconta gli Uffizi

Venerdì 25 agosto lo storico dell’arte prosegue il suo viaggio tra i musei di Firenze a “Museo Italia”

FIRENZE – Una visita agli Uffizi partendo da piazza della Signoria, cuore simbolico di Firenze. Una sala degli Uffizi a cielo aperto: ricca di sculture in marmo e bronzo sia di epoca rinascimentale che dell’antichità classica, permette ad ogni passante quell’esperienza della Bellezza, che anticipa l’incontro coi tesori degli Uffizi, il cui nome indicava gli uffici del potere burocratico. A realizzarlo in pochi anni,  per volere dei Medici, è il Vasari che, come ricorda il professor Paolucci, scriveva di averlo costruito “sopra il fiume e quasi in aria”. Dalla vetrata della galleria infatti il panorama sull’Arno, la bellezza della città, entra nel museo, ne diviene parte integrante e crea una corrispondenza con le bellezze che il museo raccoglie: una selezione di capolavori assoluti, allestita da Francesco I, sovrano innamorato dell’arte, che inaugura nel 1581 la Galleria storica. Nasce qui il concetto di “galleria”: un’invenzione museografica che ha conquistato il mondo per eleganza e semplicità.

Nelle sale degli Uffizi ogni opera è un capolavoro, come in un’ideale antologia ogni opera pittorica testimonia un momento specifico nella storia dell’arte, una tecnica, un modo di concepire il mondo. Dal “Polittico di Badia” di Giotto all’Annunciazione di Simone Martini, dall’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano alla “Madonna col bambino e S.Anna” di Masaccio e Masolino, al Paolo Uccello della Battaglia di San Romano vediamo prender forma, nelle sue esemplificazioni più alte, l’arte umanistica.

Nella sala di Botticelli il professor Paolucci spiega come nel confronto tra le opere del pittore fiorentino con il Trittico Fortinari di Hugo van der Goes si possano capire i due Rinascimenti d’Europa: il naturalismo fiammingo e la visione prospettica, il classicismo italiano. E ancora capolavori del Cinquecento dal Tondo Doni di Michelangelo a Raffaello, fino alla drammaticità dello sguardo ipnotico della Medusa di Caravaggio. Nel segno del rapporto tra architettura e paesaggio il professor Paolucci percorre il Corridoio Vasariano, la straordinaria strada aerea coperta di quasi 1 chilometro che collega gli Uffizi a Palazzo Pitti: il percorso privato dei Medici per raggiungere la reggia passando sopra l’Arno, sopra Ponte Vecchio come se “cavalcassero la città”.

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Archeologia. Gerusalemme, scoperto mosaico bizantino con inciso il nome dell’Imperatore Giustiniano

Archeologia. Gerusalemme, scoperto mosaico bizantino con inciso il nome dell’Imperatore Giustiniano

Il reperto, rinvenuto a circa un metro sotto terra, durante alcuni scavi di routine, risale al VI secolo d.C. e doveva trovarsi all’ingresso di un luogo di accoglienza per pellegrini 

GERUSALEMME – Un gruppo di archeologi israeliani, diretti da David Gellman, ha scoperto nella città vecchia di Gerusalemme un mosaico bizantino risalente al sesto secolo dopo Cristo. Si tratta di un rinvenimento unico in quanto il reperto riporta un testo scritto con inciso il nome dell’imperatore Giustiniano e quello di un abate, come spiegato da Gellman. 

I resti in quest’area sono numerosi ma i testi scritti sono davvero rari. Inoltre l’iscrizione in greco, datata intorno al 550, menziona personaggi molto importanti dell’epoca. L’incisione commemora la fondazione da parte dell’abate ortodosso Costantino di un edificio nei pressi della Porta di Damasco, a Gerusalemme Est, probabilmente un luogo di accoglienza per pellegrini. 

Leah Di Segni, membro dell’Istituto d’archeologia all’Università ebraica, come riporta l’agenzia Askanews, spiega: “non si tratta dell’iscrizione di una chiesa, anche se apparentemente sembra appartenere a un monastero. La cosa più probabile è che questa iscrizione fosse all’ingresso di un ostello per pellegrini e viaggiatori che arrivavano a Gerusalemme dal nord e nord-est”.

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Massimiliano Finazzer Flory, lo spettacolo “Essere Leonardo da Vinci” diventa un film

Massimiliano Finazzer Flory, lo spettacolo “Essere Leonardo da Vinci” diventa un film

Le riprese sono già iniziate a New York ma si svolgeranno anche in Italia e in Francia, ad Amboise, dove Leonardo è sepolto e a Clos Lucé, dove il genio morì

MILANO – La passione di Massimiliano Finazzer Flory per Leonardo da Vinci si trasforma anche in un film. L’attore e regista, dal 2012, porta infatti in scena, e non solo in Italia, lo spettacolo teatrale “Essere Leonardo da Vinci. Un’intervista impossibile”, che di recente (il 19 agosto) ha debuttato a Piuro in Val Chiavenna. L’artista ha annunciato una trasposizione cinematografica dello spettacolo, da lui scritto ed interpretato. 

Due le versioni del film, un cortometraggio e un lungometraggio. Mentre il cortometraggio, nel 2018,  è destinato alla partecipazione ai più importanti festival internazionali, per il lungometraggio si prevede l’uscita nel 2019, in concomitanza con le celebrazioni per i 500 anni dalla morte del grande genio rinascimentale. 

Le riprese del film sono già iniziate e si svolgeranno sia negli Stati Uniti, in particolare a New York presso la Morgan Library e la Public Library che contengono un Codice leonardesco, sia in Italia, a Milano e Vinci e in Francia ad Amboise, dove Leonardo è sepolto e a Clos Lucé, dove il genio morì. 

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