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Ex voto e sculture. Namsal Siedlecki a Roma

Gli ex voto sono da sempre elementi in bilico tra devozione e creazione artistica, con un’ormai sempre più netta sproporzione a favore della prima. Namsal Siedlecki (Greenfield, 1986) inverte il rapporto con sculture in cui miraggio e preghiera persistono ma recedono.
Dai pozzi votivi di Clermont-Ferrant le offerte anatomiche in legno, dalla Fontana di Trevi migliaia di monete mai cambiate. Nell’ambiguità dell’avvenuta guarigione o di un’anonima richiesta prodigiosa, messaggi al fato antichi e moderni sono resettati. Se le braccia tese e le mani aperte seminate in Francia parlano un oscuro linguaggio dei segni, le monete ripescate evocano invocazioni divertite, tenute a mente a bordo vasca. L’unione è tanto brutale quanto liberatoria. Braccio, busto, mano. I singoli elementi trovano ordine e sistematicità nell’esibizione, il riscatto di una nuova totalità corporea senza dolore e sofferenza. È l’affermazione di una liturgia artistica fatta di scansioni 3D, calchi in cera, rituali bagni galvanici e ostensione finale. Grazia ricevuta.

Raffaele Orlando

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