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Dall’Italia al mondo e ritorno. In due libri

ART-GLOBE-TROTTER

Un libro che raccoglie 500 opere d’arte che “valgono il viaggio”, suddivise in sette macro-regioni e collocate su mappe che riportano pure le coordinate GPS – perché si sa, talvolta c’è da fare un’autentica caccia al tesoro.
Questa l’impostazione generale del volume. E ora si corre a vedere cosa è stato scelto in Italia. Si comincia da Robert Irwin a Villa Panza, a cui seguono Roman Signer da Zegna a Trivero, i Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer all’HangarBicocca di Milano, e ancora a Milano: Wolf Vostell alla Fondazione Mudima, il “dito medio” di Cattelan in Piazza Affari, Robert Gober da Prada, Dan Flavin nella straordinaria Chiesa Rossa. Ricercata la scelta di Jason Dodge a Reggio Emilia, poi si scende in Toscana, con Daniel Buren alla Fattoria di Celle e Federica Marangoni nel Parco Sculture del Chianti, insieme a Michelangelo Pistoletto a Porta Romana a Firenze e al Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle. Roma non esiste, anche se ci si va vicino con Arnaldo Pomodoro citato sia ai Musei Vaticani che a Tivoli. Infine il sud, con Kounellis nella metropolitana di Napoli, Anish Kapoor al Parco del Pollino e il Grande Cretto di Alberto Burri.
Nel Paese dei campanili, ognuno recriminerà sulla mancanza della propria città. Per Phaidon invece la situazione è chiara: Milano è la capitale (italiana) dell’arte contemporanea.

Destination Art
Phaidon, London 2018
Pagg. 560, € 29.95
ISBN 9780714876467
www.phaidon.com

Destination Art (Phaidon, London 2018)
Destination Art (Phaidon, London 2018)

SPARIGLIARE LE CARTE

Non fatevi distrarre dall’agilità di questo volume di 150 pagine: è un densissimo saggio storico, zeppo di citazioni e note, nella più squisita tradizione della ricerca accademica. Se ve la sentite – e ne vale la pena – allora sarete solo all’inizio della difficoltà. Perché Michele Dantini qui pone in discussione una marea di pre-giudizi critici, per non parlare della messa in prospettiva di molte figure della nostra cultura, ridistribuendo onori e oneri.
Il quadro crono-geografico è quello dell’Italia “tra fascismo e Repubblica”, ovvero quel frangente in cui ci si aspetterebbe una discontinuità radicale e una discriminazione manichea fra cattivi e buoni. Ma che dire dell’avanzatissima politica portata avanti da Giuseppe Bottai?
Certo, scrivere saggi del genere non attira facili simpatie. Ci sarà sempre chi, da una parte e dall’altra, griderà allo scandalo, al revisionismo e quant’altro. Ce ne faremo una ragione.

Michele Dantini – Arte e politica in Italia
Donzelli, Milano 2018
Pagg. 154, € 25
ISBN 9788868438111
www.donzelli.it

Marco Enrico Giacomelli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #46

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