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Come essere a Taiwan. Henrik Håkansson a Torino

La video installazione di Henrik Håkansson (Helsingborg, 1968; vive tra Svezia e Germania) è un esperimento nell’esperimento. Metti un anno a Taiwan, come è capitato all’artista per studiare le falene in tutta la regione con la Low Altitude Experimental Station dell’Istituto di Ricerca sulle Specie Endemiche. Metti che lo stesso artista architetti insieme a un entomologo di nome Hsu Huan Chih un escamotage per attirare gli insetti volanti e poterli studiare meglio. Ecco che si materializza una struttura con un telo bianco, costruita appositamente e posizionata all’aperto davanti a una luce a base di mercurio. Non c’è falena, tra quelle delle circa 4mila specie attualmente conosciute, che non ne venga attratta. Così Håkansson ha potuto girare il suo doppio video:  uno inquadrando le falene attorno alla luce e l’altro posizionandosi dal lato opposto del telo, come per riprendere un vero e proprio spettacolo di ombre cinesi.
La stessa struttura utilizzata per l’esperimento e i due video giacciono oggi sui fondali della galleria Noero, accompagnati da un audio prodotto dall’artista trasformando la frequenza di versi di pipistrello in suoni udibili dagli umani. Con questo lavoro continua l’indagine dello svedese sul rapporto tra persone, animali, insetti e piante, tra esplorazione e biologia. Riuscirà l’umanità a riavvicinarsi alla Natura? Non può saperlo nessuno, ma è certamente ciò che spera Håkansson producendo e riproducendo  le sue opere.

Angela Pastore

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