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Io sono una forza del passato. Notarangelo, Garrubba, Settanni e De Seta a Matera

Sono frammenti di vite che un tempo furono, abitanti nelle terre dove Lucania e Puglia si fondono in quei sottili e labili paesaggi e infiniti passaggi di campi e di pietre in un bianco-nero accecante e arcaico. Quei contadini che custodivano i segreti dei poderi, nutriti dalla fatica e dalla povertà. Eppure è sorprendente come molti di essi accennino ad un sorriso, quasi fosse un barlume di vita. In questa precaria ciclicità dell’esistenza, il colore oscuro degli abiti, degli scialli delle vecchie, dei lunghi capelli bianchi, raccolti, coperti e nascosti quasi fosse una colpa, alludono al mondo sotterraneo dei defunti in un senso perpetuo di lutto e di mancanza. Le vestali nere, protettrici del focolare che osservano da un balcone la vita che fuori fugge, attendono lente le ore verso la fine di ogni cosa. Il rapporto con gli antenati si rigenera sempre, in ogni instante nel tempo mitico e metastorico della memoria. Il ricordo del passato rivive nel tempo nel lavoro nei campi, nella sosta e nella festa, nel cibo, nelle mura domestiche, nella preghiera, nella magia sussurrata, nei pellegrinaggi religiosi. Esso è circolare come il movimento ancestrale delle raccoglitrici di olive che nella stagione fredda, senza sosta sono chine a cogliere il frutto del dolore, del sudore e della fame, unica forma di sostentamento, di una vita provvisoria. La vita scorre lenta nelle fotografie di Domenico Notarangelo (1949-2010), di Caio Mario Garrubba (1923-2015), di Pino Settanni (1949-2010) e nel film documento di Vittorio De Seta (1923-2011) dove il guardare antropologico l’esistenza dell’uomo nella società contadina, diventa forza per ricordare e rievocare oggi, le memorie del passato.

-Fabio Petrelli

Fondazione Sassi, Matera
“Io sono una forza del Passato”
Fino al 10 novembre 2019
Curatore: Ronald Sejko

www.fondazionesassi.org                     

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