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Keith Haring a Bruxelles. In Belgio una grande retrospettiva sull’icona della cultura pop

Sta per inaugurare al Bozar di Bruxelles un’importante retrospettiva sul leggendario artista americano Keith Haring (Reading, 1958 – New York, 1990) che offre la possibilità di riscoprirne il lavoro, l’attivismo e la continua influenza sull’arte, ancora oggi. Amico e collaboratore di Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat, Keith Haring è stato una figura unica nella New York degli anni ’80, con un ruolo chiave nella controcultura per il suo stile immediatamente riconoscibile, fatto di motivi iconici: cani che abbaiano, bambini striscianti e dischi volanti, contraddistinti da chiari significati politici legati al suo attivismo. Prima di morire ormai quasi trent’anni fa per AIDS, l’artista ha infatti fondato la Keith Haring Foundation per sostenere organizzazioni no-profit che si occupano di bambini disagiati e di educazione, prevenzione, ricerca e assistenza, appunto contro l’AIDS. La mostra – sia cronologica che tematica – rievoca lo stile e lo spirito del tempo attraverso documenti d’archivio, fotografie, poster, murales, video visti raramente e oltre 85 opere tra disegni e dipinti; mentre l’installazione immersiva Black light del 1983 presenta una serie di lavori che diventano fluorescenti sotto la luce ultravioletta. Il tutto accompagnato da musica disco ed elettronica post-punk. Ecco le immagini…

 Claudia Giraud

Keith Haring
Dal 6 dicembre 2019 al 19 aprile 2020 (preview il 5 dicembre)
BOZAR – Centre for Fine Arts
Entrance: Rue Ravensteinstraat 23, 1000 Brussels
https://www.bozar.be/

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Sta per inaugurare al Bozar di Bruxelles un’importante retrospettiva sul leggendario artista americano Keith Haring (Reading, 1958 – New York, 1990) che offre la possibilità di riscoprirne il lavoro, l’attivismo e la continua influenza sull’arte, ancora oggi. Amico e collaboratore di Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat, Keith Haring è stato una figura unica nella New York degli anni ’80, con un ruolo chiave nella controcultura per il suo stile immediatamente riconoscibile, fatto di motivi iconici: cani che abbaiano, bambini striscianti e dischi volanti, contraddistinti da chiari significati politici legati al suo attivismo. Prima di morire ormai quasi trent’anni fa per AIDS, l’artista ha infatti fondato la Keith Haring Foundation per sostenere organizzazioni no-profit che si occupano di bambini disagiati e di educazione, prevenzione, ricerca e assistenza, appunto contro l’AIDS. La mostra – sia cronologica che tematica – rievoca lo stile e lo spirito del tempo attraverso documenti d’archivio, fotografie, poster, murales, video visti raramente e oltre 85 opere tra disegni e dipinti; mentre l’installazione immersiva Black light del 1983 presenta una serie di lavori che diventano fluorescenti sotto la luce ultravioletta. Il tutto accompagnato da musica disco ed elettronica post-punk. Ecco le immagini…

 Claudia Giraud

Keith Haring
Dal 6 dicembre 2019 al 19 aprile 2020 (preview il 5 dicembre)
BOZAR – Centre for Fine Arts
Entrance: Rue Ravensteinstraat 23, 1000 Brussels
https://www.bozar.be/

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