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È morto Jonas Mekas, simbolo della cinematografia d’avanguardia in America

Cari amici, Jonas ci ha lasciati nella pace e nella tranquillità questo primo mattino. Era a casa, con la sua famiglia. Sarà una grande perdita ma la sua luce risplende”. Viene annunciata da un post sulla sua pagina facebook, la notizia della morte di Jonas Mekas (Biržai, 24 dicembre 1922 – New York, 23 gennaio 2019), giunto a 96 anni. Ricordiamo qui i passi più importanti della vita del regista, cineasta e poeta che ha militato nella critica cinematografica e ha sviluppato un nuovo stile diaristico nei suoi film d’avanguardia.

LA GIOVINEZZA

Jonas Mekas era nato nel 1922 nel villaggio agricolo di Semeniškiai, in Lituania, la sua terra natìa che era stato costretto ad abbandonare nel 1944. Visse infatti la Seconda Guerra Mondiale, prima come fuggitivo e poi come prigioniero: arrestato su un treno in Germania in cui era clandestino assieme a suo fratello, venne imprigionato in un campo di lavoro presso Amburgo, in cui rimase otto mesi, un’esperienza che lo segnò per sempre. Sopravvisse però agli orrori della guerra, riuscendo a dedicarsi negli anni successivi allo studio della fotografia. Il suo incontro con il cinema però avvenne in America, dove approdò alla fine degli anni 40. Fu in questa terra promessa, al tempo nel pieno boom economico, che ottenne la sua prima macchina da presa, una Bolex 16 millimetri, cominciando a muovere i primi passi nella sperimentazione cinematografica.

UNA NUOVA VITA A NEW YORK

Il suo esordio nell’editoria critica risale al 1954: dopo essere diventato un aderente del movimento cinematografico americano chiamato Avant-Garde, fonda, assieme a suo fratello, la rivista Film Culture, che in breve diventa la voce più autorevole della critica cinematografica statunitense. Il suo apporto arrivò al Movie Journal nel Village Voice, con una rubrica mai dimenticata. Il suo coinvolgimento nella produzione d’avanguardia si concretizzò invece nel 1964, quando fondò la cineteca dei filmmaker, poi trasformatasi nell’Anthology Film Archives, uno dei punti di riferimento di film d’essai, che venivano qui custoditi e proiettati al pubblico.

MEKAS REGISTA E POETA

Tra i suoi film più applauditi, ricordiamo The Brig, che ha ricevuto il Grand Prize al Festival di Venezia nel 1963, oltre a Walden (1969), Reminiscences of a Journey in Lithuania (1972), Lost Lost Lost (1975), Scene dalla vita di Andy Warhol (1990) e Scene dalla vita di George Maciunas (1992). Nel 2007, adottando gli strumenti del nuovo millennio, ha completato una serie di 365 cortometraggi pubblicati su Internet, uno al giorno, facendo del web l’ultimo palcoscenico dei suoi nuovi lavori. Il ruolo di regista ha sempre proceduto parallelamente con la sua carriera letteraria, pubblicando più di 20 libri di prosa e poesia e scrivendo una pagina importante della letteratura classica lituana.

-Giulia Ronchi

 

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