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L’intervento di Michele De Lucchi alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia

La ricca collezione lagunare della Cassa di Risparmio di Venezia rimarrà a Venezia. Questo sarà possibile grazie a una prestigiosa casa museo veneziana e a una banca, la cui collezione viene “restituita” alla città. La casa museo è la Fondazione Querini Stampalia, nel cuore di Venezia. L’istituzione, insediata nell’omonimo palazzo, è stata voluta dal conte Giovanni per custodire un ricco patrimoni oggi costituito da 378mila volumi, manoscritti, incunaboli e cinquecentine, atlanti e carte geografiche, che forniscono agli studiosi preziose testimonianze storiche. Ricca anche la parte museale, che raccoglie mobili, opere e oggetti d’arte dal XIV al XX secolo, raccolti e valorizzati in un’atmosfera speciale, quella di una dimora patrizia veneziana. La banca è invece Intesa Sanpaolo, la quale, entrata in possesso dei tesori dell’ex Cassa di Risparmio di Venezia, ha deciso di “affidarli” proprio alla fondazione. L’obiettivo, attraverso un accordo ventennale (con possibilità di rinnovo) tra i due enti, è quello della “valorizzazione e condivisione con il pubblico del patrimonio artistico di proprietà della banca”.

LA STORIA DI UNA PREZIOSA COLLEZIONE

Si parla di un vero e proprio tesoro, composto di arredi, mobili e opere d’arte di ambito veneziano dal XVI al XX secolo; tra queste ultime, due dipinti di Canaletto, i bozzetti del Paradiso di Domenico Tintoretto e del Giudizio universale di Giambattista Tiepolo e lavori di altri artisti come Caffi e Ciardi. A ciò si aggiungono una biblioteca, la “Biblioteca Veneziana” composta di 454 manoscritti, bolle e leggi, oltre tremila libri e quattromila tra xilografie e incisioni, e una collezione numismatica, un’importante raccolta di monete prodotte dalla Zecca veneziana, costituita da 149 oselle, 233 monete, 3 medaglie e 17 pezzi di cartamoneta. La collezione si trovava in precedenza negli uffici di rappresentanza della Cassa di Risparmio, in Campo Manin. Una “collezione veneziana” che Intesa Sanpaolo, nell’ambito del proprio Progetto Cultura, ha scelto di far rimanere proprio nella città lagunare. Ottenuta l’ospitalità della Querini, e considerata la quantità del materiale, si è optato per un nuovo intervento, il quale ha previsto il recupero degli spazi al terzo piano, già destinati a uffici, per ricavarvi i nuovi spazi espositivi nei quali sarà presentata l’esposizione curata dalla storica dell’arte Giovanna Nepi Scirè.

Una collezione veneziana. Progetto di Michele De Lucchi. Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2018. Photo © Alessandra Chemollo
Una collezione veneziana. Progetto di Michele De Lucchi. Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2018. Photo © Alessandra Chemollo

IL PROGETTO ARCHITETTONICO DELLE SETTE NUOVE SALE

I precedenti interventi alla Querini hanno coinvolto, in epoche diverse, tre architetti che hanno lasciato il segno nel palazzo: Carlo Scarpa, Valeriano Pastor e Mario Botta. A loro si unisce oggi Michele De Lucchi. Il progetto dell’architetto e direttore in carica di Domus realizza una nuova sezione espositiva all’interno del palazzo che, oltre ad accogliere il ricco materiale artistico, vanta una stupenda vista sui tetti di Venezia e sulla chiesa di Santa Maria Formosa. L’esposizione vuole riproporre il modello della casa museo, sviluppandolo in continuità con l’allestimento già esistente alla Querini.
La particolarità delle sette nuove sale è anzitutto quella di essere poste in successione, il che propone al visitatore “un’infilata”, come la definisce De Lucchi; le sale sono infatti comunicanti e allineate in un unico cannocchiale visivo. L’architetto, liberati gli spazi da tramezzature e superfetazioni, ha scelto di raccontare e valorizzare la storia del palazzo lasciando le travi a vista, restaurando il seminato alla veneziana. In alcune delle sale è possibile intravvedere l’originaria tessitura di legni che sostiene le pareti. Sono state riportate alla luce le decorazioni della sala più piccola, riemerse durante i lavori.

Tappeto Kirman reale Manifattura persiana, prima metà del XIX secolo (particolare). Collezione Intesa Sanpaolo
Tappeto Kirman reale Manifattura persiana, prima metà del XIX secolo (particolare). Collezione Intesa Sanpaolo

ACCESSO GRATUITO PER I VENEZIANI IL 21 NOVEMBRE

Ma la scelta che più risalta è quella cromatica, le stanze sono differenziate con una cromia che richiama il periodo storico delle opere che saranno chiamate a ospitare. Spiega infatti De Lucchi: “Gli ambienti puri ed essenziali diventano a mano a mano di maggior dettaglio e i colori delle pareti si ispirano alle opere esposte, dal grigio minimale del Novecento si passa alle tinte forti riprese dai dipinti del passato”. Al primo piano del palazzo viene invece realizzata una nuova sala, dotata delle tecnologie più moderne di conservazione, dedicata ai volumi collezionati dalla Cassa di Risparmio di Venezia. Qui troveranno spazio, oltre alla “Biblioteca Veneziana”, anche la collezione numismatica e gli spazi per la consultazione dei materiali rari e di pregio della fondazione. La “collezione veneziana” sarà riconsegnata alla città con l’inaugurazione dei nuovi spazi, prevista per il 20 novembre. Il nuovo percorso espositivo sarà visibile dal giorno successivo, il 21 novembre. La scelta del giorno non è casuale, ai veneziani sarà garantito l’accesso gratuito in occasione di una delle principali festività locali, la “Salute”, che in città si celebra fin dal lontano 1630.

Vittorio De Battisti Besi

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