Sei qui

La pittura disegnata di Marco Fantini. A Trento

La Paolo Maria Deanesi Gallery e lo spazio KN di Trento uniscono le forze per la mostra Concerto campestre (o interrotto) di Marco Fantini (Vicenza, 1965), a cura di Federico Mazzonelli. Due mostre simili e diverse, la prima, più “piena”, con il grande libro dell’installazione HB che invade lo spazio, elogio al disegno libero ed espressivo, che si mescola con la pittura fino a diventare tattile e materica; la seconda (aperta ancora per pochi giorni), più compatta, dominata da opere di medio formato, ancora disegni, carboncini e collage. Domina il nero, accostato al bianco e ai grigi e agli ocra della carta, su superfici ruvide ed espressive che sembrano trasmettere il “tempo” impiegato a realizzare le opere.
Su di esse Fantini disegna figure grottesche e comiche che ricordano Max Ernst e le bambole di Hans Bellmer, ma raffreddate, intellettualizzate da numeri, lettere, resti di macchine celibi di duchampiana memoria. Fantini mostra il suo universo simbolico e misterioso (all’enigmatica iconografia del dipinto di Tiziano allude infatti il titolo della mostra), in una pittura di un’avanguardia malinconica, intima e personale.

Sara d’Alessandro Manozzo

Articoli Correlati

Lascia un commento