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Land art e bene pubblico nelle Langhe. Valerio Berruti invita alla cura dei suoi 100 bassorilievi

Dopo la grande installazione La giostra di Nina, una vera giostra del diametro di 7 metri, Valerio Berruti torna a cimentarsi con l’imponenza delle dimensioni, questa volta creando un complesso scultoreo. È di qualche giorno fa l’inaugurazione di Frammenti, la nuova opera monumentale ideata e realizzata dall’artista piemontese per ricoprire il brutto muro di contenimento, sottostante al Castello di Monticello d’Alba, con circa 100 bassorilievi in cemento armato e smalto alti 2 metri.

IL PROGETTO DI BERRUTI

Nel progetto ho pensato a qualcosa che potesse essere ‘d’istruzione’”, dice Berruti. “Così, ho realizzato un’opera che ha a che fare con la land art, ma anche con la cura del bene pubblico”. Frammenti è stato, infatti, reso possibile grazie alla prima edizione del Bando Distruzione, iniziativa inedita e innovativa della Fondazione CRC, dedicata a promuovere il miglioramento del contesto urbano e paesaggistico della provincia di Cuneo attraverso azioni di demolizione, mitigazione ed eliminazione. “Frammenti rappresenta l’intervento più significativo e d’impatto realizzato con la prima edizione del Bando Distruzione, promosso dalla Fondazione nel corso del 2017”, commenta Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC. “La bellezza diventa protagonista, grazie all’opera di Valerio Berruti, e trasforma un muro di cemento armato in un’opera d’arte, in dialogo con la natura e la comunità di Monticello”.

100 BASSORILIEVI

Oltre alla “distruzione” delle brutture, finalizzata a ripristinare la bellezza dei contesti ambientali e paesaggistici, il bando intende anche coinvolgere le comunità nella “presa in carico” dei luoghi attraverso processi di partecipazione fattiva. Come nel caso di quest’opera che, con i suoi 100 bassorilievi a simboleggiare la frammentazione dell’essere umano colto nel momento fragilissimo dell’infanzia, è parte di uno spazio vivo, in costante interazione con gli agenti atmosferici e soprattutto con l’edera, da anni vera “proprietaria” di questo spazio, che l’artista non ha voluto sfrattare. “L’opera si chiama “Frammenti” ma in un primo momento avevo pensato di intitolarla ‘La cura’ proprio per sottolineare l’esigenza di essere responsabili di ciò che abbiamo”, spiega Berruti. “Se gli abitanti di Monticello avranno cura di potare l’edera le formelle saranno sempre visibili, altrimenti ne verranno ricoperte. In qualche modo il mio lavoro è un segnale d’allarme per un atteggiamento oggi troppo diffuso, per cui ciò che è pubblico viene bistrattato”.

-Claudia Giraud

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