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Mudec di Milano. A due anni dall’apertura raggiunto il numero di 1 milione di visitatori

Mudec di Milano. A due anni dall’apertura raggiunto il numero di 1 milione di visitatori

Staccato il 21 settembre alle 19:15 il biglietto del milionesimo visitatore.  Dal 2015 il Museo delle Culture è diventato un punto di riferimento per l’arte e la cultura meneghina e un luogo unico, da condividere con la città  

MILANO – Il 21 settembre alle ore 19.15 il MUDEC – Museo delle Culture di Milano ha raggiunto il numero record di 1 milione di visitatori. A soli due anni dall’apertura, il museo è diventato punto di incontro per piacevoli momenti culturali e di aggregazione, location di importanti festival e ricorrenze letterarie meneghine, un hub di innovazione insomma, confermandosi un vero simbolo della città.

Bruno, questo il nome del visitatore n. 1.000.000, è stato premiato con la consegna del maxi biglietto del MUDEC, nonché del catalogo della collezione etnografica permanente, quello della attuale mostra “Egitto. La straordinaria scoperta del faraone Amenofi II”, la Mudec Card che dà diritto per un anno all’accesso gratuito alle mostre e tanti gadget della collezione permanente e della nuova mostra Egitto. 

L’affluenza di pubblico e i numeri raggiunti dal MUDEC in questi due anni e mezzo confermano tra l’altro l’apprezzamento dei visitatori per il palinsesto mostre proposto da 24 ORE Cultura, che punta da un lato sui grandi artisti (oltre 156.000 visitatori per Gauguin, oltre 110.000 per Basquiat e Kandinskij) e dall’altro sulle Grandi Civiltà, culture del mondo e grandi scoperte, come la mostra sull’Antico Egitto appena inaugurata. Numeri raggiunti grazie anche alle numerose attività collaterali organizzate dal Mudec: in 2 anni più di 3.200 gruppi scuola, più di 2.500 visite guidate per adulti e sold-out dei laboratori didattici per i bambini nei week end. 

Il MUDEC, patrimonio della città di Milano è sempre più noto anche all’estero per l’unicità della sua architettura, a firma di David Chipperfield: un’opera d’arte che ospita l’arte.

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Estate Romana 2017. Ultimi giorni per questa 40ima edizione

Estate Romana 2017.  Ultimi giorni per questa 40ima edizione

Le manifestazioni previste per musica, film, percorsi, teatro, incroci artistici ed esperimenti dal 22 al 30 settembre

ROMA Ultimi giorni per questa 40ima edizione dell’Estate Romana che, con i suoi eventi, ha conquistato i vari angoli della Capitale.

Fino al 24 settembre, appuntamento negli spazi del MACRO – Museo d’arte contemporanea Roma con Live Cinema Festival, la manifestazione internazionale incentrata sulle più innovative performance di spettacoli audio-video dal vivo. Tra gli eventi gli questa settimana, segnaliamo il collettivo internazionale Kanaka che presenterà, venerdì 22 dalle 21 alle 22, Deception, esplorazione di infiniti universi attraverso un complesso sistema sonoro in 3D. Domenica 24 dalle 22 alle 23, imperdibile l’appuntamento con Klaus Obermaier, artista austriaco considerato tra i padri dell’arte multimediale. Regista, coreografo e compositore, Obermaier presenterà l’opera Faceless Voiceless, riflessione sull’anonimizzazione del volto umano in una società, in particolare l’America di Trump, che accresce sempre di più le pratiche di sorveglianza.

All’Auditorium Parco della Musica, nell’ambito della XX edizione di Una striscia di terra feconda, festival franco-italiano ideato e diretto da Armand Meignan e Paolo Damiani, da non perdere venerdì 22 settembre alle 21, Watchdog, jazz migration in prima nazionale con Anne Quiller al piano, fender rhodes e moog, Pierre Horckmans al clarinetto e clarinetto basso; alle 22.15, Vingt ans après, una produzione originale di e con il contrabbassista Paolo Damiani accompagnato da Paolo Fresu  alla tromba, Gianluca Petrella al trombone, Theo Ceccaldi al violino e Danilo Rea al pianoforte.

Per il quarantesimo anniversario dell’Estate Romana, dal 24 al 29 settembre, torna Synbolon, rassegna di quattro concerti di musica sacra ospitati all’interno di varie chiese di Roma. Domenica 24 settembre alle 19.30, nella Chiesa Santa Maria della Presentazione a Torrevecchia, il concerto di musica sacra e popolare ecumenica per coro, cantanti solisti e organo dal titolo Dialogus musicalis; martedì 26 alle 19, nella Chiesa di San Pio X alla Balduina, concerto per cori ed orchestra con il The New Chamber Singers Choir, il Coro Capella Ars Musicalis, Valeria Vill e Trio Improvviso Ensemble Sacra Cantorum. Giovedì 28 alle 19, nella Chiesa di San Cipriano, Resurrexi, concerto per cantori gregoriani e organo; venerdì 29 alle 19.30, nella Chiesa di Santa Maria Assunta e San Giuseppe a Primavalle, concerto ecumenico interreligioso per cori, violino e organo con il M°Luigi Pastoressa e Vanessa Fioretti.

Il Teatro San Carlino, nella sede storica sul Viale dei Bambini di Villa borghese, a due passi dalla terrazza del Pincio, ospita, dal 22 settembre al 1° ottobre, la rassegna Bimb’in burattin. Due weekend di spettacoli dedicati ai più piccoli con la Compagnia Malu Spectaculo, le marionette da tavolo della Compagnia Tieffeu, i burattini di Roberto Nigri e tanto altro ancora.

Dal 28 al 30 settembre, va in scena al Teatro Marcello Operazione Condor – Il Volo di Laura. Uno spettacolo ambientato negli anni bui delle dittature sudamericane che narra la storia di Laura, una dei molti desaparecidos dell’America Latina, che trova la morte non ancora ventenne con i famigerati “voli della morte”. La mise en scène sviluppa la narrazione su due piani temporali distinti: quello della contemporaneità, durante la fase finale di un processo del 2015 nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, e quello storico, quando nel continente latino-americano migliaia di persone scomparivano nel nulla. Durante le tre giornate, alle ore 11, si terranno una serie di incontri e convegni sul tema della violenza in vista dello spettacolo serale alle ore 21.

Fino al 24 settembre, nel Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, appuntamento con la X Edizione del Festival della Letteratura di Viaggio, dedicato al racconto del mondo, di luoghi e culture (vicini e lontani), attraverso diverse forme di narrazione del viaggio: dalla letteratura alla geografia, dalla musica alla fotografia, dall’antropologia al teatro, dalla filosofia al giornalismo e alla storia.

Tra gli eventi in programma: venerdì 22 alle 20.30, spettacolo teatrale Intorno al mondo in 72 giorni. Il viaggio di Nellie Bly con Diana Forlani, scritto e diretto da Paola Sarcina; sabato 23 alle 10, Passeggiata geografica da Piazza Venezia a Sant’Andrea della Valle in compagnia della geografa Daniela Pasquinelli; domenica 24 alle 19, incontro con lo scrittore e giornalista Paolo Rumiz dal titolo In cammino sulla faglia, viaggio nei luoghi del terremoto; a seguire, chiusura del Festival con il lancio della mostra Omaggio ad Amatrice, con Fabio Bolzetta, giornalista e conduttore televisivo, Jarek Mikolaevskj, giornalista e poeta polacco, e Flaminia Santarelli, Agenzia Regionale del Turismo Regione Lazio.

La compagnia Laminarie giunge a Roma con il progetto artistico MIDOLLO – spettacolo itinerante nelle vertebre del Corviale: fino al 24 settembre, dalle 18.30 alle 20, Laminarie abiterà i parchi, le piazze del Corviale, gli andri e i corridoi del Serpentone fino alla Cavea. Palazzine e spazi pubblici fungeranno da palcoscenico per le narrazioni proposte dalla compagnia che, con gli abitanti di questa area periferica romana, daranno vita alle performance.

Dal 28 al 30 settembre, torna per il quarto anno consecutivo Buskers In Town, il primo festival buskers metropolitano che ha trovato nel quartiere Centocelle il palcoscenico ideale per l’arte di strada in tutte le sue declinazioni. Tra gli eventi in programma a partire dalle 21: giovedì 28, in Piazza dei Mirti, appuntamento con la musica di Sirio e, a seguire, spettacoli di giocoleria, acrobatica e contorsionismo con Elia Bartoli, Compagnia Amorua e Irene Betti; sul Piazzale delle Gardenie, spettacolo di fuoco con Fokoloko, lo spettacolo teatrale Teresa, le percussioni urbane a cura di Drumbo e musica hang con Andrea Secola. Venerdì 29, in Piazza dei Mirti, le ombre di Silvio Gioia, Follow the Sun, esibizione di acrobatica aerea, lo spettacolo di danza Reverié (in replica il giorno successivo su Piazzale delle Gardenie) e i concerti di Gianluca Secco  e Mammooth; sul Piazzale delle Gardenie, lo spettacolo di fuoco Crèmé Brulé, le bolle di sapone di Alessia Muntoni, circo teatro Donamora, lo spettacolo di mimo della Compagnia Opera Buffa ed Enphasis, concerto performativo al pianoforte di Antonio Arceri e Luigi Morra. Sabato 30, in Piazza dei Mirti, Il Dominatore di Eduardo Ricciardelli, lo spettacolo di fuoco Lucignolo, le esibizioni aree di Irene Croce e Mary la cutié e il live painting di Cristiano Quagliozzi; su Piazzale delle Gardenie, lo spettacolo di giocoleria Werner Circus, il teatro circo Pois Pois di Sara Cambi, lo spettacolo di Giorgia Filanti e, in chiusura, il concerto di Keet&More.

Al via dal 24 al 26 settembre, la quarta edizione del New Generation Festival. La manifestazione, dal tema Architects VS Rest of the World, durante i tre giorni, vedrà alternarsi sul palco oltre 80 giovani professionisti ed esperti internazionali, con un fitto programma di lecture, round table, workshop ed eventi satellite (proiezioni, video-interviste…), puntando i riflettori su tre temi chiave: Urban Vocabulary & Public Space, New Economies & Values, Digital Infrastructures & New Media. In programma anche il Focus su Europan e Concorsi, organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti. All’interno della Casa dell’Architettura, sarà presente Press Box, un’installazione temporanea site specific firmata da SET Architects, che accoglierà una reading area a cura di mint LIST. A disposizione dei visitatori, una selezione di pubblicazioni, riviste e libri di architettura delle più importanti case editrici internazionali. 

Vademecum

www.estateromana.comune.roma.it
facebook.com/EstateRomanaRomaCapitale
twitter.com/estateromana, instagram.com/estateromana
#EstateRomana2017 è l’hashtag ufficiale della rassegna.
Info: 060608 attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19 per informazioni e acquisto dei biglietti.
 

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Aversa. Galleria Civico 103, nuovo spazio e nuova stagione creativa

Aversa. Galleria Civico 103, nuovo spazio e nuova stagione creativa

Uno spazio “generazionale”, sotto la guida di Antonio Iazzetta, dedicato alla giovane arte italiana e internazionale con l’obiettivo di condividere la creatività per progettare l’innovazione. Inaugurazione il 28 settembre

CASERTALa Galleria Civico 103 di Aversa rinnova la sua presenza sul territorio con un nuovo spazio espositivo, sotto la guida del gallerista e curatore, Antonio Iazzetta, che dà il via a una nuova stagione artistica. 

Uno spazio polifunzionale,  con l’obiettivo di inscriversi tra i punti di riferimento e di incontro sul territorio campano dedicati all’arte contemporanea, dedicato non solo a mostre personali ma anche ad altre attività culturali, come corsi di approfondimento musicale, proiezione di cortometraggi e concerti.

In questo nuovo spazio la Galleria prosegue nell’impegno di sostenere e promuovere i migliori talenti artistici italiani e internazionali. L’apertura degli spazi espositivi di piazzetta Lucarelli, pone dunque le basi per una nuova stagione, rinsaldando il forte legame con gli artisti che hanno collaborato in passato e proseguendo l’indagine di altri contesti culturali, con particolare attenzione all’Astrattismo, alla Body Art, alla multiculturalità e all’Arte Concettuale, sino a uno specifico lavoro di ricerca e sostegno mirato ai giovani talenti.

Spiega Iazzetta: “Siamo artisti ed è importante per noi il tema generazionale il fatto di poterci interfacciare con artisti che parlino il nostro stesso linguaggio, condividere con loro un bagaglio culturale e di esperienze, rappresenta una responsabilità verso la contemporaneità e verso la memoria culturale futura, per questa ragione è estremamente importante lavorare su progetti, concetti e produzioni che siano il più autentiche possibile”.

Il nuovo spazio verrà inaugurato ufficialmente il 28 settembre con una collettiva a cura di Antonio Iazzetta. Musica d’ambiente, performance di danza contemporanea e una degustazione di vini biologici accompagneranno la serata. 

Vademecum

Giovedì 28 settembre 2017, ore 19:00
Piazzetta Lucarelli, 1 (Angolo via Seggio) – Aversa (CE)
Ingresso libero 

Scopri su Facebook @civico103

 

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Uffizi: raccolti 649mila euro per il restauro delle opere danneggiate dal sisma nelle Marche

Uffizi: raccolti 649mila euro per il restauro delle opere danneggiate dal sisma nelle Marche

Si tratta dei proventi della mostra “Facciamo presto! Marche 2016-2017: tesori salvati, tesori da salvare”. Durante tutto il periodo della mostra, 28 marzo-30 luglio 2017 è stato devoluto 1 euro per ogni biglietto d’ingresso venduto agli Uffizi

FIRENZE – Sono 649mila gli euro raccolti dagli Uffizi da destinare ai restauri delle opere dei Beni Culturali danneggiati dal terremoto nelle Marche. Si tratta dei proventi della mostra dal titolo Facciamo presto! Marche 2016-2017: tesori salvati, tesori da salvare”. Infatti, il 27 marzo scorso, a pochi mesi dal terremoto che ha sconvolto le Marche e il centro Italia, si inaugurava agli Uffizi la bella mostra che, già nel titolo, era un richiamo all’urgenza della risposta in un momento tanto drammatico per il paese, a una solidarietà molto concreta. Era stato quindi deciso che durante tutto il periodo della mostra, 28 marzo-30 luglio 20171 sarebbe stato devoluto 1 euro per ogni biglietto d’ingresso venduto agli Uffizi, da destinarsi alla ricostruzione e all’aiuto delle zone della regione Marche da cui provenivano le opere esposte. 

All’azione di conoscenza e promozione scientifica – far conoscere gli strepitosi tesori che si trovano anche in zone remote e poco conosciute delle Marche al pubblico globale degli Uffizi – si è aggiunto un aiuto tangibile per il recupero e la tutela. 

Ad illustrare il risultato del progetto oggi è stato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, il quale, sottolineando come  il rapporto di Firenze con le Marche venga da lontano, ha commentato: «Le raccolte artistiche fiorentine e la Toscana hanno maturato un grande debito di riconoscenza verso le Marche, a motivo delle importanti collezioni che Vittoria della Rovere, ultima della sua stirpe, recò in dote a Firenze nel 1631. Avendo la possibilità di contraccambiare questo enorme dono di bellezza, contribuendo a restituire ai marchigiani la prospettiva di un rapido recupero di quanto danneggiato dal sisma, non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione. Ci siamo così subito attivati per favorire la raccolta di una somma che potesse andare a colmare i bisogni più immediati nelle zone terremotate. » 

Il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche, Carlo Birrozzi, ha invece sottolineato: «La mostra Facciamo presto! Marche 2016-2017: tesori salvati, tesori da salvare, allestita all’Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi, è stata l’occasione per vedere riunite opere straordinarie provenienti da molti paesi dell’entroterra marchigiano colpito dal sisma e far conoscere ad un vasto pubblico la enorme ricchezza e varietà del patrimonio che questo territorio ancora detiene. È del tutto speciale il radicamento di queste opere nei luoghi di origine e nelle comunità che ancora le detengono e a cui torneranno. Una presa di coscienza importante e necessaria che rafforza la volontà di riavviare la ricostruzione proprio ispirandosi alla loro bellezza e alla volontà di preservare l’unicità di questi contesti. 

Avevamo intuito il successo della mostra per i messaggi che ci sono giunti nel lungo periodo di apertura e per avere organizzato molte visite guidate. Per questo non si può che esprimere la nostra gratitudine al direttore Eike Schmidt e a tutto lo staff delle Gallerie degli Uffizi per l’opportunità che ci hanno offerto. L’ingente somma raccolta testimonia questo successo e ci consentirà di lavorare per la conservazione del patrimonio recuperato e per allestire adeguati depositi in cui le opere potranno essere mantenute fino a che non verranno ricollocate nei loro luoghi di origine. Restauri e nuovi interventi sui depositi verranno concordati con i prestatori e saranno finalizzati alla valorizzazione dell’enorme patrimonio culturale del territorio dei Sibillini.» 

Mentre Gabriele Barucca, curatore della mostra, ora divenuto Soprintendente di Mantova, Lodi e Cremona, ha aggiunto: «L’iniziativa, che ha inteso costituire l’omaggio alle Marche da parte del più importante e prestigioso Museo d’Italia, è stata l’occasione per far conoscere e apprezzare ad un vasto pubblico alcune splendide opere, autentiche gemme del ricchissimo patrimonio d’arte e storia ancora e da sempre conservato nei territori dell’entroterra delle Marche meridionali colpiti dal sisma. La scelta delle opere da esporre aveva anche l’ambizione di ripercorrere sinteticamente, attraverso la presenza di alcune delle testimonianze artistiche più alte e significative, un ideale percorso nella storia dell’Arte di questi territori a partire dal Medioevo fino al XVIII secolo.» 

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Firenze. Nuova multa del Comune al direttore degli Uffizi Eike Schmidt

Eike Schimdt, Direttore degli Uffizi

Il sindaco Nardella e il direttore Schmidt sono in contatto per risolvere una questione di ordine amministrativo legata alla vicenda degli altoparlanti al piazzale degli Uffizi e hanno dato mandato agli uffici di lavorare per una soluzione

FIRENZE – Una multa salatissima quella ricevuta dal direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, da parte del Comune di Firenze. 2300 euro, questo l’importo che Schmidt dovrebbe pagare, sempre per la famosa faccenda legata agli altoparlanti non autorizzati, attraverso i quali il direttore lo scorso anno aveva diffuso messaggi antibagarinaggio. 

In realtà la multa era stata pagata all’epoca dallo stesso Schmidt che di primo mattino, con al seguito telecamere e fotografi, si era recato alla posta e aveva provveduto a sborsare 295 euro di tasca sua , cifra ribassata rispetto ai 422 originali, perché versata entro 5 giorni dalla notifica. 

Ma, come spiega una nota di Palazzo Vecchio, l’ufficio tributi del Comune adesso ha emesso una nuova sanzione per omesso versamento Cimp, Canone installazione mezzi pubblicitari. La sanzione, oggi arriva  aggravata da more e ricarichi legati al trascorrere del tempo, raggiungendo quindi la cospicua cifra di 2.327 euro, riducibile a 1.953 se pagata entro 60 giorni.

Nel frattempo il sindaco Nardella e Schmidt sono al lavoro per risolvere la questione, hanno dato infatti mandato ai rispettivi uffici legali di lavorare per giungere quanto prima a una soluzione.

Dapprima si era dunque pensato ad un errore amministrativo, ovvero una mancata registrazione del pagamento, tanto che il direttore degli Uffizi vedendosi recapitare la multa era rimasto sorpreso, invece come specificato dal Comune, non si tratta della stessa sanzione ma appunto di una multa aggiuntiva. 

 

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A Palazzo Pallavicini di Bologna la grande mostra dedicata a Milo Manara

A Palazzo Pallavicini di Bologna la grande mostra dedicata a Milo Manara

Fino al 21 gennaio 2018 una rassegna renderà omaggio all’artista che ha rivoluzionato l’universo dei fumetti con il suo tratto inconfondibile, attraverso un percorso espositivo di circa 130 opere suddiviso in sette sezioni

BOLOGNA – E’ sicuramente tra le più importanti esposizioni, dedicate alla produzione artistica del fumettista Milo Manara, quella che apre il 22 settembre a Bologna nelle sale di Plazzo Pallavicini, con il titolo “Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara”. 

Curata da Claudio Curcio, la rassegna, attraverso 130 opere suddivise in sette sezioni, abbraccia infatti sia la produzione a fumetti, che il lavoro d’illustratore per la stampa, il cinema e la pubblicità: dalle tavole quasi mai viste di “Un Fascio di Bombe” fino all’assoluta anteprima delle tavole del secondo volume dedicato a Caravaggio, ancora non disponibile in libreria. E poi ancora le tavole con il suo alter ego Giuseppe Bergman e i frutti delle collaborazioni con l’amico e maestro Hugo Pratt, con Alejandro Jodorowsky e con Federico Fellini, di cui sono esposti una serie di preziosi disegni autografati dal regista riminese, insieme a degli storyboard e delle indicazioni che lo scrupoloso Fellini mandava al giovane Manara come canovacci per le sue storie. 

Vengono presentati anche alcuni lavori più datati o quasi mai esposti al pubblico, come la serie d’illustrazioni ispirate ai testi di Shakespeare o le tavole realizzate per le celebrazioni del 250° anniversario della nascita di W. A. Mozart. Per la prima volta inoltre sono mostrati gli acquerelli, realizzati nel 2016 per un’asta di beneficenza, con soggetto la mitica Brigitte Bardot. 

Infine, Palazzo Pallavicini presenta anche le recentissime illustrazioni realizzate per il magazine francese LUI, con protagoniste alcune splendide attrici contemporanee e delle illustrazioni personali inedite prodotte per la famiglia. 

La mostra promossa dal gruppo Pallavicini S.r.l in collaborazione con Comicon, resterà aperta fino al 21 gennaio 2018. 

Vademecum

Dal 22 Settembre 2017 al 21 Gennaio 2018
Bologna, Palazzo Pallavicini
Biglietti: intero e 13, ridotto € 10 (dai 6 ai 18 anni compresi, over 65, studenti universitari con tesserino, militari con tesserino). Gratuito: bambini sotto i 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino
Info: info@palazzopallavicini.com
www.palazzopallavicini.com

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“Loving Vincent”, nei cinema il 16 -17 e 18 ottobre

“Loving Vincent”, nei cinema il 16 -17 e 18 ottobre

Il primo lungometraggio interamente dipinto su tela, vincitore del Premio del Pubblico al Festival d’Annecy, dedicato alla vita e alle opere del pittore olandese

Scritto e diretto da Dorota Kobiela & Hugh Welchman, “Loving Vincent” è il film realizzato elaborando i quadri dipinti del grande pittore. Un team di 125 artisti,  Painting Design Team,  ha impiegato un anno per re-immaginare i quadri di van Gogh come se fossero un film. 94 quadri sono riprodotti in una forma simile a quella originale e più di 31 dipinti sono rappresentati parzialmente. 

Il lungometraggio si ispira agli ultimi scritti di van Gogh e parte proprio dalle parole dell’artista che in un appunto scriveva “Non possiamo che parlare con i nostri dipinti”. La narrazione, fluida e avvincente, ripercorre la travagliata vita del pittore, riportando in vita opere come Caffè di notte, Campo di grano con volo di corvi, Notte stellata, ma anche ritratti e autoritratti. 

Lo spettatore viene ricondotto nell’estate del 1891 in Francia. Qui Armand Roulin, un giovane inconcludente e privo di aspirazioni, riceve da suo padre, il postino Joseph Roulin, una lettera da consegnare a mano a Parigi. Il destinatario è Théo van Gogh, fratello del pittore che si è da poco tolto la vita. Armand non è per nulla felice della missione affidatagli: è imbarazzato dall’amicizia che legava suo padre e Vincent, un pittore straniero che si è tagliato l’orecchio ed è stato internato in un manicomio locale. Ma a Parigi non c’è alcuna traccia di Théo. La ricerca condurrà Armand da Père Tanguy, commerciante di colori, e quindi nel tranquillo villaggio di Auvers-sur-Oise, a un’ora da Parigi, dal medico che si occupò di Vincent nelle sue ultime settimane di vita, il Dottor Paul Gachet. Conosceremo così la locanda dei Ravoux, dove Vincent soggiornò per le ultime dieci settimane e dove il 29 luglio 1890 morì per un proiettile nell’addome. Qui Armand incontrerà anche la figlia del proprietario, Adeline Ravoux, la domestica e la figlia del dottore e -presso il fiume dove Vincent trascorse i suoi giorni- anche il Barcaiolo che lo conobbe.

Le sembianze dei personaggi del film si ispirano a volti noti del mondo del cinema e abbinati ai dipinti che rappresentano. C’èad esempio Douglas Booth nel ruolo di Armand Roulin e  Jerome Flynn che riveste i panni  del Dottor Gachet, mentre l’attore di teatro Robert Gulaczyk riveste il ruolo del protagonista del film, Vincent van Gogh.

Dopo il successo di “Van Gogh Alive – The Experience”, la mostra multimediale più visitata al mondo,  arriva dunque questa emozionante e seducente esperienza visiva dove la tecnologia e l’arte si mescolano segnando una nuova frontiera per la Grande Arte al Cinema

Loving Vincent è distribuito da Nexo Digital in collaborazione con Adler con i media partner Radio DEEJAY, Sky Arte HD e MYmovies.it. 

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Torna in Italia dagli Stati Uniti un “Ritratto” attribuito a Giorgione

Giorgione, Ritratto di giovane - Particolare

Il dipinto, poco conosciuto, verrà esposto nella imminente mostra a Castelfranco Veneto dal titolo “Le trame di Giorgione” 

TREVISO – Rientra in Italia, direttamente dagli Stati Uniti, un prezioso “Ritratto” attribuito a Giorgione, che sarà inserito nella mostra dal titolo “Le trame di Giorgione” (Castelfranco Veneto, Casa di Giorgione, dal 27 ottobre al 4 marzo).

A darne l’annuncio è la curatrice dell’esposizione, Danila Dal Pos, che spiega: “È patrimonio di una importante collezione veneziana ed è rientrata in Italia dopo essere stata in collezioni francesi e americane. Pur presente e citata in vari vecchi cataloghi e monografie su Giorgione, pochi hanno avuto modo di ammirarla in una mostra”. “Sono convinta che questa mostra possa offrire – sottolinea la curatrice – l’occasione ideale per un confronto tra esperti di Giorgione e dell’arte veneta del primo Cinquecento, per giungere ad un serio approfondimento su questo dipinto che la tradizione attribuisce al Maestro di Castelfranco”.

L’opera 

Il dipinto in questione è un prezioso, piccolo olio (cm. 26,5 x 21,4) su cui, da tempo, gli studiosi si interrogano. Il quesito riguarda naturalmente la reale paternità del “Ritratto di giovane”, soggetto della tavoletta. Giorgione? Un artista della sua cerchia, Tiziano? Nessuno di questi?

A pronunciarsi è Augusto Gentili, uno dei maggiori studiosi di Giorgione, che per la mostra castellana ha esaminato l’opera, riservandole un particolare e curioso saggio in catalogo: potrebbe trattarsi di un lavoro giovanile di Giorgione, diremmo oggi di un Giorgione ancora alla ricerca della sua strada.

Andando a ritroso nella storia di questo prezioso dipinto, Gentili risale agli anni’ 30 del secolo scorso, quando il “Ritratto” era presente in una importante collezione privata parigina. Già allora gli esperti si interrogavano su chi ne fosse l’autore e il nome di Giorgione venne più volte avanzato. Retrocesso a prodotto “di cerchia” nelle monografie giorgionesche di Richter (1937) e Morassi (1942), il ritratto è infine esposto a Venezia alla mostra “Giorgione e i giorgioneschi” nel 1955. 

In catalogo, il curatore Zampetti ricorda i precedenti, pubblica una riproduzione – peraltro assai poco leggibile – dopo “il recente restauro” (affermando che questo “ha molto avvantaggiato la possibilità di riconoscere le buone qualità del dipinto”) e informa che la tavoletta è ormai in collezione privata a New York. Il tutto senza sbilanciarsi nel giudizio e nell’attribuzione. 

“Quel che viene dopo – sottolinea Gentili – è ripetizione del già detto o già scritto, o memoria della mostra veneziana: anche perché a questo punto il Ritratto si eclissa per quasi mezzo secolo prima di ricomparire a sorpresa in laguna”.

Gentili si spinge ad affermare che “l’incerto e spaurito ritratto potrebbe essere di Giorgione sui primissimi anni del Cinquecento: del Giorgione sperimentale, inventivo e innovativo di testa, ma ancora incerto e spaurito di mano, che qualsiasi catalogo dei possibili esordi accredita di una decina di opere drammaticamente diverse l’una dall’altra, e nessuna sicura più dell’altra”

In conclusione si tratterebbe dunque dell’opera di un giovane Giorgione, teso a sperimentare e risperimentare per trovare la sua cifra stilistica: siamo probabilmente di fronte al punto di partenza di un percorso che avrà come traguardo il “Ritratto Giustinian” di Berlino.

Spiega ancora Danila Dal Pos: “Certezze assolute non ce ne sono ancora ma quest’opera si colloca a livelli molto alti e poterla finalmente ammirare da vicino, come si potrà fare in Casa di Giorgione, è un’occasione da non perdere”. 

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Museo Egizio di Torino. “Chi vuol essere faraone? L’antico Egitto in pillole”

Museo Egizio di Torino. “Chi vuol essere faraone? L’antico Egitto in pillole”

Sabato 23 e domenica 24 settembre quiz e indovinelli per scoprire curiosità e misteri della civiltà nilotica

TORINO –  Nuovo appuntamento al Museo Egizio di Torino anche questo weekend alla scoperta dell’antica civiltà nilotica, a partire dalle ore 10.10 con la visita guidata “Chi vuol essere faraone? L’antico Egitto in pillole”, un’attività coinvolgente e interattiva.

I visitatori, grandi e piccini sono invitati al confronto e alla riflessione grazie alla serie di quiz e indovinelli distribuiti lungo tutto il percorso espositivo, in un gioco dove bambini e genitori si sfidano nella ricerca della risposta corretta da fornire alle domande poste dell’egittologo, guida abile ed esperta dell’attività.

Il Museo Egizio è il più importante al mondo dopo quello del Cairo? È vero che in certi periodi storici dell’Egitto faraonico i litigi in famiglia erano considerati motivo giustificato di assenza dal posto di lavoro?

Queste e molte altre domande verranno presentate ai piccoli visitatori, insieme a numerosi altri enigmi indecifrabili, che condurranno i partecipanti alla scoperta di soluzioni talvolta inattese.

Vademecum

Museo Egizio – via Accademia delle scienze 6
Chi vuol essere faraone? L’antico Egitto in pillole
Pubblico: bambini (6-11 anni) accompagnati dai genitori
Data e orari: sabato 23 e domenica 24 settembre, ore 10:10
Prezzo al pubblico: € 5,00 (biglietto di ingresso escluso)
Prenotazione obbligatoria: dal lunedì al venerdì, 8:30 – 19:00; sabato, 9:00 – 13:00
Telefono: 011 4406903 – mail: info@museitorino.it
 

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