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Di piante e vulcani. Quattro artisti a Napoli

Immerse in una fresca verdura di fiori e piante, le opere della mostra Supervulcanos profumano dello spazio che le circonda, fondendo, in un reciproco gioco di richiami, gli osservatori e lo spazio osservato.
Gli artisti Andrea Kvas, Irina Lotarevich, Leena Lübbe e Anna Schachinger raccontano, anche attraverso i testi di Francesca Blandino, l’energia di una natura dionisiaca, vitale e distruttiva. È il racconto di un vulcano, Stromboli, che si snoda all’interno di uno spazio ricavato nel ventre di Napoli, scavato nel tufo, materiale che trae origine dalle eruzioni di un altro grande vulcano, il Vesuvio.
La terza collettiva dello spazio Tarsia accoglie un pubblico di artisti, amanti d’arte, curiosi, ma soprattutto gli abitanti del quartiere Montesanto, che si recano ogni giorno nello spazio dei fratelli Molisso per acquistare fiori e piante.

TARSIA

Tarsia è un luogo singolare e stratificato, semplice e complesso come la realtà urbana che lo circonda. Lo spazio non profit è stato inaugurato nel novembre 2018 all’interno di un ipogeo che, di fatto, è un negozio di fiori e piante. L’idea di dare all’attività commerciale una vocazione creativa ed espositiva è di Antonio Della Corte, artista e medico chirurgo, che racconta così l’inizio di questa avventura: “I miei fruttivendoli sono due fratelli, Antonio e Ciro, due quarantacinquenni. Sono loro cliente da un paio di anni. Le mie soste per acquistare la frutta hanno cominciato man mano a diventare sempre più lunghe, e intrattenendomi sempre di più siamo diventati amici. Durante le feste comandate, come Natale e Pasqua, erano soliti mettersi sul marciapiede di fronte per vendere fiori o piante. Visto il successo di quelle vendite hanno deciso di prendere lo spazio di fronte per farne un negozio di piante. Me lo hanno comunicato e mostrato. Uno spazio bellissimo. Ho proposto loro di fare delle mostre di arte contemporanea. Si sono illuminati alla richiesta. Mi hanno fatto gestire la ristrutturazione dello spazio, che è stato un compromesso tra le scarse risorse, la necessità di ventilazione e di acqua per le piante e le mie richieste di illuminazione e di lasciare lo spazio quanto più asciutto possibile. Li aggiorno spesso sulle varie idee di progetti o mostre. Accettano senza riuscire a cogliere appieno le cose delle quali parlo loro. Si fidano, mi dicono “fai tu””.
Lo spazio, aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20 tranne il giovedì pomeriggio e la domenica, seguendo gli orari dell’attività commerciale, articola la propria programmazione dialogando da un lato con il contesto sociale, culturale e artistico napoletano e italiano, dall’altro aprendosi a collaborazioni con artisti, curatori e realtà estere.
Antonio Della Corte, l’artefice di questo particolare progetto, è un artista che ha esordito nel 2015 con una mostra collettiva a Copenaghen, organizzata da Rendezvous Curators, seguita da mostre collettive presso la Benoni Gallery (2015) e la House of Art and Design di Holstebro (2017), Sort, Vienna (2018). Nel 2017, invece, era a Roma con un progetto personale presso Una Vetrina.

Supervulcanos. Installation view at Tarsia, Napoli 2019
Supervulcanos. Installation view at Tarsia, Napoli 2019

UNO SPAZIO UNICO

Secondo Della Corte sarebbe proprio lo spazio di Tarsia, nella sua unicità, a incentivare il lavoro degli artisti: “Forse un po´ stanchi della neutralità a volte troppo rarefatta dei cubi bianchi, gli artisti reagiscono con grande entusiasmo a uno spazio così peculiare. Tarsia è un bellissimo sotterraneo, un incubatore di utopie pieno di piante e fiori. L’esatto opposto di un “white cube”. Con la sua specificità fisica e il fatto che sia allo stesso tempo spazio per l’arte e negozio di fiori, incuriosisce molto il pubblico, che visita con costanza quotidiana le mostre”.
La filosofia che sottende la scelta degli artisti è dettata dall’urgenza di conferire al programma espositivo una forte eterogeneità e una pluralità di visioni e contenuti. Una scelta basata su un dialogo e uno scambio relazionale molto ampio e aperto, che nasce in primo luogo con il quartiere Montesanto, area del centro storico di Napoli non sempre facile e connotata da forti contrasti sociali. L’idea che un abitante del posto si rechi dal fioraio e si ritrovi inavvertitamente in un luogo di creazione artistica rappresenta un esempio di inclusività e di invito alla partecipazione collettiva, un modo concreto di abbattere le barriere convenzionali tra “spazi comuni” e luoghi di cultura.
Tarsia, tra le altre cose, è la storia di un’insolita corrispondenza di intenti tra persone apparentemente molto distanti per cultura e formazione, due venditori di frutta e un artista che nella vita è anche chirurgo.  “Il dialogo con i fratelli Molisso” ‒ spiega Della Corte ‒ “è qualcosa che mi arricchisce molto e spero che lo stesso sia per loro. Avvertire il loro entusiasmo durante le inaugurazioni, la loro energia genuina, è un’esperienza speciale. Quando di tanto in tanto li accompagno, alle 4 del mattino, al mercato delle piante presso il quale si riforniscono, ribadisco loro quanto sia grato per questa preziosa opportunità. L’arte è di tutti e per tutti”. E i fatti, qui, sembrano dimostrarlo, al di là di tutti i luoghi comuni.

Arianna Piccolo

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