Sei qui

Laure Prouvost rappresenterà la Francia alla Biennale Arte di Venezia 2019

Con la 16. Biennale d’Architettura di Venezia in procinto di inaugurare in questi giorni, iniziano a trapelare le prime notizie ufficiali sulla prossima 58. Mostra Internazionale d’Arte, che si terrà a Venezia tra l’11 maggio e il 24 novembre 2019.  Dopo la Finlandia e l’Austria, anche la Francia ha svelato il nome dell’artista che la rappresenterà alla prossima Biennale Arte: è Laure Prouvost (Lille, 1978), un’artista giovane ma dall’alto profilo internazionale.

LE MOTIVAZIONI

Sono stati Jean-Yves Le Drian, ministro dell’Europa e degli affari esteri, e Françoise Nyssen, ministro della cultura, su proposta di un comitato di selezione, a scegliere Laure Prouvost per rappresentare la Francia alla 58. Biennale d’Arte Internazionale Venezia. “Il comitato di esperti”, si legge nel comunicato stampa emesso dal ministero della cultura, “ha valutato in particolare la capacità della Prouvost di affrontare argomenti tanto intimi quanto universali utilizzando medium estremamente diversi”. Decisiva per la scelta finale è stata la carriera internazionale della giovane artista “immagine perfetta del dinamismo della scena artistica francese di cui sarà ottima testimonial a Venezia nel 2019”, conclude la nota congiunta dei due ministri.

UNA CARRIERA IN FORTE ASCESA

Nata nel 1978 a Lille, Prouvost ha studiato presso il Goldsmiths College e alla Central St Martins di Londra. Ha vinto il Max Mara Art Prize for Women nel 2011 e il Turner Prize in 2013 e, nonostante la relativamenete giovane età, ha all’attivo mostre in prestigiose istituzioni internazionali, come il Walker Art Center, il Museum für Moderne Kunst di Francoforte sul Meno, il BASS Museum di Miami, l’Hangar Bicocca. Il 22 giugno 2018 inaugurerà la più grande retrospettiva mai realizzata del suo lavoro al Palais de Tokyo di Parigi che, anche alla luce della recente nomina, rappresenta una ulteriore consacrazione.

LA RICERCA

Conosciuta per le sue installazioni immersive o che mischiano media diversi, la Prouvost nel suo lavoro affronta temi legati alla comunicazione e alla sua fruizione. In un mash-up perfetto combina memorie personali esistenti e immagini di fantasia, utilizzando riferimenti artistici e letterari, per creare complesse installazioni cinematografiche che si muovono sul confine tra la finzione e la realtà. I film sono spesso inseriti all’interno di ambienti costruiti con cura e riempiti con un assortimento di oggetti trovati, sculture, pitture e disegni. Nel frattempo, e siamo a fine maggio, l’Italia ancora non ha scelto neppure il curatore del suo Padiglione nazionale.

 

– Mariacristina Ferraioli

Articoli Correlati

Lascia un commento