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Nuova semantica urbana. Giovanni de Cataldo a Roma

Il paesaggio urbano è al centro dell’indagine estetica, antropologica e architettonica di Giovanni de Cataldo (Roma, 1990); il quartiere San Lorenzo, sospeso fra centro e periferia, diviene il laboratorio per educare l’individuo a riconoscere una bellezza “altra”, quella stessa suggerita da oggetti e materiali rinvenuti per caso, assemblati, dipinti, lucidati, smaltati e infine trasformati in opere d’arte in equilibrio fra pittura, scultura e installazione: realizzati in marmo, metallo e cera, i coperchi delle fontanelle pubbliche divengono aggraziati elementi decorativi; i guardrail verniciati rinascono come sculture architettoniche.
Ridefinendo e rielaborando tutta una serie di oggetti quotidiani, sulla scia di Marcel Duchamp, de Cataldo indaga la relazione tra oggetto e sguardo, spinge a soffermarsi sulla realtà lasciandosi alle spalle le vecchie categorie estetiche, e a riconoscere quella bellezza dostoevskiana che salverà il mondo.

Niccolò Lucarelli

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