Sei qui

Marx e Moby Dick nell’opera di Krzysztof M. Bednarski. A Cracovia

Ci sono due anime che convivono nell’opera di Krzysztof M. Bednarski (Cracovia, 1953), protagonista della mostra curata da Achille Bonito Oliva, Maria Anna Potocka e Martyna Sobczyk presso il MOCAK Museum di Cracovia. Non è un caso che la dualità sia chiarita fin da subito nel titolo della mostra: Karl Marx vs Moby Dick: An Analysis of Form and Demolition of Ideas. La prima, in ordine di apparizione, entrando in mostra è Moby Dick, che fa riferimento a un aneddoto personale nella vita dell’artista, il ritrovamento di una barca sulle rive del fiume Vistola a Varsavia, diventato una sorta di epifania, tale da spingere l’artista a costruire un percorso scultoreo innanzitutto minimale, poi articolato all’infinito in tagli, distorsioni, aperture, frammenti, ricostruzioni.

MOBY DICK

Moby Dick diventa così una madre aperta e accogliente, ma anche un omaggio pulito e scintillante a Brâncuși, o una cassa da muovere, performare e suonare. È soprattutto un discorso sulla scultura di matrice avanguardistica che si realizza nei molti materiali che l’artista esplora, dal bronzo alla pietra, fino al marmo, spaziando tra storia, dimensioni e tecniche artistiche. Diversamente il ciclo fortunato e nutrito di opere dedicate alla figura di Karl Marx è, anche in virtù del tema spinoso che affronta, decisamente più sgargiante, quanto meno nella pratica. Anche Marx è una ossessione: Bednarski lo raffigura spingendo fino al parossismo la propria produzione. Spesso il busto del filosofo appare quasi come una piccola spora che si moltiplica andando a ricoprire tutte le superfici, tutti gli anfratti disponibili.

Krzysztof M. Bednarski, Moby Dick – Maska, 2006. Courtesy K. M. Bednarski
Krzysztof M. Bednarski, Moby Dick – Maska, 2006. Courtesy K. M. Bednarski

KARL MARX

È dal busto e dalla scultura monumentale che parte il discorso di Bednarski, declinandone gli stereotipi in materiali e tinte irrituali. Quella dell’artista è infatti una analisi che lascia sottintendere, in maniera ironica, gli effetti contrastanti che il marxismo ha avuto nella storia del mondo, senza però prendere una posizione nel bene o nel male. Il filosofo, nelle sue opere, è indubbiamente simpatico, nelle sue tante mise colorate, dal blu al magenta, dal giallo al rosso, nelle quali si presenta, o nelle mille disavventure che l’artista gli procura, sezionandogli il capo con il Capitale o riempendolo di bicchieri e oggetti di ogni sorta. Ma è anche de-istituzionalizzato: perde l’austerità e l’autorità della sua figura. E così, grazie all’arte e con un colpo di dado, si trasforma improvvisamente in una icona pop.

Santa Nastro

Cracovia // fino al 24 marzo 2019
Karl Marx vs Moby Dick: An Analysis of Form and Demolition of Ideas
MOCAK
Lipowa 4
https://en.mocak.pl/

Articoli Correlati

Lascia un commento