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Il nuovo aeroporto di Beijing progettato da Zaha Hadid Architects

C’è chi, nonostante le sei braccia, l’ha già ribattezzato The Starfish. Tuttavia, più che ispirarsi alla biologia marina, per il nuovo Beijing Daxing International Airport i progettisti dello studio Zaha Hadid Architects sembrerebbero aver teso la mano alla tradizione architettonica cinese. Naturalmente, a modo loro.
Costruito in circa cinque anni, a meno di cinquanta chilometri a sud da Pechino, l’hub dei record – già in questa prima “configurazione” dovrebbe essere in grado di servire 45 milioni di passeggerei ogni anno, ma ulteriori lavori sono attesi per il prossimo futuro – reinterpreta infatti un modello consolidato di organizzazione spaziale: quello formato da un centro nevralgico attorno al quale si irradiano più ambienti. Una strategia che se da un lato evoca l’archetipo del cortile centrale, circondato da una pluralità di vani, dall’altro è in realtà il risultato di una precisa volontà funzionale. Ridurre le distanze tra i desk per il check-in e i vari gate è stato infatti uno degli obiettivi perseguiti dagli architetti di ZHA, che insieme ai colleghi di ADP Ingeniérie hanno prestato particolare attenzione anche al design dei lucernari e hanno previsto impianti per l’energia fotovoltaica e sistemi di raccolta dell’acqua piovana. Per chi volesse farsi un’idea di persona, non resta che prenotare un volo: PKX è il codice identificativo scelto per il nuovo aeroporto cinese.

– Valentina Silvestrini

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